Frasi sul mondo
pagina 22

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“Non dire male di nessuno, | perché è di te che dici male. | Se dici male di qualcuno, | tutto nel mondo resta eguale.”

Fernando Pessoa (1888–1935) poeta, scrittore e aforista portoghese

62 p. 223
Poesie, Pessoa ortonimo, Messaggio, Quartine di gusto popolare

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“So di non essere nessuno per cambiare il mondo, ma non voglio che entri qualcuno nel mio per condizionarlo.”

Diego Armando Maradona (1960) allenatore di calcio e calciatore argentino

Io sono el Diego

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“Bisogna essere profondamente convinti, | che il mondo è orripilante, | per essere felici.”

Morgan (1972) cantautore, polistrumentista e disc jockey italiano

da Le ragioni delle piogge, n. 11
Canzoni dell'appartamento

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“Questo è un fatto. E i fatti sono la cosa più ostinata del mondo.”

Michail Bulgakov (1891–1940) scrittore e drammaturgo russo

1994
Il Maestro e Margherita

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“Oh sera scendi presto, oh mondo nuovo arriva. Rivoluzione, cambia qualche cosa. Cancella il ghigno solito di questa ormai corrosa, mia stanca civiltà che si trascina.”

Francesco Guccini (1940) cantautore italiano

da Canzone delle situazioni differenti
Stanze di vita quotidiana

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“Del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne frega.”

Francesco Guccini (1940) cantautore italiano

da Venezia
Metropolis

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“Chi vuole | che il mondo | rimanga così com'è | non vuole che il mondo | rimanga del tutto.”

Erich Fried (1921–1988) poeta austriaco

da Status quo
È quel che è

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“Una delle più penose condizioni per i gelosi (e gelosi sono tutti nella nostra vita di società) è trovarsi costretti a quelle relazioni mondane che mettono in una grande e pericolosa intimità gli uomini e le donne. Bisogna diventar ridicoli oppure permettere l'intimità nei balli, l'intimità tra i medici e le loro clienti, l'intimità con gli artisti, i pittori e specialmente i musicisti. Le persone si occupano insieme della più nobile tra le arti, la musica: perciò è necessaria quella tale intimità, e quell'intimità non ha nulla di biasimevole: soltanto un marito scioccamente geloso può vedervi qualcosa di male. E intanto tutti sanno che proprio a mezzo di occupazioni, e specialmente della musica, avviene la maggior parte degli adultèri nel nostro mondo. Evidentemente li avevo messi nella medesima situazione penosa nella quale mi trovavo io: per un pezzo non mi riuscì di dir nulla. Ero come una bottiglia capovolta dalla quale l'acqua non esce perché è troppo piena. Volevo ingiuriarlo, scacciarlo, ma invece sentivo che dovevo invece mostrarmi amabile e affettuoso con lui. E così feci. Finsi di approvare tutto, per quello stesso strano sentimento che mi obbligava a rivolgermi a lui con tanta maggiore gentilezza quanto più la sua presenza mi era penosa. Gli dissi che mi affidavo al suo gusto e consigliai lo stesso a mia moglie. Egli rimase ancora un poco, quanto bastava per cancellare la sgradevole impressione che aveva prodotto la mia subitanea entrata nella stanza, con quel viso stravolto e quel mio silenzio, e poi se ne andò, figurando di aver finalmente deciso quel che si dovesse suonare. Io ero interamente persuaso che a paragone di ciò che li preoccupava la questione dei pezzi da suonare era per loro senza alcuna importanza.”

Lev Nikolajevič Tolstoj (1828–1910) scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta ed attivista sociale russo

cap. XXI, 1968

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“Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela.”

Papa Giovanni Paolo II (1920–2005) 264° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica

dalla poesia Meditazioni sulla morte, IV, 3, 1975

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“In India, e in molti altri luoghi del mondo, vi sono milioni di poveri, ed essi condividono la Croce di Cristo perché Cristo sulla Croce ha preso su di sé tutte le croci del mondo.”

Papa Giovanni Paolo II (1920–2005) 264° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica

Delhi, 1 febbraio 1986
Dal viaggio in India 1986

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“Basil Grant ed io stavamo discorrendo un giorno in quello che forse è il più bel posto del mondo per discorrere: la piattaforma superiore di un tram discretamente deserto. Conversare sulla sommità di un colle è una cosa superba, ma conversare su di una collina volante è una cosa da fiaba. La vasta e scialba estensione della parte nord di Londra spariva; la buona anatura ci dava il senso della sua immensità e della sua bassezza. Era, se fosse possibile esprimersi così, una ignobile infinità, una squallida eternità, e noi sentivamo il reale orrore dei quartieri poveri di Londra, l'orrore che è interamente svisato e frainteso dai romanzi sensazionali che li dipingono come un ammasso di vie strette, di case sporche, una tana di delinquenti e di pazzi, una bolgia del vizio. In un vicolo stretto, in un covo di vizi voi non dovete cercare la civiltà, non dovete cercare l'ordine. Ma la cosa orribile di quei quartieri era il fatto che la civiltà c'era, che l'ordine c'era, ma la civiltà vi appariva solo nel suo lato morboso, e l'ordine solo nella sua monotonia. Nessuno direbbe passando per un quartiere di delinquenti: "Non vedo monumenti, non rilevo traccia di cattedrali". Ma là c'erano degli edifici pubblici, solo che si trattava per lo più di manicomi; c'erano anche delle statue, ma si trattava generalmente di monumento di ingegneri ferroviari e di filantropi, due brtte genìe d'uomini unite dal loro comune disprezzo per il popolo. C'erano delle chiese, ma erano le chiese di sette oscure ed errabonde, come gli Agapemoniti o gli Irvingiti. C'erano, oltre a ciò, grandi strade, e vasti incroci, e linee tranviarie, e tutti i segni reali della civiltà!”

Gilbert Keith Chesterton (1874–1936) scrittore, giornalista e aforista inglese

Origine: Il Club dei Mestieri Stravaganti, p. 51

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“Non penso che sia giusto che le donne guadagnino come gli uomini, giocano molto di meno. Io ho giocato e intorno a me c'erano singolari femminili, doppi femminili che cominciavano, finivano, ricominciavano. Non c'è spettacolo, a parte le prime dieci non c' è divertimento. E poi ottanta delle prime cento del mondo sono grasse porcelle, tutte sovrappeso.”

Richard Krajicek (1971) tennista olandese

Origine: Citato in Roberto Perrone, Il picchiatore Ivanisevic avanza ma Wimbledon non vuole vederlo https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1992/giugno/27/picchiatore_Ivanisevic_avanza_Wimbledon_non_co_0_9206272110.shtml, Corriere della sera, 27 giugno 1992.

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“Non si possono isolare i fenomeni. Non si può dunque fare della fisica «astratta», come quella di Galileo. L'astrazione che trascura le complicazioni del caso concreto, reale, è completamente legittima nel mondo di Galileo: un mondo archimedeo. Essa gli permette di dedurre il caso semplice, il caso ideale, partendo dal quale è in condizione di spiegare il caso concreto e complesso. Ma Descartes non può fare che una fisica concreta. L'astrazione galileiana non lo condurrebbe al caso semplice: essa lo condurrebbe piuttosto al caso impensabile. Per fare qualcosa di analogo a ciò che fa Galileo, avrebbe dovuto prendere in esame non il caso semplice, ma il caso generale. E ciò, lo studio del movimento di un corpo all'interno di un liquido perfetto, è di gran lunga superiore ai suoi mezzi matematici. Descartes lo conferma affermando che oltrepassa le possibilità della conoscenza umana. Lo studio sperimentale è ugualmente impossibile. Come misurare, infatti, il dato principale del problema, la velocità del movimento della materia sottile?
In tal modo, cosa infinitamente curiosa, Descartes, che non era riuscito a dedurre l'esatta legge della caduta perché non aveva capito la nuova concezione del movimento che gli proponeva Beeckman, e che non aveva saputo far coincidere lo studio fisico (causale) del fenomeno della caduta con la sua analisi matematica, rinuncia proprio nel momento in cui, avendo chiarito appieno l'idea del movimento, arriva a formulare il principio fondamentale della scienza moderna, il principio d'inerzia! Il fatto è che, anche in questo caso, egli non ha saputo mantenersi nei giusti limiti: identificando l'estensione e la materia, ha sostituito alla fisica la geometria. Ancora una volta dunque, geometrizzazione a oltranza. Soppressione del tempo. È la ragione per cui la fisica delle idee evidenti, la fisica che costituí una rivincita di Platone, si conclude con una sconfitta. Una sconfitta analoga a quella di Platone.”

Alexandre Koyré (1892–1964) storico della scienza e filosofo francese

cap. II, 2, pp. 135 sg.
Studi galileiani

“I coreani sono tra i maggiori consumatori al mondo di parti esotiche di animali esotici.”

Michael Breen (1952)

Origine: All'ombra del dittatore grasso, p. 152

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“Il mondo è il migliore di tutti i mondi possibili, e tutto ciò che ne fa parte è un male necessario.”

Francis Herbert Bradley (1846–1924) filosofo

da Appearance and Reality, prefazione, 1893

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“La cosa più difficile al mondo è dire pensandoci quello che tutti dicono senza pensare.”

Émile-Auguste Chartier (1868–1951) filosofo, giornalista e scrittore francese

da Storia dei miei pensieri

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“Siamo nati in un mondo dove ci aspetta l'alienazione. Siamo uomini potenzialmente, ma siamo in uno stato alienato e questo stato non è semplicemente un sistema naturale. L'alienazione, a cui oggi siamo destinati, è stata raggiunta solo tramite l'oltraggiosa violenza perpetrata da esseri umani ai danni di altri esseri umani.”

Ronald Laing (1927–1989) psichiatra scozzese

p. 3 dell'Introduzione
Origine: Da The Politics of Experience and The Bird of Paradise http://thehealingproject.net.au/wp-content/uploads/2009/11/R.D.-Laing.-The-Politics-of-Experience.pdf, Penguin, 1967.

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“Se si vuole realizzare qualcosa al mondo, l'idealismo non è abbastanza; bisogna scegliere un sistema per raggiungere lo scopo. In altre parole, bisogna essere "pragmatici."”

Richard Stallman (1953) informatico e attivista statunitense, fondatore del progetto GNU

Permesso d'autore: idealismo pragmatico

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“C'è nel mondo qualche cosa che non può essere vissuta che a patto d'essere unica a possedere l'animo, d'essere presa per sempre e non affittata per ore, d'essere una sposa e non un'amante. È lazione religiosa.”

Giuseppe Prezzolini (1882–1982) giornalista, scrittore e editore italiano

da Centivio, p. 4, 1906
Origine: citato in Sandro Gentili, Carteggio di Giovanni Papini, Giuseppe Prezzolini, in introduzione, Volume 1

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“Ho guardato davanti a me e ho visto un mondo che è morto. Forse lo sono anch'io.”

Marilyn Manson (1969) cantautore, attore e pittore statunitense

da Minute Of Decay
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“Quando temi che a nessuno al mondo importi di te, prova a non pagare la rata del mutuo.”

Roberto Rizzato (1961) conduttore radiofonico e giornalista italiano

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