Frasi su essere
pagina 63

Louis-ferdinand Céline photo
Louis-ferdinand Céline photo
Louis-ferdinand Céline photo

“Ho lavorato sodo per farmi un nome come giornalista e scrittore e sperare così di non essere preso per pazzo quando avessi assolto al mio debito: raccontare ciò che mi era avvenuto.”

André Frossard (1915–1995) giornalista e saggista francese

citato in Vittorio Messori, Inchiesta sul cristianesimo, Oscar Mondadori, 2010

Marcel Proust photo

“Essere indulgenti verso gli altri, severi verso se stessi è un consiglio banale; nell'esistenza è la sola regola da seguire.”

Marcel Proust (1871–1922) scrittore, saggista e critico letterario francese

Origine: Da Lettere ai miei personaggi, 1966, pp. 38-39.

Marcel Proust photo

“Quel quid divino che Ruskin sentiva in fondo al sentimento ispiratogli dalle opere d'arte era precisamente quel che tale sentimento aveva di profondo, di originale e che si imponeva al suo gusto senza essere suscettibile di modificazione.”

Marcel Proust (1871–1922) scrittore, saggista e critico letterario francese

Origine: Citato in John Ruskin, Le pietre di Venezia, traduzione di A. Tomei, Vallecchi, 1974.

Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo

“Non vi sono che due classi di esseri: i magnanimi e gli altri.”

1963
Alla ricerca del tempo perduto, Dalla parte di Swann

Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo

“Cessando di essere pazzo, diventò stupido.”

Alla ricerca del tempo perduto, I Guermantes

Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo

“Sorvolavo rapidamente su tutto questo, imperiosamente sollecitato, com'ero, a cercare la causa di quella felicità, del carattere di certezza con cui si imponeva, ricerca un tempo rinviata. Ora, quella causa, la presagivo paragonando tra loro quelle diverse impressioni beate e che avevano questo in comune: che avvertivo il rumore del cucchiaio sul piatto, la disuguaglianza del lastricato, il sapore della madeleine nell'attimo presente e al tempo stesso in un istante lontano, al punto di far sconfinare il passato sul presente, di esitare non sapendo in quale dei due mi trovasi; a dire il vero, l'essere che allora assaporava in me quell'impressione, la assaporava in ciò che essa aveva di comune in un giorno remoto e nel presente, in ciò che aveva di extratemporale, un essere che appariva solo quando, per una di quelle identità tra il presente e il passato, poteva trovarsi nell'unico ambiente in cui potesse vivere, gioire dell'essenza delle cose, vale a dire al di fuori del tempo. Ciò spiegava perché le mie inquietudini a proposito della mia morte fossero cessare nel momento in cui avevo riconosciuto inconsapevolmente il sapore della piccola madeleine, poiché, in quel momento, l'essere che ero stato, era un essere extratemporale, e dunque incurante delle vicissitudini dell'avvenire. Viveva della sola essenza delle cose, e non poteva coglierla nel presente dove, non entrando in gioco l'immaginazione, i sensi erano incapaci di fornirgliela; lo stesso avvenire verso cui tende l'azione la abbandona a noi. Quell'essere non era mai venuto a me, non si era mai manifestato se non al di fuori dell'azione, del godimento immediato, ogni volta che il miracolo di un'analogia mi aveva consentito di sfuggire al presente. Lui solo aveva il potere di farmi ritrovare i giorni passati, il tempo perduto, dinanzi al quale gli sforzi della mia memoria e della mia intelligenza si arenavano sempre.”

Marcel Proust (1871–1922) scrittore, saggista e critico letterario francese

pp. 2319 sg.

Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Marcel Proust photo
Emile Zola photo

“È così bello vivere, e la vita è così dolce che non può essere cattiva!”

Origine: Il sogno, Maria Azzi Grimaldi, p. 51

Emile Zola photo

“[Johann Strauss jr] Ha mostrato come il mondo può essere bello, io invece ho scritto come il mondo può essere brutto.”

Emile Zola (1840–1902) giornalista e scrittore francese

Origine: Citato in Roberto Iovino, Gli Strauss: una dinastia a tempo di valzer, Camunia, 1998.

Giovanni Papini photo
Giovanni Papini photo
Giovanni Papini photo
Giovanni Papini photo
Cesare Pavese photo
Cesare Pavese photo
Cesare Pavese photo
Cesare Pavese photo
Cesare Pavese photo
Cesare Pavese photo
Cesare Pavese photo
Cesare Pavese photo
Cesare Pavese photo
Cesare Pavese photo
Cesare Pavese photo
Cesare Pavese photo
Thomas Mann photo

“Federico scrisse lAntimachiavelli, ma non si trattava di ipocrisia, era semplicemente letteratura. Amava l'umanesimo, la ragione, la secca chiarezza — un amore problematico, derivato dagli elementi demoniaci e utilitari riuniti in lui. Così amava Voltaire, il figlio dello spirito, il padre dell'illuminismo e di ogni cultura antieroica. Baciava la mano magra che scriveva: «Odio tutti gli eroi», ed egli stesso faceva dell'ironia sulla guerra dei sette anni con le parole «debolezze eroiche». Metteva però anche nero su bianco: se avesse voluto punire una provincia, l'avrebbe fatta governare da letterati; il suo illuminismo era così superficiale, che se ne sentiva immune. Quando poi vuole chiarire il vero motivo che lo ha indotto a scambiare la dolce quiete di una vita dedita alla letteratura con i tremendi sforzi ed i sanguinosi orrori della guerra, parla in generale di un «segreto istinto». Ciò che egli definisce in questo modo era più forte della letteratura: diresse le sue azioni e decise della sua vita; ed è un concetto tipicamente tedesco che questo istinto segreto, questo elemento demoniaco fosse in lui sovrumano: era la forza del destino, lo spirito della Storia.
In fondo era una vittima. Egli pensava ad ogni modo di essersi sacrificato: nella giovinezza per il padre e nella maturità per lo Stato. Ma sbagliava se pensava che sarebbe stato libero di agire diversamente. Era una vittima. Doveva agire ingiustamente e vivere contrariamente al pensiero; non gli fu concesso di essere un filosofo, ma dovette fare il re, perché un grande popolo compisse la sua missione nel mondo.”

Thomas Mann (1875–1955) scrittore e saggista tedesco

Origine: Federico e la grande coalizione, pp. 77 sg.

Thomas Mann photo
Thomas Mann photo
Thomas Mann photo
Thomas Mann photo

“Per essere creativi, bisogna essere morti.”

1970
Tonio Kröger

Thomas Mann photo
Thomas Mann photo

“Essere artista ha sempre significato possedere ragione e sogni.”

Thomas Mann (1875–1955) scrittore e saggista tedesco

Origine: Citato in I luoghi dell'arte, v. 11.

Thomas Bernhard photo
Thomas Bernhard photo
Thomas Bernhard photo
Thomas Bernhard photo

“Siamo in errore quando crediamo di essere nel vero e viceversa. La via dell'assurdo è la sola praticabile.”

Thomas Bernhard (1931–1989) scrittore, romanziere e drammaturgo austriaco

Il freddo

Gustav Meyrink photo
Stefan Zweig photo
Stefan Zweig photo
Stefan Zweig photo
Stefan Zweig photo
Charles-joseph De Ligne photo

“È difficile essere amabile tutta la giornata.”

Charles-joseph De Ligne (1735–1814) scrittore, militare (maresciallo di campo)

Aneddoti e ritratti

Arnold Bennett photo
Samuel Butler photo
Agatha Christie photo
Joseph Conrad photo
Joseph Conrad photo
Joseph Conrad photo
Joseph Conrad photo

“La verità può essere più crudele della caricatura.”

Joseph Conrad (1857–1924) scrittore polacco

da L'agente segreto, traduzione di L. Saraval, Giunti

Joseph Conrad photo
Charles Dickens photo

“Ammetto di essere una spia, è una cosa disdicevole, ma qualcuno deve pur farlo …”

Charles Dickens (1812–1870) scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico

dialogo del personaggio John Barsad, la spia. (da Tale of two cities)

Charles Dickens photo
Charles Dickens photo
Charles Dickens photo
Norman Douglas photo

“Non vale quasi mai la pena di essere offensivo. Non vale mai la pena di essere offensivo a metà.”

Norman Douglas (1868–1952) scrittore inglese

Origine: Citato in Guido Almansi, Il filosofo portatile, TEA, Milano, 1991.

Thomas Fuller photo
William Hazlitt photo

“La moda è la raffinatezza che corre davanti alla volgarità e teme di essere sorpassata.”

William Hazlitt (1778–1830) scrittore, pittore e saggista inglese

Origine: Da Conversations of James Northcole, 1830; citato in Dizionario delle citazioni.

William Hazlitt photo

“Quelli che fanno del proprio abito una parte principale del loro essere, non acquisiranno, in generale, più valore del proprio abito.”

William Hazlitt (1778–1830) scrittore, pittore e saggista inglese

da Political Essays, "On the Clerical Character"

Arthur Conan Doyle photo
Arthur Conan Doyle photo
Arthur Conan Doyle photo
Georges Bataille photo

“Nella misura in cui il fascismo dipende da una fonte filosofica, non è a Nietzsche, ma a Hegel che si ricollega. Ci si rifaccia all'articolo che Mussolini stesso ha consacrato nellEnciclopedia Italiana al movimento da lui fondato: il lessico e, più ancora del lessico, lo spirito sono hegeliani, non nietzscheani; anche se Mussolini vi impiega due volte l'espressione «Volontà di potenza», non è a caso che questa volontà sia solo un attributo dell'idea che unifica la moltitudine…
L'agitatore rosso ha subito l'influenza di Nietzsche: il dittatore assoluto se n'è tenuto a distanza. Il regime stesso si è espresso sul problema. In un articolo su «Fascismo» del luglio 1933, Cimmino nega ogni filiazione ideologica fra Nietzsche e Mussolini. Solo la volontà di potenza costituirebbe un legame fra le loro dottrine. Ma la volontà di potenza di Mussolini «non è egoismo», essa è predicata a tutti gli italiani dei quali il duce «vuole fare dei superuomini» [sic. ]. Perché, afferma l'autore, «qualora fossimo tutti superuomini saremmo soltanto tutti uomini. Che poi Nietzsche piaccia a Mussolini è naturale: vi è nel Nietzsche qualcosa che è stata sempre di tutti gli uomini di azione e volontà». La differenza profonda tra Nietzsche e Mussolini è «nel fatto che la potenza come volontà, la forza, l'azione sono fatti dell'istinto, direi quasi della natura fisica, e la possono avere le persone fra loro più opposte, servendosene per i più diversi scopi; mentre l'ideologia è fattore spirituale, ed è sempre una per tutti quelli che l'accettano». È inutile insistere sull'idealismo scoperto di questo testo ce ha il merito dell'onesta, se lo si paragona con i testi tedeschi. È più importante notare come il duce venga assolto da una possibile accusa di egoismo nietzscheano. Le sfere dirigenti del fascismo sembrano essere rimaste all'interpretazione stirneriana di Nietzsche formulata intorno al 1908 dallo stesso Mussolini.”

Georges Bataille (1897–1962) scrittore, antropologo e filosofo francese

Origine: [Ibid. nota precedente] È noto che l'hegelismo, rappresentato da Gentile, è praticamente la filosofia ufficiale dell'Italia fascista.
Origine: [Ibid. nota precedente] Sub verbo «Fascismo». L'articolo è stato tradottoo in apertura di B. Mussolini, Le Fascisme, Denoël et Steele.
Origine: [Ibid. nota precedente] A proposito del popolo, Mussolini scrive: «Non razza, né regione geograficamente individuata, ma schiatta storicamente perpetuantesi, moltitudine unificata da un'idea, che è volontà di esistenza e di potenza [...]» [La dottrina del fascismo, Hoepli, Milano 1936, p. 23]
Origine: [Ibid. nota precedente] In un articolo pubblicato allora da un giornale romagnolo, e riprodotto da Margherita G. Sarfatti, Mussolini, trad. fr. Albin Michel, 1927, pp. 117-21 (ed. orig. M.G.Sarfatti), Dux, Mondadori, Milano 1926, p. 101.]
Origine: La congiura sacra, p. 19-20

Georges Bataille photo

“Non posso considerare libero un essere che dentro di sé non nutra il desiderio di sciogliere i legami del linguaggio.”

Georges Bataille (1897–1962) scrittore, antropologo e filosofo francese

Origine: Da Tradurre Bataille: la lingua del Collegio di Sociologia. "Nota" di Marina Galletti in Il Collegio di Sociologia, pag. XXIX.

Georges Bataille photo
Georges Bataille photo
Stephen Leacock photo
Isabel Allende photo
Isabel Allende photo