Frasi su uomo
pagina 81

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“Non sono cattolico' | eppure ho fatto i miei digiuni, e grandi. | È bene che l'uomo abbia denti di ossa, | fu questo savio decreto degli dei, | poiché se i miei fossero stati di ferro | la ruggine li avrebbe corrosi.”

Sándor Petöfi (1823–1849) poeta e patriota ungherese

da Un mio inverno a Debreczen, pp. 172-173
Poemetti e poesie scelte
Origine: Petőfi era protestante.

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“Lo scrittore è il linguaggio che divora se stesso nell'uomo tramite il mentire che ne costituisce il nucleo.”

Pascal Quignard (1948) scrittore e saggista francese

cap. XV, 49
Ombre erranti

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“[Su Alcides Ghiggia] Il viso era asciutto, quasi incavato, i baffetti da gigolò di balera, il torace tozzo, le cosce toste, la velocità impressionante come il dribbling. Era puntero, attaccante, ala, uomo di gol e di passaggi, detti poi assist.”

Tony Damascelli (1949) giornalista italiano

Origine: Da Ghiggia, il baffo da gigolò che fece piangere il Brasile http://www.ilgiornale.it/news/sport/ghiggia-baffo-gigol-che-fece-piangere-brasile-1153047.html, il Giornale.it, 18 luglio 2015.

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“Deve capire che al sabato un uomo | non può restare senza donna e digiuno.”

Adriano Celentano (1938) cantautore, ballerino e showman italiano

da Sabato triste, n. 5
La festa
Origine: Testo di Miki Del Prete.

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“Chesterton fu in definitiva un uomo assolutamente libero, appassionato ricercatore della verità e difensore della giustizia.”

Paolo Gulisano (1959) scrittore italiano

Paolo Gulisano, Tolkien. Il mito e la grazia, Ancora, p. 59

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“Quando un uomo e una donna hanno un rapporto completo, il sesso è superfluo.”

Pietro Gorini (1955) autore televisivo e scrittore italiano

p. 146

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“La vita sociale tende ad emancipare l'uomo dalle schiavitù della vita materiale.”

Jacques Maritain (1882–1973) religioso, filosofo

Per una filosofia dell'educazione

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“Il fanciullo ha formulato la eterna domanda ebraica: perché Iddio tratta proprio noi tanto duramente, fra tutti gli altri popoli, noi che lo abbiamo servito come nessun altro? Perché ci getta sotto i piedi degli altri, affinché ci calpestino, noi che per primi l'abbiamo riconosciuto e celebrato nell'impenetrabilità dell'essere Suo? Perché distrugge quel che edifichiamo, annienta quello che speriamo, perché ci nega la dimora dovunque noi ci arrestiamo, perché aizza un popolo dopo l'altro contro di noi con odio eternamente rinnovato? Perché ci mette così duramente alla prova, noi, sempre noi, che egli aveva eletti e iniziati per primi nei suoi misteri? No, io non voglio mentire a un fanciullo, perché se la sua domanda è bestemmia allora io stesso sono un bestemmiatore in tutti i giorni della mia vita. Ecco, io lo confesso davanti a voi tutti: anch'io, per quanto resista, anch'io contendo senza fine con Dio, anch'io, vecchio di ottant'anni, rivolgo a Dio giorno per giorno la domanda di questo innocente: perché ci precipita Egli così profondamente nella miseria? Perché permette che siamo privati dei nostri diritti, perché aiuta persino i ladri nelle loro rapine? E anche se mi batto mille volte il petto con il pugno, umiliandomi, pure non posso soffocarlo questo grido d'ansiosa domanda. Non sarei un ebreo né un uomo se essa non mi torturasse ogni giorno, e solo nella morte essa s'irrigidirà sulle mie labbra.»”

Origine: Il candelabro sepolto, pp. 54-55

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“L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico”

Madre Teresa di Calcutta (1910–1997) religiosa e beata albanese

Origine: Il cammino semplice, p. 120

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“Il senso artistico, non sostenuto da un forte e rigoroso senso morale, è uno dei maggiori pericoli per l'anima dell'uomo, perché può trovare la bellezza anche nell'avvenimento più feroce e più volgare.”

Sergei Timofeevič Aksakov (1791–1859) scrittore russo

Origine: Citato in Citazioni Morali, Rizzoli, 1993, p. 13. ISBN 8817140309 Le citazioni riportate in questo volume sono tratte dal Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti.

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“Il vero soldato mente a sé stesso quando dice di odiare la guerra. Egli ama in modo profondo la guerra. E non perché sia un uomo particolarmente malvagio, assetato di sangue, ma perché ama la vitalità che (per quanto paradossale possa sembrare) la guerra porta dentro di sé. Con la vitalità, la sfida e la scommessa e il mistero di cui essa si nutre. Sul palcoscenico della gran commedia che ha nome "pace" il mistero non esiste. Sai già che lo spettacolo si compone di alcuni atti e che dopo il primo atto vedrai il secondo, dopo il secondo vedrai il terzo: le incognite riguardano solo lo sviluppo della storia narrata e il suo epilogo. Sul palcoscenico della gran tragedia che ha nome "guerra", invece, non sai mai che cosa accadrà. Che tu ne sia spettatore o interprete, ti chiedi sempre se vedrai la fine del primo atto. E il secondo è una possibilità. Il terzo, una speranza. Il futuro, un'ipotesi. Puoi morire in qualsiasi momento, alla guerra, e in qualsiasi momento puoi restar ferito cioè venire tolto dal cast o dal recinto del pubblico. Tutto è un'incognita lì, un interrogativo che tiene col fiato sospeso, ma proprio per questo ci vibri d'una vitalità esasperata. I tuoi occhi sono più attenti, alla guerra, i tuoi sensi più svegli, i tuoi pensieri più lucidi. Scorgi ogni particolare, percepisci ogni odore, ogni rumore, ogni sapore. E, se hai cervello, puoi studiarvi l'esistenza come nessun filosofo potrà mai studiarla: puoi analizzarvi gli uomini come nessun psicologo potrà mai analizzarli, capirli come non potrai mai capirli in un tempo e in un luogo di pace. Se poi sei un cacciatore, un giocatore d'azzardo, ti ci diverti come non ti sei mai divertito e non ti divertirai mai nel bosco o nella tundra o al tavolo della roulette. Perché l'atroce gioco della guerra è la caccia delle cacce, la sfida delle sfide, la scommessa delle scommesse. La caccia all'Uomo, la sfida alla Morte, la scommessa con la Vita. Eccessi di cui il vero soldato ha bisogno.”

I, V, I; pp. 145–146
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“Le mie qualità migliori erano lo scatto, la velocità e l'altruismo. E seppur scendessi in campo, anche in Nazionale, con la maglia numero nove, spesso mi posizionavo sulla sinistra, per effettuare dei cross a favore del compagno di reparto. Insomma, ero un uomo d'area che sapeva anche manovrare.”

Pietro Anastasi (1948–2020) calciatore italiano

Origine: Citato in Stefano Bedeschi, Gli eroi in bianconero: Pietro Anastasi http://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-pietro-anastasi-46006, Tuttojuve.com, 5 aprile 2011.

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“[Marcello Arnaud] Un uomo può tradire la moglie, ma essere infedele alla propria amante è davvero imperdonabile.”

Frances Winwar (1900–1985)

Origine: L'ultimo amore di Camilla, p. 7

“L'uomo è sempre sincero, soprattutto quando mente.”

Angelo Fiore (1908–1986) scrittore italiano

Origine: L'incarico, p. 180

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“La sofferenza è sofferenza, che venga inflitta ad un uomo o ad una bestia; e la creatura che la patisce, sia uomo o bestia, avvertendo l'infelicità che ne deriva finché essa dura, subisce un male: e subire un male, senza averlo meritato, senza averlo provocato, quando nessuna offesa è stata arrecata, e assolutamente nessun bene se ne ricaverà, ma solo per dar prova del potere, di soddisfare la malvagità, è segno di crudeltà e di ingiustizia in chi lo infligge.”

Humphry Primatt (1735–1776) sacerdote anglicano e scrittore inglese

Origine: Da A Dissertation on the Duty of Mercy and Sin of Cruelty to Brute Animals, 1776; citato in Henry S. Salt, I diritti degli animali, traduzione di Cinzia Picchioni, in Aa. Vv., Diritti animali, obblighi umani, Gruppo Abele, Torino, 1987, pp. 177-178. ISBN 88-7670-097-8

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“In questo mondo inferiore, solo l'uomo è fatto capace di contemplare la Gloria di Dio e di offrirGli le sue preghiere.”

Robert Leighton (1611–1684)

Origine: Citato in Andrew Linzey, Teologia animale, traduzione di Alessandro Arrigoni, Cosmopolis, Torino, 1998, p. 58. ISBN 978-88-87947-01-4

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“[Su Jörg Haider] Abbiamo avuto una relazione speciale, è stata una relazione che andava oltre l'amicizia, Jörg e io eravamo legati da una relazione che aveva qualcosa di davvero speciale, lui era l'uomo della mia vita.”

Stefan Petzner (1981) politico austriaco

Origine: Citato in Andrea Tarquini, L'outing del successore di Haider: "è stato l'uomo della mia vita" http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/esteri/haider-morto/petzner-parla/petzner-parla.html, Repubblica.it, 23 ottobre 2008.

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“Dopo aver letto questo libro, ho avuto la conferma di ciò che sapevo e pensavo da tempo: l'ideologia comunista è la più criminale e disumana della storia dell'uomo.”

Silvio Berlusconi (1936) politico e imprenditore italiano

2014
Origine: Dalla presentazione del libro Il sangue di Abele; citato in Berlusconi: comunismo fu una malattia, ideologia più criminale http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2014/05/09/berlusconi-comunismo-una-malattia-ideologia-piu-criminale_bucS67uLqeZYg6vlVYPbSL.html?refresh_ce, Adkronos.com, 6 marzo 2014.

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“Dice l'uomo: « 'er reggiàl lel-harb uàl marà lel sciùgl, l'uomo per la guerra e la donna per il lavoro.»”

Vittorio Giovanni Rossi (1898–1978) giornalista e scrittore italiano

Origine: Sabbia, p. 87

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“E camminavo come un uomo tranquillo, | e sotto questo grande cielo azzurro finalmente | mi sentivo un uomo solo.”

Francesco De Gregori (1951) cantautore italiano

da La campana, n. 8
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“Lo scopo di mostrare tutti questi sanguinolenti scazzottamenti è quello di fare il punto circa la natura bestiale dell'uomo e ciò che può accadere quando gli effetti di stordimento della fatica di ogni giorno sono la causa per cui le persone diventano un po' matte. Gli uomini che diventano membri del Fight Club sono vittime del potere disumanizzante e anestetizzante della società moderna. Sono diventati ingranaggi di una ruota. L'unico modo in cui possono ritrovare un senso di individualità è entrare in contatto con i primordiali istinti barbarici di dolore e violenza.”

The purpose of showing all this bloody pummeling is to make a telling point about the bestial nature of man and what can happen when the numbing effects of day-to-day drudgery cause people to go a little crazy. The men who become members of Fight Club are victims of the dehumanizing and desensitizing power of modern-day society. They have become cogs in a wheel. The only way they can regain a sense of individuality is by getting in touch with the primal, barbaric instincts of pain and violence.

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“Un uomo che si visse fino in fondo.”

Walter Bonatti (1930–2011) alpinista italiano

dalla trasmissione di Enzo Biagi, Walter Bonatti chi è stato?, visibile su YouTube http://www.youtube.com/watch?v=YARAYtsnSK8

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“[Zurwan al Servitore delle Ossa] C'è un solo e unico scopo nella vita: testimoniare e comprendere per quanto possibile la complessità del mondo, la sua bellezza, i suoi misteri, i suoi interrogativi. Più si cerca di capire, più s'indaga, e più si apprezza la vita e ci si sente in pace col mondo. È questa la sostanza della vita. Tutto il resto si riduce a vacui passatempi. Se un'attività non si basa sull'amore o sulla conoscenza, non ha alcun valore. Sempre, se puoi scegliere, sii caritatevole. Ricordati dei poveri, degli affamati e dei miseri. Ricordati sempre di chi soffre e di chi è bisognoso. La più grande forza creativa di cui disponiamo sulla Terra, sia che siamo angeli, spiriti, uomini, donne o bambini, è quella di aiutare gli altri… I poveri, gli affamati, gli oppressi. Il potere più bello è quello di alleviare il dolore e dare gioia. Essere caritatevoli: questo è il miracolo umano, si potrebbe dire. È il tratto distintivo dell'umanità, e dei migliori angeli e spiriti: essere caritatevoli. Ci si può chiedere perché bisogna amare e imparare o perché sarebbe questo lo scopo della vita: voglio dire, come mai è stato deciso fare solo queste cose e con la massima dedizione? Una domanda stupida, non importa perché sia così. È così: lo scopo della vita è amare ed imparare. Proviamo a rispon­dere a questa domanda per gli altri… Perché è tanto importante amare ed imparare? Ad un uomo crudele e sciocco bisognerebbe rispondere: "È il modo meno rischioso di vivere la vita". Ad un uomo di valore bisognereb­be dire: "È il modo più appagante ed illuminante di vivere la vita". A chi è preda di un cieco egoismo, potrei dire: "Se ti ricorderai dei poveri, degli affamati, degli oppressi, se ti ricorderai degli altri, se amerai, se imparerai alla fine troverai una pace immensa."”

Per gli oppressi, la risposta è: "Allevierà la tua pena, la tua pena terribile"
Lo schiavo del tempo

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“Eppure a volte per capire era sufficiente saper ascoltare. Si ricordò di quella volta che era riuscito a descrivere le conseguenze che il terremoto dell'Irpinia dell'80 aveva avuto sull'equilibrio di quella comunità grazie a una semplice intervista. Era bastato l'incontro con un uomo che si aggirava su una collina di macerie a Sant'Angelo dei Lombardi e raccoglieva piccole cose intorno a sé, oggetti all'apparenza privi di importanza: un fermaglio, un posacenere, una penna. Cercava con pazienza tra le pietre e le macerie e, appena qualcosa attirava la sua attenzione, si chinava a prenderla con delicatezza, come si fa con le more nei cespugli, e la riponeva in una scatola di scarpe vuota. Marco si avvicinò e gli chiese dov'era la sua casa e in che condizioni fosse.
– "È tutta qui. Ci stiamo camminando sopra." rispose l'uomo, senza scomporsi.
– "E la sua famiglia?"
– "Stiamo camminando sopra anche a quella. Mia moglie è proprio qui sotto" disse indicando la punta delle scarpe. "Qui siamo sopra la cucina. L'avevo lasciata lì ed ero andato a prendere la legna per il cammino quando è arrivata la scossa. I miei due bambini sono più in là. In quel punto, vede? Quando sono uscito stavano giocando nella loro cameretta. Devono essere ancora lì. E ora, se vuole scusarmi…"”

Franco Di Mare (1955) giornalista e conduttore televisivo italiano

e andò via, lungo quel cimitero di macerie, cercando frammenti della sua vita perduta."
Origine: Da Non chiedere perché, Rizzoli, 2011, pp. 103-104.