Frasi su letto

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema letto, essere, vita, due-giorni.

Un totale di 1145 frasi, il filtro:

Massimo Scaligero photo
Cassandra Clare photo
Augusto photo
Charles Bukowski photo

„Il genere umano ha molte debolezze, ma le due principali erano: incapacità di arrivare in orario e incapacità di mantenere le promesse.“

—  Charles Bukowski poeta e scrittore statunitense 1920 - 1994

Origine: Da Scrivo poesie solo per portarmi a letto le ragazze, traduzione di Simona Viciani, Feltrinelli, Milano, 2012.

Ennio Flaiano photo
Carlos Ruiz Zafón photo
Lucio Dalla photo

„Vorrei essere l'acqua della doccia che fai | le lenzuola del letto dove dormirai.“

—  Lucio Dalla musicista, cantautore e attore italiano 1943 - 2012

da Tu non mi basti mai

Charles Bukowski photo
Calcutta photo

„Se io dormissi disteso sul tuo lato del letto io forse sarei te.“

—  Calcutta cantautore e compositore italiano 1989

da Gaetano, n. 1
Mainstream

Stephen King photo
Raffaella Carrà photo

„Se lui ti porta su un letto vuoto, | il vuoto daglielo indietro a lui, | fagli vedere che non è un gioco, | fagli capire quello che vuoi! | (Ahahaha) | A far l'amore comincia tu!“

—  Raffaella Carrà conduttrice televisiva e showgirl italiana 1943

da A far l'amore comincia tu, n. 4
Forte forte forte
Origine: Testo di Daniele Pace.

Victor Hugo photo
Honoré De Balzac photo

„Bisogna vincere le sofferenze morali che finiscono per rovinar la salute, perché l'amore non resiste a lungo al letto d'un malato.“

—  Honoré De Balzac scrittore, drammaturgo e critico letterario francese 1799 - 1850

Origine: All'insegna del gatto che gioca alla palla, p. 97

Antifonte photo

„Se si seppellisse un letto e la putredine del legno diventasse viva non nascerebbe un letto, ma legno.“

—  Antifonte filosofo e drammaturgo greco antico -479 - -409 a.C.

fr. DK 87 B 15
Origine: Citato in I presocratici. Testimonianze e frammenti, a cura di Gabriele Giannantoni, traduzione di Gabriele Giannantoni et al, Laterza, 1983<sup>2</sup>.

Marracash photo

„Impizzata impicciata impellicciata | che a letto non stia in pigiama | che a letto non sia impacciata“

—  Marracash rapper italiano 1979

da S.E.N.I.C.A.R., n. 8
King del rap

Joseph Conrad photo
Anaïs Nin photo
Raymond Carver photo
Emil Cioran photo
Bertrand Russell photo
Dargen D'Amico photo
Dargen D'Amico photo
Adam Smith photo

„Un lavoratore fornisce abbondantemente agli altri ciò di cui necessitano ed essi gli procurano ampiamente ciò di cui necessita, e una generale abbondanza si diffonde attraverso tutti gli strati della società. Osserva la sistemazione del più comune artigiano o lavoratore giornaliero in un paese civile e fiorente, e ti accorgerai che del numero di persone della sua industria una parte, sebbene una piccola parte, che è stata impiegata per procurargli questa sistemazione, eccede ogni calcolo. Il cappotto di lana, per esempio, che copre i lavoratori giornalieri, grossolano e grezzo come può apparire, è il lavoro congiunto di una gran moltitudine di lavoratori. Il pastore, lo sceglitore, il pettinatore di lana o il cardatore, il tintore, il filatore, il tessitore, il lavatore, il sarto, con molti altri, devono tutti unire i loro differenti mestieri al fine di completare anche questo prodotto casalingo. Quanti mercanti e trasportatori, inoltre, devono essere impiegati nel trasportare i materiali da alcuni di questi lavoratori ad altri che spesso vivono in parti molto distanti del paese. Quanto commercio e quanta navigazione in particolare, quanti costruttori di navi, marinai, fabbricanti di vele e di funi devono essere stati impiegati al fine di mettere insieme le diverse sostanze usate dal tintore che spesso vengono dagli angoli più remoti del mondo! Che varietà di lavoro è anche necessario per produrre gli utensili del più umile di quei lavoratori! Per non parlare di quelle macchine complicate come la nave del marinaio, la fabbrica del follatore, o perfino il telaio del tessitore, consideriamo solo quale varietà di lavoro è richiesta per costruire quella semplicissima macchina, le cesoie con le quali il pastore tosa la lana. Il minatore, il costruttore delle fornaci per la fusione del minerale, il tagliaboschi, il bruciatore di carbone per far funzionare le fornaci, il produttore di mattoni, il dispositore di mattoni, i lavoratori che supervisionano la fornace, il riparatore di mulini, l'operaio della fucina, il fabbro devono tutti mettere insieme i loro differenti mestieri al fine di produrre questi. Dobbiamo esaminare allo stesso modo tutte le diverse parti del suo abito la mobilia di casa, la ruvida canottiera che indossa sulla pelle, le scarpe che coprono i suoi piedi, il letto in cui dorme, e tutte le diverse parti che lo compongono, la grata di cucina su cui prepara i suoi viveri, il carbone di cui fa uso per questo scopo, scavato dalle viscere della terra e portatogli forse attraverso un lungo trasporto per mare e per terra, tutti gli altri utensili della sua cucina, tutta la apparecchiatura del suo tavolo, i coltelli, le forchette, i piatti di coccio o di peltro sopra i quali egli serve e divide i suoi cibi, le differenti mani impiegate nel preparare il suo pane e la sua birra, le finestre di vetro che lasciano penetrare il caldo e al luce, e isolano dal vento e dalla pioggia con tutte le conoscenze e i requisiti del mestiere per preparare quella bellissima e felice invenzione senza cui queste parti nordiche del mondo avrebbero potuto scarsamente procurare un habitat confortevole, insieme con gli utensili di tutti i diversi lavoratori impiegati nel produrre queste diverse comodità; se noi esaminiamo, io dico, tutte queste cose, e consideriamo quale varietà di lavoro è utilizzato per ciascuna di esse, saremo coscienti che senza l'assistenza e la cooperazione di molte migliaia la persona più misera in un paese civilizzato non potrebbe provvedere perfino in accordo a quello che noi potremmo falsamente immaginare, la facile e semplice maniera in cui egli è comunemente sistemato.“

—  Adam Smith, libro La ricchezza delle nazioni

cap. 1 http://www.wsu.edu/~dee/ENLIGHT/WEALTH1.HTM
La ricchezza delle nazioni

Pablo Neruda photo
Liliana Segre photo
Neil Gaiman photo
Anna Frank photo

„Uno dei commenti più saggi e commoventi sulla guerra e sulle sue conseguenza per le persone che abbia mai letto.“

—  Anna Frank ebrea tedesca vittima del nazismo 1929 - 1945

Eleanor Roosevelt
Origine: http://www.annefrank.org/it/Subsites/Cronologia/Il-dopoguerra-1945--/Il-ritorno-di-Otto/

Giuseppe Moscati photo

„Sono pronto a coricarmi nel letto stesso dell'ammalato!“

—  Giuseppe Moscati medico italiano 1880 - 1927

volume 1, p. 108
Marranzini, Volume 1

Antonio Bello photo
Erich Fried photo

„In molti libri | ho letto | me | e nient'altro che me.“

—  Erich Fried poeta austriaco 1921 - 1988

da Limitazione
È quel che è

Giuseppe Moscati photo
Victor Hugo photo

„Nel centro della tela, nel posto ove suole stare il ragno, Gwynplaine vide una cosa formidabile e magnifica: una donna nuda.
Non assolutamente nuda. Questa donna era vestita e vestita dalla testa ai piedi. Indossava una camicia lunghissima, come le stole d'angeli nei quadri di santi, ma così sottile che sembrava bagnata, Donde un incirca di donna nuda, più fervido e pericoloso che la nudità assoluta.
La tela d'argento trasparente era una tenda. Fermata soltanto in alto, essa poteva essere sollevata. Separava la sala di marmo, ch'era una sala da bagno, da una camera, ch'era una camera da letto. Questa camera, piccolissima, era una specie di grotta tutta specchi. Ovunque cristalli veneziani, aggiustati poliedricamente, congiunti da bacchette dorate, riflettevano il letto ch'era nel centro. Su quel letto, d'argento come la toeletta e il canapè, era sdraitata la donna. Ella dormiva.
Dormiva col capo supino. Coi piedi respingeva le coltri, come il succubo sopra al quale aleggia il sogno.
Il suo guanciale di trine era caduto a terra sul tappeto. Fra la sua nudità e lo sguardo dell'uomo, erano due ostacoli: la camicia e la tenda di velo d'argento. Due trasparenze. La camera, più alcova che camera, era illuminata lievemente dal riflesso della sala da bagno.
Forse la donna non aveva pudore, e la luce invece ne aveva ancora.
Il letto era senza colonne, né cortinaggio, né cielo, così che la donna, aprendo gli occhi, poteva vedersi riflessa mille volte nuda negli specchi che aveva sopra il capo.
Una veste da camera di magnifica seta della Cina era gettata sulla sponda del letto.
Oltre il letto, in fondo all'alcova, era forse una porta, nascosta, segnata da uno specchio piuttosto grande, sul quale eran dipinti pavoni e cigni.
Al capezzale del letto era fermato un leggio d'argento ad aste girevoli, ed a fiaccole fisse, sul quale si poteva vedere un libro aperto, che in cima alle pagine aveva questo titolo a letteroni rossi: Alcoranus Mahumedis.
Gwynplaine non scorgeva nessuna di queste cose. La donna: ecco quello che vedeva.“

—  Victor Hugo, libro L'uomo che ride

1967, p. 236
L'uomo che ride

Fiorella Mannoia photo
Robert Pattinson photo

„Karin Ebnet: Raccontaci del tuo passato, quando a Londra dividevi l'appartamento con il tuo amico Tom Sturridge [co-protagonista in La fiera delle vanità].
Robert Pattinson: Era un periodo molto difficile. Non era facile trovare lavoro e i soldi scarseggiavano. Un po' per scaldarci, un po' per tirarci su, per un anno abbiamo passato ogni sera ad ubriacarci. A salvarmi è stato Harry Potter…
Karin Ebnet: La stampa britannica ti ha definito il nuovo Jude Law: ti ci ritrovi in questa definizione?
Robert Pattinson: A dire il vero non vedo una gran somiglianza anche se da ragazzino ho fatto anch'io il fotomodello. Almeno finché ho smesso di sembrare una bambina…
Karin Ebnet: Qual è stata la scena di Twilight più impegnativa da girare?
Robert Pattinson: Sembrerà strano ma è quella in cui mi mostro per la prima volta a Bella alla luce del sole. È stato difficilissimo rendere il modo in cui la pelle reagisce alla luce. Abbiamo provato ad utilizzare su di me dei sali minerali che riflettono la luce, poi abbiamo testato una tinta bluastra sulla faccia di un assistente di produzione ma non ha funzionato molto bene…
Karin Ebnet: Imparare a volare è stato quindi più semplice…
Robert Pattinson: Non proprio. Sembra facile: tu stai lì tranquillo e aspetti di essere sollevato coi cavi. Ma è molto difficile mantenere il baricentro e l'equilibrio e, al contempo restare abbastanza "sciolti" per farsi trasportare qua e là.
Karin Ebnet: Come definiresti Edward?
Robert Pattinson: È un vampiro ma non vorrebbe esserlo, è pieno di conflitti interiori. È un poeta, una persona molto profonda e straordinariamente inquieta.
Karin Ebnet: Come ti sei preparato al ruolo?
Robert Pattinson: Nel libro la storia è raccontata dalla prospettiva di Bella, così ho letto alcuni capitoli del romanzo scritto dal punto di vista di Edward (Midnight Sun, ancora inedito). Inoltre, ho cercato di sviluppare i pettorali ma è stata un'impresa impossibile!“

—  Robert Pattinson attore britannico 1986

Franco Califano photo

„…sono andato a letto cinque minuti più tardi degli altri, per avere cinque minuti in più da raccontare.“

—  Franco Califano cantautore, poeta e scrittore italiano 1938 - 2013

dall'intervista a La storia siamo noi, programma di Gianni Minoli, marzo 2010

Fred Uhlman photo
Roald Dahl photo
Alessandro Mannarino photo
Charles Bukowski photo
Charles Bukowski photo
Charles Bukowski photo
Charles Bukowski photo
Francesco Petrarca photo
Saffo photo
Lytton Strachey photo
Cecelia Ahern photo
Andre Agassi photo
Keiko Ichiguchi photo

„Da piccola ho letto una storia tipica di shojo manga ambientata nell'antico Egitto. Era una storia immaginaria, ma mi ha affascinata tanto, al punto che ho cominciato a leggere i libri veri sull'antico Egitto. I fumetti possono essere la porta d'entrata di qualsiasi mondo nuovo perché sono più facili da seguire grazie ai disegni.“

—  Keiko Ichiguchi fumettista giapponese 1966

Origine: Da Keiko Ichiguchi: "Memorie di Iris" e "La Promessa dei Ciliegi" http://www.fumettodautore.com/magazine/autori-e-anteprime/4784-lintervista-r-keiko-ichiguchi-memorie-di-iris-e-la-promessa-dei-ciliegi, FumettoD'Autore.it, 24 novembre 2014.

Freddie Mercury photo

„Non voglio venire a letto con te | non ho nemmeno bisogno di passione | non voglio una relazione tumultuosa | che mi faccia sentire che la mia vita ha una direzione | tutto ciò che voglio sono conforto e assistenza | semplicemente sapere che la mia donna mi offre dolce | amore materno. | Ho camminato a lungo in questo vicolo deserto | ne ho abbastanza di questo solito vecchio gioco | sono un uomo di mondo | e dicono che sono forte | ma ho un peso sul cuore | e la mia speranza se n'è andata. | Fuori, nella città | nel freddo mondo esterno | non voglio pietà, solo un posto sicuro dove nascondermi | Mamma, per favore, lasciami tornare dentro (oppure) Donna, per favore, lasciami tornare dentro (alludendo ad un rifugio). | Non voglio smuovere le acque | ma tu puoi darmi tutto l'amore di cui ho voglia | non riesco a prenderlo se mi vedi piangere | desidero la pace prima di morire. | Tutto ciò che voglio è sapere che sei lì | che mi darai tutto il tuo dolce | amore materno. | Il corpo mi duole, ma non riesco a dormire | i miei sogni sono tutta la compagnia che mi rimane | ho come la sensazione che quando il sole tramonterà | tornerò a casa dal mio dolce | amore materno.“

—  Freddie Mercury cantante, compositore e musicista britannico di origini parsi e indiane 1946 - 1991

da Mother Love
Origine: L'ultima canzone cantata da Freddie Mercury, la cui ultima strofa è però interpretata da Brian May, in quanto Mercury morì prima di completare le linee vocali

Gilbert Keith Chesterton photo
Vasco Rossi photo

„Siamo solo noi, | che andiamo a letto la mattina presto | e ci svegliamo con il mal di testa.“

—  Vasco Rossi cantautore italiano 1980

da Siamo solo noi, n. 1
Siamo solo noi

Claude Monet photo
Enzo Biagi photo
Romano Battaglia photo
Piero Angela photo
Jovanotti photo

„Ho letto che un brevetto di una medicina | vale più della vita di una bambina | posso capire che così si salvaguarda il lavoro: | vorrei vedere fosse figlia loro!“

—  Jovanotti cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966

da La vita vale
Lorenzo 2002 – Il quinto mondo

Paul Sweeney photo
Franco Califano photo
Pablo Neruda photo
Allen Ginsberg photo
Chuck Palahniuk photo

„Ti rivelo un piccolo segreto da donne: il motivo per cui una ragazza al primo appuntamento preferisce andare a cena, è perché cosí capisce come lui la scoperà. Uno zoticone che si ingozza, senza soffermarsi su quello che mangia, be'… con uno così a letto non ci vai.“

—  Chuck Palahniuk, libro Rabbia

Rant
Rabbia
Variante: Ti rivelo un piccolo segreto da donne: il motivo per cui una ragazza al primo appuntamento preferisce andare a cena, è perché così capisce com'è che lui la scoperà. Uno zoticone che si ingozza, senza mai soffermarsi su quello che mangia, be'... con uno così a letto non ci vai.

Haruki Murakami photo
Victor Hugo photo
Haruki Murakami photo

„SMS CHE PASSIONE
Vorrei donarti un letto di rose, per dolce riposo, svegliarti con bacio e sfiorarti con delicate carezze.
Stai serena, la fortuna arriverà e un fuoco riscalderà gli animi e le stelle ci conforteranno illuminando le incertezze creando un viale, con un’unica ombra per intraprendere un cammino insieme.
La tua lacrima non si scioglie mai e asciuga le altre per rallegrare il tuo cuore.
Il vento mi porta il tuo profumo e mi accendi di passione vedo riflesso il tuo viso allo specchio mi ha rubato il cuore non riesco a stare senza sentire il tuo respiro sul mio, mi hai stregato e mi dai gioia col tuo animo dolce coraggioso e allegro che mi contagia.
Vedi quella farfallina variopinta volare dinnanzi al tuo sguardo? Guarda, sono io che mi poso sulle tue labbra e ti custodisco il sonno.
Avete acceso il mattino e colorate le vetrine di gioie. Allietato la giornata con canti leggiadri e soavi.
Io compro idee; spendendo tempo.
La collera perde il sapore attraverso leggeri baci dolci e delicati, una luce intensa colora il mio sorriso, sei una piccola gioia mangiamo le tensioni, immersi da sogni al di la delle nuvole in una forte intesa ed armonia. Quel bacio lo tengo stretto in bocca, respirando le tue emozioni.
Nel mare travolti da lievi onde, con lo spettacolo del cielo azzurro che ci copre e un sole tiepido e dorato ci accarezza, ma ci voltiamo ed è già tutto finito, sparisce… e vola al termine, fino a non riconoscere piu la giovinezza passata e consumata dal tempo che corre sfuggendo, non riusciamo a rincorrerla o fermare gli attimi più belli e intensi, bloccando i movimenti per rivedere il film della vita che avremo voluto creare.
E’ meraviglioso tutto ciò che ci gira attorno, in allegria, quante giornata spensierate, ti dò luce, ci restano i ricordi sbiaditi e il nostro amore scritto sopra una nuvola.
Buon risveglio, un fiocco di neve ti porta a me e si scioglie nella mia lingua arrivando al cuore infreddolito.
Ti arredo la casa con calore e appaghi ogni desiderio, mi cucino per te e mi insaporisco con tuo aroma. Ti accenderei l’entusiasmo con luci colorate, brillanti per rischiarire ogni parte, rubando il tuo sorriso, fermando il tempo per ammirarti e sorridere sempre insieme.
Accendi questo piccolo animo colorando il suo ingenuo sorriso e riempi il cuore di calore dando forma al suo cammino. Queste luci festose dipingono i suoi lineamenti che crescono e danno spazio alla fantasia. Campanelli gioiosi svegliano i dolci sogni e spengono il pianto per dar spazio ai sorrisi.
Svegliati che il freddo copre il mattino con manto bianco, ti trasmetto calore con vento delicato e tra poco il rosso vestirà le feste tanto attese, un cuore impacchettato per annunciarti una splendida festa con inni di gioia come te.
Luci e colori accendono la notte per riscaldare i cuori infreddoliti inni di gioia accompagnano i risvegli e la pace in ognuno di noi volge al cielo.“

—  Daniele.Francese

Dani67

Charlotte Brontë photo
Leo Baeck photo
Giacomo Gaglione photo

„Sul letto della sofferenza incominciai a conoscere una gioia che nessuna festa mi aveva dato.“

—  Giacomo Gaglione religioso italiano 1896 - 1962

Origine: La sofferenza vinta dall'amore, p. 79

Anacleto Verrecchia photo
Pablo Neruda photo
Umberto Eco photo
Erri De Luca photo
Andrea Camilleri photo

„[Sulla festa dei morti in Sicilia] Noi siamo stati un popolo che ha subito ben tredici dominazioni. Forse la dominazione che avrebbe potuto riscattarci, in un certo senso, dal carattere, sarebbe stata quella francese. Ma le altre, la greca, la romana, l'araba e la spagnola, sono state dominazioni che avevano un acutissimo senso della morte ed un altissimo senso della ritualità connessa ad essa. Quando ero bambino, ricevevo il regalo il 2 novembre, vale a dire il giorno dei morti, perché la tradizione voleva che in quel giorno i morti, durante la notte precedente, fossero tornati nelle loro case e portassero i regali ai loro discendenti. Come si svolgeva questo rito? Prima di andare a dormire, mettevamo sotto il letto un canestrino, e aspettavamo che il morto o la morta di casa, a cui avevamo scritto una letterina, come si fa oggi con Babbo Natale, ci portasse i regali. I dolci erano il regalo che avevamo scelto. Nessuna paura di un morto, anzi la voglia di averlo in qualche modo presente. Quindi di mattina, appena svegliati, andavamo alla ricerca di questo cestino. La ricerca dei regali era una cosa fantastica. Finalmente trovavi il cestino e quindi si andava tutti assieme al cimitero per ringraziare il morto che ci aveva portato i regali. Quel cimitero il 2 novembre si animava come a festa, perché noi bambini, nei vialetti, ci scambiavamo i doni, e il giorno dei morti era una festa meravigliosa. Poi nel 1943 arrivarono gli americani, lentamente i morti persero la strada di casa e vennero sostituiti dell'albero di Natale. Credo che però le tradizioni non si perdano del tutto. Non si trovano più i regali, i bambini non mettono più il cestino sotto il letto. Ciò non toglie che tutte le pasticcerie siciliane, per il 2 novembre, preparino quei dolci speciali che servivano una volta per il cestino dei bambini. Mi riferisco ai pupi di zucchero, ai frutti di martorana, oppure a quei dolci di miele, tra l'altro squisiti, detti ossa di morto. Questo è un modo di conservare comunque la memoria delle tradizioni. Credo non possa esserci un popolo senza memoria delle proprie tradizioni. Le tradizioni si modificano ma è fondamentale continuare a conservarle, in qualche modo, perché in un'epoca come la nostra, che è un'epoca di mutamenti, l'unico modo per non avere paura di tutto ciò che sta avvenendo, è sapere chi sei, senza bisogno di dirlo, di proclamarlo. Ma se sai chi sei, con le tue tradizioni, non perderai mai la tua identità.“

—  Andrea Camilleri scrittore, sceneggiatore e regista italiano 1925 - 2019

Origine: Da http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-db122e96-535f-46a3-8bed-71314f6a9bb5.html, dal film-documentario di John Turturro Prove per una tragedia siciliana (2009).

Francesco Baccini photo