Frasi su formica

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema formica, piccolo, citata, essere.

Un totale di 109 frasi, il filtro:

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„Non accettate le briciole. Ci hanno fatto donne, non formiche.“

—  Marilyn Monroe attrice, cantante, modella e produttrice cinematografica statunitense 1926 - 1962

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Citát „Ma se nelle ore d'estate hai cantato, d'inverno balla.“
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„Ma se nelle ore d'estate hai cantato, d'inverno balla.“

—  Esopo scrittore e favolista greco -620 - -564 a.C.

da La cicala e la formica

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„Vi siete mai trovata, dopo una pioggia di autunno, a sbaragliare un esercito di formiche, tracciando sbadatamente il nome del vostro ultimo ballerino sulla sabbia del viale? Qualcuna di quelle povere bestioline sarà rimasta attaccata alla ghiera del vostro ombrellino, torcendosi di spasimo; ma tutte le altre, dopo cinque minuti di pànico e di viavai, saranno tornate ad aggrapparsi disperatamente al loro monticello bruno.“

—  Giovanni Verga, libro Fantasticheria

Voi non ci tornereste davvero, e nemmen io; – ma per poter comprendere siffatta caparbietà, che è per certi aspetti eroica, bisogna farci piccini anche noi, chiudere tutto l'orizzonte fra due zolle, e guardare col microscopio le piccole cause che fanno battere i piccoli cuori.
Origine: Da Vita dei campi, 1880, Fantasticheria.

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„Una notte d'amore è un libro letto in meno.“

—  Honoré De Balzac scrittore, drammaturgo e critico letterario francese 1799 - 1850

Origine: Citato in Gino e Michele, Matteo Molinari, Le Formiche: anno terzo, Zelig Editore, 1995, § 1205.

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„Se mi dicessero che per raggiungere un certo scopo dovrei uccidere una formica, io non lo farei.“

—  Papa Giovanni XXIII 261° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1881 - 1963

Attribuite
Origine: Citato in Mario Canciani, Nell'arca di Noè, Carroccio, Vigodarzere, 1990, cap. Cieli e terre nuove.

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„La democrazia è una forma di religione. È l'adorazione degli sciacalli da parte dei somari.“

—  Henry Louis Mencken giornalista e saggista statunitense 1880 - 1956

Citato in Le Formiche, § 1814

„Erano indiani, per davvero. O figli della rivoluzione del '68, o profeti di una dottrina che avrebbe cambiato per sempre il modo di fare calcio. E il loro capo-tribù si chiamava Rinus Michels. Il suo calcio totale che trasformava gli spazi in praterie era fatto di un possesso-palla esasperato, di accelerazioni improvvise, di pressione multipla sul'avversario col pallone, di fuorigioco alto quando non altissimo. Ma soprattutto era interpretato non più da specialisti dei vari ruoli, bensì da giocatori eclettici capaci di attaccare e difendere, di giocare senza palla prima ancora che con la palla, di muoversi con disinvoltura in ogni zona del campo stando sempre corti, compatti, ossessivi. Una nuvola biancorossa, quella dell'Ajax, una nuvola arancione, quella dell'Olanda. Con portieri che, una volta aboliti i ruoli specifici, si erano riciclati da liberi, interpretando la parte in maniera più spregiudicata. L'emicrania non venne soltanto a Maldini. Venne agli inglesi la prima volta che affrontarono l'Olanda di Michels, le punte scattavano sul risaputo lancio dalle retrovie e la nuvola arancione li aveva messi in offside non di tre, ma di dieci-quindici metri. Venne al sommo Brera, cui quei satanassi mandarono all'aria tutti i parametri atletici e tattici sino a li' elaborati: e Brera se ne vendicò ribattezzandoli «cicale» dopo la finale mondiale persa nel '74 dai tedeschi padroni di casa. È vero, nell'albo d'oro ci sono le formiche, che ad ogni buon conto si chiamavano Beckenbauer, Muller, Overath, Breitner, Mayer. Ma nell'archivio delle emozioni indimenticabili restano loro, restano quei 16 tocchi consecutivi olandesi dal fischio d'avvio al fallo di Vogts su Cruyff in area germanica. Il primo tedesco a toccare il pallone in quella finale fu Muller, riavviando il gioco dal disco di centrocampo dopo il rigore di Neeskens. Il generale Michels si prese la rivincita quattordici anni più tardi quando, sullo stesso campo, l'Olympiastadion di Monaco, decorò la bacheca olandese dell'unico trofeo conquistato sin qui, l'Europeo '88, firmato da una storica prodezza di Van Basten. Ma fu un indennizzo tardivo e mai fino in fondo assaporato. Perché pur nel rispetto di una matrice di massima, quella non era più la sua Olanda-totale. Tant'è vero che il suo fuoriclasse, Van Basten, era pienamente classificabile, in quanto prototipo del centravanti moderno: a differenza del fenomeno d'un tempo, Cruyff, che segnava sì a mitraglia ma che nessuno ha mai saputo battezzare se non come uomo-ovunque.“

—  Gigi Garanzini giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948

4 marzo 2005

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„Se nel tempo estivo cantavi, d'inverno balla.“

—  Esopo scrittore e favolista greco -620 - -564 a.C.

da La cicala e le formiche, 336
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„Occorre prestare attenzione al sacrificio che, spesso inconsapevolmente, richiediamo agli animali per sfamarci. Voi direte: è la catena alimentare. Io vi dico che è una catena alimentare non alla pari: un formichiere può mangiare solo formiche, un uomo può scegliere. La possibilità di scelta fa la differenza.
Basterebbe ascoltare anche una volta sola come si lamentano le aragoste, per non aver più voglia di mangiarne nemmeno un boccone. Ho letto con apprensione il saggio di uno scrittore americano, David Foster Wallace, dal titolo Considera l'aragosta. L'autore dedica decine di pagine al consumo del famoso crostaceo raccontando con dovizia scientifica, dati alla mano, che la prelibata bestiola dei fondali marini, quando viene immersa viva nell'acqua bollente non solo soffre, ma soffre lentamente perché non muore di colpo. Motivo in più per lasciar perdere, e lasciar vivere.
Io, da quando mi sono imbattuto in quella lettura, non le mangio. Evito i ristoranti con l'acquario in bella mostra, quelle specie di galere acquatiche in cui l'aragosta è segregata con le chele bloccate da un lacciolo, fino a quando un cliente non la sceglie, decretando la sua fine. Unica consolazione mi proviene dal conto sicuramente salato che quel commensale si troverà a fine pasto. Ma è una magra consolazione.“

—  Maurizio Costanzo giornalista, conduttore televisivo e autore televisivo italiano 1938

Origine: Preferisco i cani (e un gatto), p. 77

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„E mi svolse (fors'anche perché fossi preparato a gli esperimenti spiritici, che si sarebbero fatti questa volta in camera mia, per procurarmi un divertimento) mi svolse, dico, una sua concezione filosofica, speciosissima, che si potrebbe forse chiamare lanterninosofia. Di tratto in tratto, il brav'uomo s'interrompeva per domandarmi: – Dorme, signor Meis? E io ero tentato di rispondergli: – Sì, grazie, dormo, signor Anselmo. Ma poiché l'intenzione in fondo era buona, di tenermi cioè compagnia, gli rispondevo che mi divertivo invece moltissimo e lo pregavo anzi di seguitare. E il signor Anselmo, seguitando, mi dimostrava che, per nostra disgrazia, noi non siamo come l'albero che vive e non si sente, a cui la terra, il sole, l'aria, la pioggia, il vento, non sembra che sieno cose ch'esso non sia: cose amiche o nocive. A noi uomini, invece, nascendo, è toccato un tristo privilegio: quello di sentirci vivere, con la bella illusione che ne risulta: di prendere cioè come una realtà fuori di noi questo nostro interno sentimento della vita, mutabile e vario, secondo i tempi, i casi e la fortuna. E questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti su la terra, e ci fa vedere il male e il bene; un lanternino che projetta tutt'intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l'ombra nera, l'ombra paurosa che non esisterebbe, se il lanternino non fosse acceso in noi, ma che noi dobbiamo pur troppo creder vera, fintanto ch'esso si mantiene vivo in noi. Spento alla fine a un soffio, ci accoglierà la notte perpetua dopo il giorno fumoso della nostra illusione, o non rimarremo noi piuttosto alla mercé dell'Essere, che avrà soltanto rotto le vane forme della nostra ragione? – Dorme, signor Meis? – Segua, segua pure, signor Anselmo: non dormo. Mi par quasi di vederlo, codesto suo lanternino. – Ah, bene… Ma poiché lei ha l'occhio offeso, non ci addentriamo troppo nella filosofia, eh? e cerchiamo piuttosto d'inseguire per ispasso le lucciole sperdute, che sarebbero i nostri lanternini, nel bujo della sorte umana. Io direi innanzi tutto che son di tanti colori; che ne dice lei? secondo il vetro che ci fornisce l'illusione, gran mercantessa, gran mercantessa di vetri colorati. A me sembra però, signor Meis, che in certe età della storia, come in certe stagioni della vita individuale, si potrebbe determinare il predominio d'un dato colore, eh? In ogni età, infatti, si suole stabilire tra gli uomini un certo accordo di sentimenti che dà lume e colore a quei lanternoni che sono i termini astratti: Verità, Virtù, Bellezza, Onore, e che so io… E non le pare che fosse rosso, ad esempio, il lanternone della Virtù pagana? Di color violetto, color deprimente, quello della Virtù cristiana. Il lume d'una idea comune è alimentato dal sentimento collettivo; se questo sentimento però si scinde, rimane sì in piedi la lanterna del termine astratto, ma la fiamma dell'idea vi crepita dentro e vi guizza e vi singhiozza, come suole avvenire in tutti i periodi che son detti di transizione. Non sono poi rare nella storia certe fiere ventate che spengono d'un tratto tutti quei lanternoni. Che piacere! Nell'improvviso bujo, allora è indescrivibile lo scompiglio delle singole lanternine: chi va di qua, chi di là, chi torna indietro, chi si raggira; nessuna più trova la via: si urtano, s'aggregano per un momento in dieci, in venti; ma non possono mettersi d'accordo, e tornano a sparpagliarsi in gran confusione, in furia angosciosa: come le formiche che non trovino più la bocca del formicajo, otturata per ispasso da un bambino crudele. Mi pare, signor Meis, che noi ci troviamo adesso in uno di questi momenti. Gran bujo e gran confusione! Tutti i lanternoni, spenti. A chi dobbiamo rivolgerci? Indietro, forse? Alle lucernette superstiti, a quelle che i grandi morti lasciarono accese su le loro tombe?“

—  Luigi Pirandello drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per la Letteratura nel 1934 1867 - 1936

Cap XIII

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„La superstizione porta sfortuna.“

—  Umberto Eco semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 - 2016

citato in Gino e Michele, Matteo Molinari, Le Formiche: anno terzo, Zelig Editore, 1995, § 1465

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„Che cosa distingue George Washington, Richard Nixon e Ronald Reagan? Washington non sapeva dire bugie, Nixon non sapeva dire la verità e Reagan non sa dire la differenza.“

—  Art Buchwald giornalista e scrittore statunitense 1925 - 2007

citato in Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano: n. 48

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„Ho scoperto un nuovo metodo anticoncezionale infallibile: si tratta di andare nella camera da letto e guardare mia moglie mentre si toglie il trucco.“

—  Art Buchwald giornalista e scrittore statunitense 1925 - 2007

citato in Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano: n. 373

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„Ci sono donne che preferiscono non far soffrire molti uomini contemporaneamente e che preferiscono concentrarsi su uno solo: sono le donne fedeli.“

—  Alfred Capus giornalista e scrittore francese 1858 - 1922

citato in Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano, di Gino&Michele e Matteo Molinari, ed. Baldini&Castoldi

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„Anche le formiche, nel loro piccolo, si incazzano.“

—  Marcello Marchesi comico, sceneggiatore e regista italiano 1912 - 1978

Origine: Questa citazione è divenuta poi il titolo della raccolta di aforismi umoristici curata da Gino e Michele e Matteo Molinari.
Origine: Il malloppo, p. 7

„Credevo alla reincarnazione fino a 5 minuti fa»
«Poi che è successo?»
«Sono morto.“

—  Johnny Hart fumettista statunitense 1931 - 2007

Origine: Citato in Gino e Michele, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano, n. 180.

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„Claudio Bisio è un attore che definire calvo è riduttivo.“

—  Rocco Tanica tastierista italiano 1964

Origine: Citato in Gino & Michele, Matteo Molinari, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano, volume quarto (a gratis), Editore Zelig, Milano, 1994. ISBN 88-864-7102-5

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„Per l'idea ci vuole la parola, senza la parola non c'è scambio, giusto un brulichio nella coscienza, come formiche sulla pelle.“

—  Sándor Márai scrittore e giornalista ungherese 1900 - 1989

Terra, Terra!...

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„Chi guarda nel cannocchiale e vede cose diverse da quelle che vedo io è sempre uno che può insegnarmi molte cose, e lo leggerò con l'atteggiamento del discepolo che vuole capire ciò che ancora non gli è chiaro; se poi discuterò le sue conclusioni, lo farò col rispetto e con la riconoscenza che dobbiamo a quelli che hanno aperto la strada sulla quale ci prepariamo ad andare oltre, valutando il suo procedimento a posteriori sulla base degli argomenti, non a priori confrontando le sue conclusioni con le mie. È l'atteggiamento che il mio maestro Guido Calogero mi ha insegnato a chiamare «volontà di capire» o «spirito del dialogo». Ma al dialogo tra chi guarda nel cannocchiale e chi si rifiuta di guardarci non ho mai creduto: non è in nessun caso proficua una discussione tra uno storico che fonda su una serie di argomenti una nuova prospettiva e uno storico che, solo perché la nuova prospettiva non è ortodossa, si ritiene dispensato dalla fatica di saggiare ad uno ad uno gli argomenti e se la cava dicendo che il tutto «non è convincente»; né tra chi si pone come unico problema la verificabilità di una lettura storica e chi si preoccupa delle conseguenze che tale lettura porterà al quadro tradizionale della Geistesgeschichte; né tampoco tra chi ricostruisce un antico pensiero con la pazienza da formica del raccogliere instancabilmente nuovi elementi e chi deduce il pensiero di Parmenide dall'Eleatismo, l'Eleatismo dal Naturalismo Presocratico e il Naturalismo Presocratico dalla Spiritualità Greca; né, soprattutto, tra lo scrittore che lavora a inserire il «filosofo» in una prospettiva sincronica, che è poi sempre costituita dalla cultura e dalla società in cui quel «filosofo» visse e respirò, e il suo collega disposto a chiarirne i punti oscuri sempre e soltanto attraverso la rilettura di altri «filosofi», rifuggendo con disgusto dal contaminare il Puro Pensiero con l'utilizzazione dei poeti, degli oratori e degli storici.“

—  Antonio Capizzi filosofo e storico italiano 1926 - 2003

Origine: La Repubblica cosmica, pp. 13-14

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„Durante la gravidanza la femmina della formica può raggiungere anche i tre grammi di peso.“

—  Gene Gnocchi comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955

Origine: Il mondo senza un filo di grasso, p. 34

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„È abbastanza tipico delle formiche subappaltare i lavori.“

—  Gene Gnocchi comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955

Origine: Il mondo senza un filo di grasso, p. 34

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„Contrariamente a quello che accade per gli uomini, la formica può sposare un suo cugino.“

—  Gene Gnocchi comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955

Origine: Il mondo senza un filo di grasso, p. 34

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„Una cosa assolutamente estranea alla formica è la cura dimagrante.“

—  Gene Gnocchi comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955

Origine: Il mondo senza un filo di grasso, p. 35

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„Per il loro incedere sempre uguale e motivato non si riesce mai a capire quando le formiche perdono la pazienza.“

—  Gene Gnocchi comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955

Origine: Il mondo senza un filo di grasso, p. 35

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„Secondo una statistica dell'Istituto Italiano per le Ricerche sulla Formica (IIRF) il novantanove virgola nove per cento della popolazione non prova nessun rimorso dopo aver pestato una formica.“

—  Gene Gnocchi comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955

Origine: Il mondo senza un filo di grasso, p. 35

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„Le formiche parlano di sfortuna soltanto quando le loro compagne vengono schiacciate da un tacco a spillo.“

—  Gene Gnocchi comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955

Origine: Il mondo senza un filo di grasso, p. 35

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„Ad un osservatore attento e anche esperto di formiche non può sfuggire che nell'incessante andirivieni del formicaio c'è sempre una formica immobile sul fondo, che batte la fiacca.“

—  Gene Gnocchi comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955

Origine: Il mondo senza un filo di grasso, p. 35

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„Il meglio è faticare a mo' della formica con assiduità.“

—  Luigi Guanella presbitero italiano 1842 - 1915

Massime di spirito e metodo d'azione

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„Chi invita la formica d'estate, non va per pane in presto il verno.“

—  Giulio Cesare Croce, libro Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno

Le sottilissime astuzie di Bertoldo, Detti sentenziosi di Bertoldo innanzi la sua morte
Origine: In prestito durante l'inverno.

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„Se mi avessero dato un miliardo per ogni volta che ho presentato questo gioco in pubblico a quest'ora sarei miliardario.“

—  Mago Forest comico, showman e conduttore televisivo italiano 1961

citata in Gino & Michele, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano – Anno 2002, Baldini & Castoldi, 2001, n. 90

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„Non prendertela se ti considerano mezzo scemo. Si vede che ti conoscono solo a metà.“

—  Tiziano Sclavi scrittore e fumettista italiano 1953

Origine: Citato in Gino e Michele, Matteo Molinari, Le Formiche: anno terzo, Zelig Editore, 1995, § 1589.

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„C'è un giorno per seminare e un giorno per raccogliere… giovedì andrebbe benissimo…“

—  Corrado Guzzanti comico, attore e sceneggiatore italiano 1965

citato in Gino & Michele, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano, Mondadori

„Volare è utile, atterrare è necessario.“

—  Eros Drusiani cabarettista e scrittore italiano 1954

citato in Gino&Michele, Matteo Molinari, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano – edizione completa

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„Le formiche alate vanno alla morte | bruciandosi sullo stoppino della lampada | anch'io ho incontrato | l'ora della morte nel luccichio della luce dei tuoi occhi | o meraviglia! Questo corpo che è stato sempre vigile | è completamente bruciato alla soglia dei tuoi occhi | io è come non sapessi.“

—  Chairil Anwar 1922 - 1949

da Motivo Fischiettato I, La letteratura indonesiana e malese moderna
Origine: Citato in Il fiore della letteratura malese e indonesiana, traduzione di Luigi Santa Maria, EDIPEM, Novara, 1973, p. 156.

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„La formica è un esempio di serietà naturale.“

—  Alda Merini poetessa italiana 1931 - 2009

La vita facile

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„Vi siete mai trovata, dopo una pioggia di autunno, a sbaragliare un esercito di formiche, tracciando sbadatamente il nome del vostro ultimo ballerino sulla sabbia del viale? Qualcuna di quelle povere bestioline sarà rimasta attaccata alla ghiera del vostro ombrellino, torcendosi di spasimo; ma tutte le altre, dopo cinque minuti di pànico e di viavai, saranno tornate ad aggrapparsi disperatamente al loro monticello bruno. – Voi non ci tornereste davvero, e nemmen io; – ma per poter comprendere siffatta caparbietà, che è per certi aspetti eroica, bisogna farci piccini anche noi, chiudere tutto l'orizzonte fra due zolle, e guardare col microscopio le piccole cause che fanno battere i piccoli cuori.“

—  Giovanni Verga, libro Vita dei campi

Vita dei campi (1880), Fantasticheria
Variante: Vi siete mai trovata, dopo una pioggia di autunno, a sbaragliare un esercito di formiche tracciando sbadatamente il nome del vostro ultimo ballerino sulla sabbia del viale? Qualcuna di quelle povere bestioline sarà rimasta attaccata alla ghiera del vostro ombrellino, torcendosi di spasimo; ma tutte le altre, dopo cinque minuti di panico e di viavai, saranno tornate ad aggrapparsi disperatamente al loro monticello bruno.
Voi non ci tornereste davvero, e nemmeno io; ma per poter comprendere siffatta caparbietà, che è per certi aspetti eroica, bisogna farci piccini anche noi, chiudere tutto l'orizzonte fra due zolle, e guardare col microscopio le piccole cause che fanno battere i piccoli cuori.

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„La coscienza è la voce interiore che ci avverte che qualcuno potrebbe vederci.“

—  Henry Louis Mencken giornalista e saggista statunitense 1880 - 1956

Citato in Le Formiche, § 1871

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„Ho smesso di credere a Babbo Natale quando avevo sei anni. Mamma mi portò a vederlo ai grandi magazzini e lui mi chiese l'autografo.“

—  Shirley Temple attrice statunitense 1928 - 2014

citata in Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano – Anno secondo, Ed. Baldini & Castoldi

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„Quando le donne si baciano vengono sempre in mente i lottatori professionisti che si stringono la mano.“

—  Henry Louis Mencken giornalista e saggista statunitense 1880 - 1956

Citato in Le Formiche, § 1391

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„Sappiamo che il computer più avanzato del mondo non ha un cervello così sofisticato come quello di una formica. È vero, potremmo dire lo stesso di molti nostri parenti, ma ci tocca sopportarli solo ai matrimoni o in occasioni speciali.“

—  Woody Allen regista, sceneggiatore, attore, compositore, scrittore e commediografo statunitense 1935

2004
Effetti collaterali (Side Effects), Il mio discorso ai laureandi