Frasi di Giuseppe Prezzolini

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Giuseppe Prezzolini

Data di nascita: 27. Gennaio 1882
Data di morte: 14. Luglio 1982

Giuseppe Prezzolini è stato un giornalista, scrittore, editore e aforista italiano. Dal 1940 ebbe anche la cittadinanza statunitense.

Frasi Giuseppe Prezzolini


„Che peccato che un Gramsci si sia trovato nella condizione di sacrificare la sua intelligenza e la sua vita alla creazione della società più triste, più oppressiva, più noiosa, più funerea del mondo, la civiltà comunista.“ da Ideario, Corbaccio, Milano, 1993, p. 125

„L'Italia si divide in due parti: una europea che arriva all'incirca a Roma, e una africana o balcanica, che va da Roma in giù. L'Italia africana o balcanica è la colonia dell'Italia Europea.“


„L'Italia non è il giardino del mondo. L'Italia è un paese naturalmente povero, senza carbone, con poco ferro, molto scoglio, per tre quarti malarico e troppo popoloso. Esso dipende e dipenderà sempre economicamente dagli stranieri. L'indipendenza dell'Italia è il mito più infondato e dannoso che un italiano possa nutrire. C'è una sola consolazione: che nessun paese è economicamente indipendente.“

„In Italia non si può ottenere nulla per le vie legali, nemmeno le cose legali. Anche queste si hanno per via illecita: favore, raccomandazione, pressione, ricatto ecc.“

„Prima di tutto il V. C. si guarderà bene dal confondersi con i reazionari, i retrogradi, i tradizionalisti, i nostalgici; perché il V. C. intende «continuare mantenendo», e non tornare indietro e rifare esperienze fallite. Il V. C. sa che a problemi nuovi occorrono risposte nuove, ispirate a principii permanenti.“ cap. 5, 2; 1972, p. 47; 1995, p. 32

„Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.“

„L'anima del Leopardi era nobilissima, delicatissima, quella d'una creatura angelica, straboccante di desiderio d'amore e di amicizia.“

„L'Italiano non dice mai bene di quello che fa il Governo, anche se è fatto bene; però non c'è italiano il quale non affiderebbe qualunque cosa al governo e non si lagni perché il Governo non pensa a tutto.“


„Il pederasta passivo dei russi.“

„Come tutti i principali collaboratori della Voce, accettai la guerra come un fatto naturale. Non eravamo guerrafondai, intendi bene. Ma riconoscevamo che la guerra fa parte della vita, essendo la vita lotta e conquista. La guerra, anzi, con le sue regole e i suoi limiti, costituisce un passo avanti rispetto alle lotte barbariche. Il nemico, nella guerra, rappresenta l'ostacolo al raggiungimento di un fine, non una bestia da sgozzare. Perciò permette e anzi favorisce la pietà per il ferito, la compassione per il vinto, una volta che l'ostacolo è superato. Conquistata la trincea, i nemici tornano uomini e fratelli.“

„Il concetto di Dio per me è il concetto dell'essere, ed è l'essere. Noi esistiamo, cambiamo continuamente. L'essere è assoluto, che non cambia. E questo qui, questo, è il concetto di Dio. Esso non ha una realtà fisica, ma è una realtà che agisce.“

„La delicatezza, il pudore, la sensibilità in persona.“


„La coerenza è la virtù degli imbecilli.“

„Il lavatoio sessuale della letteratura.“

„Vi è [... ] da notare sul fattore sessuale [... ] Gli scrittori son andati tanto in là nell'analizzarlo da rendere a volte ciò che è noioso ed osceno, freddamente scientifico, o tutt'al più ironico. Gli autori presentano questa realtà con occhio tanto penetrante che il loro punto di vista si è completamente obbiettivato e mentre paiono darle importanza, in verità la allontanano da noi, come un oggetto veduto al microscopio perde attrattiva perché difetti e imperfezioni invisibili ad occhio nudo, si vedono ora chiaramente. Se guardiamo da vicino la pelle di una bella donna, tutto ciò che vediamo sono dei piccoli pori, non certo attraenti, coperti da stille di sudore. (da I narratori. L'enciclopedia della vita, in L'Italia finisce: ecco quel che resta, traduzione dall'inglese di Emma Detti, Rusconi Libri, Milano, 1994, pp. 70-71)“

„Vicino a Vietri c'è una piccola città ottocentesca che si chiama Cava dei Tirreni. È molto «distinta» e carina, quasi come una vecchia zia decaduta che abbia conservato certe antiche maniere. Ora la stanno circondando di fabbriche e di casoni moderni con le facciate aggravate da balconi portasaponi, ma il centro rimane modesto, ritirato, sommesso, sotto pedale insomma e, nello stesso tempo, tanto «per bene». Ci son persino dei portici, di venti fogge diverse un po' malandati e sbilenchi, ma sembran ricordare che un tempo ci si faceva «il passeggio». (dalla prefazione a I ritte antiche, p. 8.)“

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