Frasi su novembre
pagina 8

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“Da molti anni Israele ha il record degli attentati. Nessun paese ha avuto tanti civili morti per atti terroristici, nemmeno la Colombia, nemmeno l'Ulster. Per dare un'idea in rapporto alla popolazione, è come se l'Italia avesse subìto una strage di piazza Fontana alla settimana. Quanti stati, in quelle condizioni, sarebbero riusciti a mantenere intatte istituzioni e garanzie democratiche, in una regione dove la democrazia è quasi una bestemmia? Israele, pur con errori, eccessi e contraddizioni, ci è riuscito. Certo, ha risposto con le rappresaglie e le incursioni per stanare stragisti e mandanti nei loro covi, nascosti nei territori occupati. Ma quale governo, sapendo che i terroristi si annidano in un luogo preciso, li lascerebbe circolare? L'unica misura strutturale adottata finora per arginare gli assalti contro le popolazioni inermi (israeliane e arabe) è un muro. Un muro a fronte di una strage di piazza Fontana alla settimana. Sdegno unanime, orrore internazionale, condanna mondiale. Ora arriva il sondaggio della Commissione europea. Che è una benedizione dal cielo. Perché dà la misura della penetrazione del pregiudizio non antisemita, ma antisionista, nell'Europa del 2003. Ma anche perché mette a nudo i retropensieri di una burocrazia internazionale che, preparando le domande, non ha neppure pensato di inserire l'Autorità nazionale palestinese fra i governi che minacciano la pace. E dire che l'Anp è presieduta da Yasser Arafat, il leader di Al Fatah che mantiene un braccio armato: le brigate Al Aqsa, protagoniste dei più feroci attentati terroristici contro civili degli ultimi anni, in diretta concorrenza con Hamas e la Jihad. Arafat è lo stesso personaggio che sabota regolarmente ogni trattativa di pace, stracciando gli accordi con Barak, defenestrando il troppo autonomo Abu Mazen e commissariando Abu Ala che minacciava di pensare con la sua testa.”

Marco Travaglio (1964) giornalista, saggista e scrittore italiano

5 novembre 2003
l'Unità

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“Il nostro sonno, oggi, | sarà un compito in classe. | Tema: noi torce. | Svolgimento: ognuno | covi, dormendo, la sua fiamma, accesa | al fuoco morto del televisore.”

Valerio Magrelli (1957) poeta italiano

Origine: Da 11 settembre 2001, la Repubblica, 3 novembre 2001; ora in Disturbi del sistema binario, Einaudi, Torino 2006.

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“Non ho mai scritto che Di Pietro e colleghi hanno graziato il Pds: che prove avrei per affermare una cosa simile?”

Vittorio Feltri (1943) giornalista italiano

Origine: Da Il Giornale del 25 novembre 1994.

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“Salvatore Borsellino era disistimato dal fratello, lei è giovane e non lo sa.”

Maurizio Gasparri (1956) politico italiano

dalla risposta ad una ragazza del "Popolo delle Agende Rosse" al convegno organizzato per il XIV Premio Borsellino a Pescara il 2 novembre 2009
Origine: Visibile al minuto 03:00 di Borsellino querela Gasparri! http://www.youtube.com/watch?v=_e5CKUbSBSg#t=3m1s, YouTube

“L'immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. […] Peccato che il forno crematorio di Santa Bona, a Treviso, per loro non sia ancora pronto.”

Piergiorgio Stiffoni (1948) politico italiano

citato in Senatori in libera uscita e balle stile «libero» http://www.avvenire.it/GiornaleWEB2008/Templates/Pages/ColumnPage.aspx?IdArticolo=957fcf7d-5787-45d7-9aae-51d49658f2e1&IdRubrica=.lupus&TitoloRubrica=Lupus%20in%20pagina&Autore=Gianni%20Gennari, Avvenire, 29 novembre 2003
Collegamento interrotto

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“Cos'ha fatto per voi Maometto?”

Asia Bibi (1971) caso giudiziario in Pakistan

citato in Asia Bibi e gli altri http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/salvate-asia-bibi.aspx, Famiglia Cristiana, 25 novembre 2010

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“Settembre lasciò il posto a ottobre, poi arrivò novembre.”

Karen Cushman (1941)

pag. 70
L'arduo apprendistato di Alice lo Scarafaggio

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“Il Primo Concerto per Piano di Čajkovskij è come la prima frittella, un flop.”

Nicolai Soloviev (1846–1916)

(citato in Novoye Vremia, Sanpietroburgo, 13 novembre 1875)
Tchaikovsky's First Piano Concerto, like the first pancake, is a flop.
Origine: Citato in Christopher Cerf e Victor Navasky, The Experts Speak, p. 200.

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“Bonus di qua, bonus di là. Tecnicamente un voto di scambio. Tra Renzi e gli elettori lo stesso rapporto che c'è tra un giocatore e una slot machine. Ha creato un meccanismo di dipendenza.”

Vittorio Sgarbi (1952) critico d'arte, politico e opinionista italiano

da un post https://www.facebook.com/SgarbiVittorio/posts/1033796716676735 del 30 novembre 2015
Da Facebook.com

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“Si potrebbe poi dedurre una sorta di legge generale dell'opinione pubblica secondo cui a criticare sono più bravi quelli di sinistra, a governare sono più adatti quelli del centrodestra.”

Marcello Veneziani (1955) giornalista e scrittore italiano

da Ecco perché in Tv la destra non esiste http://www.ilgiornale.it/interni/ecco_perche_tv_destra_non_esiste/19-11-2010/articolo-id=487896-page=0-comments=1, il Giornale.it, 19 novembre 2010

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“Dare la vita per il proprio paese, come il ragazzo lombardo, è una grande virtú […].”

il padre di Enrico: Novembre, I poveri; 2001, p. 57
Cuore

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“Nelle scuole italiane la musica è praticamente assente, se non peggio. La musica dovrebbe essere obbligatoria come l'italiano. Non vorrei che questi nuovi licei musicali fossero istituti per lavarsi la coscienza.”

Riccardo Muti (1940) direttore d'orchestra italiano

citato in Alfredo Mandelli, Mandelli dice la sua, in L'Opera, p. 41, anno XXIV, n. 251, novembre 2010

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“La cultura è come la vita, e la vita è bella!”

Claudio Abbado (1933–2014) direttore d'orchestra italiano

dal programma televisivo Vieni via con me, Rai 3, 8 novembre 2010

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“[…] di morale ce n'è una sola, quella che Gesù Cristo ci ha dato ai suoi tempi e che adesso vieta a me, a voi, a Barancevic di rubare, di offendere, di mentire.”

Anton Pavlovič Čechov (1860–1904) scrittore, drammaturgo e medico russo

Origine: Dalla lettera a Suvorin del 25 novembre 1892; citato in L'anima del mondo e il mondo di Cechov, p. 154.

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“La peggiore delle tirannidi non è quella che uccide i suoi sudditi: è quella che arriva a impedire loro perfino di uccidersi.”

Adriano Sofri (1942) giornalista, scrittore e attivista italiano

Origine: Da Tristi e consolati, la Repubblica, 14 novembre 2008.

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“Amo gli uomini più o meno, a seconda della quantità di annotazioni che posso tirarne fuori.”

Jules Renard (1864–1910) scrittore e aforista francese

25 novembre 1889; Vergani, p. 32
Diario 1887-1910

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“Dopo il non voto della non Rete il non proprietario del non Movimento abolisce il non direttorio che non c'era.”

Vittorio Zucconi (1944–2019) giornalista e scrittore italiano

11 novembre 2016 https://twitter.com/vittoriozucconi/status/797176982832369665
Dal profilo Twitter

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“Le più belle pagine sulla campagna si scrivono in piena città.”

Jules Renard (1864–1910) scrittore e aforista francese

25 novembre 1887; Vergani, p. 13
Diario 1887-1910

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“Le attrici sono dispostissime a recitare una parte di donna vecchia ma non una parte di donna matura.”

Jules Renard (1864–1910) scrittore e aforista francese

16 novembre 1897; Vergani, p. 133
Diario 1887-1910

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“E venne il giorno del Giudizio Universale, il mondo fu giudicato da un dio imbecille. Un mondo guidato da cretini e presieduto dal principe dei cretini: non ho altre parole per riassumere il senso della bufala cosmica delle rivelazioni di Wikileaks.”

Marcello Veneziani (1955) giornalista e scrittore italiano

da Macché 11 settembre, è il 1° aprile della diplomazia http://www.ilgiornale.it/interni/macche_11_settembre_e_1_aprile_diplomazia/30-11-2010/articolo-id=490327-page=0-comments=1, il Giornale.it, 30 novembre 2010

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“Ho calcolato che la letteratura può bastare a nutrire un passerotto.”

Jules Renard (1864–1910) scrittore e aforista francese

25 novembre 1891; Vergani, p. 50
Diario 1887-1910

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“E non è neppure vero, come afferma Fini, che è italiano chi ama l'Italia… Occorre dimostrare di conoscere almeno sommariamente la nostra cultura, le nostre tradizioni, la lingua; e adattarsi o, meglio, sposare i nostri costumi.”

Vittorio Feltri (1943) giornalista italiano

Origine: Da Caro Fini, torna lo stronzo di una volta http://blog.panorama.it/opinioni/2009/11/30/feltri-caro-fini-torna-lo-stronzo-di-una-volta/, Panorama, 30 novembre 2009.

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“[Vittorio Sgarbi] È un volgare calunniatore, che non disonora se stesso, ma anche il suo committente e padrone (tutti sappiamo chi è) che si serve di un simile scherano.”

Indro Montanelli (1909–2001) giornalista italiano

8 novembre 1995
Corriere della Sera, La stanza di Montanelli – rubrica

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“Hans Urs von Balthasar, il più grande teologo di questo secolo.”

Davide Rondoni (1964) poeta e scrittore italiano

da Charles Péguy, poeta dell'Avvenimento in Tracce del novembre 1996

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“Penso che ogni tanto qualche scappellotto ci voglia per questo tipo di bambinacce. […] L'elemento della truffa è quello che più mi colpisce. Non c'è stata e non c'è fino ad ora –se ci sarà lo dirò– una censura della Rai e del cattivo Berlusconi contro la satira della Guzzanti. C'è stato un tentativo evidente di guadagnarsi la censura da parte della Guzzanti, che ha associato alla satira, cioè al suo mestiere, un altro mestriere, quello del comizio politico "de paese", "de borgata", quello violento, duro, in cui le è scappata anche la famosa espressione "razza ebraica", perché la ragazza è molto ignorante. E… questo non è bello. La censura se c'è stata risale al direttore di Rai 3, Paolo Ruffini, che ha avuto un ripensamento domenica 16 novembre al pomeriggio, poi ha deciso di mandarla in onda, e è andata in onda tranquillamente. Dopodiché la presidente di garanzia della Rai indicata dalla sinistra, Lucia Annunziata, all'unanimità con il resto del consiglio di amministrazione ha deciso che, prima di mandare in onda una cosa, vogliono sapere di cosa si tratta. Anche perché sennò si beccano le querele e soprattutto rendono un cattivo servizio al pubblico. […] Guardi, io faccio un giornale che per un terzo è satira, mi rendo colpevole di vilipendio tutti i giorni. Tutto sta a intenderci: c'è stile o non c'è stile? è una cosa fatta per comunicare con il pubblico e per essere onesti con sé stessi o una slealtà professionale e un tentativo di lucrare vantaggi politici da un contratto con la Rai? Ecco, secondo me è questa seconda cosa. […] La cosa che mi dispiace è la violazione del sacro canone del mestiere dell'attore. Un attore cosa fa? Un attore interpreta una parte, fa la satira – tra l'altro non l'ha mica inventata la Guzzanti la satira: la faceva pure Alighiero Noschese, voglio dire; se l'ha inventata qualcuno l'ha inventata la televisione commerciale dell'odiato Berlusconi, che ha rinnovato la televisione italiana e le ha aperto nuovi spazi di libertà. Uno fa la satira, punto e basta. Se uno attraverso la satira –come avvenne con Daniele Luttazzi– vuole fare campagna elettorale a favore del proprio partito, non va più in televisione. Molto semplice: non è censura, sono regole, regole sane.”

Giuliano Ferrara (1952) giornalista, conduttore televisivo e politico italiano

da Primo piano, RaiTre, 24 novembre 2003

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“Tra quei cinque che fischiavano ne ho visto uno più stronzo degli altri, Amendola, che appunto è uno stronzo. […] Chissà se quelli che aizzava all'insulto sono a conoscenza di quanto guadagna Amendola per ogni apparizione su Mediaset. Soldi di Berlusconi, naturalmente.”

Ignazio La Russa (1947) politico italiano

citato in Roberta Catania, La Russa bastona Amendola: "Lui il più stronzo di tutti" http://www.libero-news.it/news/859454/La-Russa-bastona-Amendola-Lui-il-pi%C3%B9-stronzo-di-tutti.html, Libero, 3 novembre 2011

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“La repubblica è il governo della gente onesta, e se ne vide la prova in tutte le epoche. Esse durano mentre virtuose, e cadono quando corrotte e piene di vizi.”

Giuseppe Garibaldi (1807–1882) generale, patriota e condottiero italiano

Agli amici di Spagna, Caprera, 11 novembre 1868; p. 495
Scritti politici e militari, ricordi e pensieri inediti

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“Novembre (s. m.). L'undicesima frazione di dodici parti di noia.”

Ambrose Bierce (1842–1914) scrittore, giornalista e aforista statunitense

1988, p. 125
Dizionario del diavolo

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“Nel 1970 in Parlamento furono votate leggi riguardanti le calamità naturali. Vengo a sapere adesso che non sono stati attuati i regolamenti di esecuzione di queste leggi. E mi chiedo: se questi centri di soccorso immediati sono stati istituiti, perché non hanno funzionato? Perché a distanza di 48 ore non si è fatta sentire la loro presenza in queste zone devastate? Non bastano adesso. Vi è anche questo episodio che devo ricordare, che mette in evidenza la mancanza di aiuti immediati. Cittadini superstiti di un paese dell'Irpinia mi hanno avvicinato e mi hanno detto: "Vede, i soldati ed i carabinieri che si stanno prodigando in un modo ammirevole e commovente per aiutarci, oggi ci hanno dato la loro razione di viveri perché noi non abbiamo di che mangiare". Non erano arrivate a quelle popolazioni razioni di viveri. Quindi questi centri di soccorso immediato, se sono stati fatti, ripeto, non hanno funzionato. Vi sono state delle mancanze gravi, non vi è dubbio, e quindi chi ha mancato deve essere colpito, come è stato colpito il prefetto di Avellino, che è stato rimosso giustamente dalla sua carica. Adesso non si può pensare soltanto ad inviare tende in quelle zone. Sta piovendo, si avvicina l'inverno, e con l'inverno il freddo. E quindi è assurdo pensare di ricoverarli, pensare di far passare l'inverno ai superstiti sotto queste tende. Bisogna pensare a ricoverarli in alloggi questi superstiti. E poi bisogna pensare a una casa per loro. Su questo punto io voglio soffermarmi, sia pure brevemente. Non deve ripetersi quello che è avvenuto nel Belice.”

Sandro Pertini (1896–1990) 7º Presidente della Repubblica Italiana

Dal discorso agli italiani https://www.youtube.com/watch?v=o1WChq0gQcA, TG2 Studio Aperto, 26 novembre 1980

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“Siam mica qui a tirare il gomitolo al gatto delle nevi!”

Maurizio Crozza (1959) comico, imitatore e conduttore televisivo italiano

da Italialand, 11 novembre 2011
Imitazioni, Pierluigi Bersani

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“Ogni cosa che fuoriesce, che tocca l'elemento processuale, è una cosa ingiusta, profondamente sbagliata, fuori da ogni norma più elementare di rispetto della persona. Tutto ciò che emerge al di fuori di un aspetto che non ha rilevanza penale secondo me è ingiusto e sbagliato.”

Clemente Mastella (1947) politico italiano

citato in Luca Fazzo, Mastella: «Quelle intercettazioni non dovevano essere rese note» http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/071122/gapwz.tif, il Giornale, 22 novembre 2007, p. 4

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“Nessuna coalizione ci potrà mai chiedere di andare in un agenzia di viaggi, fare un biglietto per Gerusalemme per andare a maledire il fascismo.”

Francesco Storace (1959) politico e giornalista italiano

novembre 2007; citato in Alberto Piccinini, Lezioni di storia, il manifesto, 9 settembre 2008, p. 12

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“Un cattivo libro è sempre meglio di una buona commedia.”

Jules Renard (1864–1910) scrittore e aforista francese

16 novembre 1897; Vergani, p. 133
Diario 1887-1910

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“[Parlando di Antonio Tatò] La sua vita, lo stile, le azioni e i risultati del lavoro di Tonino, in tutti questi anni, sono un esempio della politica vissuta come passione. Come attenzione alle cose della vita, alle sofferenze e alle ingiustizie della vita, e come volontà di incidere su di esse, di cambiare realmente, di intervenire in ogni momento negli aspetti più minuti della vita politica. Era anche attenzione nel valutare la realtà per quel che è, le relazioni, i rapporti di forza, anche, per quel che sono, e la convinzione che non ci si possa, però, limitare a registrarli, ma che la politica ha invece senso solo se su di essi si interviene, appunto per modificarli, per introdurre la novità. La sua casa era diventata, per i segretari del Pci prima e del Pds dopo, centro di incontri politici ad alto livello, incontri nei quali si respirava la volontà della politica – di quella politica che aveva fatto questa Repubblica – di ritrovare il respiro antico del progetto democratico. Ma ciò avveniva sempre in rapporto alle masse, avremmo detto un tempo, agli interessi, ai bisogni delle donne e degli uomini in carne ed ossa. Perché fuori di questo riferimento, di questo ancoraggio, non vi è reale creatività politica. Questa intuizione dell'agire politico, ne sono convinto, è il filo rosso che unisce l'esperienza di Tonino partigiano, militante nella Sinistra cristiana, nel sindacato, nel Pci, nel Pds.”

Achille Occhetto (1936) politico italiano

Origine: Dal discorso riportato dall'Agenzia DIRE, supplemento al n. 218/21, novembre 1992, p. 5.

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“La vita dell'intelletto sta alla realtà come la geometria sta alla architettura.”

Jules Renard (1864–1910) scrittore e aforista francese

11 novembre 1888; Vergani, p. 14
Diario 1887-1910

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“Gioacchino poi che vidde possibile ogni delitto a' briganti, fece legge che un generale avesse potere supremo nelle Calabrie su di ogni cosa militare o civile per la distruzione del brigantaggio. Il generale Manhès, a ciò eletto, passò il seguente ottobre in apparecchi, aspettando che le campagne s'impoverissero di frutta e foglie, aiuti a' briganti per alimentarsi e nascondersi; e dipoi palesò i suoi disegni. Pubblicate in ogni comune le liste de' banditi, imporre a' cittadini di ucciderli o imprigionarli; armare e muovere tutti gli uomini atti alle armi; punire di morte ogni corrispondenza co' briganti, non perdonata tra moglie e marito, tra madre e figlio; armare gli stessi pacifici genitori contro i figli briganti, i fratelli contro i fratelli; trasportare le gregge in certi guardati luoghi; impedire i lavori della campagna, o permetterli col divieto di portar cibo; stanziare gendarmi e soldati ne' paesi, non a perseguire i briganti, a vigilare severamente sopra i cittadini. Nelle vaste Calabrie, da Rotonda a Reggio, cominciò simultanea ed universale la caccia al brigantaggio. Erano quelle ordinanze tanto severe che parevano dettate a spavento; ma indi a poco, per fatti o visti o divulgati dalla fama e dal generale istesso, la incredulità disparve. Undici della città di Stilo, donne e fanciulli (poiché i giovani robusti stavano in armi perseguitando i briganti), recandosi per raccorre ulivi ad un podere lontano, portavano ciascuno in tasca poco pane, onde mangiare a mezzo del giorno e ristorare le forze alla fatica. Incontrati da' vigilatori gendarmi, dei quali era capo il tenente Gambacorta (ne serbi il nome la istoria), furono trattenuti, ricercati sulla persona, e poiché provvisti di quel poco cibo, nel luogo intesso, tutti gli undici uccisi. Non riferirò ciò che di miserevole disse e fece una delle prese donne per la speranza, che tornò vana, di salvare, non sé stessa, ma un figliuolo di dodici anni. […]Lo spavento in tutti gli ordini del popolo fu grande, e tale che sembravano sciolti i legami più teneri di natura, più stretti di società; parenti e amici dagli amici e parenti denunziati, perseguiti, uccisi; gli uomini ridotti come nel tremuoto, nel naufragio, nella peste, solleciti di sé medesimi, non curanti del resto dell'umanità. Per le quali opere ed esempi viepiù cadendo i costumi del popolo, le susseguenti ribellioni, le sventure pubbliche, le tirannidi derivavano in gran parte dal come nel regno surse, crebbe e fu spento il brigantaggio. Questa ultima violenza non fu durevole: tutti i Calabresi, perseguitati o persecutori, agirono disperatamente; e poiché i briganti erano degli altri di gran lunga minori, e spicciolati traditi, sostenitori d'iniqua causa, furono oppressi. Sì che, di tremila che al cominciare di novembre le liste del bando nominavano, né manco uno solo se ne leggeva al finire dell'anno; molti combattendo uccisi, altri morti per tormenti, ed altri di stento, alcuni rifuggiti in Sicilia, e pochi, fra tante vicissitudini di fortuna, rimasti, ma chiusi in carcere.”

Charles Antoine Manhès (1777–1854) generale francese

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“Cristo non dice di uccidere. Il Dio del fondamentalista, invece, dice: il cristiano non deve esistere, l'ebreo non deve esistere…”

Vittorio Sgarbi (1952) critico d'arte, politico e opinionista italiano

da un post https://www.facebook.com/SgarbiVittorio/posts/1027537977302609 del 17 novembre 2015
Da Facebook.com

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“È strano che non si trovi più nessuno, ma nemmeno all'estrema sinistra, che ricordi questi fatti documentati. Ancora nel novembre del 1993 quando ormai per Forza Italia si tratta proprio di stabilire i colori delle coccarde e delle bandierine, c'erano i kit del candidato, stavano facendo i provini nel parco della villa di Arcore per vedere i candidati più telegenici; in quel periodo, a tre mesi dalle elezioni del marzo del 1994, Mangano incontra due volte Dell'Utri a Milano. E questa non è una diceria, c'è nelle agende della segretaria di Dell'Utri: Palazzo Cellini, sede di Publitalia, Milano 2, i magistrati arrivano e prendono le agende e nell'agenda del mese di novembre del 1993 si trovano due appuntamenti fra Dell'Utri e Mangano, il 2 novembre e il 30 novembre. E Mangano chi era, in quel periodo? Non era più il giovane disinvolto del '73-'74 quando fu ingaggiato e portato ad Arcore come stalliere: qui siamo vent'anni dopo. Mangano era stato in galera undici anni a scontare una parte della pena complessiva di 13 anni che aveva subito al processo Spatola per mafia e al maxiprocesso per droga, due processi istruiti da Falcone e Borsellino insieme. È stato definitivamente condannato per mafia e droga a 13 anni, ne aveva scontati 11, uscito dal carcere nel 1991 era diventato il capo reggente della famiglia mafiosa di Portanuova e grazie al suo silenzio in quella lunga carcerazione aveva fatto carriera e partecipato alle decisioni del vertice della mafia di fare le stragi. E poche settimane dopo le ultime stragi di Milano e Roma, Dell'Utri incontra un soggetto del genere a Milano negli uffici dove sta lavorando alla nascita di Forza Italia. Io non so se tutto questo sia penalmente rilevante, lo decideranno i magistrati: penso che sia politicamente e storicamente fondamentale saperlo, mentre si vede Gianfranco Fini che cita Paolo Borsellino al congresso che sta incoronando il responsabile di tutto questo, cioè Berlusconi. Verrebbe da dire "pulisciti la bocca". Possibile che invece di abboccare a tutti i suoi doppi giochi, quelli del centrosinistra non – ma dico uno, non dico tutti, li conosciamo, fanno inciuci dalla mattina alla sera e sono pronti a ricominciare con la Costituente come se non gli fosse bastata la bicamerale – uno, di quelli anche più informati, che dica "ma come ti permetti di parlare di Borsellino? Leggiti quello che diceva, Borsellino, di questi signori in quella famosa intervista prima di morire". Leggiti quello che c'è scritto nella sentenza Dell'Utri e poi vergognati, perché quel partito lì non l'ha fondato lo Spirito Santo, l'hanno fondato Berlusconi, Dell'Utri, Craxi con l'aiuto di Mangano che faceva la spola fra Palermo e Milano, infatti le famiglie mafiose decidono di votare per Forza Italia e di abbandonare Sicilia Libera – che viene sciolta nell'acido probabilmente – quando Mangano arriva giù a portare le garanzie.”

Marco Travaglio (1964) giornalista, saggista e scrittore italiano

da I nuovi padri della patria http://www.beppegrillo.it/2009/03/passaparola_lun_22.html#comments, 30 marzo 2009
BeppeGrillo.it

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“Ho letto qualche pagina di questo diario. Alla fin dei conti è quello che avrò fatto di meglio e di più utile nella mia vita.”

Jules Renard (1864–1910) scrittore e aforista francese

Jules Renard, 14 novembre 1900; Vergani, p. 174
Diario 1887-1910, Citazioni sul Diario

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“La musica di oggi? Negli ultimi anni ci stanno abituando a mangiare grandi panini alla merda.”

Zucchero (cantante) (1955) cantautore e musicista italiano

Citazioni di Zucchero
Origine: Citato in Luigi Bolognini, Zucchero, nuovo disco e un tour. "La musica? Ci hanno abituato a mangiare panini alla m..." http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2015/11/18/news/zucchero-127656460/, Repubblica.it, 18 novembre 2015.

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“I miei libri sono così lontani da me che per loro io sono già una specie di posterità. Questo è il mio giudizio preciso: non li rileggerò mai.”

Jules Renard (1864–1910) scrittore e aforista francese

29 novembre 1906; Vergani, p. 245
Diario 1887-1910

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“Io amo stare in minoranza, anche perché lo dimostra il fatto di essere laziale: a Roma solo uno su 10 o forse 8 è tifoso laziale e sono quasi tutti di destra. Sono stato l'unico sindaco di Roma che non ha fatto mistero di essere tifoso della Lazio. Sono i colori più belli del mondo, è una passione insuperabile.”

Francesco Rutelli (1954) politico italiano

citato in Derby, Alemanno: "Tifo per entrambe le squadre". Rutelli: "Vincerà la Lazio" http://www.laroma24.it/archivio/30717/derby-alemanno-tifo-per-entrambe-le-squadre-rutelli-vincera-la-lazio.html, laroma24.it, 6 novembre 2010

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“Gli ha insegnato anche il vocabolario…! […] Ma che rispetta gli altri?! Se ogni elezione stai dall'altra parte rispetto a quella precedente! Dai, su… Rispetta gli altri!”

Marco Travaglio (1964) giornalista, saggista e scrittore italiano

dalla puntata Berlusconi: o si ama o si odia? http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=ottoemezzo&video=19358 del programma Otto e mezzo, 17 novembre 2008

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“Fini mi ha deluso perché ha paura delle donne, perché non crede nella meritocrazia e ti fa sentire come se l'unico intelligente in giro fosse lui.”

Daniela Santanchè (1961) politica e imprenditrice italiana

dal discorso all'assemblea costituente del partito La Destra dell'11 novembre 2007 a Roma
Origine: Citato in Paola Di Caro, Santanchè e la Destra: «Avremo la bava alla bocca» http://www.corriere.it/politica/07_novembre_12/santanche_destra_storace.shtml, Corriere della Sera (Roma), 12 novembre 2007.

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“Noi non siamo un partito moderato, siamo un partito incazzato e con la bava alla bocca, che non darà tregua a chi tradisce i propri valori.”

Daniela Santanchè (1961) politica e imprenditrice italiana

dal discorso all'assemblea costituente del partito La Destra dell'11 novembre 2007 a Roma
Origine: Citato in Giap, Storace vuole anche la Fiamma: «Fini la dia a noi e vada nel PPE» http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/071112/g6nej.tif, il Giornale, 12 novembre 2007, p. 9.

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“La decisione della Cassazione rende finalmente giustizia all'onorevole Previti. Dispiace solo che siano passati più di dieci anni. Siamo felici per l'amico Cesare Previti e ci auguriamo che questa vicenda serva a fare chiarezza sul modo di operare di chi per fini meramente politici ha negato in questi anni l'evidenza dei fatti e del diritto.”

Renato Schifani (1950) politico italiano

da Sme, la Cassazione annulla le sentenze "La prescrizione è ormai certa" http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/politica/sme-cassazione/sentenza-annulla/sentenza-annulla.html, la Repubblica, 30 novembre 2006

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“Io sono un orologio il cui pendolo oscilla senza stancarsi dall'orgoglio all'umiltà: ma, solido sulle mie gambe mantengo l'equilibrio e resto in piedi.”

Jules Renard (1864–1910) scrittore e aforista francese

3 novembre 1894; Vergani, pp. 81-82
Diario 1887-1910

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“Mi indigna il suo strapotere, che io credo dannoso per l'Italia.”

Giuseppe Berto (1914–1978) scrittore italiano

da Giuseppe Berto scoprì il male che impedisce all'uomo di essere felice http://www.loccidentale.it/node/81663, l'Occidentale. it, 15 novembre 2009

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“La democrazia dev'essere il palladio dell'ordine. I disordini sono suscitati nel mondo dal dispotismo e dal prete che tiene il popolo in una condizione insopportabile.”

Giuseppe Garibaldi (1807–1882) generale, patriota e condottiero italiano

Caprera, 28 novembre 1871; p. 604
Scritti politici e militari, ricordi e pensieri inediti

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“Gioacchino poi che vidde possibile ogni delitto a' briganti, fece legge che un generale avesse potere supremo nelle Calabrie su di ogni cosa militare o civile per la distruzione del brigantaggio. Il generale Manhès, a ciò eletto, passò il seguente ottobre in apparecchi, aspettando che le campagne s'impoverissero di frutta e foglie, aiuti a' briganti per alimentarsi e nascondersi; e dipoi palesò i suoi disegni. Pubblicate in ogni comune le liste de' banditi, imporre a' cittadini di ucciderli o imprigionarli; armare e muovere tutti gli uomini atti alle armi; punire di morte ogni corrispondenza co' briganti, non perdonata tra moglie e marito, tra madre e figlio; armare gli stessi pacifici genitori contro i figli briganti, i fratelli contro i fratelli; trasportare le gregge in certi guardati luoghi; impedire i lavori della campagna, o permetterli col divieto di portar cibo; stanziare gendarmi e soldati ne' paesi, non a perseguire i briganti, a vigilare severamente sopra i cittadini. Nelle vaste Calabrie, da Rotonda a Reggio, cominciò simultanea ed universale la caccia al brigantaggio.
Erano quelle ordinanze tanto severe che parevano dettate a spavento; ma indi a poco, per fatti o visti o divulgati dalla fama e dal generale istesso, la incredulità disparve. Undici della città di Stilo, donne e fanciulli (poiché i giovani robusti stavano in armi perseguitando i briganti), recandosi per raccorre ulivi ad un podere lontano, portavano ciascuno in tasca poco pane, onde mangiare a mezzo del giorno e ristorare le forze alla fatica. Incontrati da' vigilatori gendarmi, dei quali era capo il tenente Gambacorta (ne serbi il nome la istoria), furono trattenuti, ricercati sulla persona, e poiché provvisti di quel poco cibo, nel luogo intesso, tutti gli undici uccisi. Non riferirò ciò che di miserevole disse e fece una delle prese donne per la speranza, che tornò vana, di salvare, non sé stessa, ma un figliuolo di dodici anni. […]
Lo spavento in tutti gli ordini del popolo fu grande, e tale che sembravano sciolti i legami più teneri di natura, più stretti di società; parenti e amici dagli amici e parenti denunziati, perseguiti, uccisi; gli uomini ridotti come nel tremuoto, nel naufragio, nella peste, solleciti di sé medesimi, non curanti del resto dell'umanità. Per le quali opere ed esempi viepiù cadendo i costumi del popolo, le susseguenti ribellioni, le sventure pubbliche, le tirannidi derivavano in gran parte dal come nel regno surse, crebbe e fu spento il brigantaggio. Questa ultima violenza non fu durevole: tutti i Calabresi, perseguitati o persecutori, agirono disperatamente; e poiché i briganti erano degli altri di gran lunga minori, e spicciolati traditi, sostenitori d'iniqua causa, furono oppressi. Sì che, di tremila che al cominciare di novembre le liste del bando nominavano, né manco uno solo se ne leggeva al finire dell'anno; molti combattendo uccisi, altri morti per tormenti, ed altri di stento, alcuni rifuggiti in Sicilia, e pochi, fra tante vicissitudini di fortuna, rimasti, ma chiusi in carcere. (Libro VII, Regno di Gioacchino Murat”

Pietro Colletta (1775–1831) patriota, storico e generale italiano

1808-1815), Capo II "Fatti di guerra e di brigantaggio, poi distrutto.", XXVII-XXVIII, Tip. e libreria Elvetica, Capolago, 1834
Storia del reame di Napoli

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“Debbo affermare che, qualora il procuratore Borrelli fosse condotto alla forca, io sarei in prima fila per assistere soddisfatto all'esecuzione.”

Francesco Saverio Borrelli (1930–2019) magistrato italiano

on. Gianpaolo Nuvoli – Forza Italia, 24 novembre 1994. Repubblica. it http://www.repubblica.it/2003/k/rubriche/cartacanta/11-magg/11-magg.html