Frasi sull'arte
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“Spettinata sai che per averti… farei le carte false, quelle che alla fine ci rimetti… ma non è importante.”

Povia (1972) cantautore italiano

da Spettinata, n. 10
I bambini fanno "oh..." la storia continua...

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“Furio Scartezzini, che la sfiga cominci a pedinarti a tal punto che se fanno un campionato mondiale della sfiga, tu arrivi secondo.”

Paolo Rossi (attore) (1953) attore, cantautore e comico italiano

Si fa presto a dire pirla

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“L'arte vera non è quel che sembra, bensì l'effetto che ha su di noi.”

Roy Adzak (1927–1987)

citato in Selezione dal Reader's Digest, marzo 1985

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“Meno male, non è passata l'aggravante dell'omofobia. Tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti, non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un po' disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola in senso anche bonario.”

Umberto Bossi (1941) politico italiano

citato in Ministeri, Bossi insiste ancora "Napolitano deve capire" http://www.repubblica.it/politica/2011/07/30/news/ministeri_bossi_insiste_ancora_napolitano_deve_capire-19828877/?ref=HREC1-3 da la Repubblica, del 30 luglio 2011

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“Poiché colui che ara bisogna che ari nella speranza, e colui che trebbia nella speranza di averne parte.”

Eusebio di Cesarea (265–339) vescovo e scrittore greco antico

Dimostrazione evangelica

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“Durante il regno di un certo Sovrano, non so bene quale, tra le numerose Spose Imperiali e dame di Corte ve n'era una che, seppure di rango non molto elevato, più di ogni altra godeva del favore di Sua Maestà. Le dame di alto rango, convinte com'erano di dover essere le prescelte, la guardavano dall'alto in basso e ne erano gelose. Quelle di uno stesso grado o di uno inferiore a maggior ragione si sentivano offese. Sera e mattina la sua presenza a Corte non faceva che esporla alla malevolenza delle altre e, forse per via del rancore che si riversava su di lei, ella si ammalò e in preda alla malinconia si ritirò più volte presso la famiglia di origine, ma il Sovrano, sempre più sollecito, seguitava a prendersi cura di lei senza prestare ascolto alle critiche di coloro che gli stavano attorno e suscitando chiacchiere a non finire. Dignitari e nobili dei più alti ranghi, coinvolti loro malgrado, mostravano il loro scontento distogliendo lo sguardo e mormorando che era un'infatuazione tale da turbare la vista e che nel regno dei Tang, per simili circostanze, il paese era caduto in preda a disordini e tumulti. Col passare del tempo, mentre anche nel resto del mondo la vicenda seminava malcontento e preoccupazione al punto che si citava l'esempio di Yang Guifei, non le erano state risparmiate umiliazioni, ma ella era riuscita a partecipare alla vita di Corte, confidando nell'affetto senza limiti che Sua Maestà le riservava. Il padre, che era stato Gran Consigliere, era morto, e la madre, appartenente a un'antica famiglia di tutto rispetto, convinta che la figlia non dovesse essere inferiore alle altre dame che grazie all'appoggio paterno avevano a Corte grande successo, le aveva fornito tutto quanto era indispensabile per ogni occasione ufficiale; pur tuttavia, essendo ella priva di un solido appoggio, in caso di bisogno non aveva nessuno sui cui fare affidamento ed era più sola e sperduta che mai.”

Murasaki Shikibu (973–1014) scrittrice e poetessa giapponese

Murasaki Shikibu, La storia di Genji, a cura di Maria Teresa Orsi, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2012, ISBN 978-88-06-14690-0

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“[Recensione a Fernanda Romagnoli] Così da una passeggiata di villeggianti, con voci che si fanno versi ai limiti della prosa – "Non perdersi di vista", "Seguire la salita – nei segnali degli alberi"”

Attilio Bertolucci (1911–2000) poeta italiano

ci colpisce improvvisamente, alla fine, lo stacco ansioso della tensione verso il "banchetto" mistico. (citato in Donatella Bisutti, Fernanda Romagnoli. L'anima in disparte, Poesia, Anno XII, marzo 1999 n. 126, Crocetti Editore)

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“Tutto, sappi, ha una coscienza ed ha parte nel pensiero.”

Empedocle (-490–-430 a.C.) filosofo e politico greco

Origine: Citato in Karlheinz Deschner, Sopra di noi... niente, Ariele, 2008.

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“Nel mondo moderno l'Allegoria ha perduto il suo valore e si è negato che essa possa esprimere la natura o la funzione della poesia. Si è visto in essa l'accostamento di due fatti spirituali diversi, il concetto da un lato, l'imagine dall'altro, tra i quali essa stabilirebbe una correlazione convenzionale e arbitraria (Croce); e soprattutto la sì è accusata di trascurare o di rendere impossibile l'autonomia dell'imagine poetica la quale non avrebbe una vita propria perché sarebbe subordinata alle esigenze dello schema concettuale cui dovrebbe dar corpo. Buona parte dell'estetica moderna dichiara perciò l'Allegoria fredda, povera e noiosa; e piuttosto insiste, nell'interpretazione della poesia e in generale dell'arte, sul valore del simbolo che può essere vivo ed evocatore perché l'imagine simbolica è autonoma e ha un interesse in se stessa cioè un interesse che non mutua dal suo riferimento convenzionale a un concetto o ad una dottrina. Tuttavia, se si tiene conto della potenza o della vitalità di certe opere d'arte di chiara struttura allegorica (per es., della Divina Commedia e di molte pitture medievali e rinascimentali) si deve dire che l'Allegoria non necessariamente rende impossibile l'autonomia e la leggerezza dell'imagine estetica e che, in certi casi, anche la corrispondenza puntuale tra l'imagine e il concetto può non riuscire mortificante per la prima e non togliere ad essa la vitalità dell'arte o della poesia. T. S. Eliot ha fatto, proprio a proposito di Dante, una difesa in questo senso dell'Allegoria.”

Nicola Abbagnano (1901–1990) filosofo italiano

da Dizionario di filosofia, Utet, Torino, 1971

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“Nei tempi nostri non vi è tanto pericolo dai nemici in armi, quanto dai piaceri che da ogni parte sono sparsi.”

Publio Cornelio Scipione (-235–-183 a.C.) politico e generale romano, appartenente alla Gens Cornelia

citato in Tito Livio, XXX, 14; 2006
Non est, non tantum ab hostibus armatis aetati nostrae periculi, quantum ab circumfusis undique voluptatibus.
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“E quando parte il tour | puoi venire pure tu, | qui c'è un clima magico | ma se mi fai il dito allora, vaffanculo!”

Fabri Fibra (1976) rapper, produttore discografico e scrittore italiano

da Il mio amico Arnold, n. 7
Casus belli

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“L'arte è bisogno.”

Gino Paoli (1934) cantautore e musicista italiano
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“Circa sessanta persone presero parte alla congiura. Tra loro, come in ogni complotto politico, c'era di tutto: pompeiani che volevano vendicare il loro capo, ex cesariani che l'avevano abbandonato anche per risentimento personale, mestatori professionisti, difensori della Repubblica. Ne divennero i capi Cassio Longino e Marco Bruto. Quest'ultimo era nipote di Catone, forse figlio di Cesare; in ogni caso, sua madre ne era stata per anni l'amante preferita, e così sua sorella. Si può capire che nei riguardi del dittatore Bruto nutrisse sentimenti complessi. Dante lo caccerà nell'inferno (canto XXXIV, vv. 64-65) tra i massimi traditori; Shakespeare ne farà invece un eroe della libertà. Sentimenti a parte, si può dire che i congiurati erano quasi tutti uomini retti, che si mossero per sincero amore della Repubblica, anche se Cicerone, nella sua cinica saggezza, scrisse che agirono «con animo virile, ma con intelligenza infantile». La loro idea era che, ucciso il tiranno, la Repubblica sarebbe tornata allo splendore antico, all'austerità dei costumi, a quell'intransigente e rustica moralità che aveva fatto grande Roma. Cesare aveva visto più lontano; sapeva che quella Repubblica non sarebbe mai più tornata e che tanto valeva affidare Roma a uomini che fossero di per sé grandi: egli medesimo e il figlio adottivo Caio Ottavio (Ottaviano Augusto).”

2007, p. 95
I segreti di Roma

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“Il lavoro pubblico è stato usato per tanto tempo come un ammortizzatore sociale, soprattutto da parte delle donne che uscivano a fare la spesa in orario di lavoro.”

Renato Brunetta (1950) economista e politico italiano

Origine: Citato in Agi News http://www.agi.it/politica/notizie/200904021556-pol-rt11232-art.html, 2 aprile 2009.

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“Siete la parte peggiore dell'Italia.”

Renato Brunetta (1950) economista e politico italiano

rivolgendosi ai contestatori della «Rete precari della pubblica amministrazione»; citato in Corriere della sera, 14 giugno 2011

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“La politica è riconoscibile, per sua natura deve esserlo. Ma un artista non può stare da una parte o da un'altra.”

Ermanno Olmi (1931–2018) regista, sceneggiatore e montatore italiano

Origine: Dal Quotidiano nazionale, 10 agosto 2004.

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“[Per servire Dio] bisogna dedicare a lui l'arte ed il talento”

Adam Chmielowski (1846–1916) religioso polacco

Origine: Citato nel profilo ufficiale per la canonizzazione http://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/ns_lit_doc_19891112_chmielowski_it.html sul sito della Santa Sede.

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“L'arte è per noi inseparabile dalla vita. Diventa arte-azione e come tale è sola capace di forza profetica e divinatrice.”

Filippo Tommaso Marinetti (1876–1944) poeta, scrittore e romanziere italiano

da Crollo di filosofi e storici, sibille a rovescio, in Democrazia futurista, Facchi
Democrazia futurista

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“Motoscafo turismo modificato M T M detto «barchino esplosivo». Motoscafo a fondo piatto, largo m. 1,90, lungo m. 5,20; un motore Alfa Romeo 2500 gli assicura la velocità di 32 mg.; 5 ore di autonomia alla massima velocità. Il complesso elica-timone, costituente un blocco esterno allo scafo come in un fuori-bordo, è rotante; si solleva cioè, con facile manovra, per passare a fior d'acqua sopra le ostruzioni senza intopparvi. Nella parte anteriore del motoscafo ha sede un barilotto contenente 300 Kg. di esplosivo con sistema di scoppio ad urto o a pressione idrostatica. Un uomo solo lo pilota; superate cautamente le eventuali ostruzioni e le reti para siluro, individua il bersaglio; lo punta con la prua del barchino: quando è in punteria, mette a tutta forza, blocca il timone, e subito si lancia in mare. Mentre il pilota, per non trovarsi in acqua al momento dell'esplosione, si issa rapidamente sul salvagente di legno che gli faceva da schienale e che si stacca da bordo un attimo prima del tuffo mediante la manovra di una leva, il barchino continuando la sua corsa investe il bersaglio: la parte poppiera si stacca da quella prodiera (per l'azione di una corona di carichette esplosive disposte tutt'intorno allo scafo che, all'urto, tranciano il barchino in due) e affonda rapidamente, mentre il barilotto con la carica, giunto alla quota prestabilita in base al pescaggio del bersaglio, esplode per pressione idrostatica, aprendogli una vasta falla nell'opera viva. Con questo mezzo d'assalto sono stati compiuti gli attacchi di Suda e di Malta.”

Junio Valerio Borghese (1906–1974) militare e politico italiano

Origine: Decima Flottiglia Mas, p. 27

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“Se vogliamo realmente riciclare la materia, non possiamo pensare di bruciarla, dato che in gran parte i composti di combustione non rientrano tra quelli presenti nei cicli biogeochimici.”

Gianni Tamino (1947) biologo e politico italiano

Origine: Da Rifiuto: riduco e riciclo, a cura di Stefano Montanari, Arianna Editrice, Bologna, 2009, p. 29. ISBN 978-88-87307-63-4

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“La mia solidarietà va a Silvio Berlusconi. Dove s'è mai visto un giornalista che pone domande irriverenti al capo del governo? Un bravo giornalista non assume iniziative, un bravo giornalista scrive sotto dettatura.”

Maurizio Crozza (1959) comico, imitatore e conduttore televisivo italiano

Parlando della citazione in giudizio per diffamazione del giornale "La Repubblica" da parte di Silvio Berlusconi, dopo avere firmato l'appello per la difesa del giornale.
citato in la Repubblica http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-23/appello-repubblica-sabato/appello-repubblica-sabato.html?ref=search, 1° settembre 2009

“Alcuni episodi, molti (un po' meno nell'ultima parte), mi sembrano eccellenti.”

Natalino Sapegno (1901–1990) critico letterario e storico italiano

p. 16

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“È incredibile dove si possa arrivare con un 4 in arte, un'immaginazione bacata e una sega elettrica.”

Damien Hirst (1965) artista britannico

quando ritira il Turner Prize alla Tate Gallery di Londra
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