Frasi su essere
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“Come stile Federer mi sembra un giocatore dei nostri tempi perché gioca a tutto campo e ha tutti i colpi, sa giocare da fondo e a rete, può essere aggressivo e può palleggiare con maestria. Ha il chip, ha il topspin, ha tanto talento che certe volte può farsi male solo da solo.”

Margaret Smith Court (1942) tennista australiana

Origine: Citata in Vincenzo Martucci, «Un talento insuperabile» http://archiviostorico.gazzetta.it/2004/settembre/14/talento_insuperabile__ga_10_0409145660.shtml, Gazzetta dello Sport, 14 settembre 2004

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“Tale l'atmosfera di Roma, nella quale Lucrezia Borgia viveva, senza essere essa stessa migliore né peggiore delle donne del tempo suo. Ebbe spirito gaio e leggiero. Non sappiamo se abbia mai avuto a sostenere lotte morali; se siasi mai trovata in uno stato di contradizione interiore con le azioni della sua vita o con coloro che l'attorniavano. Teneva una corte, che il padre avrà trattata con larghezza e profusione; ed era in frequentissime relazioni con le corti de' fratelli suoi. Rssa era la compagna e l'ornamento delle loro feste; essa la confidente degli intrighi nel Vaticano, rivolti a crescere la grandezza de' Borgia. E in tal scopo dovevasi ben presto concentrar tutto quanto potesse più vivamente starle a cuore.
In verità, non mai, neanche nel tempo posteriore, si mostra donna di genio straordinario. In lei non una delle qualità atte a farne una Virago, come Caterina Sforza o Ginevra Bentivoglio. E non possedeva neppure quello spirito dell'intrigo proprio di una Isotta da Rimini, ovvero la potenza intellettuale di una Isabella Gonzaga. Non fosse stata figliuola di Alessandro VI e sorella di Cesare, difficilmente sarebbe stata notata nella storia del tempo suo, ovvero sarebbe ita perduta nella moltitudine, come donna seducente e assai corteggiata. Pure, nelle mani di suo padre e suo fratello, diventò istrumento e vittima altresì di calcoli politici, a' quali ella non ebbe forza alcuna di oppor resistenza.”

Ferdinand Gregorovius (1821–1891) storico e medievista tedesco

da Lucrezia Borgia, 1990, p. 93
Lucrezia Borgia

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“Quanto è in rappresentazione deve essere in funzione.”

Francesco Milizia (1725–1798) teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano

Origine: Dell'arte di vedere nelle belle arti del disegno, p.176

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“Una sinfonia deve essere come il mondo. Deve contenere tutto. ”

Gustav Mahler (1860–1911) compositore e direttore d'orchestra austriaco di origine boema
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“Il Garibaldi con Enrico Ferri? È ancora da combinare definitivamente. Ma credo che si farà. Aspetto che ritorni il mio editore [Renzo Sanzogno]. In caso, il Garibaldi [il film] potrebbe essere pronto per la fine dell'anno: Ferri ha chiesto due mesi di tempo per la creazione della musica.”

Pietro Mascagni (1863–1945) compositore e direttore d'orchestra italiano

Origine: Citato in Carlo Piccardi, Mascagni e l'ipotesi del «dramma musicale cinematografico», Stagione d'opera 1990-91, E. A. Teatro di San Carlo, Napoli 1990.

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“Se non mi fossi opposto al mandato di cattura europeo, avremmo corso il rischio di avere un vero e proprio reato di opinione su razzismo e xenofobia. Tutti voi avreste rischiato di essere arrestati da un qualsiasi magistrato europeo di sinistra, e vi assicuro che ce ne sono molti, solo perché siete qui a manifestare contro l'immigrazione clandestina”

Roberto Castelli (1946) politico italiano

dall'intervento alla manifestazione leghista No immigrati, sanatoria, terrorismo a Milano, 9 dicembre 2001; citato in Enrico Bonerandi, Lega in piazza contro l'Europa http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/12/10/lega-in-piazza-contro-europa.html, la Repubblica, 10 dicembre 2001, p. 1

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“C'è una banda in Italia oggi di giornalisti, di cui Travaglio fa sicuramente parte, che ha scoperto una cosa per loro molto interessante: se parli male dei politici fai i soldi, diventi ricco. […] E quindi bisogna parlar male dei politici a prescindere. Per esempio il mio caso è paradossale: Travaglio su l'Unità e anche su un suo libro scrive che io sono stato condannato. Dov'è il paradosso? Che il condannato Travaglio, perché Travaglio è stato condannato in passato, quindi possiamo definirlo tecnicamente un pregiudicato, scrive di un uomo politico, Castelli, che è stato condannato quando io non sono mai stato condannato. È questo il paradosso. Castelli cosa deve fare a questo punto? O Travaglio mi chiede scusa dicendo che s'è sbagliato e si dimette da giornalista visto che lui vuole che i politici si dimettano, giustamente, da politici se sbagliano oppure sono costretto mio malgrado ad andare a intasare un'altra volta la giustizia e fare l'ennesima causa. Io credo che non ce ne sia bisogno di questo fatto, però c'è questo malcostume di questi giornalisti. […] Ma dov'è il gioco sottile che fanno lui, Stella e quant'altro? Per esempio se io dico che Travaglio è amico dei mafiosi lui mi può querelare e probabilmente vince la causa, ma se io adotto una tecnica più raffinata, che è esattamente quella che adotta lui nei suoi libri, e dico "c'è scritto su Repubblica che Travaglio si fa pagare le vacanze da un mafioso" a quel punto io dico la verità e quindi di fatto però diffamo comunque Travaglio ma sono al riparo da ogni accusa. Ecco io credo che bisognerebbe uscire da questo malcostume, bisognerebbe criticare i politici ferocemente quando se lo meritano ma quantomeno quando si sbaglia o quando si diffama una persona che cerca di essere onesta qual son io magari si riconosca anche l'errore. Invece no, si fa un altro libro perché tanto gli introiti del libro son talmente alti che possono consentire poi di pagare il povero disgraziato che è stato diffamato.”

Roberto Castelli (1946) politico italiano

da Annozero, 15 maggio 2008

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“Caro Inler, per noi ci può essere spazio nel Napoli ma il Napoli è una fede. Il giocatore vuole una clausola rescissoria con un valore che lascia pensare che siamo una tappa di passaggio per altri lidi, e questo non va bene, Inler deve dimostrare di voler abbracciare il progetto.”

Aurelio De Laurentiis (1949) produttore cinematografico, dirigente sportivo e imprenditore italiano

Origine: Citato in «A Inler e Criscito dico che il Napoli è una fede» http://www.corrieredellosport.it/calcio/calcio_mercato/2011/06/09-177365/%C2%ABA+Inler+e+Criscito+dico+che+il+Napoli+%C3%A8+una+fede%C2%BB, Corriere dello Sport, 9 giugno 2011.

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“Il pubblicitario deve essere pronto a diffondere tutte le informazioni tranne quelle che considera false e indegne.”

Jacques Séguéla (1934) pubblicitario francese

Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario... Lei mi crede pianista in un bordello

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“Essere discepoli non è mai un volo in solitaria ma piuttosto un'avventura da vivere insieme. E al cuore di questa avventura c'è il banchetto eucaristico dove il Calvario e l'Ultima Cena diventano parte delle nostre vite e della nostra storia.”

Sean Patrick O'Malley (1944) cardinale e arcivescovo cattolico statunitense

Ricordati di santificare le feste: la Famiglia nel Giorno del Signore http://www.zenit.org/it/articles/santificare-la-festa-la-famiglia-nel-giorno-del-signore, Congresso Internazionale Teologico Pastorale di Milano, 1 giugno 2012

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“L'Eucarestia ci dà la forza di affrontare le sfide della vita e di essere consapevoli dell'amore di Dio per noi. Ogni domenica è una "piccola Pasqua" perché ribadisce la resurrezione, la vittoria di Gesù sulla morte. Questa è la vittoria più significativa nella storia del mondo perché apre la posssibilità della vita eterna.”

Sean Patrick O'Malley (1944) cardinale e arcivescovo cattolico statunitense

Ricordati di santificare le feste: la Famiglia nel Giorno del Signore http://www.zenit.org/it/articles/santificare-la-festa-la-famiglia-nel-giorno-del-signore, Congresso Internazionale Teologico Pastorale di Milano, 1 giugno 2012

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“L'amore può essere accettato secondo il proprio volere, ma non ce se ne può disfare!”
Amor animi arbitrio sumitur, non ponitur.

Publilio Siro scrittore e drammaturgo romano

Sententiae

“L'amore non può essere estirpato, ma fatto scivolar fuori lentamente!”
Amor extorqueri non pote, elabi pote.

Publilio Siro scrittore e drammaturgo romano

Sententiae

“Nessuno deve essere avido ma soprattutto chi è vecchio!”
Avidum esse oportet neminem, minime senem.

Publilio Siro scrittore e drammaturgo romano

Sententiae

“Ciò che è buono può essere nascosto, ma non spento!”
Bonum quod est subprimitur, numquam extinguitur.

Publilio Siro scrittore e drammaturgo romano

Sententiae

“Costringi l'amante all'ira se desideri essere amato!”
Cogas amantem irasci, amari si velis.

Publilio Siro scrittore e drammaturgo romano

Sententiae

“Quanto deve essere temuto, chi teme la povertà.”
Qui timet paupertatem, quam timendus est.

Publilio Siro scrittore e drammaturgo romano

Sententiae

“Puoi cercare fin che vuoi ciò che è perito, ma non può essere recuperato.”
Quod periit quaeri pote, reprendi non potest.

Publilio Siro scrittore e drammaturgo romano

Sententiae

“Chi aspetta di essere pregato, diminuisce il servigio.”
Qui expectat ut rogetur, officium levat.

Publilio Siro scrittore e drammaturgo romano

Sententiae

“Ciò che deve esserti caro a lungo deve essere raro.”
Rarum esse oportet, quod diu carum velis.

Publilio Siro scrittore e drammaturgo romano

Sententiae

“Non vorrei diventare re per poter essere crudele.”
Rex esse nolim, ut esse crudelis velim.

Publilio Siro scrittore e drammaturgo romano

Sententiae

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“In certi casi un club di calcio può essere utilizzato come trampolino di lancio nel mondo della politica, come succede in Italia. […] C'è gente che entra nel calcio per fare gli interessi della politica e non di questo sport. Quindi dobbiamo salvaguardare l'indipendenza del calcio e per questo abbiamo bisogno anche dell'aiuto dei politici stessi.”

Joseph Blatter (1936) dirigente sportivo svizzero

Origine: Citato in Blatter attacca l'Italia del calcio: «Troppi politici e vivai poveri». Moviola solo per i gol fantasma https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2006/novembre/22/Blatter_attacca_Italia_del_calcio_co_9_061122052.shtml, Corriere della Sera, 22 novembre 2006.

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“L'uomo moderno non riesce a comprendere… come la Risurrezione di Gesù possa essere un avvenimento che ha liberato una forza vitale che l'uomo, ora, può fare sua mediante i sacramenti. ciò appare assurdo al biologo, poiché per lui la morte non è un problema. L'idealista, certamente, parla d'una vita che sfugge alla morte, ma non può immaginarsi che questa vita sia data per il fatto che un morto ritorni alla vita fisica. L'azione di Dio che, in queste condizioni, ridarebbe la vita all'uomo, gli sembra incomprensibilmente inserita nel corso della natura. Non può riconoscere un'azione di Dio che lo tocca personalmente in questo avvenimento naturale tanto miracoloso quanto la risurrezione d'un morto che, d'altra parte, è incredibile.
Per il pensiero gnostico, Cristo morto e risorto non era solamente un uomo, era l'uomo-Dio; la morte e la sua risurrezione non erano un fatto limitato a lui in quanto individuo, ma erano l'avvenimento cosmico al quale abbiamo preso parte. Ma l'uomo moderno non può che difficilmente aderire a questo modo di pensare e, in ogni caso, non può riviverlo, poiché l'uomo vi è rappresentato come natura, l'avvenimento della salvezza come processo di natura. E da ultimo, la rappresentazione d'un Cristo preesistente come essere celeste e le rappresentazioni correlative della sua entrata in un mondo celeste e luminoso dove sarà rivestito in modo celeste e dotato d'un corpo pneumatico, non gli sembrano solamente incomprensibili a livello razionale, ma non hanno alcun significato per lui. Non comprende come la sua salvezza, che deve essere il compimento della sua vita, della sua personalità, possa confondersi con uno stato simile.”

Rudolf Bultmann (1884–1976) teologo tedesco

L'interprétation du Nouveau Testament

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“In tutti i paesi del mondo la ricerca vive di finanziamenti pubblici. Ci sono essenzialmente tre modi per assegnarli: criteri di opportunità politica, indici bibliometrici, o la peer review, la valutazione da parte dei pari, anonima e indipendente. Prima di assumere un docente, qualsiasi dipartimento chiederà cosa ne pensino i rappresentanti della sua disciplina sparsi per il mondo. Il capo del dipartimento manderà una ventina di e-mail ai più noti studiosi in quella disciplina, chiedendo loro di scrivere una o due pagine con una valutazione della ricerca e delle prospettive future del docente in esame, e una comparazione della sua ricerca con quella di altri studiosi della stessa età che insegnano in atenei dello stesso livello. E prima di decidere se pubblicare un lavoro, un direttore di rivista scientifica chiederà a dei referees esterni cosa ne pensano. Questi sottoporranno dei rapporti, con una valutazione dettagliata degli elementi di innovazione nel lavoro e di eventuali difetti, ed eventuali suggerimenti su come correggere questi ultimi. Il direttore della rivista deciderà quindi se accettare il lavoro, rigettarlo, oppure rimandarlo agli autori perché vi apportino modifiche, da far poi valutare nuovamente ai referees. Con questa procedura, le migliori riviste di ogni disciplina pubblicano meno del 10% dei lavori ad esse sottoposte. Infine, molti dipartimenti pagano per essere sottoposti periodicamente alla valutazione dei migliori colleghi di altri atenei che ne indichino i punti di forza e di debolezza.”

Roberto Perotti (1961) economista italiano

Origine: L'università truccata, p. 148

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“Per me è impensabile che un vero ateo possa essere uno scienziato.”

Robert Millikan (1868–1953) fisico statunitense

Origine: Citato in V.C. Grounds, The Reason for Our Hope, Moody Press, Chicago, 1945, p. 22.

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“L'amore ha diritto di essere disonesto e bugiardo. Se è sincero.”

Marcello Marchesi (1912–1978) comico, sceneggiatore e regista italiano

Origine: Il malloppo, p. 41

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“Essere o benessere?”

Marcello Marchesi (1912–1978) comico, sceneggiatore e regista italiano

dall'opera omonima, Rizzoli

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“La legge è uguale per tutti. Basta essere raccomandati.”

Marcello Marchesi (1912–1978) comico, sceneggiatore e regista italiano

Origine: Il malloppo, p. 20

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“Eccoci finalmente qui. Un proverbio italiano dice: — Vedi Napoli e poi muori!, ma io dico: — Vedi Napoli e vivi — perché c'è molto qui degno di essere vissuto.”

Arthur John Strutt (1819–1888) pittore, incisore e viaggiatore inglese

Napoli, 5 maggio; p. 91
Calabria Sicilia 1840

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“Non capisco come un uomo dotato di ragione che abbia letto la critica di Popper a Marx possa essere ancora marxista.”

Bryan Magee (1930–2019)

citato da William Bartley III in Karl Popper, Simposio, Simposiums, traduzione di Dario Antiseri, Rusconi Editore, Milano 1989

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“Il mondo vuol essere ingannato, inganniamolo dunque.”

Carlo Carafa (1517–1561) cardinale italiano

in Jacques-Auguste de Thou, Historiae sui temporis, XVII, 1556; citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 164

“Dio vuole che gli si offra quanto c'è d'essere e di bellezza in ogni cosa e in ogni affetto”

Raïssa Maritain (1883–1960) mistica, poetessa e saggista francese

Diario

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“Il cuore si situa molto più profondamente in noi, è il germe più segreto del nostro essere, la radice della nostra esistenza, e, se si vuole, al contrario il suo culmine.”

André Louf (1929–2010) monaco cattolico belga, eremita, scrittore di libri di spiritualità

Lo Spirito prega in noi

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“L'immagine del sepolcro attraverserà le epoche in una forma spiritualizzata, e la solitudine dell'eremita finirà per essere paragonata al sepolcro pasquale di Cristo in attesa della resurrezione.”

André Louf (1929–2010) monaco cattolico belga, eremita, scrittore di libri di spiritualità

Tradizioni esicastiche d'oriente ed occidente

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“Molti non hanno capito e non capiscono ancora che si voglia dire questa parola Aequitas, che i Greci chiamano epiìcia. L' aequitas in tutta la lingua Latina non suona altrimenti che Justitia, e laequum e 'l justum in tutte le leggi de' Romani son parole sinonime. AEquitas è dunque così parola di rapporto, come Justitia. Or Justitia è il perfetto combaciamento, l'esatta giustezza di qualche cosa col suo regolo. Due sono in morale i regoli, che i popoli civili hanno per la giustezza delle loro azioni: I. il jus civile. II. il jus di natura. Le leggi civili son nate per sostegno di questi jus; dunque sono anch'esse sottomesse al regolo: e questo regolo è la legge di natura. La legge di natura de' jus, cioè delle proprietà di ciascuno; dunque le leggi civili debbono avere il medesimo ufficio. Ma perché nelle città si cede a certi jus per formarne il jus pubblico, onde vi son creati di certi jus che non sono nello stato naturale, avviene alle volte che un'azione si combacia esattamente con la legge civile, ma non già col jus naturale. Allora il giudice dee studiarsi di avvicinare il più che si può la definizione della legge civile alla naturale. Questa equazione, o approssimazione, fu detta da'Greci Epiicia (vedete Aristotile negli Eudemj) e dai Latini Aeqvitas. Se la prima legge delle civili società è Salus Pubblica, seguita che la compassione per potersi dire equa, debba piegare a questa legge generale. Dove favorisce il privato col discapito pubblico, non vi è più quell'equazione col jus naturale ch'è detta; dunque è iniquità. Questi giudici dunque sono per ignoranza iniqui e crudeli, quando credono di esser giusti e umani.”

Antonio Genovesi (1713–1769) scrittore, filosofo e economista italiano

Origine: Lezioni di economia civile, p. 112

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“In questo mondo bisogna essere un po' troppo buoni per essere buoni abbastanza.”

Pierre de Marivaux (1688–1763) drammaturgo e scrittore francese

da Le trame dell'amore e del caso

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