Frasi su ducato

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema ducato, città, stato, altro.

Frasi su ducato

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“In piedi davanti al caminetto, c'era un uomo di media statura, di aspetto nobile e altero, con gli occhi penetranti, la fronte ampia, un volto smagrito e ancor più allungato dal pizzo e dai baffi. Benché quell'uomo avesse trentasei o trentasette anni appena, capelli, baffi e pizzo cominciavano a farsi grigi. Quell'uomo non aveva spada, ma sembrava, in tutto il resto, un uomo di guerra: i suoi stivali di pelle di bufalo leggermente coperti di polvere indicavano che nella giornata era stato a cavallo. Quell'uomo era Armand Jean Duplessis, cardinale di Richelieu, non quale viene di solito rappresentato a noi, affranto come un vecchio, sofferente come un martire, il corpo piegato, la voce spenta, sepolto in una grande poltrona come in una tomba anticipata, vivo solo per il suo genio e capace ancora di sostenere la lotta con l'Europa soltanto per la forza del suo pensiero, diuturnamente applicato, ma quale egli era realmente in quel tempo, vale a dire destro e galante cavaliere, già debole nel corpo, ma sostenuto da quella potenza morale che ha fatto di lui uno degli uomini più straordinari che siano mai esistiti; quale egli era in quel tempo in cui si preparava, dopo aver validamente appoggiato il duca di Nevers nel ducato di Mantova, dopo aver preso Nimes, Castres e Uzès, a cacciare gli inglesi dall'isola di Ré, e ad assediare la Rochelle.”

Alexandre Dumas (padre) libro I tre moschettieri

cap. XIV L'uomo di Meung
I tre moschettieri

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“Quando il generale Championnet venne a Napoli, mi fece chiamare e mi designò come uno dei membri del Governo Provvisorio, ch'egli stava per stabilire. Il giorno dopo gl'inviai una lettera, e rassegnai formalmente l'impiego, e non lo vidi più. Durante tre mesi, io non feci altro che aiutare col mio proprio denaro e con quello di alcuni amici caritatevoli il gran numero di [poveri] esistenti nella città. Io indussi tutti i medici, chirurgi ed associazione ad andare in giro a visitare gl'infermi poveri, che non avevano modo di curare i loro malanni. Da questo periodo, Barial venne a stabilire il nuovo governo, ed insistette perché io accettassi un posto nella Commissione legislativa. Io ricusai due o tre volte; ed in fine fui minacciato e forzato. Che cosa potevo fare, e in che modo, e che cosa potevo opporre? Tuttavia, nel breve tempo di questa amministrazione, io non feci mai un giuramento contro il re, né scrissi né mai dissi una sola parola offensiva contro alcuno della Famiglia Reale, né comparsi in alcuna delle pubbliche cerimonie, né venni ad alcun pubblico banchetto, né vestii l'uniforme nazionale: non maneggiai danaro pubblico, e i soli cento ducati in carta che mi dettero, furono distribuiti ai poveri. Le poche leggi, votate in quel tempo, furono soltanto quelle che potevano riuscire benefiche al popolo…”

Domenico Cirillo (1739–1799) medico e botanico italiano

da Lettera a Lady Hamilton del 3 luglio 1799; citata in B. Croce, La Rivoluzione napoletana del 1799: biografie, racconti, ricerche, terza edizione aumentata, Bari, Laterza, 1912, pp. 252-53

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“La mia [biblioteca] era per me un ducato grande abbastanza.”

William Shakespeare (1564–1616) poeta inglese del XVI secolo

Prospero: atto I, scena II
La Tempesta

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“(nome pilota) c'è!”

Guido Meda (1966) giornalista e conduttore televisivo italiano

Sempre detta alla fine di ogni gara, naturalmente in tono più entusiastico quando vince un pilota italiano, o la Ducati
Citazioni ricorrenti

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“Terranova, in "Calabria ulteriore", in diocesi di "Oppido" distante da detta città miglia 4, e … da "Catanzaro". Se le dà il nome di città, ma in oggi è nello stato di picciolezza, essendo del tutto rovinata fin dal 1783, insieme co' suoi casali "Galatone", e "Scrofario". Nella situazione trovasi tassata nel 1532 per fuochi 1214, nel 1545 per 1814, nel 1561 per 2419, nel 1595 per 1785, nel 1648 per 1529, e nel 1669 per 1250. In oggi è abitata da circa 460 individui. In "Galatone" ve ne sono altre 50, e nello "Scrofario" 120 in circa. In tutti i Regj quinternoni è denominata terra quindi non saprei per quale privilegio se le desse oggi il nome di città.
Le produzioni del suolo consistono in grano, granone, legumi, vino, olio, e vi è l'industria del nutricare i bachi da seta da' suddivisati suoi cittadini.
Nel 1458 "Alfonso di Aragona" ne investì "Marino Curiali", togliendola a "Tommaso Carocciolo" suo ribelle con tutto il suo contado. Nel 1502 fu donata al Gran Capitano. Passò alla famiglia "de Marinis", e nel 1574 ad istanza de' creditori di "Tommaso de Marinis", fu "su hasta" S. R. C. venduta al magnifico "Batista Grimaldi" ultimo licitore per ducati 28.000. La famiglia Grimaldi l'ha in oggi con titolo di "Ducato."”

Lorenzo Giustiniani (1761–1824) letterato italiano

tomo IX, p. 172 https://books.google.it/books?hl=it&amp;id=C18-AAAAYAAJ&amp;pg=PA172 <br class="br">Dizionario Geografico Ragionato del Regno di Napoli

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“Poche province meridionali e sopra tutto poche città hanno monumenti così importanti e così degni di studio come Benevento. Capitale di un forte ducato, sede di principi valorosi, conserva ancora oggi nei suoi monumenti le tracce dell'antica grandezza.”

Matilde Serao (1856–1927) scrittrice e giornalista italiana

Origine: da Corriere di Napoli, N.° 226, anno XVIII; citato in Almerico Meomartini, I monumenti e le opere d'arte di Benevento, 1889, p. 492.

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