Frasi sull'anima
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“Il senso artistico, non sostenuto da un forte e rigoroso senso morale, è uno dei maggiori pericoli per l'anima dell'uomo, perché può trovare la bellezza anche nell'avvenimento più feroce e più volgare.”

Sergei Timofeevič Aksakov (1791–1859) scrittore russo

Origine: Citato in Citazioni Morali, Rizzoli, 1993, p. 13. ISBN 8817140309 Le citazioni riportate in questo volume sono tratte dal Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti.

“Preferisco perdere l'anima, anziché rinunziare alla ragione.”

Augusto Guerriero (1893–1981) giornalista e scrittore italiano

Quaesivi et non inveni

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“Il lavoro è un oblio, ma un oblio attivo che si addice a un'anima forte.”

Alfred De Vigny (1797–1863) poeta, scrittore, drammaturgo

Diario di un poeta

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“… Giochiamo con superficialità […] c'è bisogno che si giochi con un po' di dignità, con un po' di anima, cazzo, nessuno fa un salto, un fallo con la palla lì! Facciamo a cazzotti almeno! Ma che cazzo avete dentro!?”

Simone Pianigiani (1969) allenatore di pallacanestro italiano

da Israele-Italia, broadcast Eurobasket 2011, 5 settembre 2011; visibile su YouTube http://www.youtube.com/watch?v=DSW0jJG7kBI

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“L'anima che riduce al minimo la preghiera rimane asfittica; se esclude ogni invocazione, lentamente si strangola.”

Gianfranco Ravasi (1942) cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano

Origine: L'incontro, p. 16

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“Nello sguardo delle bestie è racchiusa una luce profonda che ispira una tale simpatia che l'anima si apre, come un ospizio, a tutti i dolori animali.”

Francis Jammes (1868–1938) poeta francese

Origine: Citato in Jean Prieur, Gli animali hanno un'anima, traduzione di Nerina Spicacci, Edizioni Mediterranee, Roma, 2006, p. 45 http://books.google.it/books?id=VneGTjLchuQC&pg=PA45. ISBN 88-272-0828-3

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“Anima: la forza invisibile che guida il corpo.”

L'ospite

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“Una meravigliosa serenità, simile a questo dolce mattino di primavera, mi è scesa nell'anima e io ne godo con tutto il mio cuore. Sono solo e sono lieto di essere vivo in questo luogo creato per anime come la mia. Sono così felice, mio caro, così perduto nel senso di questa serena esistenza che la mia arte ne soffre. Ora non saprei disegnare nemmeno una linea, eppure non sono mai stato un pittore così grande come in questi momenti. Quando la bella valle effonde intorno a me i suoi vapori e il sole alto investe l'impenetrabile tenebra di questo bosco e solo qua e là qualche raggio riesce a penetrare in questo sacrario, e io mi stendo nell'erba alta accanto al torrente e, così vicino alla terra, scopro le piante più diverse e più singolari; quando sento vicino al mio cuore il brulichio del piccolo mondo in mezzo agli steli, le innumerevoli, incomprensibili figure dei bruchi e degli insetti e sento la presenza dell'Onnipotente che ci ha creati secondo la Sua immagine, l'alito del Supremo Amore che ci porta e ci sostiene in un'eterna beatitudine; quando, oh, amico mio!, i miei occhi si smarriscono in questa vertigine e l'universo e il cielo riposano nella mia anima come la figura di una donna amata, io provo allora l'angoscia di un desiderio e penso: oh, se tu potessi esprimere tutto questo, se potessi effondere sulla carta lo spirito di ciò che in te vive con tanta pienezza e con tanto calore, in modo da farne lo specchio della tua anima, come la tua anima è lo specchio del Dio infinito! Amico mio, io mi sento morire e soccombo alla forza e alla magnificenza di queste immagini!”

10 maggio; 1998, p. 9
I dolori del giovane Werther, Libro primo

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“Quella della musica è una delle tre vie per le quali l'anima ritorna al Cielo.”

Torquato Tasso (1544–1595) poeta, scrittore e drammaturgo italiano

da Esposizioni dell'autore d'alcune sue rime, in Opere, nota al sonetto CXXXVIII

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“Io credo, lo credo profondamente, che il vero fascismo sia quello che i sociologhi hanno troppo bonariamente chiamato la "società dei consumi". Una definizione che sembra innocua, puramente indicativa. E invece no. Se uno osserva bene la realtà, e soprattutto se uno sa leggere intorno negli oggetti, nel paesaggio, nell'urbanistica e, soprattutto, negli uomini, vede che i risultati di questa spensierata società dei consumi sono i risultati di una dittatura, di un vero e proprio fascismo. Nel film di Naldini noi abbiamo visto i giovani inquadrati, in divisa… Con una differenza, però. Allora i giovani nel momento stesso in cui si toglievano la divisa e riprendevano la strada verso i loro paesi e i loro campi, ritornavano gli italiani di cento, di cinquant'anni addietro, come prima del fascismo.
Il fascismo, in realtà, li aveva resi dei pagliacci, dei servi, e forse in parte anche convinti, ma non li aveva toccati sul serio. Nel fondo dell'anima, nel loro modo di essere. Questo nuovo fascismo, questa società dei consumi, invece, ha profondamente trasformato i giovani, li ha toccati nell'intimo, ha dato loro altri sentimenti, altri modi di pensare, di vivere, altri modelli culturali. Non si tratta più, come all'epoca mussoliniana, di un'irregolamentazione superficiale, scenografica, ma di una irregolamentazione reale che ha rubato e cambiato loro l'anima. Il che significa, in definitiva, che questa "civiltà dei consumi" è una civiltà dittatoriale. Insomma, se la parola fascismo significa la prepotenza del potere, la "società dei consumi" ha bene realizzato il fascismo.”

da Fascista; pp. 289-290
Scritti corsari
Origine: Dall'intervista di Massimo Fini, L'Europeo, 26 dicembre 1974.

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“[…] li avvocati sono come le buttane. Ti sucano la minchia e l'anima!”

Zio Carlo, p. 438
Romanzo criminale

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“Eccovi un uomo | uniforme || Eccovi un'anima | deserta | uno specchio impassibile”

Giuseppe Ungaretti (1888–1970) poeta italiano

Distacco, Locvizza, 24 settembre 1916; p. 53

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“Io sento, nell’anima che m’è congiunta, questa soglia dell’immortalità.”

Federigo Tozzi (1883–1920) scrittore italiano

da Novale, Le Lettere, Firenze, 2007, p. 160

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“La vita di un poeta è come un viaggio di esplorazione nel quale egli cerca la sua anima.”

Ferenc Herczeg (1863–1954) scrittore ungherese

Origine: Citato nella prefazione di Ignazio Balla in Géza Gárdonyi, Quel misterioso terzo, p. 11

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“Quando la fama e i soldi? Quando l'amore? Quando? Cosa c'è che non va, ogni volta, in questo miserabile presente? Bla, bla, bla. È l'anima ecco cos'è.”

Jack Kerouac (1922–1969) scrittore e poeta statunitense

Origine: Un mondo battuto dal vento, p. 176

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“Le anime degli uomini, prese insieme, sono come una sola anima, poiché sono state generate da una sola anima.”

Jakob Böhme (1575–1624) filosofo, teologo e mistico tedesco

Origine: Citato in Hartmann, p. 191.

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“Un uomo invecchia, ha in sé il sentimento radicale della debolezza, dell'atonia, del malessere che accompagna il progredire dell'età e, provandolo, immagina di essere ammalato, calma i propri timori con l'idea che la sua condizione penosa sia dovuta a qualche causa particolare, dalla quale, come da una malattia, spera di guarire. Vane immaginazioni! La malattia è la vecchiaia ed è un'orribile malattia. Dicono che è la paura della morte e di ciò che segue alla morte che fa volgere gli uomini alla religione quando avanzano gli anni. Ma la mia propria esperienza mi ha dato la convinzione che, senza alcun terrore o effetto d'immaginazione, il sentimento religioso tende a svilupparsi a misura che noi invecchiamo; a svilupparsi perché le passioni essendosi calmate, l'immaginazione e la sensibilità essendo diventate meno eccitate o eccitabili, la nostra ragione è meno turbata nel suo esercizio, meno offuscata dalle immagini dei desideri e dalle distrazioni che solevano assorbirla; allora Dio emerge come da una nuvola; la nostra anima lo sente, lo vede, si volge verso di lui, sorgente d'ogni luce; si volge naturalmente e inevitabilmente; e poiché tutto si dissolve nel mondo delle sensazioni, la vita e la gioia hanno cominciato ad abbandonarci, l'esistenza fenomenica non è più sostenuta dalle impressioni esterne ed interne, noi sentiamo il bisogno di appoggiarci a qualche cosa che resta, a qualche cosa che non ci ingannerà, una realtà assoluta ed eterna. Sì, noi ci volgiamo inevitabilmente a Dio; perché il sentimento religioso è così puro, così dolce al cuore questa esperienza, che ci compensa di tutte le altre perdite.”

Origine: Il mondo nuovo, pp. 190-191

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“L'uomo si interessa all'anima di una don­na, solo se ella ha un bel corpo.”

Henry De Montherlant (1895–1972) scrittore e drammaturgo francese

Origine: Citato in Il dramma, A. 44, n. 2, novembre 1968 http://archivio.teatrostabiletorino.it/archivi/media/collectiveaccess/images/3/7/2/85211_ca_object_representations_media_37233_original.pdf, p. 131.

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“Il pessimismo non ha mai consolato né i malati nel corpo, né gli infermi nell'anima.”

Joris Karl Huysmans (1848–1907) scrittore francese

da Controcorrente, a cura di V. Finzi Ghisi, traduzione di C. Sbarbaro, Garzanti, 1975

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“L'aver un certo mobile arredato un tempo le stanze di Maria Antonietta può dare un brivido anche a un'anima delicata, oltre che scuotere la grossolana fibra d'un parvenu.”

Mario Praz (1896–1982) critico d'arte, critico letterario e saggista italiano

da La filosofia dell'arredamento, p. 1216
Bellezza e bizzarria

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“[Eugène Sue] Quel gran romanziere glorioso o infame, secondo i gusti, ma certo molto atto a commuovere l'anima poetica di un'ardente fanciulla.”

Origine: Citato in Vittorio Spinazzola, Dalla narrativa d'appendice al premio Nobel, introduzione a Grazia Deledda, Elias Portolu, Oscar Mondadori, Milano, 1970.

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“Luciano Pavarotti mi parlava sempre di Mina e non certo solo quando eseguimmo il nostro duetto. Anch'io sono nata nel mese di marzo, come Mina; anch'io penso alla sua voce come a un grandissimo, inimitabile dono dalle natura, il riflesso di un'anima.”

Céline Dion (1968) cantante canadese

Origine: Citato in Mario Luzzatto Fegiz, Fegiz Files http://forum.corriere.it/fegiz_files/21-03-2010/aretha-franklin-e-celine-dion-su-mina-1508500.html, Corriere.it, 21 marzo 2010.

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“La nobiltà dell'anima, l'eleganza dei gesti di ogni giorno, la perfezione di un unico fiore bianco. Questa è l'immagine della Sicilia che porto dentro di me, e quello catturato in questo delicato profumo.”

Domenico Dolce (1958) stilista e imprenditore italiano

Origine: Citato in Dolce. Lo spot di D&G girato da Peppuccio Tornatore, a Noto http://www.ragusanews.com/articolo/40593/dolce-lo-spot-di-damp;g-girato-da-peppuccio-tornatore-a-noto, Ragusanews.com, 2 marzo 2014.

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“Il Partito d'Azione è scomparso dalla scena della nostra storia politica appena vi si è affacciato. Gli azionisti hanno dato un contributo e hanno pagato un prezzo molto alto nella lotta di liberazione dell'occupazione tedesca e fascista del Norditalia. Non mi pare che siano ricordati con particolare gratitudine. Anzi, sono diventati un concetto – l'azionismo – non solo esecrabile, ma che in quanto tale si è trasformato in qualcosa che ha a che vedere esclusivamente con un atteggiamento di etica politica (questo sì ha dato e dà fastidio, a destra come a sinistra). "Azionista" racchiude tante e diverse cose: tutte brutte e ormai totalmente sganciate dalle persone e dalle azioni. L'azionismo è diventato una categoria dello spirito, una categoria culturale. Qual è l'immagine che si vuole dare dell'azionista, allora? Innanzitutto è un intellettuale elitario che, in fondo, disprezza la massa, vuole fare la lezione, per di più con la presunzione che sia per il suo bene. Poi, è una "mosca cocchiera", un'anima bella, un generale senza truppe. Infine. è un rigorista che vorrebbe portare nella politica l'etica dei princìpi e delle convinzioni, senza pragmatismi e compromessi. Insomma, dal punto di vista delle capacità politiche, è un pedagogo moralista e velleitario. Ce lo immaginiamo – questo "azionista" – anche come un tipo antropologico a sé: un vecchio trombone (se non nel corpo, nell'anima), magari un "professorone", un moralista che tratta quotidianamente con le grandi idee che non sporcano le mani, mentre gli altri si danno da fare e le mani se le sporcano e si compromettono (loro sì!) nella "feconda bassura" dell'esperienza (espressione kantiana), cioè della "vera vita": insomma, l'azionista è un morto vivente. Un vero disastro umano. In più, è anche un ipocrita perché, mentre incita gli altri all'azione (azionista, appunto) e a correre i rischi, lui se ne sta nella biblioteca di casa sua, oppure con gli amici, come lui "radical chic" che, se hanno un cane, ha il pedigree oppure, ostentatamente, è un cane di strada e coltivano rancore per il mondo e il popolo bue, a caviale e champagne (la gauche-caviar).”

Gustavo Zagrebelsky (1943) giurista italiano
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“Quando mente e anima si trovano in reciproco accordo, allora nasce la fede.”

Abraham Joshua Heschel (1907–1972) rabbino e filosofo polacco

Origine: Da L'uomo non è solo, traduzione di Lisa Mortara ed Elena Mortara Veroli, Mondadori.

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“(Secondo i Fisionomi) il mostro nel corpo è mostro nell'anima.”

Stefano Guazzo (1530–1593) scrittore italiano

Dell'Honor delle Donne, p. 405
Dialoghi Piacevoli
Origine: Citato in Harbottle, p. 318

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