Frasi sul mondo
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“Non ci sono più frontiere stabili tra l'immaginazione e il mondo.”

Ben Okri (1959) scrittore nigeriano

La tigre nella bocca del diamante

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“Il mondo gira e sfoca le pose.”

Dargen D'Amico (1980) rapper e cantautore italiano

da Briciole colorate, n. 7
D' Parte Seconda

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“Nel nostro mondo cattolico-occidentale si è soliti opporre come due poli antitetici la prostituzione e il matrimonio.”

Álvaro Mutis (1923–2013) scrittore e poeta colombiano

Origine: Ilona arriva con la pioggia, p. 95

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“C'è chi dice che Dio è morto per altri non è mai nato, per me ha creato il mondo poi se n'è dimenticato.”

Ted Bundy (1946–1989) assassino seriale statunitense

da Nulla Di Buono
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“Appunto perché ella guarda il mondo dal di dentro della sua chiesa, il pensiero del mio parroco ha un valore eterno ed universale.”

Primo Mazzolari (1890–1959) presbitero, scrittore e partigiano italiano

Lettere al mio parroco

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“Dai tempi dell'Olocausto, con grande ignominia, il mondo ha fallito più di una volta nel prevenire o porre fine a dei genocidi, per esempio in Cambogia, in Ruanda e nell'ex Jugoslavia.”

Kofi Annan (1938–2018) 7º segretario generale delle Nazioni Unite

24 gennaio 2005; citato in Christian Rocca, Contro l'ONU, Linadu

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“Pensavo di cambiare il mondo, non mi emulare, | il massimo che cambio è il numero al mio cellulare.”

Fabri Fibra (1976) rapper, produttore discografico e scrittore italiano

da Controcultura, n. 7
Controcultura

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“I capi di governo come Blair e Bush non devono più dire che l'islam è ostaggio di una minoranza di terroristi. L'islam è ostaggio di se stesso. Sarebbe più utile se invece convincessero l'Arabia Saudita del fatto che i regimi repressivi, la pressione demografica e un certo metodo di insegnamento religioso producono estremisti.
In Europa e nei Paesi Bassi la maggioranza autoctona può aiutare la minoranza islamica non sottovalutando la gravità della condizione odierna dell'islam – che Afshin Ellian definisce oscurantismo – ma denunciandola. Ai musulmani sono anche utili le domande e le critiche che dopo l'11 settembre vengono mosse all'islam. Che all'integrazione delle minoranze vengano poste condizioni più severe è uno sviluppo positivo, anche se non tutti lo capiranno. Concedendo spazi in Occidente alla voci di dissidenti si può contribuire a controbilanciare la retorica religiosa unilaterale e paralizzante che milioni di musulmani sono costretti a sentire ogni giorno. Lasciate che i Voltaire di oggi possano adoperarsi per l'illuminismo dell'islam in un ambiente sicuro. Nel nostro mondo questa possibilità non viene concessa spesso. L'islam non ha avuto un illuminismo e le società islamiche si trovano ancora a dover affrontare gli stessi problemi della cristianità prima del processo illuministico. La conoscenza della ragione libererebbe lo spirito dei singoli musulmani dal giogo dell'aldilà, dai continui sensi di colpa, e dalla tentazione del fondamentalismo. Inoltre impareremmo ad assumerci la responsabilità della nostra arretratezza e dei nostri problemi. Per questo non abbandonateci al nostro destino, concedeteci un Voltaire.”

Ayaan Hirsi Ali (1969) politica e scrittrice somala

Non sottomessa

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“Rosie, domani torno a Boston, ma prima di partire volevo scriverti questa lettera. Tutti i pensieri e i sentimenti che mi ribollivano dentro traboccano finalmente dalla penna; ti lascio queste poche righe perché tu non abbia la sensazione che io ti voglia in qualche modo fare pressione. Mi rendo conto che avrai bisogno di tempo per valutare quello che sto per dirti. So bene che cosa ti sta succedendo, Rosie. Tu sei la mia cara amica e io vedo chiaramente la tristezza nei tuoi occhi. So che Greg non è via per lavoro, questo fine settimana. Tu non sei mai riuscita a mentirmi. Sei negata. I tuoi occhi ti tradiscono sempre. Non fingere che tutto vada benissimo, perché io vedo che non è così. Vedo che Greg è un egosita che non ha la minima idea della fortuna che ha, e questo mi fa stare male. È l'uomo più fortunato al mondo ad avere te, Rosie, ma non ti merita e tu meriti molto di più. Ti meriti qualcuno che ti ami con tutto il cuore, qualcuno che pensi a te costantemente, qualcuno che passi ogni minuto di ogni giorno a domandarsi che cosa stai facendo, dove sei, con chi sei, se stai bene. Hai bisogno di qualcuno che ti possa aiutare a realizzare i tuoi sogni e che sia in grado di proteggerti dalle tue paure. Hai bisogno di qualcuno che ti tratti con rispetto, che ami tutto di te, soprattutto i tuoi difetti. Dovresti avere accanto qualcuno che ti possa rendere felice, davvero felice, spensieratamente felice. Qualcuno che avrebbe dovuto cogliere l'occasione di stare con te tanti anni fa invece di lasciarsi prendere dal panico e sentirsi troppo spaventato per tentare. Io non ho più paura, Rosie. Non ho paura di tentare. Ora sono certo di sapere che cosa ho provato al tuo matrimonio: gelosia. Mi sono sentito il cuore andare a pezzi nel vedere la donna che amo voltarmi le spalle e avviarsi lungo la navata al fianco di un altro uomo, un uomo con il quale lei contava di trascorrere il resto della vita. Per me è stata come una sentenza di condanna a vita: gli anni mi si stendevano davanti e io ero riuscito a dirti i miei sentimenti o a stringerti tra le braccia come avrei desiderato. Per ben due volte siamo stati l'uno accanto all'altra sull'altare, Rosie. Per ben due volte. E per ben due volte abbiamo sbagliato. Avevo bisogno che tu fossi presente il giorno del mio matrimonio, ma ero troppo stupido per capire che avevo bisogno che tu fossi la ragione del mio matrimonio. Non avrei mai dovuto permettere che le tue labbra si staccassero dalle mie, tanti anni fa a Boston. Non avrei mai dovuto allontanarmi. Non avrei dovuto lasciarmi prendere dal panico. Non avrei dovuto sprecare tutti questi anni senza di te. Dammi la possibilità di recuperare il tempo perduto. Ti amo, Rosie, e voglio stare con te, con Katie e con Josh. Per sempre. Ti prego, pensaci. Non perdere tempo con Greg. Ora tocca a noi. Smettiamola di avere paura e cogliano questa occasione. Ti prometto che ti renderò felice.
Con tutto il mio amore, Alex”

Scrivimi ancora

“[Baia (Bacoli)] Silla, Cesare, Pompeo, Ortensio, ogni illustre romano vi tenne ville; i bagni solforosi abbondanti in quel suolo ve li chiamavano in folla, essi che bisognavano di solfo a purgagione delle acredini d'un sangue guasto dalle libidini. Là erano teatri calcati da celebri mimi; là anfiteatri popolati di famosi gladiatori; danze, corse, banchetti quivi non rifinivano: il clima, e la naturale piacevolezza del sito, l'alitar degli zefiri, la fragranza dei fiori, l'allontanamento delle cure, ogni cosa sbandiva di là i pensamenti austeri, ed inclinava i sensi a voluttà. Il mare trasferiva entro gondole dorate dall'uno all'altro lido, dall'una all'altra villa gli effemminati patrizii, le scioperate matrone; il tuffarsi dei remi era ritmo a' canti di amore modulati al suono delle lire, e de' liuti. Mai arrivava a quella spiaggia lo squillo della tromba guerriera romoreggiante ai confini, freno dello Scita, del Parto, terrore del Datavo, del Britanno: i trionfatori si riposavano a Bajà; e mentre i Cesari vi si tuffavano in ebbrezze senza nome, il mondo schiacciato respirava. Properzio non ebbe appena visitata Baja che sospettò Cinzia d'infedeltà: Marziale scrisse di Levina che vi andò Penelope, e ne partì Elena. Fu rimproverata a Marco Tullio la villa che possedea su quel lido; e Seneca affermò essere malsano respirare un giorno solo quell'aria corrompitrice.”

Tullio Dandolo (1801–1870) scrittore, storico e filosofo italiano

da Lettere su Roma e Napoli, p. 35-36
Ricordi

“Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo.”

Giorgio Muggiani (1887–1938) pittore italiano

Origine: Citato in Giorgio Welter, Le maglie dei campioni, 2011, Codice Atlantico, ISBN 978-88-905512-2-2

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“Non voglio un mondo migliore | Perché non posso aspettare | Perché la rivoluzione | È solo nel cellulare.”

Nesli (1980) rapper, beatmaker e cantautore italiano

da Io Non Sono Come Voi, n. 5

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“Il dramma delle culture, infatti – compresa quella europea –, è consistito in passato nel fatto che i loro primi contatti reciproci sono stati quai sempre appannaggio di gente della peggior risma: predoni, soldataglie, avventurieri, criminali, mercanti di schiavi e via dicendo. Talvolta, ma di rado, capitava anche gente diversa, come missionari in gamba, viaggiatori e studiosi appassionati. Ma il tono, lo standard, il clima fu conferito e creato per secoli dall'internazionale della marmaglia predatrice che non badava certo a conoscere altre culture, a cercare un linguaggio comune o a mostrare rispetto nei loro confronti. Nella maggior parte dei casi si trattava di mercenari rozzi e ottusi, privi di riguardi e di sensibilità, spesso analfabeti, il cui unico interesse consisteva nell'assaltare, razziare, uccidere. Per effetto di queste esperienze le culture, invece di conoscersi a vicenda, diventavano nemiche o, nel migliore dei casi, indifferenti. I loro rappresentanti, a parte i mascalzoni di cui sopra, si tenevano alla larga, si evitavano, si temevano. Questa manipolizzazione dei rapporti interculturali da parte di una classe rozza e ignorante ha determinato la pessima qualità dei rapporti reciproci. Le relazioni interpersonali cominciarono a venir classificate in base al criterio più primitivo: quello del colore della pelle. Il razzismo divenne un'ideologia per definire il posto della gente nell'ordinamento del mondo. Da una parte i Bianchi, dall'altra i Neri: una contrapposizione dove spesso entrambe le parti si sentivano a disagio.”

Ebano

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“Io non predico una strada, ma un mondo pieno di strade… Una maggiore conoscenza… Una maggiore "sceglienza"…”

Gigi D'Agostino (1967) disc jockey e produttore discografico italiano

da Scelta tetanica, n. 11, cd 2
Lento Violento Man: La Musica Che Pesta
Variante: Io non predico una strada, ma un mondo pieno di strade... Una maggiore conoscenza... Una maggiore "sceglienza"...

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“Vivo nell'anima del mondo | perso nel vivere profondo!”

Zucchero (1955) composto chimico chiamato comunemente zucchero

da Miserere

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“Alla nascita d'un bimbo | il mondo non è mai pronto.”

Wisława Szymborska (1923–2012) poetessa e saggista polacca

da Un racconto iniziato; 1998
25 poesie

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“E, alla fine: all'afflizione del mondo non si dovrebbe porgere, di quando in quando, un piccolo riparo?”

Etty Hillesum (1914–1943) scrittrice olandese

Diario, 28 marzo 1942

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“Ci sono realmente donne nel mondo a cui non piace fare pompini?”

Bill Hicks (1961–1994) comico statunitense

Are there actually women in the world who do not like to give blowjobs?
Relentless

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“Il mondo ormai non gira più, ma rotola verso il basso come i sassi.”

Babaman (1975) cantante italiano

da La realtà, n. 2
La nuova era

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“Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto. | Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.”

Franco Battiato (1945) musicista, cantautore e regista italiano

da La cura, n. 3
L'imboscata

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“Come mai il mondo riconosce all'Inghilterra, l'United Kingdom, le insegne di paese che ha dato vita all'epoca moderna? Non è stato Newton ma Galilei ad aprire l'età moderna.”

Antonino Zichichi (1929) fisico e divulgatore scientifico italiano

Origine: Citato in Carlo Passarello, La "prima volta" di Zichichi e all'Ars si parla di Archimede http://livesicilia.it/2013/02/07/zichichi-ars-sicilia_258105/, LiveSicilia.it, 7 febbraio 2013.

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“La musica è come una dona nuda, le metti il giubbotto di pelle e diventa rock, le metti il vestito da sposa e diventa romantica. Siamo tutti uniti dalla stessa musica. Sanremo o ti apre le porte del mondo, o ti chiude anche quella di casa.”

Gigi D'Alessio (1967) cantautore e produttore discografico italiano

Origine: Durante la conferenza stampa rilasciata in occasione della 67ª edizione del Festival di Sanremo, 9 febbraio 2017; citato in #Sanremo 2017: Gigi D'Alessio e la sua canzone dedicata alla mamma, fra ricordi e musica http://www.sanremonews.it/2017/02/09/leggi-notizia/argomenti/festival-di-sanremo/articolo/sanremo-2017-gigi-dalessio-e-la-sua-canzone-dedicata-alla-mamma-fra-ricordi-e-musica.html, SanremoNews.it, 9 febbraio 2017.

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“Nel mondo l'uomo è vivo solo a un patto: | se può scordar che a guisa d'uomo è fatto.”

Macheath: II, III, Secondo finale da tre soldi; p. 73
L'opera da tre soldi

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“Sono, le pompe effimere del mondo, | verdi salici che, se pure invecchino, | finiscono per fuoco, accetta o nembo; | incurva e attrista noi decrepitezza. | Porpora e rosa: egual destino; belle | fin che durino gocce dell'aurora; | ma che il Padre dei vivi le dardeggi | d'un solo raggio, e vedile avvizzire. | Breve è la vita ai fiori; orgoglio, fasto, | al mattino, e la sera già decade | loro impero e calamità li reca | a trista morte. Tutto ch'è su terra | ha una fine, non é gloriosa cosa | o bella che non abbia a un tratto mozzo | il respiro e non cada nella tomba. | Su tutta la sua faccia arrotondata | non è la terra che una tomba.”

Acolmiztli Nezahualcóyotl (1402–1472) poeta

da Sulla caducità della vita, p. 391
In Orfeo, il tesoro della lirica universale
Origine: Nel sedicesimo secolo le poesie di Nezahualcóyotl furono raccolte e tramandate da un suo discendente, Fernando de Ixtlilxochitl che si era convertito al cristianesimo e parlava spagnolo. È possibile quindi che i testi originari siano stati modificati con inserimenti più vicini al gusto europeo. Questo possibile rimaneggiamento non esclude tuttavia l'esistenza certa di un nucleo autentico. Orfeo, p. 1931.

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“Nessuna ha mai chiarito se | il mondo è vero senza di te… o no! | Io credo di no!”

Vasco Rossi (1980) cantautore italiano

da Standing ovation, n. 3
Stupido hotel

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“Nell'ottobre del 1965 il Senatore Mansfield ha criticato il "senso di completa irresponsabilità" mostrato dai manifestanti. Non aveva niente da dire allora […] sul "senso di completa irresponsabilità" mostrato del senatore Mansfield e dagli altri che stanno tranquillamente a guardare e votano su stanziamenti mentre le città e i villaggi del Nord Vietnam vengono demoliti, mentre millioni di rifugiati nel Sud sono cacciati dalle loro case a causa dei bombardamenti americani. Non ha niente da dire sugli standard morali o il rispetto per la legge internazionale di coloro che hanno permesso questa tragedia. Parlo dell senatore Mansfield precisamente perché non è uno di quei che patrioti che si battono il petto e che vogliono che l'America governi il mondo, ma è piuttosto un intellettuale americano nel miglior senso della parola, un uomo colto e ragionevole -- il tipo di uomo che è il terrore della nostra era. […] quando guardo ciò che sta accadendo al nostro paese, quello che trovo più terrifficante non è Curtis LeMay, con i suoi allegri suggerimenti di bombardare chiunque fino a farli tornare all'età della pietra, ma piuttosto le calme disquisizioni degli scienziati politici su quanta forza sarebbe necessaria per raggiungere i nostri scopi, o su quale forma di governo sarebbe accettabile per noi in Vietnam. Quello che trovo terrificante è il distacco e la serenità con cui vediamo e discutiamo una tragedia insostenibile. Sappiamo tutti che se la Russia o la Cina fossero state colpevoli di ciò che abbiamo fatto noi in Vietnam, staremmo esplodendo di indignazione morale per questi crimini mostruosi.”

Noam Chomsky (1928) linguista, filosofo e teorico della comunicazione statunitense
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