Frasi su Dio
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“Dio è morto creandoci, noi siamo un'opera postuma.”

Gesualdo Bufalino (1920–1996) scrittore

Origine: Il malpensante, Agosto, p. 93

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“Dio, che comprende e perdona tutto, rifiuterà di aprirmi la porta del cielo se avrò fatto un errore in francese.”

Jules Renard (1864–1910) scrittore e aforista francese

6 settembre 1897; Vergani, p. 132
Diario 1887-1910

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“Ma potrei dire che l'impossibilità di concepire che quest'universo grandioso e meraviglioso, con i nostri sé coscienti, sia scaturito dal caso, a me pare l'argomento principe a favore dell'esistenza di Dio; ma sebbene questo sia un argomento di valore effettivo, io non sono mai stato in grado di decidermi. Sono consapevole che se si ammette una causa prima, la mente brama ancora di sapere da dove questa è venuta, come si è generata.”

Charles Darwin (1809–1882) naturalista britannico che formulò la teoria dell'evoluzione

Origine: But I may say that the impossibility of conceiving that this grand and wondrous universe, with our conscious selves, arose through chance, seems to me the chief argument for the existence of God; but whether this is an argument of real value, I have never been able to decide. I am aware that if we admit a first cause, the mind still craves to know whence it came, and how it arose. (da una lettera a N.D. Doedes, 2 aprile 1873).

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“Il potere della Chiesa non è altro che la Parola di Dio.”

Martín Lutero (1483–1546) teologo tedesco

Origine: Breviario, p. 198

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“[Per chi ama Dio è] naturale, e in certo modo necessario, amare ogni creatura di Dio con gentilezza, dolcezza e sofferenza.”

John Wesley (1703–1791) teologo inglese

Origine: Da Writings, a cura di A.C. Outler; citato in Armstrong 1995, p. 337.

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“Assumi come auriga l'ottima intelligenza che è quella che viene dall'alto [sc. dagli dèi], e se dopo avere abbandonato il corpo giungerai al libero etere, sarai immortale come un dio, non più un uomo mortale.”

Pitagora (-585–-495 a.C.) matematico, legislatore, filosofo, astronomo, scienziato e politico greco

15, p. 315
Citato in Giamblico, Summa pitagorica

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“Fede (religiosa) significa: prestare a Dio, supplire a Dio, perdonare a Dio.”

Guido Morselli (1912–1973) scrittore italiano

21 febbraio 1970
Diario

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“Per quelle mulattiere sassose, che rasentavano e finivano in guadi, egli cercava Dio: aveva ormai dimostrato di non poter essere che di Lui: non poteva essere che un Giovanni di Dio”

Igino Giordani (1894–1980) scrittore, giornalista e politico italiano

Origine: Il Santo della Carità ospedaliera, p. 49

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“Il materialismo dialettico «cristallino» eliminerà totalmente il «mito». Ma eliminerà anche la MORTE? Fino allora rimane il mistero − e Dio.”

Klaus Mann (1906–1949) scrittore tedesco

da Nota di Diario del 24 Luglio 1934, Olanda, p. 206
La peste bruna. Diari 1931-1935

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“Dio punisce l'uomo delle sue colpe lasciandolo vivere.”

Xavier Forneret (1809–1884) poeta, scrittore, giornalista, drammaturgo

Citato in Dictionnaire des citations, sous la direction de Robert Carlier, Jean-Louis Lalanne, Pierre Josserand e Samuel S. de Sacy, Citato in Maurice Toesca, Un homme heureux

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“[Sul Salmo 136] La bontà misericordiosa di Dio brilla in ogni versetto di questo Salmo come altrettante stelle.”

Cassiodoro (487–583) politico, letterato e storico romano

Origine: Citato in Gianfranco Ravasi, L'incontro: ritrovarsi nella preghiera, Oscar Mondadori, Milano, 2014, p. 47. ISBN 978-88-04-63591-8

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“Non ci è chi meriti nome di creatore, che Dio e il poeta.”

Torquato Tasso (1544–1595) poeta, scrittore e drammaturgo italiano

citato in una lettera di monsignor de Nores a Gian Vincenzo Pinelli, 15 marzo 1595; citato ne Le lettere di Torquato Tasso, a cura di Cesare Guasti, Le Monnier, 1854
Origine: Cfr. anche Percy Bysshe Shelley, A Defence of Poetry, 1840: «Non merita nome di creatore, se non Iddio ed il Poeta».

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“In questo istante di estatica sospensione («Affocato meriggio dorme sui campi. Non cantare! Taci!»), sacro al sonno del dio Pan che si riposa dalla caccia, la natura stessa sembra sepolta in un misterioso, impenetrabile sopore: i venti sono caduti e il sole, a perpendicolo sull'orizzonte, è come un'alta fiamma pietrificata. A questo punto si tronca repentinamente lo scorrere del tempo («Non se n'è volato via il tempo?») e Zarathustra sprofonda nel pozzo dell'eternità («Fiel ich nicht – horch! in den Brunnen der Ewigkeit?») ed ecco che emerge silenziosamente il mondo dalla sua perfezione, o meglio quella eternità, calata nella profondità del mondo, che costituisce la sua perfezione («Die Welt ist vollkommen»). Gli stessi attributi di questa perfezione, «maturo» e «rotondo» («Non era infatti il mondo perfetto, rotondo e maturo?», rimandano alla perfezione del circolo, in cui il movimento è conchiuso in se stesso e non si dispiega più in una progressione indefinita. L'anima e il mondo sono ora immersi in una trasognata mescolanza che ha lo stupore del possesso.”

Ferruccio Masini (1928–1988) germanista, critico letterario e traduttore italiano

da Parte seconda, cap. settimo, Il "mezzodì" come metafora cosmico-estatica della eternità, pp. 200-201
Lo scriba del caos
Origine: Da Friedrich Nietzsche, Also sprach Zarathustra; Schlechta, Werke in drei Bänden, II, p. 514 (Mittags) Lo scriba del caos, nota a p. 200.

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“Il fatto di essere uno di una molititudine esonera un uomo dalla coscienza di essere un io isolato e lo trasporta piú giú in un regno meno che personale, dove non vi è alcuna responsabilità, dove non vi è giusto o sbagliato, né bisogno di pensare o giudicare o discernere, vi è solo un forte e vago senso di comunione, solo un eccitamento condiviso, un'alienazione collettiva. E l'alienazione è insieme piú prolungata e meno faticosa di quella indotta dalla deboscia; il mattino dopo meno deprimente di quello che segue l'autoavvelenamento da alcool o da morfina. Inoltre, al "delirio di massa" ci si può abbandonare non soltanto senza rimorsi di coscienza, ma veramente, in molti casi con un positivo ardore di cosciente virtú. Infatti, lungi dal condannare la pratica dell'autotrascendenza discendente attraverso l'ebbrezza di gregge, i capi di Chiesa e di Stato hanno attivamente incoraggiato la pratica sempre che potesse essere usata per favorire i propri scopi. Individualmente e in gruppi coordinati e legati da un fine, i quali costituiscono una sana società, uomini e donne manifestano una certa capacità di pensiero razionale e libera scelta alla luce di princípi etici. Riuniti in folle, gli stessi uomini e le stesse donne si comportano come se non possedessero né ragione né libero arbitrio. L'ebbrezza di massa li riduce a una condizione di irresponsabilità interpersonale e antisociale. Drogati dal veleno misterioso che ogni gregge eccitato secerne, essi cadono in uno stato di altissima suggestionabilità, simile a quello che segue un'iniezione di sodio amytal o l'induzione, con qualsiasi mezzo, di un leggero trance ipnotico. In questo stato essi crederanno qualsiasi assurdità che possa essere loro urlata, eseguiranno qualsiasi comando o esortazione, per quanto insensati, pazzi o criminali. Per gli uomini e per le donne sotto l'influenza del "veleno di gregge" «qualunque cosa dico tre volte è vera» e qualunque cosa dico trecento volte è Rivelazione, è il mondo di Dio direttamente ispirato. Ecco perché i detentori dell'autorità – preti e governanti – non hanno mai inequivocabilmente proclamato l'immortalità di questa forma di autotrascendenza discendente. Infatti, il "delirio di massa" suscitato dai membri dell'opposizione ed in nome di princípi eretici è stato sempre denunziato dagli uomini al potere. Ma il "delirio di massa" sollevato dagli agenti governativi, il "delirio di massa" in nome dell'ortodossia, è tutta un'altra cosa. In ogni caso in cui può essere usata per favorire gli interessi di coloro che controllano la Chiesa e lo Stato, l'autotrascendenza discendente per mezzo dell'ebbrezza di gregge è trattata come qualcosa di legittimo, ed anche altamente desiderabile.”

Appendice; pp. 310-311
I diavoli di Loudun

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“Anche se non mi sono mai dedicato molto al pensiero dell'esistenza di un Dio personale fino a un periodo considerevolmente tardo della mia vita, voglio qui esporre le conclusioni vaghe alle quali sono stato portato. Il vecchio argomento di una natura ideata, così come fornito da Paley, che prima mi sembrava così conclusivo, fallisce, ora che la legge della selezione naturale è stata scoperta. Non si può più sostenere che, per esempio, la bella cerniera di una conchiglia bivalve deve essere stata fatta da un essere intelligente, come la cerniera di una porta da parte dell'uomo. Non sembra esserci più progettazione nella variabilità degli esseri organici, e nell'azione della selezione naturale, che nella direzione dove il vento soffia.”

Charles Darwin (1809–1882) naturalista britannico che formulò la teoria dell'evoluzione

Origine: Although I did not think much about the existence of a personal God until a considerably later period of my life, I will here give the vague conclusions to which I have been driven. The old argument from design in Nature, as given by Paley, which formerly seemed to me so conclusive, fails, now that the law of natural selection has been discovered. We can no longer argue that, for instance, the beautiful hinge of a bivalve shell must have been made by an intelligent being, like the hinge of a door by man. There seems to be no more design in the variability of organic beings, and in the action of natural selection, than in the course which the wind blows. (da The Variation of Animals and Plants, 1868; citato in Life and Letters of Charles Darwin: the Evolution, a cura di Francis Darwin, Cambridge, 1887)

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“Per Dio, il Colosseo è quanto di meglio ho visto a Roma. Questo edificio mi piace, sarà magnifico una volta terminato.”

Stendhal (1783–1842) scrittore francese

Vedendo degli operai ristrutturarne una parte
pagina?
Passeggiate romane

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“Pirateria (s. f.). Commercio senza troppe remore o ipocrisie, così come Dio l'ha creato.”

Ambrose Bierce (1842–1914) scrittore, giornalista e aforista statunitense

1988, p. 138
Dizionario del diavolo

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“Pensai a Dio con fermezza e intensità; d'un tratto seppi che le mie difficoltà erano realmente piccole a confronto delle sue.”

Adrienne von Speyr (1902–1967) mistica, medico e autrice svizzera

Origine: Dalla mia vita, p. 206

“Se le bestie sono mere macchine, Dio c'inganna: quest'argomento è il colpo di grazia contro l'ipotesi delle macchine.”

Claude Yvon (1714–1791) abate, teologo e enciclopedista francese

1994, p. 724
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“Io sono il recipiente. La bevanda è di Dio. E Dio l'assetato.”

Dag Hammarskjöld (1905–1961) 2º segretario generale delle Nazioni Unite

Origine: Tracce di cammino, p. 118

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“La Chiesa non consacra il mondo se non per offrirlo a Dio; e offrendolo, lo santifica e lo divinizza.”

Gérard Calvet (1927–2008) abate francese

Origine: La santa liturgia, p. 19

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“Se il nulla fosse pensabile sarebbe come cancellare l'esistenza del Dio Creatore e questo è impossibile perché la sua creazione è sotto gli occhi di tutti.”

Raffaele La Capria (1922) scrittore italiano

Origine: Da La favola che aiuta a vivere https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2009/dicembre/14/favola_che_aiuta_vivere_co_9_091214012.shtml, Corriere della sera, 14 dicembre 2009, p. 30.

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“Dio fa i bambini, e provvederà anche a mantenerli.”

Martín Lutero (1483–1546) teologo tedesco

Origine: Breviario, p. 137

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“Questa somiglianza e quiete gli riescono più soavi, quanto più diventa simile a Dio.”

Jan van Ruusbroec (1293–1381) presbitero e scrittore fiammingo

Lo splendore delle nozze spirituali

“Stronomia è scienza amena | che l'uom porta a misurare | stelle, Sol e 'l Glob Lunare, | e a veder che vi è là sù. || Quivi giunto tu scandagli | ben le fiaccole del Mondo. | L'armonia di questo tondo | riserbata a Dio sol'è.”

Ferdinando Ingarrica giudice e poeta dilettante italiano

L'Astronomia, 13, p. 11
Raccolta di cento anacreontiche
Origine: Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 787.

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“Si dovrebbe credere che questo stesso Dio senza scrupoli, questo minorato morale, fu nominato insegnante di bontà, dei costumi, della clemenza, della legalità, della purezza? Sembra impossibile e folle.”

Mark Twain (1835–1910) scrittore, umorista, aforista e docente statunitense

Origine: Citato in Karlheinz Deschner, Sopra di noi... niente, Ariele, 2008.

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“Dio è come il vento che passa: si sente dappertutto ma non si vede da nessuna parte.”

Jacques Normand (1848–1931) scrittore

da Pensées de toutes les couleurs
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“L'amore in questo assomiglia a Dio: per raggiungerlo bisogna crederci.”

Ugo Ojetti (1871–1946) scrittore, critico d'arte e giornalista italiano

Origine: Sessanta, CIX

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“La creatura che non ha il soccorso dell'uomo riceve il soccorso di Dio.”

Giorgio La Pira (1904–1977) politico italiano

Citato in LaPira.org http://www.lapira.org/index2.php?file=news&form_id_cat_notizia=72

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“Nei Salmi troverà tutto, la storia mia e la sua, e tutto gettato meravigliosamente in grembo a Dio, un enorme diario di tutto l'uomo scritto per i soli occhi di Dio.”

Cristina Campo (1923–1977) scrittrice, poetessa e traduttrice italiana

Lettere a Mita
Origine: Dalla lettera a M. Pieracci Harwell del 24, S. Mattia [febbraio 1966, Quaresima], p. 206.

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“Io sono Dio!”

Lord Reggente
Mistborn: L'Ultimo Impero

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