Frasi su sporcizia
Una raccolta di frasi e citazioni sul tema sporcizia, essere, terra, vita.
Frasi su sporcizia
Jean Cocteau (1889–1963) poeta, saggista e drammaturgo francese
Origine: Il mio primo viaggio, p. 114
Angela Urbano giornalista italiana
Origine: Da Cowpoets per un pugno di versi; citato in Poesia n. 152, agosto 2001, Crocetti Editore
“Qui è tormentata dalla fame,
dal freddo, dalla sporcizia, dalla mancanza di bagni, lavacri e cure.”
Gaio Lucilio (-180–-102 a.C.) poeta romano
1996
Lev Nikolajevič Tolstoj (1828–1910) scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta ed attivista sociale russo
22 aprile 1889, p. 307
“Se il buon Dio non avesse voluto la sporcizia, non la avrebbe creata.”
Georg Groddeck (1866–1934) medico e psicoanalista tedesco
Lo scrutatore d'anime
da Metrobar
Achille Sclavo (1861–1930) medico e docente italiano
Origine: Da Il Decalogo dell'Igiene; in Per la propaganda igienica: scuola ed igiene, Paravia, 1924<sup>2</sup>, p. 323.
William Wetmore Story (1819–1895) scultore, critico d'arte, poeta ed editore statunitense
citato in Attilio Brilli, Il grande racconto del viaggio in Italia, il Mulino, Bologna, 2014, p. 55
Giosue Carducci (1835–1907) poeta e scrittore italiano
Origine: Da La gioventù di Ludovico Ariosto e la poesia latina in Ferrara; in La estense e la gioventù dell'Ariosto, Edizione Nazionale delle opere di Giosuè Carducci, volume tredicesimo, Nicola Zanichelli Editore, pp. 174-175.
“I contadini combattono la sporcizia solamente con il sudore.”
Jules Renard (1864–1910) scrittore e aforista francese
1 agosto 1903; Vergani, p. 209
Diario 1887-1910
Upton Sinclair (1878–1968) scrittore statunitense
Origine: Da La giungla; citato in Jeremy Rifkin, Ecocidio: ascesa e caduta della cultura della carne, traduzione di Paolo Canton, Oscar Mondadori, Milano, 2014, cap. XX https://books.google.it/books?id=aAakAwAAQBAJ&pg=PT137.
Bernardo Valli (1930) giornalista e scrittore italiano
Variante: Il clero sciita, che ha promosso e guida la rivoluzione islamica di Teheran, non è composto di vermi che si agitano nella sporcizia e nel fango, come diceva il defunto scià di Persia. Gli ayatollah, che lo hanno travolto quando sembrava all'apice della potenza, difendono l'umiliato orgoglio di un' antica nazione, la Persia, e una religione a lungo frustrata, che i loro predecessori non hanno saputo preservare e rispettare. Li difendono col fanatismo, con l'odio, con una crudeltà d' altri secoli, e con un pessimo gusto che arriva al punto di costruire nel cuore di Teheran una fontana da cui sgorga acqua tinta di rosso, per ricordare il sangue versato dai martiri della rivoluzione. Ma li difendono dopo i numerosi fallimenti dei laici, degli innovatori. La loro rivoluzione è contro il mondo moderno, contro le società occidentali, contro i pagani, dai quali per secoli sono stati presi a calci. È un orgoglio ferito che esplode irrazionalmente, con il conforto di una religione che ha conservato una carica, un' intensità che noi definiamo medievale. Senza tener conto di questo, non si può capire il fenomeno iraniano. <br class="br">Origine: Da La piaga iraniana http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/08/04/la-piaga-iraniana.html?ref=search, la Repubblica, 4 agosto 1987.
Dylan Thomas (1914–1953) poeta, scrittore e drammaturgo gallese
lettera del 5 maggio 1947 a D. J. e Florence Thomas; p. 341
Lettere