Frasi su stato
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“[Su Stephen Chbosky] È stato importante avere come regista Stephen. Lui è l'autore del libro, ed ha anche curato l'adattamento della sceneggiatura e della regia. E anche se era la sua prima volta dietro la macchina da presa credo che nessuno avrebbe potuto fare meglio.”

Logan Lerman (1992) attore statunitense

Origine: Citato in Laura Boni, Noi Siamo Infinito: Intervista esclusiva a Logan Lerman http://www.gingergeneration.it/n/noi-siamo-infinito-intervista-esclusiva-a-logan-lerman-106971-n.htm, Gingergeneration.it, 12 febbraio 2013.

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“È stato un calo di fantasia, | ma quel mattino mi hai portato via.”

Dente (cantante) (1976) cantautore italiano

da Stella, n. 7
Non c'è due senza te

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“Siamo nati in un mondo dove ci aspetta l'alienazione. Siamo uomini potenzialmente, ma siamo in uno stato alienato e questo stato non è semplicemente un sistema naturale. L'alienazione, a cui oggi siamo destinati, è stata raggiunta solo tramite l'oltraggiosa violenza perpetrata da esseri umani ai danni di altri esseri umani.”

Ronald Laing (1927–1989) psichiatra scozzese

p. 3 dell'Introduzione
Origine: Da The Politics of Experience and The Bird of Paradise http://thehealingproject.net.au/wp-content/uploads/2009/11/R.D.-Laing.-The-Politics-of-Experience.pdf, Penguin, 1967.

“Sarò come non sono mai stato. Feroce, sarò. Non offeso ma arrabbiato sarò.”

Niccolò Agliardi (1974) cantautore italiano

da "Maledettamente" n. 8
1009 giorni

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“[A Charles Brown] Mi riesce difficile dirti addio anche per lettera. Sono sempre stato goffo nel fare l'inchino.”

John Keats (1795–1821) poeta inglese

da Lettera a Charles Brown, 30 novembre 1820

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“Signor presidente, mi hai invitato a parlare sul tema della Gran Bretagna in Europa. Forse dovrei congratularmi per il suo coraggio. Se conosce alcune delle cose dette e scritte e i miei punti di vista sull'Europa, deve sembrare un po' come invitare Gengis Khan a parlare sulle virtù della coesistenza pacifica! […] La Comunità europea è una [delle tante] manifestazione dell'identità europea, ma non solo. Non dobbiamo mai dimenticare che ad est della cortina di ferro, ai popoli che un tempo godevano di una piena condivisione della cultura europea, la libertà e l'identità sono state tagliate fuori dalle loro radici. Staremo sempre a guardare Varsavia, Praga e Budapest come grandi città d'Europa. […] Cercare di sopprimere una nazione e concentrare il potere al centro di un conglomerato europeo sarebbe altamente dannoso e metterebbe a repentaglio gli obiettivi che cerchiamo di raggiungere. L'Europa sarà più forte proprio perché la Francia è Francia, perché la Spagna è Spagna, la Gran Bretagna è la Gran Bretagna, ognuna con le proprie usanze, tradizioni e identità. Sarebbe una follia cercare di inserirli in una sorta di identikit della personalità europee […], è ironico che proprio nel momento in cui in quei paesi come l'Unione Sovietica, che hanno cercato di eseguire tutto dal centro, stanno imparando che il successo dipende dalla dispersione del potere e delle decisioni decentralizzate, ci sono alcuni nella Comunità che sembrano voler muoversi in direzione opposta. In Gran Bretagna non abbiamo implementato con successo le frontiere di Stato, solo per vederle nuovamente infrante a livello europeo con un super-stato europeo che esercita un nuovo dominio da Bruxelles.”

Margaret Thatcher (1925–2013) primo ministro del Regno Unito

dal Discorso di Bruges rivolto al presidente dell'Unione Europea Andreas Papandreou, 20 settembre 1988

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“La nascita di una nuova tv è sempre un miracolo. Oggi niente può influenzare le masse come la tv. La stampa è lontanissima dal farlo […] Cosa serve per una tv di successo? Un buon casting femminile. E su questo io ho una competenza incredibile […] È necessario incrementare le possibilità per la gente che vuole tentare nuove opportunità di vita e di lavoro, occorre aumentare le possibilità di entrare legalmente in Italia e negli altri Paesi europei. Questo è ciò che voglio sia fatto, non solo in Italia, ma in tutta Europa. […]E poi bisogna dire che gli italiani sono stati un popolo che ha lasciato l'Italia e che è emigrato in altri Paesi, soprattutto in quelli americani. E allora questo ci impone il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con una apertura totale di cuore. E di donare a coloro che vengono in Italia la possibilità di un lavoro, di una casa, di una scuola per i figli, e la possibilità di un benessere che significa anche la salute e l'apertura di tutti i nostri ospedali alle loro necessità e questa è la politica del mio governo. […] La cosa più terribile sono le organizzazioni criminali, che sono moltissime. Ben Ali oggi mi ha detto di 300 organizzazioni scoperte dalla polizia del vostro Paese. Sono persone che approfittano della speranza degli altri, delle persone che sono nella miseria e che vogliono donare a se stessi e ai propri cari un futuro migliore. E allora si affidano a persone che con imbarcazioni non sicure si mettono in mare e questo porta a tragedie ad ogni istante. Occorre combattere tutto ciò. […] [In Italia] lo Stato dà a chi perde il lavoro l'80% del suo stipendio precedente.”

Silvio Berlusconi (1936) politico e imprenditore italiano

in occasione dell'inaugurazione di Nessma TV in Tunisia, 23 agosto 2009, ripreso da beppegrillo. it e citato dal Corriere della Sera, 5 settembre 2009 e da Riccardo Stagliano, su La Repubblica, 6 settembre 2009

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“Il mio stile è sempre stato quello di estendermi, in ogni campo, più che salire. Per me la scala del successo era più laterale che verticale.”

Andy Warhol (1928–1987) pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, direttore della fotografia, attore, sceneggiatore e…

La cosa più bella di Firenze è McDonald's

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“[Sui paragoni tra Messi e Maradona] Ciò che rende Messi migliore è la sua regolarità. Non come Maradona. Al Barça, Maradona è stato meno della metà di Messi. Ha così tanti anni buoni della sua carriera deve essere considerato il migliore in assoluto.”

Gerard Piqué (1987) calciatore spagnolo

da un intervento alla radio catalana RAC-1; citato in Barcellona, Piqué: "Messi superiore a Maradona" http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=399365, Tuttomercatoweb.com, 14 novembre 2011

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“Barry MacKay è stato un campione che non si è mai preso sul serio. Da giocatore dilettante prima, da professionista della troupe Kramer poi, da commentatore per la NBC, da compagno di merende e di bevute fino agli ultimi giorni della sua vita non si è mai negato una battuta, un ricordo, una risata.”

Rino Tommasi (1934) giornalista e conduttore televisivo italiano

Origine: Da Sirola, MacKay e il miracolo di Perth http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/06/16/730226-sirola_mackay_miracolo_perth.shtml, Ubitennis.com, 16 giugno 2012.

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“Questa laicità «nuova», che pretende di far convivere pluralismo e neutralità con privilegi, assomiglia a una pallida reincarnazione del passato, una sorta di «semi-laicità» che rappresenta ciò che rimane dell'antico sogno della «repubblica cristiana» che inconsapevolmente si appoggia sull'opposto del principio di Westfalia: cuius religio, eius et regio. Le chiese, le fedi religiose, i rispettivi dèi chiedono di disporre di territori su cui organizzarsi e imporsi. In questo tempo di paura e di ostilità crescenti nel mondo, anche le religioni, nelle loro espressioni istituzionali, si mobilitano per creare identità e coesione spirituale da gettare nel conflitto. L'epoca della neutralizzazione politica rispetto alle religioni sembra terminare la sua curva ascendente. Gli Stati laici vengono percepiti come ostacoli a una nuova confessionalizzazione degli spazi. Dove non è possibile imporre direttamente regimi teocratici o ierocratici, si parla almeno di «nuova» laicità. L'intensità è diversa; il movimento è lo stesso.
Che, poi, questa «nuova» laicità sia anche «sana», oltre che «giusta», sembra da escludere. Essa, contraddicendo l'equidistanza dello Stato dalle manifestazioni di fede, religiosa o laica che sia, contraddice il suo ruolo pacificatore, che è venuto a imporsi nelle società pluraliste e che oggi appare ancor più necessario e urgente nelle società interculturali odierne.”

Gustavo Zagrebelsky (1943) giurista italiano

cap. 2, p. 33
Contro l'etica della verità

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“Custodire il creato, ogni uomo ed ogni donna, con uno sguardo di tenerezza e amore, è aprire l'orizzonte della speranza, è aprire uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi, è portare il calore della speranza! E per il credente, per noi cristiani, come Abramo, come san Giuseppe, la speranza che portiamo ha l'orizzonte di Dio che ci è stato aperto in Cristo, è fondata sulla roccia che è Dio.”

Papa Francesco (1936) 266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica

Omelie, Santa Messa per l'inizio del Ministero Petrino http://www.vatican.va/holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130319_omelia-inizio-pontificato_it.html, Piazza San Pietro, 19 marzo 2013

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“Per qual motivo l'astinenza dal cibo animale sarà appunto il primo atto del digiuno e della vita morale, è stato detto ottimamente: e non da un uomo soltanto, ma da tutta quanta l'umanità, nella persona dei suoi migliori rappresentanti, e ininterrottamente, fin da quando l'uomo ha cominciato ad affacciarsi alla consapevolezza. Ma allora perché, se l'illegittimità, ovverosia l'immoralità del cibo animale è nota all'umanità da così gran tempo, gli uomini non sono ancora pervenuti alla consapevolezza di questa legge? domanderanno gli uomini che per loro natura si lasciano guidare non tanto dalla loro ragione, quanto piuttosto dall'opinione comune. La risposta a questo interrogativo è che tutto il cammino percorso dagli uomini nella scoperta della morale, il quale cammino costituisce il fondamento d'ogni cammino umano, lo si è potuto percorrere e lo si percorre soltanto lentamente; ma che indizio certo d'un progredire autentico, e non accidentale, lungo questo cammino, è la sua continuità e la sua costante accelerazione.
Tale è appunto il progredire del vegetarianesimo. Esso ha trovato espressione in tutti i pensieri che gli scrittori vi hanno dedicato e nella vita stessa dell'umanità, che inconsapevolmente sta passando sempre più dal carnivorismo ai cibi vegetali, mentre consapevole espressione di ciò sono le dimensioni sempre maggiori e la particolare forza che va assumendo il movimento vegetariano.”

Lev Nikolajevič Tolstoj (1828–1910) scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta ed attivista sociale russo
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“E[rri]: L'alpinismo è stato l'ultimo paragrafo della geografia.”

Erri De Luca (1950) scrittore, traduttore e poeta italiano

Origine: Sulla traccia di Nives, p. 66

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“La cosa più importante che mi è capitata nella mia carriera di attore è stata quella di avere avuto la fortuna di incontrare grandi maestri. Parlo di Dario Fo, Giorgio Gaber, Carlo Cecchi, Enzo Jannacci e altri che mi hanno aiutato e guidato agli inizi. In questo mestiere gli incontri sono fondamentali. Avendo avuto io questa fortuna, ritengo che sia mio dovere, nei limiti del possibile, incontrare giovani attori, ascoltarli, cercare di scoprire se nelle cose che fanno ci sono i segni di qualcosa di utile, uno spunto per una crescita futura. Quando Giulio Cavalli mi ha inviato la prima bozza del suo Kabum! ho subito accettato di incontrarlo, e poi di occuparmi della supervisione artistica del suo spettacolo. Questo per diversi motivi. Intanto perché questo spettacolo è stato concepito con una tecnica – quella del gramelot – che mi ha riportato al tempo della mia collaborazione con Dario Fo, che di questa tecnica è l'indiscusso maestro. Poi perché Kabum! è un testo incentrato sulla memoria, come tanta parte del mio lavoro. Lavorare sulla memoria è uno dei compiti del teatro. Ricordare è un modo di cercare di immaginare il futuro, recuperare il passato anche per vedere il mondo con occhi diversi, lontano dall'omologazione di tanta TV di oggi. Perché oggi c'è l'Italia della televisione e c'è un'altra Italia, che non si arrende al rincoglionimento generale, come anche questo spettacolo di Giulio Cavalli dimostra. Per me dare una mano ai giovani significa anche fare il possibile per impedire che il teatro italiano perda un'intera generazione. Perché non c'è solo la censura dichiarata, esplicita. C'è anche la censura che deriva dai tagli governativi dei contributi alla cultura, che rischiano di azzerare le possibilità di crescita e di sperimentazione di una nuova generazione di attori e di autori.”

Paolo Rossi (attore) (1953) attore, cantautore e comico italiano

Citazioni di Paolo Rossi
Origine: Citato in Kabum... Come un paio di possibilità http://www.teatronline.com/index.php?option=com_content&task=view&id=24&Itemid=31/, Bottega dei Maestri Teatrali, 15 gennaio 2007.

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“Mourinho? A livello personale, Mourinho è stato uno dei migliori allenatori che ho avuto, senza dubbio. Ha vinto ovunque è andato, è molto capace e ha una mentalità vincente.”

Diego Milito (1979) calciatore argentino

Origine: Citato in Milito: "Futuro? Vedrò a giugno. Su Tévez, Palacio e Mou vi dico..." http://www.fcinternews.it/?action=read&idnotizia=71511, Fcinternews.it, 7 febbraio 2012.

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“Moratti è un grande presidente, e su Calciopoli è stato un vero signore, così come lo è stato Facchetti.”

Javier Zanetti (1973) calciatore argentino

Origine: Citato in Zanetti difende Moratti: "Un grande signore. Balo? Dovesse tornare..." http://www.tuttomercatoweb.com/inter/?action=read&idnet=ZmNpbnRlcm5ld3MuaXQtNjQxNTg, tuttomercatoweb.com 16 novembre 2011.

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“Libero fischio in libero Stato.”

Sandro Pertini (1896–1990) 7º Presidente della Repubblica Italiana

citato in Piero Ostellino, Lo Scandalo dei Liberi Fischi, Corriere della sera, 24 agosto 2006, p. 35

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“[Ti senti un simbolo del calcio africanno come Weah? ] Difficile paragonarmi a lui o a Eto'o. Io sono nato e cresciuto in Europa, sono stato per la prima volta in Ghana pochi mesi fa. Mi sento più un simbolo della società multiculturale.”

Kevin-Prince Boateng (1987) calciatore tedesco

Origine: Citato in Boateng: "Mister X? Ben venga, ma vorrei giocare dietro le punte" http://www.milannews.it/?action=read&idnotizia=57033, MilanNews.it, 17 luglio 2011.

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“Non sono mai stato un calciatore, ho sempre giocato a pallone.”

Gianni Rivera (1943) politico e ex calciatore italiano

Origine: Intervistato nel programma televisivo Ballando con le Stelle, 7 gennaio 2012.

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“In tutta la sua vita, Connors è stato abituato a non fidarsi di nessuno e a non curarsi di nessuno se non di se stesso. Non ha mai voluto capire la dinamica del gioco di squadra.”

Arthur Ashe (1943–1993) tennista statunitense

Origine: Citato in Joel Drucker, Jimmy Connors mi ha salvato la vita. Una doppia biografia, Effepi Libri, 2006, p. 309 http://books.google.it/books?id=twa-8BtfJg4C&pg=PA309, ISBN 88-6002-005-0.

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“Io voglio ricordarmi di essere stato […]. Divenire un'anima felice che ignora di essere stato Dino Buzzati, è una fregatura.”

Dino Buzzati (1906–1972) scrittore italiano

Origine: Citato in Domenico Porzio, Primi piani, Mondadori, Milano, p. 5.

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“Ai miei tempi si giocava con l'idea di squadra, cioè nel modo in cui lo sport stesso è stato concepito. Successivamente il gioco individuale è stato più enfatizzato, il che, se per i tifosi era più entusiasmante, ha cambiato il modo di giocare. Oggi però mi pare che il gioco di squadra stia tornando di moda: buon segno…”

Larry Bird (1956) cestista, allenatore di pallacanestro e dirigente sportivo statunitense

Origine: Citato in Roberto De Ponti, Larry Bird https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2011/febbraio/28/Larry_Bird_co_9_110228093.shtml, Corriere della Sera, 28 febbraio 2008.

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“Laver me l'aspettavo proprio così: una grande persona, un grande uomo. E per me è stato un grande onore incontrarlo. Spero di ripetere l'esperienza. Abbiamo parlato un po' di tutto. Non lo dimenticherò mai.”

Roger Federer (1981) tennista svizzero

2006
Origine: Citato in Vincenzo Martucci, Federer il marziano cerca avversari http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/gennaio/28/Federer_marziano_cerca_avversari_ga_10_0601286119.shtml, Gazzetta dello Sport, 28 gennaio 2006.

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