“[…] il piacere è sempre o passato o futuro, non mai presente […].”
3550, 29 settembre 1823, Festa di San Michele Arcangelo; 1898, Vol. VI, p. 21
Variante: Il piacere è sempre o passato o futuro, non mai presente.
Il conte Giacomo Leopardi è stato un poeta, filosofo, scrittore, filologo italiano.
È ritenuto il maggior poeta dell'Ottocento italiano e una delle più importanti figure della letteratura mondiale, nonché una delle principali del romanticismo letterario; la profondità della sua riflessione sull'esistenza e sulla condizione umana – di ispirazione sensista e materialista – ne fa anche un filosofo di spessore. La straordinaria qualità lirica della sua poesia lo ha reso un protagonista centrale nel panorama letterario e culturale europeo e internazionale, con ricadute che vanno molto oltre la sua epoca.
Leopardi, intellettuale dalla vastissima cultura, inizialmente sostenitore del classicismo, ispirato alle opere dell'antichità greco-romana, ammirata tramite le letture e le traduzioni di Mosco, Lucrezio, Epitteto, Luciano ed altri, approdò al Romanticismo dopo la scoperta dei poeti romantici europei, quali Byron, Shelley, Chateaubriand, Foscolo, divenendone un esponente principale, pur non volendo mai definirsi romantico. Le sue posizioni materialiste – derivate principalmente dall'Illuminismo – si formarono invece sulla lettura di filosofi come il barone d'Holbach, Pietro Verri e Condillac, a cui egli unisce però il proprio pessimismo, originariamente probabile effetto di una grave patologia che lo affliggeva ma sviluppatesi successivamente in un compiuto sistema filosofico e poetico:
Il dibattito sull'opera leopardiana a partire dal Novecento, specialmente in relazione al pensiero esistenzialista fra gli anni trenta e cinquanta, ha portato gli esegeti ad approfondire l'analisi filosofica dei contenuti e significati dei suoi testi. Per quanto resi specialmente nelle opere in prosa, essi trovano precise corrispondenze a livello lirico in una linea unitaria di atteggiamento esistenziale. Riflessione filosofica ed empito poetico fanno sì che Leopardi, al pari di Schopenhauer, Kierkegaard, Nietzsche e più tardi di Kafka, possa essere visto come un esistenzialista o almeno un precursore dell'Esistenzialismo. Wikipedia

“[…] il piacere è sempre o passato o futuro, non mai presente […].”
3550, 29 settembre 1823, Festa di San Michele Arcangelo; 1898, Vol. VI, p. 21
Variante: Il piacere è sempre o passato o futuro, non mai presente.
“La noia è il desiderio della felicità, lasciato, per così dir, puro.”
3715, 17 ottobre 1823; 1898, Vol. VI, p. 127
“L'esistenza può essere maggiore senza che lo sia la vita.”
3927, 27 novembre 1823; 1898, Vol. VI, p. 301
“Io vivo, dunque io spero, è un sillogismo giustissimo […].”
4145, 18 ottobre 1824; 1898, Vol. VII, p. 70
“Il mezzo più efficace di ottener fama è quello di far creder al mondo di esser già famoso.”
4153, Bologna, 21 novembre 1825; 1898, Vol. VII, p. 80
4391, 23 settembre 1828; 1898, Vol. VII, p. 330
“Cosa rarissima nella società, un uomo veramente sopportabile.”
4525, 16 settembre 1832; 1898, Vol. VII, p. 462
Giosuè Carducci
Elogio degli uccelli, 17
“La natura ci destinò per medicina di tutti i mali la morte.”
Dialogo di Plotino e di Porfirio
Dialogo di Timandro e di Eleandro
cap. II
Luigi Russo
vv. 4-7
Canti, XXIV – La quiete dopo la tempesta
vv. 39-44
Canti, XXIII – Canto notturno di un pastore errante dell'Asia
vv. 42-50
Canti, XXIV – La quiete dopo la tempesta
Giacomo Leopardi libro Zibaldone
4188, Bologna 13 luglio 1826; 1898, Vol. VII, p. 117
Zibaldone
vv. 297-304
Canti, XXXIV – La ginestra o il fiore del deserto
Giacomo Leopardi libro Zibaldone
3645, 11 ottobre 1823; 1898, Vol. VI
Zibaldone
Giacomo Leopardi Operette morali
Il Parini, ovvero della gloria, cap. I
Operette morali
Origine: Da una lettera del maggio 1833 a Charlotte Bonaparte; citato in Leopardi progressista e razionalista? Un mito sfatato http://www.ilgiornale.it/news/leopardi-progressista-e-razionalista-mito-sfatato.html, il Giornale.it, 20 luglio 2010.
Giacomo Leopardi Operette morali
Il Parini, ovvero della gloria, cap. VIII
Operette morali
Origine: Da Lettere al fratello Carlo, p. 43.
Giacomo Leopardi libro Zibaldone
3531, 26-7 settembre 1823; 1898, Vol. VI, p. 9
Zibaldone
Giacomo Leopardi Operette morali
Elogio degli uccelli
Operette morali
vv. 43-51
Canti, XXV – Il sabato del villaggio
Giacomo Leopardi libro Zibaldone
2410, 1 maggio 1822; 1898, Vol. IV, p. 224
Zibaldone
Giacomo Leopardi libro Zibaldone
1174, 16 giugno 1821; 1898, Vol. II, p. 460
Zibaldone
Giacomo Leopardi Operette morali
Dialogo della Natura e di un Islandese
Operette morali
Giacomo Leopardi libro Zibaldone
976; 1898, Vol. II, p. 310
Zibaldone
Operette Morali: Essays and Dialogues
Canti, XXIII – Canto notturno di un pastore errante dell'Asia
Variante: A questo supremo scolorar del sembinante, e perir dalla terra, e venir meno ad ogni usata, amante compagnia
Giacomo Leopardi libro Zibaldone
Zibaldone
vv. 50-59
Canti, XI – Il passero solitario
Canti, Citazioni sul Canto notturno di un pastore errante dell'Asia
Canti, XXIII – Canto notturno di un pastore errante dell'Asia