Frasi sul mondo
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“Tu che pensi, che immagini, | tu che trasformi la realtà in sogno, | esprimi il desiderio di esserci, di resistere. | Tu che hai voglia di dare, | vedi un universo senza argini e confini, | un mondo che crede nel progresso. | Tu che ami, tu che semplicemente sei.”

Lory Del Santo (1958) attrice italiana

Tu
dedicata a Silvio Berlusconi
Origine: Citato in Lory Del Santo dedica una poesia a Silvio Berlusconi http://www.blitzquotidiano.it/berlusconi/lory-delsanto-poesia-silvio-berlusconi-815284/, BlitzQuotidiano.it, 8 aprile 2011.

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“Da molto tempo ormai Brad è la più grande star del cinema nel mondo e ammiro molto come conduce la sua vita, cerca di essere la versione più onesta di Brad Pitt che lui possa essere. E rimane una persona disponibile anche se non è facile.”

George Clooney (1961) attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense

Origine: Da un'intervista rilasciata ad Equire; citata in George Clooney spara a zero su Crowe e Di Caprio, salva solo Pitt http://www.rumors.it/notizie/74019/articolo.htm, Rumors.it, 13 novembre 2013.

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“Hokusai non è solo un artista fra altri nel mondo fluttuante, è un'isola, un continente, da solo un mondo.”

Edgar Degas (1834–1917) pittore e scultore francese

Hokusai n'est pas seulement un artiste parmi d'autres dans le monde flottant, c'est une île, un continent, un monde a lui seul.
Origine: Da Terrasse, Dégas à travers ses mots, p. 42; citato in Gian Carlo Calza, Stile Giappone, Einaudi, Torino, 2002, p. 130. ISBN 8806161288

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“L'ingresso di Dio nel mondo è lo Stato.”

par 258, "aggiunta"
Lineamenti di filosofia del diritto
Origine: Citato in Nicola Abbagnano e Giovanni Fornero, La filosofia, tomo 2b, p. 518.

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“Porta con mani di santo o soldato l'intimità col Re, Destra divina | che è dentro di noi, nel sonno. Credi nel borghese cieco di onestà, | anche se è un'illusione: perché anche i padroni hanno i loro | padroni, e sono figli di padri che stanno da qualche parte nel mondo.”

Pier Paolo Pasolini (1922–1975) poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paroliere e scrittore italiano

Origine: Da Saluto e augurio, in La nuova gioventù; in Tutte le poesie, Mondadori, Milano, 2003, p. 517.

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“Non arrenderti, | domani vedrai | che sarai di nuovo in piedi | a volte il mondo ti metterà KO, | ma capirai chi sei, chi sono i tuoi amici.”

Lenny Kravitz (1964) cantautore, polistrumentista e produttore discografico statunitense

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“[Riferendosi all'assalto degli israeliani alla Freedom Flotilla] Le immagini di quanto accaduto stanotte a largo delle coste turche, per mano dell'esercito israeliano, contro i pacifisti, offrono l'idea di una violenza cieca e drammatica. Si tratta di un'aggressione inedita. È la più grave strage compiuta contro chi, da volontario, ha il compito di essere operatore di pace. È un atto di barbarie senza precedenti che dovrebbe determinare indignazione e condanna unanime da parte di tutto il mondo civile. È in atto una vera e propria guerra. Il governo di Israele si macchia di sangue innocente e determina l'insopportabilità della permanenza dell'azione di occupazione militare di Gaza, della negazione al popolo palestinese della propria terra e del proprio destino. È giunto il momento di costruire una mobilitazione internazionale che rappresenti, a fronte delle mille codardie e delle ipocrisie diplomatiche della comunità degli Stati, la leva per produrre cambiamento laddove imperversa invece la logica del muro, la provocazione delle colonie e la violenza di un vero e proprio apartheid etnico.”

Nichi Vendola (1958) politico italiano

Origine: Da Post: Israele, è il momento di una mobilitazione internazionale https://web.archive.org/web/20100603041453/http://www.nichivendola.it/sito/mcc/informazione/israele-e-il-momento-di-una-mobilitazione-internazionale.html, NichiVendola.it, 31 maggio 2010.

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“I popoli giovani, le generazioni giovani, in generale hanno un potenziale religioso che è di immenso valore creativo per la storia del mondo.”

Giorgio La Pira (1904–1977) politico italiano

Citato in LaPira.org http://www.lapira.org/index2.php?file=news&form_id_cat_notizia=72

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“Il catenaccio non esiste più, nessuno ne parla in Italia. Parlarne è essere in male fede o non essere informati. Le ricordo che ho giocato la semifinale di Coppa del Mondo contro la Germania con quattro attaccanti: Totti, Iaquinta, Del Piero e Gilardino. Le mie squadre giocano all'attacco, con aggressività… e ora in Cina, Evergrande fa lo stesso. Quindi, smettiamo di parlare ancora di catenaccio.”

Marcello Lippi (1948) allenatore di calcio e calciatore italiano

El catenaccio ya no existe, nadie habla de eso en Italia. Hablar de eso es o tener mala fe o no estar informado. Le recuerdo que yo he jugado la semifinal del Mundial contra Alemania con cuatro delanteros: Totti, Iaquinta, Del Piero y Gilardino. Mis equipos juegan al ataque, con desdoblamientos, agresivos... y ahora en China, el Evergrande actúa igual. Por tanto, dejemos de hablar ya del catenaccio.
Citazioni in altre lingue

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“Nelle nostre vite complicate non siamo attrezzati a trovare la gioia, non perché ce ne sia poca nel mondo, ma perché non sappiamo riconoscerla. Capire se stessi, i propri desideri più profondi spesso ci dice che inseguiamo falsi miti. Perciò continuamo a fare gli stessi errori.”

Michelle Pfeiffer (1958) attrice statunitense

Origine: Citato in Paola Piacenza, Michelle Pfeiffer torna in Dark Shadows http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2012/michelle-pfeiffer-intervista-30621759285.shtml, iodonna.it, 20 aprile 2012.

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“[Sui popoli della Sicilia] Già in tempi lontani fu sede di popoli, ed ecco il complessivo registro delle genti che ospitò. L'insediamento umano più antico che la tradizione ricordi fu quello dei Ciclopi e dei Lestrigoni, che occuparono una fascia limitata del paese. Ma sul loro ceppo non posso pronunciarmi, né sulla loro terra d'origine o su quale zona del mondo abbiano poi scelto per emigrarvi. Si stia contenti delle memorie poetiche e dell'opinione che ciascuno, chi da una fonte, chi da un'altra, ha concepito su quelle genti. Subito dopo quelli devono essersi stabiliti sull'isola i Sicani. Costoro anzi, a quanto affermano, avrebbero preceduto i Ciclopi e i Lestrigoni in quanto originari della Sicilia. Ma la verità storica fa giustizia di queste fantasie: erano Iberi, e in Iberia avevano dimora, lungo il corso del Sicano, donde i Liguri li costrinsero ad allontanarsi. Per opera loro l'isola finì col mutare il primitivo nome di Trinacria in quello di Sicania. Nel nostro tempo i Sicani sono ancora stanziati nella zona occidentale della Sicilia. Quando Ilio crollò, un drappello di Troiani fuggitivi, sgusciati dalla rete della flotta Achea, approdarono alle spiagge della Sicilia e fissarono il proprio domicilio a fianco dei Sicani. Le due genti furono designate con il nome comune di Elimi, e i loro centri urbani furono noti come Erice e Segesta. S'aggiunse più tardi e prese sede in quei luoghi anche un nucleo di Focesi che rientrando da Troia fu travolto in quell'epoca da una tempesta e, dopo aver toccato le coste della Libia, di là concluse finalmente la sua corsa in terra di Sicilia.”

Tucidide storico e militare ateniese

Libro VI-II
La guerra del Peloponneso

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“[Zurwan al Servitore delle Ossa] C'è un solo e unico scopo nella vita: testimoniare e comprendere per quanto possibile la complessità del mondo, la sua bellezza, i suoi misteri, i suoi interrogativi. Più si cerca di capire, più s'indaga, e più si apprezza la vita e ci si sente in pace col mondo. È questa la sostanza della vita. Tutto il resto si riduce a vacui passatempi. Se un'attività non si basa sull'amore o sulla conoscenza, non ha alcun valore. Sempre, se puoi scegliere, sii caritatevole. Ricordati dei poveri, degli affamati e dei miseri. Ricordati sempre di chi soffre e di chi è bisognoso. La più grande forza creativa di cui disponiamo sulla Terra, sia che siamo angeli, spiriti, uomini, donne o bambini, è quella di aiutare gli altri… I poveri, gli affamati, gli oppressi. Il potere più bello è quello di alleviare il dolore e dare gioia. Essere caritatevoli: questo è il miracolo umano, si potrebbe dire. È il tratto distintivo dell'umanità, e dei migliori angeli e spiriti: essere caritatevoli. Ci si può chiedere perché bisogna amare e imparare o perché sarebbe questo lo scopo della vita: voglio dire, come mai è stato deciso fare solo queste cose e con la massima dedizione? Una domanda stupida, non importa perché sia così. È così: lo scopo della vita è amare ed imparare. Proviamo a rispon­dere a questa domanda per gli altri… Perché è tanto importante amare ed imparare? Ad un uomo crudele e sciocco bisognerebbe rispondere: "È il modo meno rischioso di vivere la vita". Ad un uomo di valore bisognereb­be dire: "È il modo più appagante ed illuminante di vivere la vita". A chi è preda di un cieco egoismo, potrei dire: "Se ti ricorderai dei poveri, degli affamati, degli oppressi, se ti ricorderai degli altri, se amerai, se imparerai alla fine troverai una pace immensa."”

Per gli oppressi, la risposta è: "Allevierà la tua pena, la tua pena terribile"
Lo schiavo del tempo

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“Negli spazi svanito | il lor clamore è sempre di qualche gemito eco; | memore che per l'umana scoria | sempre al mondo ripeton la stessa storia; | e, ora allegre, ora tristi, questo è certo | che anche quando segno di gloria, suonano a morto.”

Federico Balart (1831–1905) politico spagnolo

da Le campane
Origine: In Lorenzo Misuraca, Antologia della poesia religiosa spagnola. Con alcuni saggi di poesia ispano-americana, traduzione di Lorenzo Misuraca, Edizioni Paoline, Roma, stampa 1962, p. 106.

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“Il mondo di Cézanne è ancora ben visuale e sensorio, proprio perché egli ne ha riconosciuto la validità attraverso la lezione impressionista e ancora adesso egli vuole fare dell'Impressionismo "une chose solide et durable comme l'art des musées". Se egli anticipa nella pittura certi fatti che saranno poi, ma con diverso risultato, del gusto cubista, è perché egli vuole raggiungere una sintesi sempre maggiore tra emozione e forma, anzi tra emozione e spazio. Quindi […] scompagina la rappresentazione prospettica tradizionale, crea delle prospettive diverse, da vari punti di vista, identifica cioè lo spazio con una successione visiva di immagini che, ripercosse nella coscienza, daranno quella identità di spazio e tempo che Bergson, circa gli stessi anni, chiamava "durata reale". Tutto questo accadeva in Cézanne senza naturalmente nessun preconcetto teorico e senza che avesse letto Bergson. Egli compie l'analisi dello spazio secondo il principio della durata per imprimere negli oggetti, veduti da più di un punto di vista, una intensità vitale non prima raggiunta, e cioè, sia pure attraverso un'analisi, giunge ad una sintesi della visione.”

Lionello Venturi (1885–1961) critico d'arte e storico dell'arte italiano

da Cézanne, in Enciclopedia universale dell'arte, III, 1958
Origine: Citato in Stefania Lapenta, Cézanne, I Classici dell'arte, Rizzoli – Skira, Milano, 2003, pp. 183-188 e frontespizio. ISBN 88-7624-186-8

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“Una meravigliosa serenità, simile a questo dolce mattino di primavera, mi è scesa nell'anima e io ne godo con tutto il mio cuore. Sono solo e sono lieto di essere vivo in questo luogo creato per anime come la mia. Sono così felice, mio caro, così perduto nel senso di questa serena esistenza che la mia arte ne soffre. Ora non saprei disegnare nemmeno una linea, eppure non sono mai stato un pittore così grande come in questi momenti. Quando la bella valle effonde intorno a me i suoi vapori e il sole alto investe l'impenetrabile tenebra di questo bosco e solo qua e là qualche raggio riesce a penetrare in questo sacrario, e io mi stendo nell'erba alta accanto al torrente e, così vicino alla terra, scopro le piante più diverse e più singolari; quando sento vicino al mio cuore il brulichio del piccolo mondo in mezzo agli steli, le innumerevoli, incomprensibili figure dei bruchi e degli insetti e sento la presenza dell'Onnipotente che ci ha creati secondo la Sua immagine, l'alito del Supremo Amore che ci porta e ci sostiene in un'eterna beatitudine; quando, oh, amico mio!, i miei occhi si smarriscono in questa vertigine e l'universo e il cielo riposano nella mia anima come la figura di una donna amata, io provo allora l'angoscia di un desiderio e penso: oh, se tu potessi esprimere tutto questo, se potessi effondere sulla carta lo spirito di ciò che in te vive con tanta pienezza e con tanto calore, in modo da farne lo specchio della tua anima, come la tua anima è lo specchio del Dio infinito! Amico mio, io mi sento morire e soccombo alla forza e alla magnificenza di queste immagini!”

10 maggio; 1998, p. 9
I dolori del giovane Werther, Libro primo

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“Comprendere la vanità e il ridicolo delle cose del mondo è somma sapienza; riderne è somma forza.”

Iginio Ugo Tarchetti (1839–1869) scrittore, poeta e giornalista italiano

Pensieri, Pensieri diversi

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“Viviamo in un mondo violento. Da bambino mi hanno insegnato a cacciare, da grande a mangiare hamburger. Avete idea di come vengono ammazzate le vacche? È un atto barbarico, di rara violenza. Questo è il mondo in cui viviamo e non trovo che sia immorale raccontarlo com'è.”

Brad Pitt (1963) attore e produttore cinematografico statunitense

Origine: Dall'intervista di Ilaria Ravarino, «Mai un ruolo razzista meglio essere un killer», Leggo, 23 maggio 2012, p. 10.

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“[Salvatore Quasimodo] Sa concentrare un mondo di significato in una immagine esatta, affascinante, il cui alone allusivo non ne trascura la forza dominante: ma anche sa attingere quella poesia più ardua che sta oltre le immagini, e che affida la sua forza alle parole più semplici, più disadorne.”

Maurice Bowra (1898–1971)

citato in Gaetano Munafò, p. 230
Origine: Da Un poeta italiano: Salvatore Quasimodo, Horizon, vol. XVI, n. 96, Londra, dicembre 1947; riportato in Testimonianza per Quasimodo, L'Europa Letteraria, n. 1, Roma, gennaio 1960.

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“[Su Stephen Hawking] Se il grande astrofisico ricordasse un po' della filosofia studiata nel primo anno di liceo non dimenticherebbe che una delle tesi più note del materialismo classico, che ha attraversato la cultura moderna (Karl Marx, per esempio, ne è un grande estimatore), è quella del greco Democrito. La sua teoria delle klinamen, spiegava l'origine del mondo dal contatto di particelle di materia, che si incontrano a causa di una determinata inclinazione, formando il Tutto, così a caso, senza un disegno divino.”

Stefano Zecchi (1945) scrittore, giornalista e docente italiano

Origine: In merito a questa citazione venne pubblicato un commento su L'espresso: «Se il grande filosofo Zecchi ricordasse un po' della filosofia studiata al liceo non dimenticherebbe che la teoria del clinamen non è di Democrito bensì di Epicuro e il clinamen viene nominato come tale da Lucrezio (De rerum natura II, 29), con la c e non con la k, e naturalmente al singolare (il clinamen è il fenomeno dell'inclinazione) e non al plurale come lo mette lui come se "le klinamen" fossero tante cose.» L'espresso, rubrica Riservato, a cura di Enrico Arosio e Primo di Nicola, n. 37 anno LVI, 16 settembre 2010, p. 13.
Origine: Da Stephen Hawking ci dice com'è nato l'universo Ma non affronta il perché http://www.ilgiornale.it/cultura/stephen_hawking_ci_dice_come_nato_luniverso_ma_non_affronta_perche/esistenza_dio-cultura-hawking-scienza/03-09-2010/articolo-id=470784, il Giornale.it, 3 settembre 2010.

“Il campo dell'intrattenimento, la tv in primis, ci ha abituato alle finzioni. L'importante è narrare, intrattenere il pubblico. In sé non c'è nulla di male nel guardare la tv, purché si sia consapevoli che la fiction è una barriera fra noi e la conoscenza del mondo.”

Giulio Mozzi (1960) scrittore e curatore editoriale italiano

Origine: Citato in Cinzia Fiori, Il manifesto di Mozzi: «Basta finzioni, meglio la realtà» https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2002/giugno/13/manifesto_Mozzi_Basta_finzioni_meglio_co_0_0206139822.shtml, Corriere della Sera, 13 giugno 2002, p. 31.

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“Il calcio è un valore dominante per moltissime persone nel mondo e impatta le vite di più gente di quanta immaginiamo.”

Gianni Infantino (1970) dirigente sportivo italiano naturalizzato svizzero

Origine: Dall'intervista di Guido De Carolis e Gaia Piccardi, Infantino: «Mi manda Platini per riformare il calcio mondiale» http://www.corriere.it/sport/16_gennaio_29/infantino-mi-manda-platini-6794f8c8-c603-11e5-b3b7-699cc16119c2.shtml, Corriere.it, 29 gennaio 2016.

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“Sogno che un giorno nessuno farà più goal in tutto il mondo.”

Eugenio Montale (1896–1981) poeta, giornalista e critico musicale italiano

Origine: Da Il bulldog di legno, Editori Riuniti, 1985.

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