Frasi su grande
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“Patria, si fa chiamare lo Stato ogniqualvolta si accinge a uccidere.”

Friedrich Dürrenmatt (1921–1990) scrittore, drammaturgo e pittore svizzero

da Romolo il Grande

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“L'esaltazione permanente del militarismo è la garanzia necessaria delle grandi speranze umane.”

Charles de Gaulle (1890–1970) generale e politico francese

Origine: Citato in Historia, n. 9, Cino Del Duca Editore, agosto 1958, p. 50.

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“Una grande attrice è una donna capace di incarnare un gran numero di personaggi dissimili fra loro; una diva è una donna capace di provocare un gran numero di sceneggiature simili fra loro.”

André Malraux (1901–1976) scrittore e politico francese

citato in appendice a Samuel Grafton, L'uomo che si fece inghiottire, I Romanzi del "Corriere", N. 30, 1957

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“Si conosce, nelle grandi corti, un altro modo di farsi grandi: curvarsi.”

Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord (1754–1838) vescovo cattolico, politico e diplomatico francese

Citazioni di Talleyrand
Origine: Da Mémoires.

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“So quanto la nazione tedesca ami il proprio Führer, [Adolf Hitler] pertanto è mio dovere brindare alla salute di questo grande uomo.”

Stalin (1879–1953) uomo politico sovietico

Origine: Brindisi levato da Stalin in onore di Adolf Hitler nel corso del banchetto offerto dalle massime autorità sovietiche alla delegazione diplomatica tedesca, guidata da Joachim von Ribbentrop, subito dopo la conclusione del Patto di non aggressione fra Germania ed Unione Sovietica, firmato a Mosca il 23 agosto 1939. John Lukacs, L'attacco alla Russia, Edizioni Corbaccio S.r.L., Luino, 2008 ISBN 978-88-7972-873-7.

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“[Protestando contro la lealtà della Germania verso l'Austria nello spingere verso lo scoppio della prima guerra mondiale] […] senza lo scudo di una simile lealtà, l'Austria non si sarebbe azzardata a compiere i passi che ha compiuto.”

Walther Rathenau (1867–1922) politico e imprenditore tedesco

da un articolo pubblicato sul Berliner Tageblatt; citato in Martin Gilbert, La grande storia della prima guerra mondiale, Mondadori, Milano, 2009, p. 45, ISBN 978-88-04-48470-7

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“Quanto ai fidanzati, lo sforzo comune nella purezza permette di crescere in quell'amore, fatto di rispetto reciproco e di capacità di attendere, che un giorno sarà il solo a poter garantire la riuscita del loro matrimonio. Permette di apprezzare gesti semplici come una stretta di mano, uno sguardo, un bacio, gesti che agli altri possono sembrare banali, ma che acquistano invece, in questo caso, un valore grandissimo.
Agli sposati la purezza, che si chiama ora fedeltà, permette di guardarsi negli occhi ogni sera, senza dover mentire, di guardare senza rimorsi i propri figli; permette di avere il cuore in famiglia e non altrove. Evita di finire in quella doppia vita di falsità a cui quasi sempre condannano l'adulterio e il tradimento.
Alle persone consacrate, sacerdoti e suore, la purezza permette di essere fratelli e sorelle di tutti senza voler possedere nessuno in esclusiva per noi stessi. Permette di essere messi a parte di ogni segreto e di accostarci a ogni miseria, senza rimanere personalmente invischiati; permette, come diceva il grande Lacordaire, di avere «un cuore di acciaio per la castità e un cuore di carne per la carità».
A tutti infine, giovani, sposati e consacrati, la purezza assicura la cosa più preziosa che c'è al mondo: la possibilità di accostarsi a Dio. «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.»”

Raniero Cantalamessa (1934) presbitero, teologo e predicatore italiano

Non lo vedranno solo un giorno, dopo la morte, ma già ora. Lo vedranno nella bellezza del creato, di un volto, di un'opera d'arte; lo vedranno nel loro stesso cuore.
Gettate le reti

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“Sebbene vivessimo in grandi ristrettezze, mio padre desiderava che nella scelta della professione seguissi unicamente la mia vocazione. In quegli anni giovanili non sentivo alcuna predilezione speciale per la professione medica, né ebbi del resto a sentirla in seguito. Mi dominava piuttosto una specie di brama di sapere che, però, si riferiva più ai fenomeni umani che agli oggetti naturali … Lo studio precoce e approfondito della storia biblica, iniziato appena ebbi imparato a leggere, ha avuto, come potei riconoscere assai più tardi, un notevole peso nel determinare l'indirizzo dei miei interessi. Sotto l'influsso potente di una amicizia con un compagno di ginnasio un po' più vecchio di me (che in seguito è diventato famoso come uomo politico) mi ero messo in mente di intraprendere anch'io gli studi giuridici e di occuparmi di problemi sociali. Contemporaneamente, però, mi attraeva enormemente la teoria di Darwin, allora molto in voga, perché sembrava promettere uno straordinario progresso nella comprensione del mondo. L'illustrazione del bel saggio goethiano La natura, che udii poco prima dell'esame di maturità in una conferenza di volgarizzazione scientifica tenuta da Carl Brühl, mi fece decidere, infine, a iscrivermi alla facoltà di medicina.”

Sigmund Freud (1856–1939) neurologo e psicoanalista austriaco, fondatore della psicoanalisi

Origine: Autobiografia (1925), p. 76 e s.

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“La vita è un grande spettacolo, dice il signor Hulot: basta avere occhi per osservare.”

Jacques Tati (1907–1982) regista

Questo buffo buffo mondo

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“Il cinema non ha bisogno della grande idea, degli amori infiammati, degli sdegni: ti impone un solo obbligo quotidiano, quello di fare.”

Federico Fellini (1920–1993) regista e sceneggiatore italiano

da un'intervista di Tullio Kezich, la Repubblica 1982; citato in Federico Fellini, E la nave va, trascrizione di Gianfranco Angelucci, Longanesi & C., Milano 1983

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“[In risposta alla domanda di Enzo Biagi: «Senza cinema, senza scrivere, che cosa le sarebbe piaciuto diventare?»] Un bravo calciatore. Dopo la letteratura e l'eros, per me il football è uno dei grandi piaceri.”

Pier Paolo Pasolini (1922–1975) poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paroliere e scrittore italiano

Origine: Da Enzo Biagi intervista Pier Paolo Pasolini, La Stampa, 4 gennaio 1973; citato in Valerio Piccioni, Quando giocava Pasolini, p. 3.

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“[A proposito di Montgomery Clift] Oltre a un grande charme possedeva una grande sensibilità e, come me, era inquieto […] anche se non era chiaro che cosa lo preoccupasse.”

Marlon Brando (1924–2004) attore statunitense

Origine: citato in Michelangelo Capua, Montgomery Clift. Vincitore e vinto, Lindau, 2009

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“Il problema vero è che oggi non ci sono più i grandi attori di una volta. Dove sono i Gable, i Gary Cooper, gli Spencer Tracy?”

Billy Wilder (1906–2002) regista austriaco

citato in Gary Cooper. Il cinema dei divi, l'America degli eroi, p. 248

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“Il film, quando non è un documentario, è un sogno. È per questo che Tarkovskij è il più grande di tutti.”

Ingmar Bergman (1918–2007) regista, sceneggiatore e drammaturgo svedese

Origine: Citato in Tarkovskij. La nostalgia dell'armonia, di Francesca Pirani, Le Mani-Microart'S, 2009.

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“[…] Fabrizio è tra i grandi poeti del rock, anzi per me è un santo.”

Wim Wenders (1945) regista tedesco

Origine: Citato in Giuseppina Manin, De André, il film http://www.corriere.it/spettacoli/08_ottobre_19/andre_film_f98b87b0-9dac-11dd-b589-00144f02aabc.shtml, corriere.it, Milano, 19 ottobre 2008.

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“Unità è la grande parola sotto il cui segno il Cristianesimo «fece il suo ingresso.»”

Christoph Schönborn (1945) cardinale e arcivescovo cattolico austriaco

L'unità nella fede

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“Ho sempre pensato che nessun lutto fosse pari a quello di un marito o di una moglie, ma io sento difficile credere che ve ne sia uno più grande, o un dolore più grande, del mio.”

John Henry Newman (1801–1890) teologo e filosofo inglese

Origine: Newman si riferisce alla morte di padre Ambrose St John, suo collaboratore e grande amico al punto che, per volontà di Newman, sono stati sepolti insieme. Questo particolare ha fatto pensare ad alcuni all'esistenza di una relazione omosessuale fra i due.

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“L'Autore ha il dono di presentare questioni scottanti della fede cristiana con grande chiarezza e allo stesso tempo con decisione, per specialisti come per profani.”

Hans Urs Von Balthasar (1905–1988) presbitero e teologo svizzero

Origine: Dalla prefazione a Christoph Schönborn, L'unità nella fede, traduzione di E. Babini, Edizioni Studio Domenicano, 2007.

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“La grande musica è sempre drammatica, crea continuamente delle tensioni e le risolve ad un livello più alto.”

Hans Urs Von Balthasar (1905–1988) presbitero e teologo svizzero

La verità è sinfonica

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“La più grande debolezza è il sacro terrore di sembrare deboli.”

Jacques Bénigne Bossuet (1627–1704) scrittore e vescovo cattolico francese

Origine: Da Politique Tirée de l'Écriture Sainte.

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“Ci sono due fraintendimenti alla base della narrativa di fantascienza. Il primo fraintendimento è che la sf […] si occupi del futuro, che essa sia, fondamentalmente, profetica. […] Il secondo fraintendimento, una sorta di fraintendimento al quadrato, facile da credere una volta che si sia dato per scontato che 'la sf si occupa di prevedere il futuro', è questo: la sf riguarda un presente che non c'è più. In particolare, la sf riguarda solo il periodo in cui è stata scritta. […] Questo è vero, in linea generale, ma è lo è sia per la sf che per ogni altro genere narrativo: i nostri racconti sono sempre il frutto dei nostri tempi. La sf, così come ogni altra forma d'arte, è un prodotto della sua epoca, che riflette o reagisce o illumina i pregiudizi, le paure e i presupposti del periodo in cui è stata scritta. Ma la sf è qualcosa di più […] La cosa importante nella buona sf, quella che produce la fantascienza destinata a durare, è il modo in cui essa ci parla del nostro presente. Cos'è che adesso ci dice? E, ancora più importante, cosa ci dirà sempre? Poiché la sf diventa una pratica di scrittura significativa e ricca di implicazioni quando tratta di qualcosa di più grande e più importante dello zeitgeist, che fosse o meno intenzione dell'autore”

Neil Gaiman (1960) fumettista, scrittore e giornalista britannico

dalla prefazione a Samuel R. Delany, Una favolosa tenebra informe, Fanucci Editore, 2004. pp. 7-8