Frasi su uomo
pagina 53

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“Se definisci santo un uomo, hai creato il peccatore. Adesso, da qualche parte, dovrai condannare qualcuno, perché il santo non può esistere senza il peccatore.”

Osho Rajneesh (1931–1990) filosofo indiano

Origine: Il libro dei segreti, I segreti del Tantra (vol. III), p. 237

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“L'uomo non pensa mai all'avvenire se non quando li dà noia il presente.”

Francesco Algarotti (1712–1764) scrittore, saggista e collezionista d'arte italiano

Pensieri diversi

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“La Donna non pone tanto studio nel vestirsi se non perché l'uomo viemeglio desideri di vederla spogliata.”

Francesco Algarotti (1712–1764) scrittore, saggista e collezionista d'arte italiano

Pensieri diversi

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“La religione toglieva l'uomo dallo stato che per lui è il più insopportabile di tutti, dalla dubbietà.”

Francesco Algarotti (1712–1764) scrittore, saggista e collezionista d'arte italiano

da Saggio sopra il Gentilesimo

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“Nessun uomo conosce la certezza e nessun uomo la conoscerà mai.”

Senofane (-570–-475 a.C.) filosofo greco antico

citato in Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, 9.72

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“La libertà è la facoltà dell'Uomo di valersi di tutte le sue forze morali e fisiche come gli piace, colla sola limitazione di non impedir agli altri di far lo stesso.”

Francesco Mario Pagano (1748–1799) giurista, filosofo e politico italiano

Origine: Costituzione Napoletana dell'anno 1799, p. 54-55

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“[A Keith Jarrett] Lo sai perché non suono più ballads? Perché mi piace moltissimo suonare ballads!”

Miles Davis (1926–1991) compositore, trombettista jazz statunitense

citato in Ian Carr, Keith Jarrett: l'uomo, la musica, Arcana Editrice, 1992

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“Ogni uomo in fondo al cuore crede di essere un investigatore nato.”

John Buchan (1875–1940) romanziere e politico scozzese

da La casa del potere, 1916, cap. 2

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“Un ateo è un uomo che non ha mezzi invisibili di sostentamento.”

John Buchan (1875–1940) romanziere e politico scozzese

parlando al Law Society of Upper Canada, 21 febbraio 1936; pubblicato in Canadian Occasions, 1940, p. 201

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“Fabio Franchi (1630) recatosi a Madrid per conoscere Lope: «per assicurarsi se fosse dio o uomo.»”

José López Rubio (1903–1996) regista, sceneggiatore e drammaturgo spagnolo

Lope de Vega

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“Falstaff è un tristo, ma il più gradito e più lepido uomo che sia mai vissuto.”

Wilhelm August von Schlegel (1767–1845) scrittore, traduttore e critico letterario tedesco

Corso di letteratura drammatica

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“Sono un tipo esigente, mi piace avere e dare il meglio, mi considero un uomo prima che un tennista, anzi un uomo che fa molte cose, che è curioso della vita. Mi interessa ogni aspetto di quello che accade, sia che si parli di tennis che di altre argomenti.”

Boris Becker (1967) tennista tedesco

Origine: Citato in Roberto Perrone, Pianeta Becker, il gusto pieno della vita https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/20/pianeta_Becker_gusto_pieno_della_co_0_9304201815.shtml, Corriere della Sera, 20 aprile 1993.

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“L'ingresso di un uomo nel mondo è nudo e disadorno,
il suo progresso sono i guai e le preoccupazioni,
e, infine, la sua uscita dal mondo è dove nessuno sa.
Se agiamo bene qui, agiremo bene lì:
non potrei dirvi di più se vi facessi la predica per un anno intero.”

John Edwin (1749–1790)

A Man's Ingress into the World, is naked and bare,
His progress through the World, is trouble and care.
And lastly, his egress out of the World, is nobody knows where.
To Conclude.
If we do well here, we shall do well there,
I can tell you no more, if I preach a whole year. (citato in The Eccentricities of John Edwin, vol. I, p. 74)

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“Questo c'è di buono", notò, "che non si soffre a lungo quando la testa viene troncata."
"Così dicono tutti, e perciò hanno inventato quella così detta ghigliottina. A me invece balenò allora il sospetto: e se invece è quello il colmo della sofferenza? Questo vi parrà strano, vi farà ridere… eppure… Prendiamo, per esempio, la tortura: strazio, piaghe, scricchiolio di ossa, dolore materiale insomma, che distrae la vittima dalle sofferenze morali, fino a che non venga la morte. Ma il dolore principale, il più forte, non è già quello delle ferite; è invece la certezza, che fra un'ora, poi fra dieci minuti, poi fra mezzo minuto, poi ora, subito, l'anima si staccherà dal corpo, e che tu, uomo, cesserai irrevocabilmente di essere un uomo. Questa certezza è spaventosa. Tu metti la testa sotto la mannaia, senti strisciare il ferro, e quel quarto di secondo è più atroce di qualunque agonia. Questa non è una mia fantasia: moltissimi ci sono che pensano come me. E ve ne dico anche un'altra. Uccidere chi ha ucciso è, secondo me, un castigo non proporzionato al delitto. L'assassinio legale è assai più spaventoso di quello perpetrato da un brigante. La vittima del brigante è assalita di notte, in un bosco, con questa o quell'arma; e sempre spera, fino all'ultimo, di potersi salvare. Si sono dati casi, in cui l'assalito, anche con la gola tagliata, è riuscito a fuggire, ovvero, supplicando, ha ottenuto grazia dai suoi assalitori. Ma con la legalità, quest'ultima speranza, che attenua lo spavento della morte, ve la tolgono con una certezza matematica, spietata. Attaccate un soldato alla bocca di un cannone, e accostatevi con la miccia: chi sa! Penserà il disgraziato, tutto è possibile… Ma leggetegli la sentenza di morte, e lo vedrete piangere o impazzire. Chi ha mai detto che la natura umana può sopportare un tal colpo senza perdere la ragione? A che dunque questa pena mostruosa e inutile? Un solo uomo potrebbe chiarire il punto; un uomo cui abbiamo letto la sentenza di morte, e poi detto:"Va', ti è fatta la grazia!". Di un tal strazio anche Cristo ha parlato… No, no, è inumana la pena, è selvaggia e non può né deve essere lecito applicarla all'uomo".”

Fëdor Dostoevskij (1821–1881) scrittore e filosofo russo

Myskin; II, 2

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“Sotto il nome di specialisti, l'attuale organizzazione del lavoro ha prodotto una enorme quantità di «generici», con i quali ci urtiamo ogni giorno.”

Pietro Citati (1930) scrittore e critico letterario italiano

da Un uomo preciso, ne I frantumi del mondo, Rizzoli, Milano, 1978

“Niente è più lontano dal pensiero di Max Müller, secondo il quale il discorso mitico è un prodotto inconscio del linguaggio, di cui l'uomo è sempre la vittima e mai il creatore.”

Marcel Detienne (1935–2019) storico e storico delle religioni belga

Origine: Mito e linguaggio da Max Müller a Claude Lévi-Strauss, p. 5

“Dal momento in cui l'uomo cessa di «risuonare» davanti al mondo, nel suo linguaggio s'insinua la malattia ed egli diventa vittima delle illusioni prodotte dalle parole.”

Marcel Detienne (1935–2019) storico e storico delle religioni belga

Origine: Mito e linguaggio da Max Müller a Claude Lévi-Strauss, p. 6

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“No, voglio dire che quando parliamo di catastrofi ambientali (così come dei rischio del terrorismo) parliamo di ipotesi future, presentate invece come certezze dell'avvenire. Tutte le promesse di benessere e tutte le sicurezze date in epoca moderna dalle istituzioni statali nazionali, dai politici e dagli esperti di scienze e tecniche, sono state distrutte. E non c'è più in giro un'istanza che tolga all'uomo le sue nuove paure. Ecco allora che la crisi ecologica ci fa intravedere qualcosa come un senso all'orizzonte, persino la necessità di una politica globale ed ecologica nel nostro agire quotidiano. […] Perché mentre una volta le cose erano date per sicure fino all'intervento di un guasto o di un incidente, oggi qualcosa vale come insicuro solo perché potrebbe diventarlo. […] a partire da quelle esplosioni nucleari [Hiroshima e Černobyl'] i fondamenti della vita si sono rivelati come un terno al lotto. E la stessa aureola di infallibilità e sicurezza basata sui fondamenti delle scienze si è disintegrata. Chi si fida oggi delle decisioni degli scienziati in campi così fatali come il Dna, l'embrione o le biotecnologie? Il nostro secolo è quello della sfiducia dei cittadini nelle agenzie dei potere.. dai partiti alle chiese fino ai marchi industriali.”

Ulrich Beck (1944–2015) sociologo e scrittore tedesco

Origine: Dall'intervista a Stefano Vastano in L'espresso n. 28 anno LIII, 19 luglio 2007, p. 107.

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“[Sull'evoluzione dei gusti videoludici] Non mi interessa essere un uomo con arma e spadone. Voglio contenuti che siano rilevanti per la mia vita, che è ambientata nel mondo reale.”

Warren Spector (1955) autore di videogiochi e autore di giochi statunitense

Origine: Dal D.I.C.E. Summit del 2013; citato in Game Informer, n. 4, anno VI, aprile 2013, p. 18.