Frasi su tasca

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema tasca, cosa, due-giorni, avere.

Un totale di 149 frasi, il filtro:

Lady Gaga photo

„Non importa chi sei, da dove vieni o quanti soldi hai in tasca. Tu hai il tuo destino e la tua vita davanti a te.“

—  Lady Gaga cantautrice e attivista statunitense 1986

dal Monster Ball Tour, frase detta in ogni tappa

Pino Daniele photo

„Da S. Martino vedi tutta quanta la città col mondo in tasca e senza dirsi una parola.“

—  Pino Daniele cantautore e musicista italiano 1955 - 2015

da Un angelo vero, 1993

Lillo Gullo photo

„Sguaina dalla tasca | la mano che fu una spada | e tra le dita lievita un pane.“

—  Lillo Gullo poeta, scrittore e giornalista italiano 1952

Pane di spada, p. 54
Beati. [On the road in the room. Aforismi e fotopastelli]

Jovanotti photo

„Ho fatto scelte senza scegliere che scelta fare | Convinto di trovare una montagna in fondo al mare.“

—  Jovanotti cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966

da Un busco nella tasca
Ho visto causa ed effetto che si scambiavano il ruolo. | E ho visto grandi orchestrali crollare dentro un assolo. (da Un buco nella tasca)
Buon sangue

Franchino photo
Yukio Mishima photo
Isabel Allende photo
Jean Paul Sartre photo
Alessandro Baricco photo

„Io sono Hector Horeau e vi odio. Odio i sonni che dormite, odio l'orgoglio con cui cullate lo squallore dei vostri bambini, odio ciò che toccano le vostri mani marce, odio quando vi vestite per la festa, odio i soldi che avete in tasca, odio la bestemmia atroce di quando vi permettete di piangere, odio i vostri occhi, odio l'oscenità del vostro buon cuore, odio i pianoforti che come bare popolano il cimitero dei vostri salotti, odio i vostri amori schifosamente giusti, odio tutto quello che mi avete insegnato, odio la miseria dei vostri sogni, odio il rumore delle vostre scarpe nuove, odio ogni singola parola che avete mai scritto, odio ogni momento in cui mi avete toccato, odio tutti gli istanti in cui avete avuto ragione, odio le madonne che pendono sui vostri letti, odio il ricordo di quando ho fatto l'amore con voi, odio i vostri segreti da niente, odio tutti i vostri giorni più belli, odio tutto quello che mi avete rubato, odio i treni che non vi hanno portato lontano, odio i libri che avete lordato con i vostri sguardi, odio lo schifo delle vostre facce, odio il suono dei vostri nomi, odio quando vi abbracciate, odio quando battete le mani, odio quel che vi commuove, odio ogni singola parola che mi avete strappato, odio la miseria di quel che vedete quando guardate lontano, odio la morte che avete seminato, odio tutti i silenzi che avete straziato, odio il vostro profumo, odio quando vi capite, odio qualsiasi terra che vi abbia ospitato, e odio il tempo passato su di voi. Ogni minuto di quel tempo è stata una bestemmia. Io disprezzo il vostro destino. E ora che mi avete rubato il mio, solo mi importa sapervi crepati. Il dolore che vi spezzerà sarò io, l'angoscia che vi consumerà sarò io, il tanfo dei vostri cadaveri sarò io, i vermi che si ingrasseranno con le vostre carcasse sarò io. E ogni volta che qualcuno vi dimenticherà, lì ci sarò io. Volevo poi solo vivere. Bastardi.“

—  Alessandro Baricco, libro Castelli di rabbia

Castelli di rabbia

Caparezza photo

„In nomine Libertatis vincula edificamus, In nomine veritatis mendacia efferimus.“

—  Caparezza cantautore e rapper italiano 1973

da Non mettere le mani in tasca, n.° 3

Alessandro Baricco photo
Mika photo

„Rimettiti il cuore in tasca e raccogli da terra il tuo amore.“

—  Mika cantautore libanese 1983

The Boy Who Knew Too Much

Erri De Luca photo
Brunori Sas photo
Noyz Narcos photo
Daniele De Rossi photo
Matteo Salvini photo

„[Distribuendo soldi del gioco Monopoli] È una moneta farlocca come l'euro. Ha lo stesso valore. Ci impegniamo nel 2014 a riprendere la sovranità su lavoro, pensioni, sulla moneta altrimenti gli euro che abbiamo in tasca varranno niente come i soldi del Monopoli.“

—  Matteo Salvini politico italiano 1973

Origine: Durante una manifestazione a Milano contro l'euro; citato in Salvini in piazza: «La Lega vuole cancellare le Prefetture»La manifestazione http://www.ilgiornale.it/news/milano/salvini-piazza-lega-vuole-cancellare-prefetture-977960.html, il Giornale.it, 23 dicembre 2013.

Primo Mazzolari photo
George Best photo
Leonardo Sciascia photo
Jovanotti photo

„*Ho visto causa ed effetto che si scambiavano il ruolo. | E ho visto grandi orchestrali crollare dentro un assolo.“

—  Jovanotti cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966

da Un buco nella tasca
Buon sangue

Nick Hornby photo
Marco Travaglio photo

„È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un evasore passi per le porte di un carcere.“

—  Marco Travaglio giornalista, saggista e scrittore italiano 1964

da Le mani in tasca ai ladri, 27 maggio 2010
Il Fatto Quotidiano

Anthony Kiedis photo

„Il problema, oggi, sono le fotocamere durante i concerti. Ció ti impedisce di vivere il momento. Non è importante avere delle immagini sotto forma di megabyte. È meglio averle nel tuo cuore e nella tua mente. Noi cerchiamo di creare un ambiente che incoraggi le persone a tenere i loro telefoni con fotocamera in tasca e a guardarci direttamente. In generale funziona.“

—  Anthony Kiedis cantante statunitense 1962

Origine: Da un'intervista rilasciata a Journal De Montreal, ripreso dal sito alternativenation.net; citato in Kiedis: «usare il telefono ad un concerto non ti fa vivere il momento» http://www.venicequeen.it/cms/News/kiedis-lusare-il-telefono-ad-un-concerto-non-ti-fa-vivere-il-momentor.html, Venicequeen.it, 19 agosto 2016.

Jean Paul Sartre photo
Patti Smith photo
Dacia Maraini photo
Richard Wagner photo

„[Ultime parole dopo che l'orologio gli era scivolato dalla tasca] Il mio orologio!
Meine uhr!“

—  Richard Wagner compositore, librettista, direttore d'orchestra e saggista tedesco 1813 - 1883

Origine: Citato in Roberto Bianchin, Un museo per Wagner http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/02/11/un-museo-per-wagner.html, la Repubblica, 11 febbraio 1995.

Michail Bulgakov photo
William Gibson photo

„Piuttosto mi piacerebbe dire una parola in più, ma non ai giudici, piuttosto ai maestri, ai genitori e ai ragazzi. Se cioè tutti quei begli argomenti sull'obiezione di coscienza si possano applicare anche dal ragazzo nei confronti dei genitori o del maestro.“

—  Lorenzo Milani sacerdote, insegnante e scrittore italiano 1923 - 1967

da Lettera all'avvocato Adolfo Gatti dell'8 gennaio 1966 in A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca, Chiarelettere, Milano 2011

Sergio Caputo photo

„La jena si è svegliata, ha in tasca un pagherò per lo psicanalista incauto che la liberò.“

—  Sergio Caputo cantautore e musicista italiano 1954

La jena si è svegliata, n. 7
No smoking

Frankie HI-NRG MC photo
Licio Gelli photo
Fabri Fibra photo
Sándor Márai photo
Marco Travaglio photo
Papa Francesco photo
Lee Child photo

„Regola numero due: tieni sempre lo spazzolino in tasca.“

—  Lee Child, libro Personal

Personal

Alberto Sordi photo
Jean Jacques Rousseau photo
Arnold Bennett photo
Gustave Flaubert photo
Sergej Aleksandrovič Esenin photo
Brendan Behan photo

„Fratelli e sorelle,» cominciò e, veloce come un lampo, si lanciò in un aspro attacco al governo di Dublino, spiegando come lo amareggiasse che la legge sul controllo delle assunzioni in Irlanda del Nord non avesse tagliato fuori un vasto numero di feniani. «Tra noi c'è la feccia di Dublino,» disse, e io applaudii insieme agli altri. «Se ne dovranno andare.»

«Ascoltate, ascoltate,» feci eco insieme alle masse.
Alla fine, con la schiuma alla bocca e con grande professionalità, rivelò l'asse cospiratorio tra il Cremlino e il Vaticano.
«Li ho entusiasmati, non credi?» disse quandò tornò al suo posto.
«Senza dubbio, signore,» risposi.
Pensai che stesse per svenire. «Cristo, di dove sei?»
«Di Dublino, signore.»
«Ah, ovvio, sei uno dei fratelli di Dublino.»
«Sono un fratello di tutta l'umanità,» dissi.
«Intendi dire che sei un orangista?»
«No,» replicai, «sono un ex soldato dell'IRA.»
«E sei anche cattolico?» mormorò la parola come se non fosse in grado di pronunciarla.
«Un gran numero di persone a Dublino ha dei seri dubbi su cosa sia io in realtà, signore, ma dal suo punto di vista sono un cattolico, come anche mio padre e mia madre. Tutti nella mia famiglia lo sono sempre stati, ma non dirò che sono bravi cattolici. L'unica cosa certa, in ogni modo, è che nessuno di loro è mai stato protestante. E oltre a ciò, glielo dico con assoluta certezza: alle prossime elezioni lei verrà eletto, ne stia certo. Non vedo come la gente del Nord potrà mai acquisire più buon senso di quella del Sud, e qui sono riuniti già abbastanza coglioni per riuscire a eleggerla.»

Alzò il braccio come per interrompermi ma io non avevo ancora finito. «Ho notato che non ha fatto cenno alla disoccupazione del Nord,» e lo guardai dritto negli occhi, forte com'ero del coraggio vichingo, o gaelico, conferitomi dalla fiaschetta di whiskey che tenevo in tasca.
Il reverendo sembrò lievemente sorpreso ma non arrabbiato; per me, in quel momento, non faceva alcuna differenza. «La parte che preferisco nei discorsi degli orangisti e dei ministri di fede protestante estremisti, è la denuncia dell'asse cospiratorio tra il Vaticano e il Cremlino. Le dirò di più,» continuai. «Se le capitasse di visitare il mondo, perché esiste un mondo al di fuori dell'Irlanda del Nord e del Sud, e stesse su un palco a tenere un comizio a Parigi, Londra, Roma, New York o in qualche altra grande capitale, tutti i presenti morirebbero dal ridere. Credo che il suo sia un angolo di visuale strabiliante. Il nativo Irlandese protestante è l'unica persona sulla faccia della terra tanto perspicace da riuscire a scorgere la minaccia congiunta di Stalin e papa Pio XII.“

—  Brendan Behan drammaturgo e scrittore irlandese 1923 - 1964

Confessioni di un ribelle irlandese

Dean Martin photo
Léon Blum photo
Papa Francesco photo

„Questo uomo anziano, questa donna anziana, sono inutili; scarichiamoli, cerchiamo di mandarli nelle case di cura, come si fa con l'impermeabile d'estate con tre naftaline in tasca, negli ospizi perché pensiamo che ora sono da scartare, perché sono inutili. Questo bambino che è in arrivo è un peso per la famiglia: «Oh no, a cosa serve? Non ho idea. Scartiamolo e rimandiamolo al mittente.»“

—  Papa Francesco 266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1936

Questo è ciò che la cultura della morte ci predica.
Omelie, Omelia nella solennità di san Raimondo Nonnato http://www.tempi.it/curate-la-vita-dal-principio-alla-fine-il-cristiano-non-puo-permettersi-il-lusso-di-essere-un-idiota#.UUyayTd42So, Buenos Aires, 31 agosto 2005

Antonin Artaud photo
Ernesto Sabato photo
Alberto Lattuada photo
Raymond Queneau photo

„Ah, morire su una Hispano, mormorò beato e, tirando fuori una pistola dalla tasca, si uccise. Che sporco snob!“

—  Raymond Queneau scrittore, poeta e matematico francese 1903 - 1976

da Un giovane francese di nome Untale, I, II
Racconti e ragionamenti

Pierangelo Bertoli photo
Marc-André Hamelin photo
Antonio Di Pietro photo
Jerry Lewis photo
Sergej Mitrofanovič Gorodeckij photo

„[Su Sergej Aleksandrovič Esenin] Egli ha un rublo in tasca e un tesoro nell'anima.“

—  Sergej Mitrofanovič Gorodeckij poeta russo 1884 - 1967

Origine: Citato in Curzia Ferrari, Introduzione, in Sergej Aleksandrovic Esenin, Russia e altre poesie, Baldini Castoldi Dalai, 2007.

Mario Cipollini photo
Roque Dalton photo
Fabio Volo photo
Frans Eemil Sillanpää photo
Henry-Bonaventure Monnier photo

„Uno scrittore deve sempre avere il suo manoscritto in tasca, non si sa mai cosa può succedere.“

—  Henry-Bonaventure Monnier drammaturgo, illustratore e attore teatrale francese 1799 - 1877

da Memorie di M. Joseph Prudhomme

Daniele Capezzone photo

„Non voglio farla troppo lunga sulla mia traiettoria politica. Da elettore radicale, ho simpatizzato una prima volta per Berlusconi nel '94; da dirigente radicale, negli anni successivi, ho ripetutamente cercato – senza riuscirvi – di contribuire a un'intesa politica tra Forza Italia e il mio partito di allora; molto spesso, negli anni passati, ho considerato Berlusconi un avversario, e mi è capitato di indirizzargli non poche critiche; se in Italia ci fosse stata un'operazione davvero blairiana nel centrosinistra, molto probabilmente avrebbe visto una mia entusiastica adesione; ma la mia valutazione è che nello schieramento alternativo al Pdl non ci sia oggi spazio per una politica liberale. Per questo (fatto decisamente raro nel nostro Paese…), ho scelto nel novembre 2007 di dimettermi dalla Presidenza della Commissione attività produttive della Camera, dopo aver lasciato il mio partito. Sono state le due finanziarie del Governo Prodi a indirizzarmi verso quella scelta: mi sono espresso contro la prima manovra, e alla seconda ho ritenuto giusto lasciare la poltrona, come si dice. Le mie dimissioni – cosa che racconterò ai miei nipotini, se ne avrò – caddero proprio nel periodo in cui sembrava che l'Esecutivo Prodi potesse reggere a lungo: quelle che la stampa aveva definito "spallate" erano infatti fallite, e ho ancora nelle orecchie l'affettuoso "ma sei matto?" con cui amici autorevoli commentarono la mia decisione, tecnicamente suicida, almeno secondo i parametri della politica romana. La mia valutazione – invece – è che sia tuttora addirittura incalcolabile il danno arrecato al centrosinistra, oltre che all'Italia, dalle decisioni economiche del Governo Prodi-Visco-Padoa Schioppa. Va ricordato che il Governo Prodi ebbe la fortuna di lavorare in un momento positivo dell'economia mondiale: e invece bruciò questa grande opportunità rinunciando alle riforme, aumentando le tasse a tutti, gettando acqua gelida sulla crescita, e infine – per sovrammercato – ingannando il Paese con la telenovela del "tesoretto". Così, in quei mesi, si è prodotta una frattura difficilmente ricomponibile tra il centrosinistra e i cinque milioni di piccole imprese industriali, artigianali, commerciali, dei servizi, che rappresentano la spina dorsale economica del Paese. E non poteva bastare, come ha fatto Veltroni, "far sparire" Visco. Serviva, invece, molto più coraggio: occorreva un'autocritica pubblica e definitiva rispetto a una scellerata politica anti-imprese, con l'impegno solenne, per il futuro, a incamminarsi nella direzione opposta. Neppure questo, forse, sarebbe stato sufficiente a vincere: ma – almeno – sarebbe servito a dare al Pd un profilo nuovo, e a metterlo in condizione di tornare competitivo in futuro, almeno in tempi medi. Per queste ragioni, quando la legislatura si è successivamente interrotta, come tanti altri italiani ho trovato molto più convincente (citavo nelle pagine precedenti il rapporto Itanes) la proposta politica complessiva dello schieramento di centrodestra; infine, dopo le elezioni del 2008 (alle quali non mi sono candidato, pur sostenendo pienamente il Pdl), Silvio Berlusconi ha ritenuto di propormi un incarico di prestigio e responsabilità, quello di portavoce di Forza Italia, che ho molto volentieri accettato. Questa mia vicenda, questa mia condizione di libertà, di persona che vive con la lettera di dimissioni in tasca, mi permette di esprimere un giudizio sereno ed in qualche misura perfino freddo, quello – cioè – che emerge chiaramente dalle pagine di questo piccolo libro.“

—  Daniele Capezzone politico italiano 1972

Democrazia istantanea

Indro Montanelli photo
Ted Bundy photo

„Il Boss ingrassa tasca, il mondo gira se si spende e cazzo gira ancora meglio senza Salvador Allende.“

—  Ted Bundy assassino seriale statunitense 1946 - 1989

da Shoot a Blow
Molotov Cocktail

Fabrizio Rondolino photo
Diego Della Valle photo
Caparezza photo
Caparezza photo

„Per questo sei stato arrestato, | tu credi nella favola della libera tasca nel libero strato.“

—  Caparezza cantautore e rapper italiano 1973

da Non mettere le mani in tasca, n.° 3

Jaco Van Dormael photo
Bassi Maestro photo
Umberto Tozzi photo

„MANI non le tue | da quattro sono diventate due | e stanno sempre in tasca chiuse a pugno | ferite dallo specchio del mio bagno.“

—  Umberto Tozzi cantautore e chitarrista italiano 1952

da A cosa servono le mani, in Tozzi, 1980

Jovanotti photo

„Ed ho pensato i miei pensieri con comodità | Giustificando per pigrizia anche le atrocità.“

—  Jovanotti cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966

da Un buco nella tasca
Buon sangue

Adriano Panatta photo
Suso Cecchi D'Amico photo

„Non ti sopporto più, davvero. | Ma come faccio | A dirtelo | Devo buttarmi | Dal quinto piano | Vedi non dormo più | Ho il cuore in tasca e intanto tu.“

—  Zucchero composto chimico chiamato comunemente zucchero 1955

da Non ti sopporto più, p. 85
Musiche Per Viole &... altri Organi D'Amore

Fichi d'India photo
Caparezza photo

„C'è la galera per chi porta le tasche perché nelle tasche non c'è controllo!“

—  Caparezza cantautore e rapper italiano 1973

da Non mettere le mani in tasca, n. 3
Le dimensioni del mio caos

Anna de Noailles photo
Duiliu Zamfirescu photo
Sergio Nazzaro photo
Caparezza photo

„Da quel momento chi porta una tasca o è un artista oppure un tossico o entrambi come Basquiat.“

—  Caparezza cantautore e rapper italiano 1973

da Non mettere le mani in tasca, n. 3
Le dimensioni del mio caos

Mario Praz photo

„Accade talvolta che, mentre si legge, si sentono pronunziare, da persona che si trova nella stanza, precisamente le stesse parole sulle quali i nostri occhi si posano in quel punto della pagina. Spesso si tratta delle più semplici parole, e non facciamo più caso che d'una curiosa coincidenza tra fatti senza rapporto alcuno tra loro. V'è tuttavia qualcosa di preternaturale in questa che sembra come l'eco udibile di parole mute, quasiché ci sorprendessimo a ripetere con voce non nostra ciò che leggiamo, o che l'altra persona nella stanza pronunziasse per telepatia il nostro testo. Non ci sfugge il carattere strano di queste coincidenze, che per lo meno ci danno un piccolo brivido di sorpresa come la gherminella d'un prestigiatore che, ad esempio, ti fa ritrovare in tasca l'oggetto veduto un attimo prima sul tavolino. Altre volte la coincidenza è più profonda, e veramente ci fa trasalire. Havelock Ellis racconta nella sua Vita come, mentre assisteva la madre ammalata, s'era preso da leggere per la prima volta Peer Gynt di Ibsen; e proprio la mattina che leggeva la scena in cui Peer Gynt è al capezzale di mamma Aase morente, udì dal letto presso cui stava un suono di respiro penoso: quello della propria madre che entrava in agonia. […] Quell'improvvisa rima tra due fatti in apparenza slegati, quella strana cadenza in cui essi combaciano e si fondono quasi, par suggerire un'identità segreta, alzare per un momento il velo d'un mondo metafisico di cui ordinariamente ignoriamo l'esistenza […], perché ci sono momenti in cui effettivamente par che alle nostre parole, alle nostre azioni un'eco si risvegli nel grembo dell'invisibile mondo.“

—  Mario Praz critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 - 1982

Origine: Citato in La lingua, la parola e la scrittura http://www.ildialogo.org/filosofia/documenti_1279749889.htm, a cura di Federico La Sala, ildialogo.org, 22 luglio 2010.
Origine: Il patto col serpente, p. 82

Anastacia photo
Henrik Ibsen photo
Patrick Rothfuss photo
Andrea Orlando photo