Frasi su grande
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“Nei galatei per i bambini e le bambine, soprattutto del popolo, l'igiene personale è un compito che spetta a loro, in questo caso viene loro riconosciuta una grande autonomia e responsabilità. Sembra esplicito l'intento di formare attraverso i bambini dei cittadini nuovi, finalità non trascurata neppure dalla politica scolastica del secondo Ottocento. I bambini e le bambine devono preoccuparsi della pulizia della persona e degli abiti, indossati con grazia e sempre «convenienti», cioè adeguati alla propria condizione sociale. Nei galatei il corpo è lo specchio dell'anima, «la nettezza e l'ordine esteriore indicano mondezza e purezza dell'anima» si legge ne Il piccolo galateo del 1897. «Il corpo è l'abitazione dell'anima; questo voi già sapete da un pezzo. Ma perché l'anima possa esercitare il suo potere è necessario che il corpo sia sano. Per conservarlo sano bisogna averne cura. Si ha dunque il dovere di avere cura del corpo» si ricorda alle bambine della terza elementare ancora nel 1907. I bambini devono lavarsi con l'acqua fresca, «facendo anche uso del sapone», le mani, il viso, le orecchie, il collo, i denti e pettinarsi tutte le mattine; i piedi devono essere lavati con frequenza soprattutto d'estate, si ricorda ne Il piccolo galateo del 1897, tralasciando di parlare del bagno e delle altre parti del corpo, come avverrà solo a partire dagli inizi del Novecento.”

Origine: Le bambine nella storia dell'educazione, p. 267

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“Abbiamo avuto un grande successo. Io non ci credevo… ero incredibile!”

Nino Frassica (1950) attore, comico e personaggio televisivo italiano

Un due tre stella, Anno Ghiotti

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“Kafka è un maestro di disperazione e di nichilismo, ma unicamente nel senso che ne è un grande diagnostico, un appassionato inquisitore e denunciatore.”

Guido Sommavilla (1920–2007) religioso, scrittore, critico letterario e teologo cattolico italiano

Il bello e il vero

“La sfida della grande poesia è il male più brutto, il male tragico, l'irreparabile perdizione o distruzione o condanna dell'innocente.”

Guido Sommavilla (1920–2007) religioso, scrittore, critico letterario e teologo cattolico italiano

Il bello e il vero

“Che non si vanti de' grand' avi suoi | Chi poi non gli somiglia.”

Luigi Fiacchi (1754–1825) religioso, scrittore e filologo italiano

da Il Fumo e la Nuvola
La favole e i sonetti

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“Avere un amico influente è una grande prova di saggezza.”

Girolamo Cardano (1501–1576) matematico, medico e astrologo italiano

Della mia vita

“[Paragonandolo a Sampras] Non so se lo raggiungerà, perché vincere tanto è frutto di tante congiunture, ma un fatto è certo, tra i due non c'è paragone: Roger è molto meglio e non lo dico solo io, basta sentire quello che i più grandi campioni sostenevano a Wimbledon.”

Paolo Bertolucci (1951) tennista e commentatore televisivo italiano

Origine: Citato in Roberto Perrone, Federer, è partita la caccia a Sampras https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2005/luglio/05/Federer_partita_caccia_Sampras_co_7_050705002.shtml, Corriere della sera, 5 luglio 2005

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“In che modo grande vi amo, e in che modo piccino! Posso scrivervi due volumi. Posso ripetervi cento volte in ogni pagina che vi amo…”

Dorothea Lieven (1785–1857) nobildonna tedesca

Origine: Citato in Arthur Herman, Metternich, traduzione di Giorgio Liebman, dall'Oglio Editore, Milano, 1958, p. 130.

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“[Su Alessandro Del Piero] È l'esempio di come gestire un'immagine vincente senza essere aggressivo e polemico. Sempre dentro le righe, sempre positivo. […] Non ha messo mai la società contro i tifosi, sarebbe stato molto demagogico dire che ancora poteva e voleva fare tanto per la Juve, invece è stato corretto fino in fondo e ha dimostrato ancora una volta di essere un grande.”

Gianni Petrucci (1945) dirigente sportivo italiano

Origine: Citato in Petrucci: «Del Piero via? Agnelli ha avuto coraggio» http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/05/17-188406/Petrucci:+«Del+Piero+via?+Agnelli+ha+avuto+coraggio», Tuttosport.com, 17 maggio 2012.

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“La perfetta fusione del grande attore critico e l'istrione cabotin che, in continuum, si assume il compito di complicare la vita del grande attore”

Carmelo Bene (1937–2002) attore, drammaturgo e regista italiano

... ] L'istrione ha il compito di sgambettare il disegno che il grande attore critico sta allora tracciando sulla scena [... ] Il non-attore è l'artefice per eccellenza: carisma a parte, la sua presenza in scena è poesia. Tutto il resto è teatro. (pag. 1026)

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“Esser celebri lontano da qui! | Oh, cara aurea mediocritas! | Ma l'arte è tanto grande, | … e la vita così breve!”

Carmelo Bene (1937–2002) attore, drammaturgo e regista italiano

Origine: Hamlet Suite, p. 1373

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“Il più piccolo supplizio [in Purgatorio] è più grande di quello che ciascun martire subì sulla terra.”

Enrico Suso (1295–1366) mistico tedesco

Libretto dell'eterna sapienza

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“Crisalo: I due Atridi sono famosi per aver compiuto un'impresa grandiosa: conquistarono dopo dieci anni Pergamo, la patria di Priamo, difesa da mura divine, con armi, cavalli, un esercito di fortissimi combattenti, una flotta di mille navi. Roba veramente da nulla rispetto a quello che farò io per espugnare il mio padrone, senza flotta e senza tutto quel grande esercito. L'ho preso, sono riuscito a portargli via l'oro per il padroncino innamorato. Prima che ritorni, voglio intonare un lamento funebre. O Troia, patria, Pergamo, o vecchio Priamo, sei bello che morto: ti sto per scucire quattrocento filippi d'oro. Le tavolette sigillate che ti ho consegnato non sono mica delle tavolette, sono il cavallo di legno degli Achei. Pistoclero, da cui le ho prese, è Epeo, il costruttore, Mnesiloco è Sinone, quello che fu lasciato indietro, ma non sta presso la tomba di Achille, è a letto con Bacchide. Quello vero un tempo accese del fuoco per dare il segnale, questo qua invece… è proprio lui a bruciare. E io sono Ulisse, grazie alla cui astuzia sta avvenendo tutto questo. Tutte le cose scritte qui, nelle tavolette, sono i soldati all'interno del cavallo, ben armati e pien di coraggio. Fino a questo momento tutto è andato per il verso giusto. Il cavallo ora dovrà attaccare non una rocca, ma un forziere: per l'oro del vecchio sarà rovina, strage, terribile lusinga. Al nostro sciocco vecchio posso dare sicuramente il nome di Ilio; al soldato è Menelao, io sono Agamennone e anche Ulisse figlio di Laerte, Mnesiloco è Paride che manda in rovina la sua patria. Ha rapito Elena, per questo sto assediando Ilio. Ho sentito che anche lì Ulisse fu coraggioso e perfido, proprio come me. Io sono stato beccato nel mezzo dei miei inganni, lui rischiò quasi di morire mentre spiava le mosse dei Troiani travestito da mendicante. Oggi a me è successo qualcosa di simile. Mi hanno incatenato, ma me la sono cavata con l'inganno: anche lui si salvò con i suoi inganni. Ho sentito che tre furono i segni del fato che preannunciavano la rovina di Troia: se fosse stata portata via la statua dalla rocca, poi la morte di Troilo, terzo, quando si fosse spaccato lo stipite superiore delle porte frigie. E tre sono anche i segnali del fato per la nostra Ilio. Primo: quando ho raccontato al vecchio la storia dell'ospite, dell'oro e della barca: in questo modo ho portato via dalla rocca la statua. Poi me ne rimanevano ancora due per prendere la roccaforte. Quando ho consegnato le tavolette al vecchio: lì ho ucciso Troilo: lui pensava che Mnesiloco fosse a letto con la moglie del soldato. Qui mi sono salvato per un pelo. Ma è come il pericolo che corse Ulisse quando, raccontano, fui riconosciuto da Elena e consegnato a Ecuba; ma, come allora Ulisse riuscì a liberarsi grazie alle sue lusinghe, convincendo Ecuba a lasciarlo andare, così io con la mia astuzia sono scampato al pericolo e ho messo nel sacco il vecchio. Poi mi son dovuto scontrare con il grande soldato che conquista le città senza armi, solo con le sue ciance, e ho sistemato anche lui. Poi altra battaglia con il vecchio. M'è bastato un solo inganno per sbaragliarlo e ho preso il bottino in un colpo solo. Ora consegerà al soldato i duecento filippi che ha promesso. Però ne servono altri duecento da spendere dopo la presa di Troia, che ci sia del vino per il trionfo dei vincitori. Questo Priamo è molto meglio dell'altro: non c'ha mica cinquanta figli, ne ha quattrocento e tutti di prima scelta, senza un solo difetto. Li farò a pezzi in due soli colpi. Se c'è qualcuno che lo compra, il nostro Priamo, io lo metto pure in vendita: penso che questo vecchio sia veramente roba da vendere, da mettere all'asta, dopo che avrò espugnato la roccaforte. Ma eccolo là il nostro Priamo, davanti alla porta. Gli vado a parlare.”

vv. 925-978; 2007
Bacchides
Origine: Il servo plautino è anche un personaggio sbruffone e strafottente. Qui celebra le proprie gesta con lessico e argomenti attinti dall'epica di Omero, che è parodiata nel monologo. Tutti i personaggi epici ivi citati: Achille, Agamennone, Ecuba, Elena, Epeo, Laerte, Menelao, Paride, Priamo, Sinone, Troilo, Ulisse.

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“Pseudolo: Per Giove, come mi riesce bene e felicemente, qualunque cosa io faccia! Nella mia mente sta riposto un piano che non lascia adito né a dubbi né a timori. Perché è stoltezza affidare una grande impresa a un animo timoroso, dato che ogni iniziativa ti riesce a seconda di come tu ti ci impegni, di quanta importanza le dài. Io ho preparato in anticipo nella mia mente le schiere, in duplice, in triplice fila, gli inganni, le perfidie, cosicché, dovunque mi scontrerò con i nemici – lo dirò fidando nel valore dei miei antenati, nella mia abilità e nella malizia delle mie frodi – io possa vincere facilmente, io possa spogliare facilmente i miei nemici con le mie perfidie. Adesso questo nemico comune mio e di tutti voi, Ballione, io lo sbalestrerò bellamente. Voi fate solo attenzione. Io voglio assediare questa fortezza [indica la casa di Ballione], perché oggi sia conquistata, e qui condurrò le mie legioni; se la espugno – facile io renderò questa impresa per i miei concittadini – subito dopo muoverò prontamente il mio esercito contro questa antica fortezza [indica la casa di Simone]. Quindi caricherò e riempirò di bottino me stesso e insieme tutti i miei compagni, perché si sappia che sono nato per il terrore e la disfatta dei miei nemici. Da una tale stirpe io sono nato: a me si addice compiere grandi imprese, che mi diano lustro e rinomanza per lungo tempo in futuro. Ma chi è costui che vedo? Chi è costui che si presenta ai miei occhi, a me ignoto? Mi piacerebbe sapere che cosa vuole con quella spada. Da quest'angolo starò in agguato per vedere che cosa fa.”

vv. 574-594; 1996
Pseudolus
Origine: A parlare qui è ancora un servus callidus, un servo astuto: Pseudolo, il quale da il nome alla commedia. Nel monologo proposto, Plauto parodia ancora la poesia epica, ma non meglio che in Bacchides vv. 925-978.

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“[Sullo Juventus Stadium prima della gara Milan-Juventus del 25 novembre 2012] È molto più caldo e coinvolgente lo stadio bianconero che San Siro. Il Meazza non ha lo stesso effetto perché è più grande e dispersivo: vabbé, quando ci arriva la Juventus sarà esaurito ma quando ci hanno giocato le mie squadre metà dei posti era vuoto. Invece a Torino è tutta un'altra cosa. Sentivo che squadra e pubblico erano come un'onda capace di travolgere tutti e tutto.”

Davide Ballardini (1964) allenatore di calcio ed ex calciatore italiano

Origine: Citato in Marina Salvetti, Lo JStadium sfida il Meazza: «Impianto Juve è il futuro» http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/11/24-228186/Lo+JStadium+sfida+il+Meazza%3A+%C2%ABImpianto+Juve+%C3%A8+il+futuro%C2%BB, Tuttosport, 24 novembre 2012.

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“Novak ha la mente dalla sua, è molto molto forte da quel punto di vista, soprattutto quando gioca con avversari del suo livello. Poi ha una grande difesa, corre bene e tecnicamente ha ancora dei margini di miglioramento sul piano tecnico.”

Pete Sampras (1971) tennista statunitense

Origine: Citato in Davide Uccella, Sampras su Djokovic: "Nole può vincere il Roland Garros" http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/05/15/712980-sampras_djokovic_nole_vincere_roland_garros.shtml, Ubitennis.com, 15 maggio 2012.

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“[Su Lleyton Hewitt] Questo ragazzo ha la miglior risposta in circolazione, un servizio in continuo miglioramento. È un grande giocatore e lo vedrete competere per la vittoria su questi campi nei prossimi 10 anni.”

Pete Sampras (1971) tennista statunitense

Origine: Citato in Teo Gallo, 10 anni dopo... Lleyton Hewitt http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2011/08/19/563672-anni_dopo.shtml, Ubitennis.com, 20 agosto 2011.

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“[Silvio Berlusconi] Mi ha detto che sono un grande comico. Gli sono molto grato: per questo e per aver perso le ultime elezioni.”

Paolo Villaggio (1932–2017) attore e scrittore italiano

Origine: Dall'intervista di Maria Pia Fusco, La comicità? È nel DNA, la Repubblica, 15 maggio 1995, p. 27.

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“Cosa potevo fare, da grande? Le strade erano due. O donavo gli organi, o facevo il fumettista.
Il cuore l'aveva già preso mia moglie Caterina, il resto era da buttare.
Così ho fatto fumetti.”

Leo Ortolani (1967) autore di fumetti italiano, creatore di Rat-Man

Origine: Da "Welcome to The Rock!", Rat-Man: Vent'anni senza condizionale, ed. Panini Comics, aprile 2009, pp. 5-7.

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“Quando metto il pene nella vulva della mia partner, stranamente ella quasi sempre fa un paragone con un dildo… la mia cappella è troppo grande per non godere”

Rocco Siffredi (1964) attore pornografico, regista e produttore cinematografico italiano

da "Lo Zoo di 105"

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“Non aspettatevi che un canto dal grande fragore nasca da me: tuonare non è cosa mia, ma di Zeus!”

Callimaco (-310–-240 a.C.) poeta e filologo greco antico

da Aitia, prologo

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“Abbiamo dato prova di grande sopportazione.”

Publio Cornelio Tacito (54–120) storico, oratore e senatore romano

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“La grande lezione dell'ecologia […] è che la sopravvivenza della nostra specie è legata a quella di tutte le altre.”

Marina Baruffaldi saggista e traduttrice italiana

Origine: Manuale del giovane animalista, p. 28

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“Polverizzati in famiglie, noi italiani non siamo affatto una grande famiglia, come per esempio si sentono gli americani.”

Fabrizio Rondolino (1960) giornalista, scrittore e autore televisivo italiano

Origine: L'Italia non esiste, p. 108

“La generosità è la testa e la coda di quella cosa più grande, metafisica, che è la carità.”

Luigi Santucci (1918–1999) scrittore, romanziere e poeta italiano

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