Frasi su marco

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema marco.

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Un totale di 272 frasi, il filtro:


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„L'arte non è una sottomissione ma una conquista.“

—  André Malraux scrittore e politico francese 1901 - 1976
citato da Marco Cicala sul Il Venerdi di Repubblica, 14 marzo 2008

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„Anche se non si sente, il mare è sempre in tempesta.“

—  Murubutu rapper italiano 1975
da Marco gioca sott'acqua, n. 6

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„Cammino sempre con le spalle al muro | è scomodo come un politico sta con Marco Travaglio in culo.“

—  Fabri Fibra rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
da Qualcuno normale, n. 9

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„All'estero ci vuole coraggio per commettere un reato, in Italia ci vuole coraggio per rimanere onesti.“

—  Piercamillo Davigo magistrato italiano 1950
Source: Citato in Peter Gomez, Marco Travaglio, Onorevoli Wanted, p. 11.

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„Sono un partigiano di Zeman. La sua è una figura che divide, di forte personalità, uno che ama il bel calcio.“

—  Massimo d'Alema politico italiano, presidente del Consiglio dei Ministri dal 1998 al 2000 1949
Source: Dall'intervista di Chiara Gamberale durante la festa del Pd romano, 4 luglio 2012; citato in Marco Sarti, «La sinistra è Zeman, gioca bene ma prende tanti gol» http://www.linkiesta.it/d’alema-zeman, Linkiesta.it, 5 luglio 2012.

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„[Baia (Bacoli)] Silla, Cesare, Pompeo, Ortensio, ogni illustre romano vi tenne ville; i bagni solforosi abbondanti in quel suolo ve li chiamavano in folla, essi che bisognavano di solfo a purgagione delle acredini d'un sangue guasto dalle libidini. Là erano teatri calcati da celebri mimi; là anfiteatri popolati di famosi gladiatori; danze, corse, banchetti quivi non rifinivano: il clima, e la naturale piacevolezza del sito, l'alitar degli zefiri, la fragranza dei fiori, l'allontanamento delle cure, ogni cosa sbandiva di là i pensamenti austeri, ed inclinava i sensi a voluttà. Il mare trasferiva entro gondole dorate dall'uno all'altro lido, dall'una all'altra villa gli effemminati patrizii, le scioperate matrone; il tuffarsi dei remi era ritmo a' canti di amore modulati al suono delle lire, e de' liuti. Mai arrivava a quella spiaggia lo squillo della tromba guerriera romoreggiante ai confini, freno dello Scita, del Parto, terrore del Datavo, del Britanno: i trionfatori si riposavano a Bajà; e mentre i Cesari vi si tuffavano in ebbrezze senza nome, il mondo schiacciato respirava. Properzio non ebbe appena visitata Baja che sospettò Cinzia d'infedeltà: Marziale scrisse di Levina che vi andò Penelope, e ne partì Elena. Fu rimproverata a Marco Tullio la villa che possedea su quel lido; e Seneca affermò essere malsano respirare un giorno solo quell'aria corrompitrice.“

—  Tullio Dandolo scrittore, storico e filosofo italiano 1801 - 1870
da Lettere su Roma e Napoli, p. 35-36

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