Frasi su politico
pagina 38

Marco Rizzo photo
Marco Rizzo photo

“L'Unione Europea è una gabbia per i lavoratori e per i popoli del continente. I trattati europei creano un'istituzione nelle mani della finanza e delle grandi imprese. L'Europa impone le politiche antipopolari, nell'interesse della finanza, determinando disoccupazione, delocalizzazioni, diminuzioni dei salari e dei diritti.”

Marco Rizzo (1959) politico italiano

Origine: Citato in Rizzo strappa copia dei Trattati di Roma in diretta tv: "Ue è una gabbia" http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2017/03/24/rizzo-strappa-copia-dei-trattati-roma-diretta-una-gabbia_QGn0GBkY29zKVhouJPNPEK.html, Adnkronos.com.

Vittorio Pica photo
Antonino Trizzino photo
Anna Louise Strong photo
Nilde Iotti photo
Gianni Barbacetto photo
Paul B. Preciado photo
Herbert McCabe photo

“Il bombardamento americano dell'86 ha avuto l'effetto di un elettrochoc: più ancora delle bombe ha traumatizzato Gheddafi l'isolamento subito dal paese in quei momenti difficili. I fratelli arabi e gli amici africani gli hanno girato le spalle, l'Unione Sovietica e le altre nazioni socialiste l'hanno tenuto a debita distanza. La Libia aveva tutte le porte sbarrate: ai suoi fianchi i confini con la Tunisia e l'Egitto erano chiusi, a Sud era ancora in corso la guerra col Ciad e dal Mediterraneo erano appena arrivati i fulmini di Reagan. Cosi è cominciata la svolta pragmatica di Gheddafi. Anzitutto egli ha ammorbidito la situazione interna: ha liberato gran parte dei prigionieri politici, più quelli detenuti per delitti d'opinione che i veri oppositori del regime, ha soppresso la giustizia sommaria esercitata dai comitati rivoluzionari, ha avviato la liberalizzazione del commercio e autorizzato l'importazione di beni di consumo. Vuotando o sfoltendo le prigioni, riempiendo i negozi e aprendo le frontiere Gheddafi ha dato un po' di respiro ai libici. Ne avevano bisogno. Essi avevano rivelato di essere giunti ai limiti della sopportazione quando avevano espresso con molta parsimonia la loro solidarietà al regime dopo i bombardamenti americani. Ma è veramente cambiato Gheddafi? È rinsavito sul serio? Una cosa è certa: lo stacco tra quel che dice e quel che fa si è notevolmente allargato.”

Bernardo Valli (1930) giornalista e scrittore italiano
Ugo Intini photo
Paul Offit photo
Nilde Iotti photo
Brunetto Bucciarelli-Ducci photo

“Per ammazzare una settantina di esseri umani e per ferirne quasi duecento bisogna sparare parecchio. Ma gli afrikaner non lesinavano i mezzi per imporre l'Apartheid, istituzionalizzato al fine di separare lo sviluppo di bianchi e neri, vale a dire di segregare i neri, privati dei diritti civili e politici riservati ai bianchi.”

Bernardo Valli (1930) giornalista e scrittore italiano

Origine: Da Quando Mandela prese le armi http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/12/07/quando-mandela-prese-le-armi.html?ref=search, la Repubblica, 7 dicembre 2013.

Michelangelo Castelli photo

“È noto che in nome dell'onestà e della lotta alla corruzione, in politica, nel passato come oggi, si combattono opache battaglie di potere.”

Norma Rangeri (1951) giornalista italiana

Origine: Da Lo sguardo corto dei 5 stelle https://ilmanifesto.it/lo-sguardo-corto-dei-5-stelle/, Ilmanifesto.it, 14 maggio 2016.

Clemente Solaro della Margarita photo
Paul B. Preciado photo
Marco Rizzo photo
Khaled Fouad Allam photo
Loretta Napoleoni photo
Gregorio De Falco photo

“Si dovrebbe tenere presente che nel Movimento non c'è spazio per professionismi della politica. Qualcuno si dovrebbe ricordare che il secondo mandato è il raggiungimento del limite. Dobbiamo ricordarci che abbiamo tutti accettato di avere una data di scadenza.”

Gregorio De Falco (1965) politico e ufficiale della Marina Militare

Origine: Citato in Fronda M5S, la sfida di De Falco: "Mi cacciano per il decreto sicurezza? Anche Di Maio è a termine" https://www.repubblica.it/politica/2018/11/03/news/m5s_di_maio_de_falco_decreto_sicurezza-210706370/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1, repubblica.it, 3 novembre 2018.

Massimo Ghini photo
Maria Elisabetta Alberti Casellati photo
Michelangelo Castelli photo

“Il conte Cavour uscì fuori un giorno a dirmi: «Convenga con me, che il Connubio fu il più bell'atto della mia vita politica.»
Io lo guardai negli occhi, e poi gli risposi: «A me lo dice? a me che ho durato quasi un anno a persuadere or lei, or Rattazzi onde portarli a quel punto che Ella ben ricorda?» e Cavour scoppiando in una gran risata : «È vero, è vero (già cà l'è vera), mio caro Castelli,» e poi a furia una fregatina di mani.”

Michelangelo Castelli (1808–1875) politico italiano

p. 39
Variante: Il conte Cavour uscì fuori un giorno a dirmi: «Convenga con me, che il Connubio fu il più bell'atto della mia vita politica.»
Io lo guardai negli occhi, e poi gli risposi: «A me lo dice? a me che ho durato quasi un anno a persuadere or lei, or Rattazzi onde portarli a quel punto che Ella ben ricorda?» e Cavour scoppiando in una gran risata : «È vero, è vero (già cà l'è vera), mio caro Castelli,» e poi a furia una fregatina di mani. (p. 39)
Origine: Urbano Rattazzi (1808–1873), politico italiano.

David Van Reybrouck photo
Luigi Gui photo

“Per Moro occorre andare oltre le emozioni, oltre anche ai quesiti non ancora risolti delle modalità della sua prigionia, del suo sacrificio e delle motivazioni dei suoi assassini, e cercare di continuare ad approfondire l'attualità della sua eredità politica.”

Luigi Gui (1914–2010) politico italiano

Origine: Da un articolo su Prospettive del mondo, citato in La dc ricorda Moro (ucciso 5 anni fa) http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,1027_02_1983_0121_0002_19052313/, La Stampa, 9 maggio 1983.

Pierre Carniti photo

“Non credo che la lotta diventi politica in relazione al numero di lavoratori, lo diventa a seconda dei contenuti.”

Pierre Carniti (1936–2018) sindacalista e politico italiano

Origine: Dall'intervista di Giovanni Trovati, Pierre Carniti http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,0149_01_1973_0119_0002_5645017/, La Stampa, 22 maggio 1973.

Marco Rizzo photo

“[Parlando del pugilato] La nobile arte è molto meno cruenta. Hai di fronte l'avversario, le dai, le prendi, alla fine ti abbracci. In politica, nemmeno hai messo i guantoni che hai già preso una coltellata e non da chi hai davanti ma da quello di fianco.”

Marco Rizzo (1959) politico italiano

Origine: Dall'intervista di Giancarlo Perna, Rizzo, l'ultimo comunista: «Bertinotti? Una mannequin che si cambia a ogni comizio» http://www.ilgiornale.it/news/rizzo-l-ultimo-comunista-bertinotti-mannequin-che-si-cambia.html, Ilgiornale.it, 28 aprile 2008.

“La politica messa in campo allora [nel Sessantotto] dal movimento femminista ha dato buone idee e buoni frutti, testimoniati dalle leggi (divorzio, aborto, violenza sessuale) che oggi sono patrimonio collettivo del Paese, anche di quella parte che non le condivise.”

Norma Rangeri (1951) giornalista italiana

Origine: Da 1968, la scissione di massa delle cattive ragazze https://ilmanifesto.it/1968-la-scissione-di-massa-delle-cattive-ragazze/, Ilmanifesto.it, 12 aprile 2018.

Pierre-Jean Grosley photo
Ahmadou Ahidjo photo
Ida Di Benedetto photo
Khaled Fouad Allam photo

“Il processo a Saddam Hussein e la sua condanna a morte non sortiscono lo stesso effetto di quello a Ceausescu, non solo perché i contesti storico-politici sono differenti, ma perché nel caso iracheno manca un attore fondamentale in ogni evoluzione storica: la società civile, che nei paesi dell'est è riuscita in molti casi a riappropriarsi del proprio destino. Nel mondo arabo la società civile esiste ma è debole, perché legata a strutture che ne impediscono una reale autonomia. è difficile parlare di opinioni pubbliche arabe come si intendono in Occidente, in quanto la società civile non è aperta; essa reagisce sempre in funzione dei suoi legami - la famiglia, il luogo d'origine, l'appartenenza politica - ma soprattutto in funzione del peso della realtà comunitaria, che le impedisce di autonomizzarsi. La reazione al processo e alla condanna a morte di Saddam Hussein è subordinata a un certo immaginario collettivo del mondo arabo, che reagisce a seconda della sensazione di considerarsi i vincitori o i perdenti della storia. Ma esiste un altro elemento che nel caso specifico del processo a Saddam tende a diminuire il possibile effetto di quella decisione: opinione molto diffusa nel mondo arabo, collegata a un anti-americanismo diffuso, è che il rovesciamento del regime di Saddam sia il risultato di una "rivoluzione per delega": tutt'altro scenario della rivoluzione contro Ceausescu.”

Khaled Fouad Allam (1955–2015) sociologo e politico algerino

Origine: Da Il rischio di farne un martire eroe dell'islamo-nazionalismo http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/11/06/il-rischio-di-farne-un-martire-eroe.html?ref=search, la Repubblica, 6 novembre 2006.

Marco Rizzo photo
Torres (musicista) photo
Gianni Barbacetto photo
Gianni Barbacetto photo
Gianni Barbacetto photo
Gianni Barbacetto photo

“Partigiano, sopravvissuto al campo di concentramento, padre costituente, professore e poi rettore dell'università Cattolica, Lazzati è, in politica, un punto di riferimento per i cattolici democratici.”

Gianni Barbacetto (1952) giornalista e scrittore italiano

Dal suo blog su Il fattoquotidiano.it
Origine: Da La Milano di Scola: via la Fondazione di Martini, arriva Cl https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/22/la-milano-di-scola-via-la-fondazione-di-martini-arriva-cl/2151220/, 22 ottobre 2015.

“Il Congo-Zaire del maresciallo-presidente Mobutu Sese Seko è diventato col tempo un terreno di forte competizione tra Parigi e Washington. E lo scontro politico si è accentuato quando Washington ha cominciato a sostenere Kabila e Parigi ha continuato a sostenere Mobutu. Fino all'ultimo, o quasi. Al punto che la sua fine appare adesso una sconfitta francese. E, bizzarria della storia, gli Stati Uniti che sostennero Mobutu, e indirettamente contribuirono all'assassinio di Lumumba, ora accompagnano al potere Kabila, l'uomo che esalta, o addirittura "vendica" Lumumba.”

Bernardo Valli (1930) giornalista e scrittore italiano

Variante: Il Congo-Zaire del maresciallo-presidente Mobutu Sese Seko è diventato col tempo un terreno di forte competizione tra Parigi e Washington. E lo scontro politico si è accentuato quando Washington ha cominciato a sostenere Kabila e Parigi ha continuato a sostenere Mobutu. Fino all'ultimo, o quasi. Al punto che la sua fine appare adesso una sconfitta francese. E, bizzarria della storia, gli Stati Uniti che sostennero Mobutu, e indirettamente contribuirono all' assassinio di Lumumba, ora accompagnano al potere Kabila, l'uomo che esalta, o addirittura "vendica" Lumumba.

Loretta Napoleoni photo
Michelangelo Castelli photo
Pellegrino Rossi photo
Rosalinda Celentano photo
Giuseppe Montanelli photo
Gianni Barbacetto photo

“La casta invisibile è quella che, all'ombra della politica, presidia le società controllate dalla politica, gestendo, spesso a beneficio della politica, potere e affari.”

Gianni Barbacetto (1952) giornalista e scrittore italiano

Dal suo blog su Il fattoquotidiano.it
Origine: Da Tetto agli stipendi: la casta non li rispetta https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/07/tetto-agli-stipendi-la-casta-non-li-rispetta/1084522/, 7 agosto 2014.

“Il nostro governo ha mancato di denunciare la soppressione della democrazia. Il nostro governo ha mancato di denunciare le atrocità. Il nostro governo ha mancato di prendere misure coercitive per proteggere i propri cittadini e allo stesso tempo si è tirato indietro per compiacere il governo dominato dal Pak[istan] occidentale e per sminuire ogni condivisibile reazione negativa della comunità internazionale. Il nostro governo ha avallato quella che molti considererebbero una bancarotta morale, mentre per ironia della sorte l'Unione Sovietica inviava al presidente Yahya Khan un messaggio di difesa della democrazia, in cui condannava l'arresto del dirigente di un partito di maggioranza democraticamente eletto e casualmente filo-occidentale, e chiedeva la fine delle misure repressive e degli spargimenti di sangue […] Ma noi abbiamo scelto di non intervenire, nemmeno su un piano morale, con la giustificazione che il conflitto con la Lega Awami, a cui sfortunatamente si può applicare l'abusata definizione di genocidio, sarebbe una questione puramente interna a uno Stato sovrano. Alcuni privati cittadini americani hanno espresso il loro disgusto. Noi, quali funzionari pubblici professionisti, esprimiamo il nostro dissenso con le politiche adottate e ci auguriamo vivamente che i sinceri e duraturi interessi che abbiamo in questo paese possano essere chiariti e le nostre politiche abbiano un nuovo indirizzo.”

Archer Blood (1923–2004)

da un comunicato inviato il 6 aprile 1971 durante la Guerra di liberazione bengalese
Origine: Citato in Christopher Hitchens, Processo a Henry Kissinger, Fazi Editore, 2005, p. 80. ISBN 8881126133

Mario Capanna photo

“[Sulla richiesta di modifica della legge sui vitalizi che Capanna percepisce] La tragedia della stupidaggine è tutta del Pd. Facendo questo provvedimento di quello scimunito di Giachetti si è portata acqua al mulino del M5S, che giustamente ha brindato alla Camera. Roba da mentecatti politici come Richetti. […] Il vitalizio non è un privilegio. Il metodo retributivo è giusto, la pensione va calcolata sull’ultimo stipendio. Non si era mai visto un provvedimento retroattivo. Non so quanto perdo, non me ne preoccupo. Soprattutto perché non passerà al Senato e sicuramente verrà bocciata dalla Corte Costituzionale.”

Mario Capanna (1945) attivista, scrittore e politico italiano

Origine: Dall'intervista al programma radiofonico "La Zanzara", citato in Vitalizi, Mario Capanna: “Una fregnaccia, roba da mentecatti politici come Richetti e scimuniti come Giachetti” https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/31/vitalizi-mario-capanna-una-fregnaccia-roba-da-mentecatti-politici-come-richetti-e-scimuniti-come-giachetti/3766603/, Il Fatto Quotidiano, 31 luglio 2017.

Attilio Piccioni photo
Nilde Iotti photo

“[Sulla richiesta di una nuova Assemblea Costituente durante Tangentopoli] Un'assemblea costituente si convoca quando c'è una tale rottura all'interno del Paese, come avvenne dopo la guerra e dopo la caduta del fascismo, e ciò fu indispensabile. Pur in presenza di fatti gravissimi, di una degenerazione del sistema politico pericolosissima, non siamo nella situazione del dopoguerra, e ricorrere ad una costituente mi pare davvero eccessivo.”

Nilde Iotti (1920–1999) politica italiana

Origine: Dal discorso all'Università di Firenze; citato in "Eccessivo ricorrere ad una Costituente" http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,0778_01_1993_0074_0002_10988766/, La Stampa, 16 marzo 1993.

Anna Mazzamauro photo
Anna Louise Strong photo
Gianni Barbacetto photo

“L'India indipendente ha santificato Gandhi, l'ha dichiarato padre della patria, e poi l'ha subito rimosso. La sua personalità e il suo pensiero sono stati più volte smontati e rimontati, come orologi, da storici e sociologi. Dopo le prime esaltazioni, c'è stato chi ha sostenuto che, in realtà, nonostante il radicalismo contadino, la sua dottrina favoriva le classi privilegiate cittadine. Insomma, secondo questa tesi, Gandhi sarebbe stato un falso rivoluzionario, un abile politico, la cui azione ha condotto all'indipendenza dell'India, salvando i grandi proprietari. Per alcuni studiosi della "scuola di Cambridge" sarebbe stato addirittura un fantoccio nelle mani di gruppi e clientele. E c'è stato, al contrario, chi ha parlato di un comunismo primitivo gandhiano. Paradossalmente, è invece in senso opposto che talvolta si richiamano a lui gli autori della svolta economica liberista in corso a Nuova Delhi dall'inizio degli anni Novanta. Altri ancora si limitano a sottolineare, con saggezza, la preminenza in Gandhi di un'esigenza di elevazione morale e spirituale delle masse e dell'individuo, anche nell'azione politica. È in fondo quest'ultimo aspetto del Mahatma che ci sta a cuore.”

Bernardo Valli (1930) giornalista e scrittore italiano

Origine: Da L'ultimo funerale del Mahatma mezzo secolo dopo http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/01/31/ultimo-funerale-del-mahatma-mezzo-secolo.html?ref=search, la Repubblica, 31 gennaio 1997.

Ugo Intini photo
Ugo Intini photo

“Milosevic è una vistosa reliquia del nazionalismo primitivo, quello che, su scala assai più grande, con le sue degenerazioni ideologiche, ha provocato le tragedie del '900 europeo. È a questo nazionalismo, ricreatosi a pochi minuti di volo dalla nostra costa adriatica, che la Nato ha dichiarato di fatto la guerra. Quasi volesse distruggerlo prima di entrare nel nuovo millennio. È roba da lasciare al secolo che se ne va. Fallito il comunismo, anche nella sua eccentrica versione jugoslava, Milosevic si è gettato in quel nazionalismo: e nel giugno '89 ha dato solennità alla conversione recandosi nella pianura di Kosovo Polje, ai piedi del monumento alla battaglia del 1389 (da cui cominciò il dominio ottomano, durato quasi mezzo millennio), per annunciare che "mai più i serbi si sarebbero lasciati maltrattare". Con quel gesto e quelle parole Milosevic ha spazzato via tutto quel che Tito aveva fatto per contenere i nazionalismi balcanici. E ha dato il via, in modo più o meno diretto, a una serie di massacri in cui i serbi sono stati carnefici ma anche vittime, e da cui sono sempre usciti sconfitti. Sono stati ripudiati dagli sloveni e dai croati, e molti loro insediamenti secolari sono stati scalzati dalle province di confine bosniache e croate. E adesso il Kosovo. Il nazionalismo serbo assume a tratti una colorazione religiosa e messianica, ereditata dal ruolo nazionale che la Chiesa ortodossa ha avuto nei secoli. Nell'Europa occidentale il territorio della nazione si è sostanzialmente delineato prima che si creassero una lingua e una cultura comune. Al contrario la nazione serba non ha un quadro territoriale di riferimento. Le comunità, non sempre maggioritarie tra cattolici, ebrei e musulmani, si identificavano in rapporto alla Chiesa serba. Era serbo chi era ortodosso. Si sono così creati spazi mistici. Sono nate rivendicazioni territoriali stravaganti, dettate dagli avvenimenti politici del momento e dalle leggende. I poemi nazionali hanno cantato per secoli il Kosovo come "culla del popolo serbo", e così lo è diventato di fatto, e tale è rimasto benché abitato al novanta per cento da albanesi. Crollato il comunismo, Milosevic ha sfruttato quel sentimento, attorno al quale, nei momenti di tensione, si raccolgono anche tanti serbi di solito estranei ad ogni tipo di estremismo. La letteratura serba è generosa in opere in cui si piangono le terre perdute e in cui la nostalgia diventa passione violenta.”

Bernardo Valli (1930) giornalista e scrittore italiano
Alba Rohrwacher photo
Giovanni Spagnolli photo
Andrej Plenković photo

“Obiettivo del mio governo è portare la Croazia nella zona Schengen almeno entro la presidenza croata del Consiglio dell'Unione europea, ossia nella prima metà del 2020. Il nostro piano è essere pronti a soddisfare tutti i criteri tecnici entro il 2019 e poi attendere un via libera politico dai nostri colleghi.”

Andrej Plenković (1970) politico e diplomatico croato

Origine: Citato in La Croazia punta ad una maggiore integrazione europea http://it.euronews.com/2018/02/14/la-croazia-punta-ad-una-maggiore-integrazione-europea, Euronews.it, 14 febbraio 2018.

Maria Elisabetta Alberti Casellati photo

“Le forze politiche, pur nella dialettica dei ruoli diversi che si andranno a definire nelle prossime fasi del quadro istituzionale, esprimono tutte l'intera collettività. La consapevolezza condivisa della comune legittimazione è una condizione essenziale per un buon Governo.”

Maria Elisabetta Alberti Casellati (1946) avvocato e politica italiana

Discorso di insediamento alla Presidenza del Senato della Repubblica
Origine: Dal Discorso di insediamento alla Presidenza del Senato, XVIII legislatura, 24 marzo 2018; disponibile su Senato.it http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/1066824.pdf.

Pietro Secchia photo
Lorent Saleh photo

“Il regime venezuelano sottomette i detenuti politici a vari tipi di torture e li considera come mercanzia. Io sono stato sequestrato in Colombia dal governo di Juan Manuel Santos e consegnato al regime venezuelano come mercanzia in cambio della sua mediazione con le Farc. Dopo quattro anni sono stato liberato e consegnato al governo spagnolo come mercanzia per distrarre l’attenzione dall'omicidio di Fernando Albán.”

Lorent Saleh (1988) attivista venezuelano

Origine: Citato in Maurizio Stefanini, Così il regime venezuelano tortura i dissidenti. Parla il Premio Sakharov https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/12/12/news/cosi-il-regime-venezuelano-tortura-i-dissidenti-parla-il-premio-sakharov-228905/, Il Foglio, 12 dicembre 2018.

Luca Barbarossa photo
Marco Rizzo photo
Marco Rizzo photo
Loretta Napoleoni photo
Marco Rizzo photo
Juan Guaidó photo
Carlo Bini photo

“La politica è il governo dell'opinione.”

Carlo Bini (1806–1842) scrittore e patriota italiano

Manoscritto di un prigioniero

Caitlin Moran photo
Caitlin Moran photo
Gianni De Michelis photo

“Non possiamo permettere alla magistratura di occupare il posto della politica.”

Gianni De Michelis (1940–2019) politico italiano

Intervista di Claudio Sabelli Fioretti, Sette, citato in Interviste.sabellifioretti.it, 2 ottobre 2003. http://interviste.sabellifioretti.it/?p=582#more-582

Questa traduzione è in attesa di revisione. È corretto?
Vladimir Putin photo