Frasi su mutilazione

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema mutilazione, vita, arte, essere.

Frasi su mutilazione

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“[Riferendosi alle mutilazioni subite da volontario sul fronte occidentale della Prima guerra mondiale] Le mie gloriose ferite.”

Gustave Cohen (1879–1958) storico e patriota francese

Origine: Citato in Christopher E. G. Benfey, Karen Remmler, Artists, intellectuals, and World War II: the Pontigny encounters at Mount Holyoke College, 1942-1944, University of Massachusetts Press, 2006, ISBN 978-1-55849-531-9, p. 146.

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“[…] la circoncisione, una mutilazione rituale arcaica che non ha nessuna giustificazione di nessun tipo e in nessun posto in una società avanzata.”

Ashley Montagu (1905–1999) antropologo e saggista inglese

da Mutilated Humanity Relazione a The Second International Symposium on Circumcision, San Francisco, California, 30 aprile – 3 maggio 1991

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“[Noi per] non ferire la natura abbiamo detto "stop" a quegli orribili strumenti di tortura medievale che sono le posate. Secondo Amnesty International il 100% del cibo subisce ogni giorno mutilazioni permanenti dovuti a coltelli e forchette. […] È la filosofia lecchista: […] non masticare mai i cibi, leccarli finché si consumano, è un approccio molto meno invasivo. E poi così un piatto lo gusti molto di più. È capace che una melanzana ti può durare anche per sei o sette settimane.”

Maurizio Crozza (1959) comico, imitatore e conduttore televisivo italiano

da Crozza nel Paese delle Meraviglie, 11 marzo 2016 <br class="br">Personaggi originali, Germidi Soia <br class="br">Origine: Visibile al minuto 00:58:40 di Crozza nel Paese delle Meraviglie - Puntata 11/03/2016 https://www.youtube.com/watch?v=mBnp_uEVKd4, YouTube.com, 13 marzo 2016.

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“Ero solo in casa e Petalo come al solito si era messo a grattare la porta e a gemere nel modo più molesto e inurbano, disturbando indicibilmente la mia concentrazione profonda di filosofo. […] Con una scopa corsi alla porta e… ma non ricordo di avergli dato un colpo… forse glielo minacciai soltanto, urlandogli istericamente di filare […]. Quel che ricordo nitidamente, come se guardassi una istantanea di quel momento, è la fuga del maleamato sulla rampa della scala […]. Su ogni gradino c'erano gocce di sangue. Petalo era ferito. Era venuto a supplicarmi soccorso e si era ricevuto un colpo di scopa.Andai su a vedere, temendo di essere stato io il feritore… (Forse glielo diedi, il colpo). Stava leccando del latte, disperatamente. Una zampina era stata portata via di netto da qualcosa di terribile, e sulla schiena aveva uno squarcio, vicino al collo, un cratere di sangue. Non si lamentava più, ogni tanto ci guardava, come fossimo stati i suoi giudici, o i suoi medici.
Chiamai il veterinario, che aveva il rimedio nella borsa e che consigliò di adoperarlo subito. Era stato un cane a ridurlo in quello stato […]. Mentre il misericordioso Dottore preparava l'iniezione, [Petalo] mi fissò in modo indimenticabile e volle – proprio così – che la mia mano si posasse dolcemente sulla sua mutilazione, un grumo di dolore che spenzolava. Non so se mai più mi capiterà di supplicare mentalmente, con tanta angoscia e febbrile vergogna, qualcuno, qualche groviglio di visceri viventi, di perdonarmi, sul punto della morte.”

Guido Ceronetti (1927–2018) poeta, filosofo e scrittore italiano

Origine: La pazienza dell'arrostito, pp. 286-288

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