Frasi su bisogno
pagina 14

“Quando si ha sete, per dissetarsi bisogna lasciare i libri che spiegano le cose, e bere.”

Jean Pierre de Caussade (1675–1751) gesuita francese

L'abbandono alla divina provvidenza

Ernst Jünger photo

“Alla gerarchia delle amicizie corrisponde una gerarchia dei segreti. Ma per comunicare l'incomunicabile bisogna essere una cosa sola.”

Ernst Jünger (1895–1998) filosofo e scrittore tedesco

da Nota di diario del 13 marzo 1947, Kirchhorst, p. 251
La capanna nella vigna. [Gli anni dell'occupazione, 1945-1948]

Bill Maher photo
Napoleone Bonaparte photo

“Bisogna sempre lasciar trascorrere la notte sulle ingiurie del giorno innanzi.”

Napoleone Bonaparte (1769–1821) politico e militare francese, fondatore del Primo Impero francese

L'arte di comandare, Pensieri morali

Luciano De Crescenzo photo
Jörg Haider photo

“L'esperienza alla Nunziatella mi ha insegnato a lottare contro il privilegio, a ribellarmi alla competizione per arrivare primi, alla guerra contro il collega, mi ha insegnato che bisogna restare uniti. In tutte le altre scuole ti insegnano il contrario: se studi arriverai primo e avrai un privilegio maggiore di quello che arriva ultimo. Se accetti il privilegio sei finito. Non ti insegnano a lavorare perché credi in quello che fai e vuoi costruire qualcosa. No! Se sei primo, ti danno la sede vicino a casa tua, se sei primo ti fanno la macchina più bella, se sei primo ti danno la cravatta migliore. È per questo che non sopporto la cravatta bella, la macchina bella, non me ne frega nulla di stare vicino a casa. […] Alla Nunziatella dormivamo nei corridoi in 15-20 persone, tutti insieme, e ricordo che delle sere tornando ero contento che tutti i miei amici fossero lì a dormire. Pensavo: "siamo tutti qui", ed ero felice. In ogni altro ambiente di lavoro non è così, ci si scanna. Ti voglio dire una cosa importante: il papà di un mio amico, un collega della Nunziatella, che mi ospitava quando ero a Napoli, era malato, e poco prima di morire aveva telefonato al figlio e aveva chiesto di salutare anche me, che occasionalmente stavo lì; mi disse al telefono: "vogliatevi bene", quasi ossessivamente, "vogliatevi bene sempre" – io gli chiedevo come stava – e lui rispondeva: "ricordatelo, vogliatevi bene sempre, ricordatelo, ricordatelo"”

Sergio De Caprio (1961) carabiniere italiano

si vede che lui già sapeva... Anche lui era della Nunziatella, per me.
Origine: Citato in Maurizio Torrealta, Ultimo. Il capitano che arrestò Totò Riina, Feltrinelli Editore, 2001, pp. 31-32 http://books.google.it/books?id=eNBwKglWafUC&pg=PA31. ISBN 8807815486

Charles Baudelaire photo
François de La  Rochefoucauld photo

“Talvolta nella vita capitano infortuni in cui bisogna avere un briciolo di follia per cavasela.”

François de La Rochefoucauld (1613–1680) scrittore, filosofo e aforista francese

310
Massime, Riflessioni morali

Alexis De Tocqueville photo
Samuel Beckett photo
Herbert Marcuse photo
Gustave Flaubert photo
Leonardo Sciascia photo
Friedrich Nietzsche photo

“Bisogna per forza maledire, là dove non si può amare?”

Friedrich Nietzsche (1844–1900) filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco

IV, Dell'uomo superiore, Montinari 1972

Matteo Bordone photo
Licia Troisi photo
Pietro Verri photo
Pietro Verri photo

“Il prezzo delle cose vien formato da due principi riuniti, bisogno, e rarità.”

Pietro Verri (1728–1797) filosofo italiano

cap. IV
Meditazioni sulla economia politica

Pietro Verri photo
Ho Chi Minh photo
Tommaso d'Aquino photo
Bernardo di Chiaravalle photo
Arrigo Cajumi photo

“Finirò per pentirmi di aver dato confidenza a qualcuno. Bisogna vivere e crepare da soli.”

Arrigo Cajumi (1899–1955) giornalista, scrittore e critico letterario italiano

Origine: Pensieri di un libertino, p. 76

Pier Paolo Pasolini photo

“Ma naturalmente per capire i cambiamenti della gente, bisogna amarla.”

da L'articolo sulle lucciole, 10 febbraio 1975; p. 164
Scritti corsari

Massimo Cacciari photo
Emily Dickinson photo

“Tra la forma della Vita e la Vita | la differenza è la stessa | di un Liquore fra le Labbra | e un liquore nella Bottiglia | l'ultimo – eccellente da conservare – | ma per l'estatico bisogno | lo stappato è superiore – | lo so perché ho provato.”

Emily Dickinson (1830–1886) scrittrice e poetessa inglese

J1101 – F1123, vv. 1-8
Lettere
Origine: In Tutte le poesie. J1101 – 1150 http://www.emilydickinson.it/j1101-1150.html, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.

Daniele Luttazzi photo

“Se Barbie è davvero così popolare, perché gli amici bisogna comprarglieli?”

Daniele Luttazzi (1961) attore, comico e scrittore italiano

Capolavori

Erasmo da Rotterdam photo
Caspar David Friedrich photo

“Perché, mi son sovente domandato,
scegli sì spesso a oggetto di pittura
la morte, la caducità, la tomba?
È perché, per vivere in eterno,
bisogna spesso abbandonarsi alla morte.”

Caspar David Friedrich (1774–1840) pittore tedesco

citazione necessaria, Se sai qual è la fonte di questa citazione, inseriscila, grazie.

Daniel Pennac photo
Carlo Maria Martini photo
Vasco Rossi photo
Molière photo
Roland Barthes photo

“La letteratura: un codice che bisogna accettare di decifrare.”

Roland Barthes (1915–1980) saggista, critico letterario e linguista francese

da Letteratura e discontinuità, in Saggi critici, traduzione di Lidia Lonzi, Einaudi

Tito Maccio Plauto photo

“Euclione: Sono perduto! Sono morto! Sono assassinato! Dove correre? Dove non correre? Fermalo, fermalo! Fermare chi? Chi lo fermerà? Non so, non vedo nulla, cammino alla cieca. Dove vado? dove sono? chi sono? Non riesco a stabilirlo con esattezza. [Al pubblico] Vi scongiuro, vi prego, vi supplico, aiutatemi voi: indicatemi l'uomo che me l'ha rubata. [A uno spettatore] Che ne dici tu? Voglio crederti: lo capisco dalla faccia, che sei una brava persona… Che c'è? perché ridete? Vi conosco tutti: so che qua ci sono parecchi ladri, che si nascondono sotto una toga imbiancata a gesso, e se ne stanno seduti, come fossero galantuomini… Eh? Non ce l'ha nessuno di costoro? Mi hai ucciso! Dimmi dunque, chi l'ha? Non lo sai? Ah, povero, povero me! Sono morto! Sono completamente rovinato, sono conciato malissimo: troppe lacrime, troppe sventure, troppo dolore mi ha portato questo giorno; e fame, e miseria!… Sono il più sventurato tra gli esseri della terra. Che bisogno ho di vivere, ora che ho perduto tutto quell'oro che avevo custodito con tanta cura! Mi sono imposto sacrifici, privazioni; ed ora altri godono della mia sventura e della mia rovina. Non ho la forza di sopportarlo.
Liconide: [A parte, uscendo dalla casa di Megadoro] Chi sta lamentandosi? Chi piange e geme davanti a casa nostra? Ma è Euclione, mi pare. Sono completamente perduto; s'è scoperto tutto. Senza dubbio sa già che sua figlia ha partorito. Ora non so che fare. Devo andarmene o rimanere? affrontarlo o evitarlo? Per Polluce! Non so più che fare.
Euclione: Chi sta parlando là?
Liconide: Sono io, un infelice.
Euclione: Infelice sono io, e sventurato! io che sono stato colpito da sì grande disgrazia, da sì grande dolore!
Liconide: Fatti coraggio.
Euclione: Farmi coraggio? Come potrei, di grazia?
Liconide: Il misfatto che t'angustia il cuore, sono stato io a compierlo: lo confesso.
Euclione: Cosa mi tocca sentire?
Liconide: La verità.
Euclione: Che male t'ho dunque fatto, o giovine, perché tu agissi così e rovinassi me e i miei figli?
Liconide: È un dio che mi ci ha indotto e mi ha attratto verso di lei.
Euclione: Come?
Liconide: Confesso d'aver commesso un torto; so di essere colpevole. E così vengo a pregarti di essere indulgente, di perdonarmi.
Euclione: Come hai osato fare una cosa simile: toccare ciò che non era tuo?
Liconide: Che vuoi farci? Ormai è fatta; non si può disfare. È stato il volere degli dèi, senza dubbio: certo, senza la loro volontà, non sarebbe accaduto.
Euclione: E allora credo che gli dèi abbiano anche voluto che io ti facessi crepare in catene, in casa mia.
Liconide: Non dir questo!
Euclione: Perché dunque hai toccato, contro il mio volere, una cosa mia?
Liconide: È stata colpa del vino e dell'amore.
Euclione: Sfrontatissimo essere! Aver osato presentarti a me con un simile discorso! Impudente! Se esiste un diritto che ti permette di scusare una simile azione, non ci resta che andare a rubare pubblicamente gioielli alle matrone, in pieno giorno; e se poi dovessimo essere arrestati, ci scuseremmo dicendo che l'abbiamo fatto in istato d'ebbrezza, per amore! Varrebbero troppo poco, il vino e l'amore, se l'ubriaco e l'innamorato avessero il diritto di soddisfare impunemente i loro capricci.
Liconide: Ma io vengo di mia spontanea volontà a supplicarti di perdonare la mia follia.
Euclione: Non mi piacciono gli individui che si scusano dopo aver fatto del male. Tu sapevi che essa non era tua; non avresti dovuto toccarla.
Liconide: Dal momento che ho osato toccarla, non voglio cercare pretesti, ma tenerla nel migliore dei modi.
Euclione: Tu vorresti tenere, contro il mio volere, una cosa mia?
Liconide: Non pretendo d'averla contro il tuo volere; ma penso ch'essa mi spetti. Converrai subito tu stesso, Euclione, ch'essa deve spettare a me.
Euclione: E io – per Ercole!”

ti trascinerò subito dal pretore e t'intenterò un processo, se non restituisci...
Liconide: Cosa dovrei restituirti?
Euclione: Ciò che mi hai rubato.
Liconide: Io? rubato? dove? Cosa significa?
Euclione: [ironicamente] Che Giove ti protegga, com'è vero che tu non sai niente!
Liconide: A meno che tu non dica cosa stai cercando... (vv. 713-762; 1998)
Aulularia
Origine: Nel lamento dell'avaro Euclione per il furto della pentola dell'oro, Plauto parodia i registri della poesia tragica, come farà anche Gaio Lucilio nel libro XXVI delle Satire.
Origine: Fedria, figlia dell'avaro Euclione, ha partorito prima del matrimonio. Il padre del bambino è Liconide, che l'aveva violentata nove mesi prima, durante le Cerealia. Per riparare al danno, vuole prenderla in sposa, ma deve prima parlarne con il padre della ragazza, Euclione. Gli si avvicina, origlia, lo vede in preda al dolore e subito crede che egli abbia saputo della maternità della figlia. Infatti non sa che Euclione ha una pentola d'oro, il cui furto è la causa di tanto dolore. Il giovane si fa coraggio e gli parla: entrambi sottintendono la causa del dolore, così che il dialogo si intride di equivoco, in quanto Liconide confessa d'aver reso incinta Fedria mentre Euclione lo crede reo confesso del furto della pentola. Questa, per Plauto, è un'occasione d'oro per impostare la satira contro la categoria degli avari: l'avaro, influenzato nelle decisioni dalla sua stessa avarizia, formula male la classifica delle sue priorità e pospone la preoccupazione per i figli alla salvezza del patrimonio, che finisce per trascendere l'utilità e non procura altro che vane preoccupazioni.

Oreste Benzi photo
Massimiliano Maria Kolbe photo
Arthur Ashe photo
Vladimir Vladimirovič Nabokov photo
Luciano Pedro Mendes de Almeida photo
Fabri Fibra photo
Fabri Fibra photo
Joumana Haddad photo
Isabel Allende photo
Michela Marzano photo
Daniele Luttazzi photo
Haile Selassie photo

“Non è giusto aspettarsi di veder cadere l'aiuto dall'alto, come un regalo: bisogna meritar la ricchezza!”

Haile Selassie (1892–1975) negus neghesti etiope

Citazioni tratte dalle interviste

Madre Teresa di Calcutta photo
Melissa Panarello photo
Pitagora photo
Philip Roth photo
Werner Arber photo

“Non si può però descrivere questo Bosone come "particella di Dio", nel senso che non dimostra affatto dal punto di vista scientifico l'esistenza o meno di Dio. Dal punto di vista religioso bisogna però dire che dietro ogni particella esistente c'è la mano di Dio. Quindi, in definitiva, ogni cosa – anche gli atomi – sono dal punto di vista religioso una particella di Dio.”

Werner Arber (1929) biologo svizzero

Origine: Da Bosone di Higgs: interviste con il Premio Nobel Werner Arber e il padre gesuita Gabriele Gionti http://it.radiovaticana.va/radiogiornale/ore14/2012/luglio/12_07_06.htm#Art_602576, Radiovaticana.va, 6 luglio 2012.

Agnès Varda photo
Leo Buscaglia photo
Jean Daniélou photo
Teresa di Lisieux photo

“Non bisogna che la bontà degeneri in debolezza.”

Teresa di Lisieux (1873–1897) religiosa e mistica francese

18 aprile 1897

Claude de la Colombière photo
Charlie Chaplin photo
Beyoncé photo

“Ho potere, anche più di quanto la mia mente riesca a comprendere. Potere però significa felicità, duro lavoro e sacrificio. Per me vuol dire anche essere un buon esempio, e non abusare mai del potere che ho. Bisogna avere umiltà, sempre, si può essere dei leader senza dover mettere paura a chi lavora con te.”

Beyoncé (1981) cantante, attrice e imprenditrice statunitense

Origine: Citato in Ernesto Assante, Beyoncé, io posso http://d.repubblica.it/personaggi/2013/07/19/news/beyonce_intervista-1745090/, d.repubblica.it, 19 luglio 2013.

Andrea Bocelli photo
Vasco Rossi photo
Aldo Busi photo
Giorgio Gaber photo

“Mio padre è mio padre, | mio padre è un brav'uomo, | mio padre tratta tutti da cretini, | i vecchi bisogna ammazzarli da bambini.”

Giorgio Gaber (1939–2003) cantautore, commediografo e regista teatrale italiano

da Eppure sembra un uomo, n. 4
Il signor G

Giorgio Gaber photo
Vasco Rossi photo

“E… | se hai bisogno | e non mi trovi | cercami in un sogno.”

Vasco Rossi (1980) cantautore italiano

da E..., n. 9
Buoni o cattivi
Origine: Testo di Maria Pia Tuccitto e Vasco Rossi.

Luigi Pirandello photo

“E l’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava.”

Luigi Pirandello (1867–1936) drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per la Letteratura nel 1934

Variante: E l'amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava.

Fabio Volo photo
Papa Benedetto XVI photo

“Soprattutto nella realtà del nostro tempo, non dobbiamo dimenticare che una via che conduce alla conoscenza e all'incontro con Dio è la vita della fede. Chi crede è unito a Dio, è aperto alla sua grazia, alla forza della carità. Così la sua esistenza diventa testimonianza non di se stesso, ma del Risorto, e la sua fede non ha timore di mostrarsi nella vita quotidiana, è aperta al dialogo che esprime profonda amicizia per il cammino di ogni uomo, e sa aprire luci di speranza al bisogno di riscatto, di felicità, di futuro. La fede, infatti, è incontro con Dio che parla e opera nella storia e che converte la nostra vita quotidiana, trasformando in noi mentalità, giudizi di valore, scelte e azioni concrete. Non è illusione, fuga dalla realtà, comodo rifugio, sentimentalismo, ma è coinvolgimento di tutta la vita ed è annuncio del Vangelo, Buona Notizia capace di liberare tutto l'uomo. Un cristiano, una comunità che siano operosi e fedeli al progetto di Dio che ci ha amati per primo, costituiscono una via privilegiata per quanti sono nell'indifferenza o nel dubbio circa la sua esistenza e la sua azione. Questo, però, chiede a ciascuno di rendere sempre più trasparente la propria testimonianza di fede, purificando la propria vita perché sia conforme a Cristo. Oggi molti hanno una concezione limitata della fede cristiana, perché la identificano con un mero sistema di credenze e di valori e non tanto con la verità di un Dio rivelatosi nella storia, desideroso di comunicare con l'uomo a tu per tu, in un rapporto d'amore con lui. In realtà, a fondamento di ogni dottrina o valore c'è l'evento dell'incontro tra l'uomo e Dio in Cristo Gesù. Il Cristianesimo, prima che una morale o un'etica, è avvenimento dell'amore, è l'accogliere la persona di Gesù. Per questo, il cristiano e le comunità cristiane devono anzitutto guardare e far guardare a Cristo, vera Via che conduce a Dio.”

Papa Benedetto XVI (1927) 265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica

Udienze, L'Anno della fede. Le vie che portano alla conoscenza di Dio, 14 novembre 2012

Nino Taranto photo
Curzio Malaparte photo
Giorgio Faletti photo
Stalin photo
Stalin photo
Paul Valéry photo
Fabri Fibra photo

“I miei sogni tra loro dialogano | si chiedono: "Questo che sogni fa?"”

Fabri Fibra (1976) rapper, produttore discografico e scrittore italiano

da Bisogna scrivere, n. 2
Guerra e pace

Marilyn Monroe photo

“Siate originali! Se sarete come qualcun altro, chi avrà mai bisogno di voi?”

Marilyn Monroe (1926–1962) attrice, cantante, modella e produttrice cinematografica statunitense
Marilyn Monroe photo
Marilyn Monroe photo

“Non sarò soddisfatta finché la gente non vorrà ascoltarmi cantare senza aver bisogno di guardarmi.”

Marilyn Monroe (1926–1962) attrice, cantante, modella e produttrice cinematografica statunitense

confidenza al suo maestro di canto Hal Schaefer, 1952, p. 202
Marilyn

Chuck Palahniuk photo
Louis Armstrong photo
Julius Evola photo
Vito Mancuso photo
Kurt Diemberger photo
Léopold Sédar Senghor photo
Simonetta Agnello Hornby photo

“Per capire una città bisogna conoscerne l'anima. Imbevuta del passato e in costante trasformazione, l'anima di una città rimane strettamente legata alla sua fisicità e alle azioni di quanti la amministrano. A volte ci si innamora o si ha disgusto di un posto dal primo momento : in un caso come nell'altro, è raro che questa prima impressione porti alla scoperta dell'anima. Le anime sono pudiche, rifuggono la ribalta e perfino la conversazione. Bisogna scovarle. Comunicano attraverso uno sguardo, un gesto, una parola. Quelle delle città comunicano attraverso le pietre, le piante, le strutture urbane, la folla e i singoli abitanti. La conoscenza di una città può avvenire per mezzo di libri, giornali, televisione, oltre che con l'osservazione diretta. Raramente, comunque, l'anima di una città si rivela per caso. Le città che si presentano al visitatore frontalmente, nella propria nudità, sono spesso false : costituiscono la difesa della città che sta sotto. Ciò non toglie che in certi casi la loro anima possa essere talmente forte e imperiosa da manifestarsi come tale al primo impatto.
In una città nuova, mi lascio andare ai sensi e al caso. Senza pensare a niente, cammino, mi guardo intorno, mi unisco a una piccola folla curiosa, prendo i mezzi pubblici, compro il cibo di strada e mangio nei posti meno frequentati. Faccio una sosta, seduta su una panchina in un parco, bevendo una bibita in un caffè o appoggiata alla facciata di un edificio, come una mosca su un muro : e da lì osservo, odoro, ascolto. Se sono fortunata, piano piano l'anima del luogo mi si rivela.”

Simonetta Agnello Hornby (1945) scrittrice italiana

La mia Londra

Zsa Zsa Gabor photo

“Una donna ha bisogno di 4 animali nella sua vita: una Jaguar in garage, una tigre nel letto, un visone sulla pelle e un asino che paghi.”

Zsa Zsa Gabor (1917–2016) attrice ungherese naturalizzata statunitense

Origine: Citata in Vincenzo Borgomeo, Fiat-Chrysler, una rivoluzione: 21 modelli nuovi entro il 2014 http://www.repubblica.it/2009/11/motori/attualita/novembre-2009/motori-chrysler-fiat-09/motori-chrysler-fiat-09.html, Repubblica.it, 4 novembre 2009.

Michela Marzano photo
Rainer Maria Rilke photo
Italo Calvino photo
Thiruvalluvar photo