Frasi su nuvola

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema nuvola.

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„Io sono abituato a cibarmi
di nuvole e lontananza.“

—  Eugenio Montale poeta, giornalista e critico musicale italiano 1896 - 1981

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„Non totalmente ignari, | e non completamente nudi, | ma trascinando nuvole di gloria discendiamo | da Dio, che è la nostra casa: | nell'infanzia, il paradiso è in noi.“

—  William Wordsworth poeta inglese 1770 - 1850
Source: Da Ode: Intimations of Immortality from Recollections of Early Childhood; citato in Jeremy Rifkin, La civiltà dell'empatia: la corsa verso la coscienza globale nel mondo in crisi, traduzione di Paolo Canton, Mondadori, Milano, 2010, p. 327. ISBN 978-88-04-59548-9

Citát „Le nuvole non possono annientare il sole.“
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„Le nuvole non possono annientare il sole.“

—  Franco Battiato musicista, cantautore e regista italiano 1945
da Lode all'Inviolato

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„Dicono, punta alle stelle, se sbagli, cadrai sulle nuvole.“

—  Mondo Marcio rapper, beatmaker e produttore discografico italiano 1986
Generazione X, da Alza le mani , n. 13

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„Erano indiani, per davvero. O figli della rivoluzione del '68, o profeti di una dottrina che avrebbe cambiato per sempre il modo di fare calcio. E il loro capo-tribù si chiamava Rinus Michels. Il suo calcio totale che trasformava gli spazi in praterie era fatto di un possesso-palla esasperato, di accelerazioni improvvise, di pressione multipla sul'avversario col pallone, di fuorigioco alto quando non altissimo. Ma soprattutto era interpretato non più da specialisti dei vari ruoli, bensì da giocatori eclettici capaci di attaccare e difendere, di giocare senza palla prima ancora che con la palla, di muoversi con disinvoltura in ogni zona del campo stando sempre corti, compatti, ossessivi. Una nuvola biancorossa, quella dell'Ajax, una nuvola arancione, quella dell'Olanda. Con portieri che, una volta aboliti i ruoli specifici, si erano riciclati da liberi, interpretando la parte in maniera più spregiudicata. L'emicrania non venne soltanto a Maldini. Venne agli inglesi la prima volta che affrontarono l'Olanda di Michels, le punte scattavano sul risaputo lancio dalle retrovie e la nuvola arancione li aveva messi in offside non di tre, ma di dieci-quindici metri. Venne al sommo Brera, cui quei satanassi mandarono all'aria tutti i parametri atletici e tattici sino a li' elaborati: e Brera se ne vendicò ribattezzandoli «cicale» dopo la finale mondiale persa nel '74 dai tedeschi padroni di casa. È vero, nell'albo d'oro ci sono le formiche, che ad ogni buon conto si chiamavano Beckenbauer, Muller, Overath, Breitner, Mayer. Ma nell'archivio delle emozioni indimenticabili restano loro, restano quei 16 tocchi consecutivi olandesi dal fischio d'avvio al fallo di Vogts su Cruyff in area germanica. Il primo tedesco a toccare il pallone in quella finale fu Muller, riavviando il gioco dal disco di centrocampo dopo il rigore di Neeskens. Il generale Michels si prese la rivincita quattordici anni più tardi quando, sullo stesso campo, l'Olympiastadion di Monaco, decorò la bacheca olandese dell'unico trofeo conquistato sin qui, l'Europeo '88, firmato da una storica prodezza di Van Basten. Ma fu un indennizzo tardivo e mai fino in fondo assaporato. Perché pur nel rispetto di una matrice di massima, quella non era più la sua Olanda-totale. Tant'è vero che il suo fuoriclasse, Van Basten, era pienamente classificabile, in quanto prototipo del centravanti moderno: a differenza del fenomeno d'un tempo, Cruyff, che segnava sì a mitraglia ma che nessuno ha mai saputo battezzare se non come uomo-ovunque.“

—  Gigi Garanzini giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
4 marzo 2005

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„Spesso la luna si prova delle nuvole come se fossero dei cappelli.“

—  Ramón Gómez De La Serna scrittore e aforista spagnolo 1888 - 1963
Mille e una greguería, Greguería‎s‎, p. 55

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