Frasi sull'arte
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“L'arte non è imitazione della realtà, ma interpretazione individuale di essa.”

Roberto Longhi (1890–1970) storico dell'arte italiano

da Breve ma veridica storia della pittura italiana, Sansoni Editore, 1988

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“Venga dunque alla sbarra Aristotele, il peggiore dei Sofisti, stordito da un'inutile sottigliezza, spregevole ludibrio delle parole. Ha osato persino, se la mente umana si fermasse per caso e quasi spinta da un buon vento sulla spiaggia di qualche verità, stringerle attorno durissimi ceppi, e mettere insieme una specie di arte fatta di pazzia per asservirci alle parole. Nel suo seno si sono generati e di lui si sono nutriti quegli astutissimi spacciatori di nuvole [i peripatetici] i quali, tenendosi ben lontani dalla luce della storia e delle singole cose e senza curarsi di intraprendere la descrizione del mondo, ci hanno propinato le innumerevoli sciocchezze delle Scuole, ricavandole con l'irrequieto agitarsi della loro mente dalla duttile materia dei precetti e delle affermazioni di Aristotele. Ma il loro dittatore è da riprovare più di loro, perché, pur essendosi rivolto alle libere ricerche della storia, ha conservato intatti gli idoli più oscuri di qualche caverna sotterranea, e ha costruito sopra la sua storia delle cose particolari una specie di tela di ragno, che vuol far apparire come la trama delle cause, mentre è affatto priva di forza e di pregio.”

Francesco Bacone (1561–1626) filosofo, politico e giurista inglese

Origine: Da Il parto maschio del tempo, in Opere filosofiche, a cura di Enrico De Mas, Laterza, Bari, 1965, vol. 1, pp. 39-40; citato in Giovanni Reale, Guida alla lettura della Metafisica di Aristotele, Roma-Bari, Laterza, 1997, p. 189. ISBN 88-420-5247-7

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“Arte è scoprire nella realtà certi segni e rapporti, logicamente inspiegabili, ed evocarli comunicandoli; così che per mezzo di quelli il mondo reale ci si presenti.”

Massimo Bontempelli (1878–1960) scrittore, saggista e giornalista italiano

Origine: da Panorama delle attività umane, La Nuova Europa, 25 marzo 1945

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“L'eccezione appartiene all'arte così come la regola, l'una ne difende e l'altra ne estende il dominio.”

Joseph Joubert (1754–1824) filosofo e aforista francese

Da Carnets; citato in Le petit philosophe de poche, Textes réunis par Gabriel Pomerand

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“A pensarci bene, sono poi questi strumenti (l'ironia e il gusto) che impediscono lo scatto verso la grandezza. Un grande artista, un grande scrittore, non ha ironia e non ha gusto; e così anche i grandi momenti della letteratura, dell'arte, sono quelli che mancano di gusto e non sono governati dall'ironia.”

Leonardo Sciascia (1921–1989) scrittore e saggista italiano

citato in Paolo Nifosì, Leonardo Sciascia: la passione di un "incompetente", in La bella pittura. Cfr Leonardo Sciascia e le arti figurative, catalogo della mostra, Racalmuto 1999, a cura di Paolo Nifosì, Edizioni Salarchi Immagini, Comiso 1999, p. 19

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“Il movimento dell'arte è quello della catastrofe, esaltazione ed intensificazione del tempo semplice, che accompagna la realtà quotidiana verso il proprio decesso.”

Achille Bonito Oliva (1939) critico d'arte e accademico italiano

Origine: Da Manuale di volo, Feltrinelli, Milano, 1982, p. 66.

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“[L'Ottocento] volle vivere troppo a spese degli istinti.”

Umberto Saba (1883–1957) poeta italiano

34, p. 39
Scorciatoie e raccontini

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“L'arte è come il sale: dove casca condisce e dà sapienza.”

Fabio Tombari (1899–1989) scrittore italiano

Cronaca XVII
Tutta Frusaglia

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“Perciò ha usato una di quelle frasi fatte apposta per rimanere nel personale Wikiquote, la collezione delle citazioni memorabili che ciascuno di noi si porta dietro per la vita. Come un patrimonio e un fardello al tempo medesimo.”

Pippo Russo (1965) sociologo, saggista e giornalista italiano

Origine: Da Il nucleare emotivo http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/04/24/il-nucleare-emotivo.html, la Repubblica, 24 aprile 2011.

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“Fu London lo scrittore veramente grande quale alcuni lo ritengono, fu un talento possente nato fuori tempo, o fu uno di quegli artisti secondari la cui opera, grazie alla ricchezza della loro esperienza personale, dà solo una falsa impressione di arte? È difficile dirlo.”

Alfred Kazin (1915–1998) critico letterario e saggista statunitense

Origine: Citato in Mario Picchi, introduzione a Jack London, Il richiamo della foresta, Zanna Bianca e altre storie di cani, saggio introduttivo di Mario Picchi. Premesse di Goffredo Fofi e Mario Picchi, Newton Compton, 2011.

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“È stata la mia unica esperienza al suo fianco. Interpretavo il ruolo della moglie, quindi ero la protagonista con lui, cui ammazzavano il figlio piccolissimo. Una di quelle storie di camorra e dolore che in quegli anni funzionava. Una rarità, purtroppo. Eppure, credo di essere adatta a ruoli seri, ma non me ne hanno mai affidati. Quello lo ricordo con piacere. Negli Anni Settanta, Mario Trevi aveva raccolto i frutti del suo lavoro, era considerato già un grande interprete della canzone napoletana. Era un cantante famoso, un personaggio doc. Poi, aveva lanciato Indifferentemente, una delle più belle canzoni del nostro repertorio, quindi per me era emozionante lavorare con lui e quel ruolo mi sembrò ancora più importante, anche se i film tratti dalle sceneggiate restavano un po' relegati in ambiti ristretti. Lui, inoltre, fu molto carino con me, che ero giovane e avevo ancora tanto da imparare. Era un'epoca meravigliosa, ricca di vitalità. Per un artista che avesse veramente voglia di fare questo mestiere era davvero stimolante. Mi ero appena trasferita a Roma. Nella capitale c'era tutto: il cinema, la musica, l'arte. S'incontravano i pittori, i poeti. Napoli era pervasa dalla stessa creatività, dalla stessa voglia di fare che si respirava dovunque. La nota dominante di quegli anni era la passione, ricordo anche il produttore del film La pagella, era un tipo particolare. Avevano coraggio, allora, rischiavano in proprio per produrre spettacoli di qualità. Tutti noi venivamo da quell'epoca, che volevamo fare gli attori, i cantanti, i musicisti, avevamo grandi maestri da imitare, ai quali ispirarci e ci avvicinavamo a loro con umiltà e serietà. Volevamo crescere, conoscere, sapere tutto quel che si poteva perché ci tenevamo a realizzare spettacoli di buon livello. Ragioniamo ancora così. Oggi, invece, tranne che per rare eccezioni (penso a Fabio Fazio, a Fiorello, per esempio), il successo immediato, i guadagni, la facile popolarità sembrano diventati gli unici obiettivi.”

Mario Trevi (cantante) (1941) cantante e attore teatrale italiano

Marisa Laurito

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“prendi la felicità o l'arte dai piatti della bilancia, sappi che l'una esclude l'altra.”

Rayden (1985) rapper e beatmaker italiano

da Obbligo o verità - Marya
Collaborazioni

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“La cucina italiana è una storia di uomini e di donne e della loro grande passione e attenzione verso la tradizione e i prodotti del territorio, un'arte unica, una vocazione preziosa che non finisce mai di stupire, è il nostro essere italiano, siamo gli unici capaci di chiedere cosa ci sia per cena durante il pranzo.”

Alessandro Borghese (1976) cuoco e conduttore televisivo italiano

Vasco Rossi – Cambia-Menti
Kitchen Shuffle
Origine: Citato in L'Italia è una Repubblica fondata sulla cucina http://www.paginafood.it/2014/03/litalia-e-una-repubblica-fondata-sulla-cucina-0021952.php?utm_content=bufferec2f3&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer, Pagina Food.it 17 marzo 2014..

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“Giotto fugge dal bizantinismo, dall'arte bizantina, dallo stile bizantino, ma non per cercare un'altra arte, un altro stile, un altro bizantinismo differente, come suppone Malraux, bensì un luogo dove respirare liberamente, verso un non-stile, verso una non-arte, ovvero verso la reale e vera creazione. Giotto non viene a sostituire un'arte con un'altra, ma a farla finita con l'arte; viene ad indicare una sorgente naturale, a mettere il dito sulla perenne piaga viva della realtà: tutto qui. È il compito dei creatori: ritornare. Ma non ritornare a stili già sopportati e passati (come avviene nel fenomeno sociale della moda), bensì ritornare ad una nuova origine, ad una origine senza veste alcuna.”

Ramón Gaya (1910–2005)

da Il sentimento della pittura, p. 25
Il sentimento della pittura
Origine: «un peintre n'est d'abord un homme qui aime les figures et les paysages: c'est d'abord un homme qui aime les tableaux» «Ce qui fait l’artiste, c'est d'avoir été dans l'adolescence plus profondément atteint par la découverte des oeuvres d'art que par celle des choses qu’elles représentent». (André Malraux, citato in Ramón Gaya, Il sentimento della pittura, p. 23)

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“Abusiamo tutti quanti di qualche cosa, e nondimeno ce ne troviamo a meraviglia.”

Rosamond Lehmann (1901–1990) scrittrice britannica

Origine: Una nota in musica, p. 39

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“Nessuno si riconosce in noi e noi siamo avulsi da tutti.”

Paul Klee (1879–1940) pittore tedesco

Origine: Da Sull'arte moderna, Laqueur, p. 218

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“[Su Palermo] Bella e immensa città, massimo e splendido soggiorno, ornata di tante eleganze che i viaggiatori si mettono in cammino per ammirarne le bellezze di natura e di arte.”

Idrisi (1100–1165) geografo e viaggiatore arabo

da Sollazzo per chi si diletta di girare il mondo; 1154; citato in V. Di Giovanni, Sopra alcune porte antiche di Palermo e sull'assedio del 1325 in Archivio storico siciliano, p. 25, a. VI, fasc. I-II, 1881

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“Nell'esercito si impara in fretta l'arte di attendere.”

Colpo secco

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“Aspettare è un'arte come un'altra.”

Zona pericolosa

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“L'arte dello scrivere consiste nel ripetere cose già dette e nel ripeterle in modo che la gente creda di leggerle per la prima volta.”

Remy de Gourmont (1858–1915) poeta, romanziere e giornalista francese

Origine: Citato in Oriana Fallaci, Insciallah, Rizzoli, Milano, 2000, p. 207.

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“Il talento del Signor Manet è fatto di semplicità e di esattezza. Senza dubbio, davanti alla natura incredibile di alcuni dei suoi colleghi si sarà deciso ad interrogare la realtà, solo con sé stesso: avrà rifiutato tutta la perizia acquisita, tutta l'antica esperienza, avrà voluto prendere l'arte dall'inizio, cioè dall'osservazione esatta degli oggetti. Si è dunque messo coraggiosamente di fronte a un soggetto, ha visto questo soggetto per larghe macchie, per opposizioni vigorose, e ha dipinto ogni cosa così come la vedeva.”

Emile Zola (1840–1902) giornalista e scrittore francese

Origine: Le talent de M. Manet est fait de simplicité et de justesse. Sans doute, devant la nature incroyable de certains de ses confrères il se sera décidé à interroger la realité, seul à seul: il aura refusé toute la science acquise, toute l'expérience ancienne, il aura voulu prendre l'art au commencement, c'est à dire à l'observation exacte des objects. Il s'est donc mis courageusement en face d'un sujet, il a vu ce sujet par larges taches, par oppositions vigoureuses, et il a peint chaque chose telle qu'il la voyait. (citato in Lionello Venturi Storia della critica d'arte, Einaudi, Torino, 1966, p. 270)

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“Dapprima è il momento dell'impatto che ci scuote, ma ancora capaci di un nostro giudizio critico, che come in ogni opera d'arte vuole affermare il suo soggettivismo, sebbene frammisto ad elementi volontari ed involontari, soggettivi ed universali propri dell'artista. Poi ci si sente attrarre dalle immagini di personaggi di un tempo senza tempo, dilatatisi nella storia come simboli di tutto un modo della mente, da sempre e per sempre, che sembrano avanzare verso di noi, o nel caso di paesaggi, fissarsi nella loro imperturbabilità di esempio perenne di vita e di filosofia della vita, rapendo non solo la nostra attenzione, ma oserei dire la nostra coscienza, per trascinarci nel loro contesto esistenziale. E lì sentiamo amalgamarsi le nostre angosce con quelle dei personaggi descritti, figure reali diventate simboli, nel loro proporre e riproporre le stesse sequenze che sembrano rinnovarsi, ma che in effetti testimoniano della drammatica condizione umana. Figure destinate a procedere verso confini irraggiungibili, che si muovono in uno spazio ampio quanto l'idea che noi abbiamo dell' eternità. E il loro sguardo, i loro movimenti, il loro divenire esseri diversi dello stesso essere in una dimensione modificata del tempo, ottenuti con i segni sicuri di una mano che sa obbedire alle istanze estetiche e poetiche della mente e che nelle loro mobilità manifestano le svariate posizioni assunte dal soggetto nel corso della sua attività, decodificano un'esistenza che uscita dall'anonimato della materia, per farsi oggetto osservato e osservante, attraverso il labirinto dei chiaroscuri a cui non può sfuggire la nostra tridimensionalità, viene catturata e fermata nella dimensione eterna dell' Arte.”

Pietro Nigro (1939) poeta italiano

La dimensione eterna dell'arte
Notazioni estemporanee e varietà, Volume II

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“Nelle monarchie, la grande arte per raggiungere un posto eminente spesso non consiste che nel sapersi annoiare.”

Gabriel Sénac de Meilhan (1736–1803) scrittore

Citato in Le petit philosophe de poche, Textes réunis par Gabriel Pomerand

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“Nella sua torre tutta d'avorio | il genio studia le sue carte | concentrazione, ispirazione | la sua cultura, la sua arte.”

Giorgio Gaber (1939–2003) cantautore, commediografo e regista teatrale italiano

da Il dente della conoscenza, CD 1, n. 10
Far finta di essere sani

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“Tre sono i pensieri che guidano il mio lavoro.
Il primo è di Vinicius De Moraes e recita: "La vita, amico, è l'arte dell'incontro".
Il secondo è di Federico Fellini: "È la curiosità che mi fa svegliare la mattina".
Il terzo è del sottoscritto: "Nelle pieghe del banale si nasconde l'animale."”

Vincenzo Mollica (1953) giornalista e scrittore italiano

Origine: La citazione, la cui forma corretta è: «Del resto, è solo la curiosità che mi fa svegliare la mattina», è in realtà tratta dal film di Federico Fellini La voce della Luna e viene pronunciata dal personaggio Ivo Salvini, interpretato da Roberto Benigni.
Origine: Da "Istantanee" (...Prima che dimentichi tutto...) https://web.archive.org/web/20060508131834/http://www.mollica.rai.it/credits.html, Rai.it.

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“Pare che l'arte fiorisca meglio là dove l'uomo deve correggere la natura, dove non è scoraggiato dalla sua abbondanza.”

Bernard Berenson (1865–1959) storico dell'arte statunitense

da Tramonto e crepuscolo

“In Inghilterra la pop art e l'arte bella stanno risolutamente schiena contro schiena.”

Colin MacInnes (1914–1976) scrittore

Senza fonte

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“La pittura è un'arte essenzialmente concreta e può consistere solo nella rappresentazione delle cose reali ed esistenti. Un oggetto astratto, non visibile, non rientra nel dominio della pittura. L'immaginazione nell'arte consiste nel saper trovare l'espressione più completa di una cosa esistente, ma mai nel supporre o creare questa stessa cosa. Il bello è nella natura, e si incontra nella realtà sotto le forme più diverse. Non appena lo si trova, esso appartiene all'arte o piuttosto all'artista che sa vedervelo. Il bello, come la verità è una cosa relativa al tempo in cui si vive ed all'individuo atto a concepirlo. L'espressione del bello è in proporzione diretta alla potenza di percezione acquisita dall'artista. Non possono esserci scuole, ci sono solo pittori.
La peinture est un art essentialment concret et ne peut consister que dans la représentation des choses réelles et existantes.”

Gustave Courbet (1819–1877) pittore francese

Un object abstrait, non visible, n'est pas du domaine de la peinture. L'imagination dans l'art consiste à savoir trouver l'expression la plus complète d'une chose existante, mais jamais à supposer ou à créer cette chose même. Le beau est dans la nature, et se rencontre dans la réalité sous les formes les plus diverses. Dès qu'on le trouve, il appartient à l'art, ou plutôt à l'artiste qui sait l'y voir. Le beau, comme la verité est une chose relative au temps où l'on vit et à l'individu apte à le concevoir. L'expression du beau est en raison directe de la puissance de perception acquise par l'artiste. Il ne peut pas y avoir d'écoles, il n'y a que des peintres.
Origine: Citato in Lionello Venturi, Storia della critica d'arte, Einaudi, Torino, 1966.

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“L'arte è l'unica cosa pulita sulla terra, a parte la santità.”

Joris Karl Huysmans (1848–1907) scrittore francese

da Le folle di Lourdes

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