Frasi su fatto
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“Il linciaggio è la forma di giustizia nel senso più alto della parola. C'è la giustizia dei legulei, che è il modo di imbrogliare il prossimo, e c'è la giustizia popolare che si esprime nei moti rivoluzionari. Quando il sistema non garantisce più la giustizia, è il popolo che si appropria del diritto di punire. Il linciaggio è un fatto estremo e riprovevole, per etica e stile.”

Gianfranco Miglio (1918–2001) giurista, politologo e politico italiano

Origine: Dall'intervista di Gianluigi Da Rold, Linciaggio è bello, sentenzia Miglio https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1993/marzo/11/linciaggio_bello_sentenzia_Miglio_co_0_93031116648.shtml, Corriere della Sera, 11 marzo 1993, p. 3.

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“I contadini non invidiano il padrone del castello: ma invidiano il vicino che ha fatto fortuna.”

Jules Renard (1864–1910) scrittore e aforista francese

9 agosto 1906; Vergani, p. 239
Diario 1887-1910

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“[Su Diego Armando Maradona] È il calcio, è il pallone, come se ci fosse la sua faccia su quella sfera che gira. Quello che ha fatto lui con la palla non l'ha fatto mai nessuno e non lo farà mai nessuno. Ha fatto cose straordinarie, tutto quello che c'era da fare l'ha fatto. L'ho conosciuto e mi emoziona vedere la foto di noi due abbracciati.”

Francesco Totti (1976) calciatore italiano

Origine: Da un'intervista rilasciata a Roma Tv; citato in Totti celebra Maradona: "Quello che ha fatto lui non lo ha fatto mai nessuno. Mi emoziona vedere la nostra foto" http://www.calcionapoli24.it/le_interviste/totti-celebra-maradona-quello-che-ha-fatto-lui-non-lo-ha-fatto-n191967.html, Calcionapoli24.it, 26 settembre 2014.

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“Non si possono isolare i fenomeni. Non si può dunque fare della fisica «astratta», come quella di Galileo. L'astrazione che trascura le complicazioni del caso concreto, reale, è completamente legittima nel mondo di Galileo: un mondo archimedeo. Essa gli permette di dedurre il caso semplice, il caso ideale, partendo dal quale è in condizione di spiegare il caso concreto e complesso. Ma Descartes non può fare che una fisica concreta. L'astrazione galileiana non lo condurrebbe al caso semplice: essa lo condurrebbe piuttosto al caso impensabile. Per fare qualcosa di analogo a ciò che fa Galileo, avrebbe dovuto prendere in esame non il caso semplice, ma il caso generale. E ciò, lo studio del movimento di un corpo all'interno di un liquido perfetto, è di gran lunga superiore ai suoi mezzi matematici. Descartes lo conferma affermando che oltrepassa le possibilità della conoscenza umana. Lo studio sperimentale è ugualmente impossibile. Come misurare, infatti, il dato principale del problema, la velocità del movimento della materia sottile?
In tal modo, cosa infinitamente curiosa, Descartes, che non era riuscito a dedurre l'esatta legge della caduta perché non aveva capito la nuova concezione del movimento che gli proponeva Beeckman, e che non aveva saputo far coincidere lo studio fisico (causale) del fenomeno della caduta con la sua analisi matematica, rinuncia proprio nel momento in cui, avendo chiarito appieno l'idea del movimento, arriva a formulare il principio fondamentale della scienza moderna, il principio d'inerzia! Il fatto è che, anche in questo caso, egli non ha saputo mantenersi nei giusti limiti: identificando l'estensione e la materia, ha sostituito alla fisica la geometria. Ancora una volta dunque, geometrizzazione a oltranza. Soppressione del tempo. È la ragione per cui la fisica delle idee evidenti, la fisica che costituí una rivincita di Platone, si conclude con una sconfitta. Una sconfitta analoga a quella di Platone.”

Alexandre Koyré (1892–1964) storico della scienza e filosofo francese

cap. II, 2, pp. 135 sg.
Studi galileiani

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“Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. […] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla.”

Claudio Marchisio (1986) calciatore italiano

Origine: Da interviste a Sky e Mediaset; citato in Marchisio: «Vincere tutto? È un obbligo crederci» http://www.juventus.com/it/news/news/2017/marchisio---vincere-tutto----un-obbligo-crederci-.php, Juventus.com, 25 aprile 2017.

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“I capi di governo come Blair e Bush non devono più dire che l'islam è ostaggio di una minoranza di terroristi. L'islam è ostaggio di se stesso. Sarebbe più utile se invece convincessero l'Arabia Saudita del fatto che i regimi repressivi, la pressione demografica e un certo metodo di insegnamento religioso producono estremisti.
In Europa e nei Paesi Bassi la maggioranza autoctona può aiutare la minoranza islamica non sottovalutando la gravità della condizione odierna dell'islam – che Afshin Ellian definisce oscurantismo – ma denunciandola. Ai musulmani sono anche utili le domande e le critiche che dopo l'11 settembre vengono mosse all'islam. Che all'integrazione delle minoranze vengano poste condizioni più severe è uno sviluppo positivo, anche se non tutti lo capiranno. Concedendo spazi in Occidente alla voci di dissidenti si può contribuire a controbilanciare la retorica religiosa unilaterale e paralizzante che milioni di musulmani sono costretti a sentire ogni giorno. Lasciate che i Voltaire di oggi possano adoperarsi per l'illuminismo dell'islam in un ambiente sicuro. Nel nostro mondo questa possibilità non viene concessa spesso. L'islam non ha avuto un illuminismo e le società islamiche si trovano ancora a dover affrontare gli stessi problemi della cristianità prima del processo illuministico. La conoscenza della ragione libererebbe lo spirito dei singoli musulmani dal giogo dell'aldilà, dai continui sensi di colpa, e dalla tentazione del fondamentalismo. Inoltre impareremmo ad assumerci la responsabilità della nostra arretratezza e dei nostri problemi. Per questo non abbandonateci al nostro destino, concedeteci un Voltaire.”

Ayaan Hirsi Ali (1969) politica e scrittrice somala

Non sottomessa

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“Siamo per la formazione di un consenso in Europa circa il fatto che la reintroduzione della pena di morte sia competenza nazionale. […] Io sono per la vita, ma sono pronto ad accettare la pena di morte, se la maggioranza della gente pensa che questa rappresenti una difesa più efficace contro il dilagare della criminalità.”

Viktor Orbán (1963) politico ungherese

Origine: Citato in Pena morte: Orban, scelta sia per Paese http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2015/05/08/pena-morte-orbanscelta-sia-per-paese_6b9dd9e0-b1b4-4c7b-936a-fd1f1669d386.html, Ansa.it, 8 maggio 2015

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“Se tu continuerai a credere ai tuoi sogni, niente nella tua vita sarà stato fatto invano.”

Leiji Matsumoto (1938) fumettista e animatore giapponese

Phantom F. Harlock, antenato di Capitan Harlock
L'Arcadia della mia giovinezza (lungometraggio)

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“Amore è il fatto che tu sei per me il coltello col quale frugo dentro me stesso.”

David Grossman (1954) scrittore e saggista israeliano

Che tu sia per me il coltello
Origine: Ripreso dalle Lettere a Milena di Franz Kafka.

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“Poi si è fatto tardi, sei rimasto da lei | ma io non penso male, no | non sto nemmeno male | infatti canto.”

Brunori Sas (1977) cantautore italiano

da Il suo sorriso, n. 5
Vol. 2 – Poveri Cristi

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“A Sydney volevo esserci, ad Atene volevo vincere, a Pechino fare quello che nessuno aveva mai fatto, a Londra entrare nella storia, a Rio fare in modo che il mio paese e la mia famiglia fossero fieri di me.”

Michael Phelps (1985) nuotatore statunitense

Origine: Citato in Emanuela Audisio, Papà Phelps conquista tutti addio al soldato del nuoto: "Ora conta solo la famiglia" http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/08/11/papa-phelps-conquista-tutti-addio-al-soldato-del-nuoto-ora-famiglia46.html, la Repubblica, 11 agosto 2016.

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“Della musica leggera italiana mi piace tutto quello che ha fatto Lucio Battisti.”

David Bowie (1947–2016) cantante britannico

citato in Leo Turrini, Battisti: la vita, le canzoni, il mistero, retrocopertina

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“Troppi ancora hanno le mani pulite perché non hanno mai fatto niente.”

Primo Mazzolari (1890–1959) presbitero, scrittore e partigiano italiano

Impegno con Cristo

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“[Nel 1994] Boniperti è stato un alpino, e come tale ha e avrà sempre la stima di un vecchio alpino come il sottoscritto, ex vicepresidente nazionale. Con la stima, la mia amicizia e il mio grazie per quanto ha fatto (e forse tornerà a fare…) per il calcio. Non mi pare proprio che un personaggio così grande abbia bisogno di altre forme di difesa.”

Giuseppe Prisco (1921–2001) avvocato e dirigente sportivo italiano

Origine: Citato da Gian Paolo Ormezzano, Prisco: «Juve presto al top» http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0003/articleid,0733_01_1994_0089_0041_17651933/, La Stampa, 2 aprile 1994, p. 3.

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“Roland era ben diverso dalla creatura indomita in cui sarebbe maturato, ma i semi di quella tenacia c'erano già, piccoli semi duri che a tempo debito sarebbero cresciuti in alberi con radici profonde… e frutti amari. In quel momento uno di quei semi si aprì e spedì verso l'alto la prima lama affilata.
Ciò che è stato impegnato si può disimpegnare e ciò che è stato fatto si può disfare. Nulla è sicuro, ma… io la voglio.
Sì. Tale era l'unica certezza nel suo animo e bene lo sapeva quanto bene conosceva il volto di suo padre: la voleva. Non nel modo in cui aveva voluto la prostituta quando si era sdraiata nuda sul letto con le gambe aperte e lo aveva guardato da sotto le palpebre abbassate, ma nel modo in cui desiderava cibo quando aveva fame e acqua quando aveva sete. Nel modo, pensava, in cui voleva trascinare il corpo impolverato di Marten dietro il cavallo per la Via Maestra di Gilead come ricompensa per ciò che l'incantatore aveva fatto a sua madre.
La voleva. Voleva Susan.
Roland si girò sul fianco, chiuse gli occhi e si addormentò. Il suo riposo fu leggero e illuminato dalla rudimentale poetica che solo i sogni di adolescenti possiedono, sogni in cui l'attrazione fisica e l'amore romantico s'incontrano e risonano come mai accadrà nella realtà. In quelle visioni di desiderio Susan Delgado posava e riposava le mani sulle spalle di Roland e baciava e ribaciava la sua bocca, gli diceva e ripeteva di andre a lei per la prima volta, stare con lei per la prima volta, vederla per la prima volta, vederla molto bene.”

Stephen King (1947) scrittore e sceneggiatore statunitense

p. 162

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“La novità di Francesco è proprio il fatto che parole antiche e evangeliche, come fede, misericordia, perdono, speranza, missione…, sono tornate attuali e attrattive.”

Andrea Riccardi (1950) storico, accademico e pacifista italiano

Con data
Origine: Da «Da Francesco l'invito a scrivere una nuova storia missionaria», Avvenire, 15 dicembre 2013; riportato in RiccardiAndrea.it http://www.riccardiandrea.it/2013/12/da-francesco-linvito-scrivere-una-nuova.html.

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“Yurga: Non siete voi che dovete ringraziare, signore, ma io. Siete stato voi a salvarmi la vita, a ridurvi così per difendermi. E io? Io che cosa ho fatto? Ho medicato un uomo ferito e privo di sensi, l'ho caricato sul carro, non l'ho lasciato crepare? È una cosa normale, signor strigo.
Geralt: Non poi così normale, Yurga. Sono già stato abbandonato… in simili situazioni… come un cane…
Yurga: Eh, sì, viviamo in un mondo schifoso. Ma non è una buona ragione perché facciamo tutti gli schifosi. Abbiamo bisogno del bene. A me lo ha insegnato mio padre e io lo insegno ai miei figli.”

Andrzej Sapkowski (1948) scrittore polacco

Miecz przeznaczenia
Variante: «Signore, avete tutta la coscia gonfia. E la febbre vi consuma...»
«Vada a farsi fottere la febbre. Yurga?»
«Sì, signore?»
«Ho dimenticato di ringraziarti...»
«Non siete voi che dovete ringraziare, signore, ma io. Siete stato voi a salvarmi la vita, a ridurvi così per difendermi. E io? Io che cosa ho fatto? Ho medicato un uomo ferito e privo di sensi, l'ho caricato sul carro, non l'ho lasciato crepare? È una cosa normale, signor strigo.»
«Non poi così normale, Yurga. Sono già stato abbandonato... in simili situazioni... come un cane...»
Il mercante, la testa bassa, rimase in silenzio. «Eh, sì, viviamo in un mondo schifoso. Ma non è una buona ragione perché facciamo tutti gli schifosi. Abbiamo bisogno del bene. A me lo ha insegnato mio padre e io lo insegno ai miei figli.»

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“Quello che avrò fatto l'avrò fatto | vorrò soltanto stare a ricordare i giorni buoni.”

Jovanotti (1966) cantautore, rapper e disc jockey italiano

da Quando sarò vecchio, n. 12
Ora

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“Ed io, che di notte non ci dormo più, | che di giorno non ti guardo, | lo che so fatto peggio di fatto male.”

Dente (cantante) (1976) cantautore italiano

da Due gocce, n. 3
Le cose che contano

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“[A Stephanie McMahon che gli offre la mano per augurargli buona fortuna] La stringerei volentieri, ma… so bene cosa ci hai fatto con quella.”

Phil Brooks (1978) wrestler statunitense

prima del match contro John Cena a Raw, 22 agosto 2011

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“Io sono fatto per combattere il crimine, non per governarlo. Non è ancora giunto il tempo in cui gli uomini onesti possono servire impunemente la patria. I difensori della libertà saranno sempre dei proscritti finché la masnada dei furfanti dominerà.”

Maximilien Robespierre (1758–1794) politico, avvocato e rivoluzionario francese

Origine: Da Ouvres de Maximilien Robespierre, X, pp. 566-576, Société des études roberspierristes; citato in Rudé.

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“Voglio creare, senza temere di disfare ciò che ho appena fatto.”

Gigi D'Agostino (1967) disc jockey e produttore discografico italiano

da? (Mercatino)

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“Io che ho chiuso fuori il bene | E ho fatto entrare i guai.”

J-Ax (1972) rapper e cantautore italiano

da Piccoli per sempre, n. 9
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“Fa' in modo che si veda che stai adulando un uomo, perché ciò che lo lusinga realmente è il fatto che tu pensi che valga la pena lusingarlo.”

George Bernard Shaw (1856–1950) scrittore, drammaturgo e aforista irlandese

Origine: Da John Bull's other Island.

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