Frasi su protezione

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema protezione.

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„Prima di recarvi qui da me… andate a Monte Sant'Angelo e invocate l'aiuto e la protezione dell'Arcangelo Michele.“

—  Padre Pio da Pietrelcina presbitero e santo italiano 1887 - 1968

Origine: Citato in Nina Serago, TeleradioPadrePio - San Michele e Padre Pio ci ricordano il giusto sentiero da percorrere... http://www.teleradiopadrepio.it/interna.php?key=6954&inc=dettaglio&bread=News&t=%93San%20Michele%20e%20Padre%20Pio%20ci%20ricordano%20il%20giusto%20sentiero%20da%20percorre%85%94, Teleradio Padre Pio.it, 26 settembre 2007.

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„Volevo avvertire il nostro ignoto estortore che non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia.“

—  Libero Grassi imprenditore italiano 1924 - 1991

da una lettera pubblicata sul Giornale di Sicilia, 10 gennaio 1991

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Citát „Una sola cosa ha da temere l'arte da parte di un regime politico: la protezione.“
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„Una sola cosa ha da temere l'arte da parte di un regime politico: la protezione.“

—  Massimo Bontempelli scrittore, saggista e giornalista italiano 1878 - 1960

1974, p. 116
L'avventura novecentista

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„Dannazione, no. Non c'è nessuno negli affari abbastanza forte da spaventarmi.“

—  Tupac Shakur rapper, attivista e attore statunitense 1971 - 1996

Quando gli domandarono se fosse andato alla Death Row Records a chiedere protezione.
Hell, no. There's nobody in the business strong enough to scare me.
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„Il sionismo non fornì agli ebrei tedeschi molta protezione contro lo sterminio. Ma diede ai sopravvissuti la forza interiore di sopportare la rovina con dignità e senza perdere il proprio orgoglio.“

—  Albert Einstein scienziato tedesco 1879 - 1955

Origine: Da una lettera a un ebreo antisionista nel gennaio 1946; citato in Pensieri di un uomo curioso, p. 65.
Origine: Il lato umano, p. 59

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„Mi era arrivata la voce dai primi di gennaio che gli ultranazisti ungheresi volevano rastrellare tutti gli ebrei del ghetto internazionale per portarli al ghetto comune, chiuderli dentro, dare fuoco al ghetto, e uccidere quelli che tentavano di scappare. C'era già un muro intorno. Io non credevo a una cosa del genere perché mi sembrava un'enormità, un'atrocità enorme. Non ci credevo. Però, una bella mattina, ho visto passare una colonna di ebrei […] portati verso il ghetto che era lì a trecento metri. Ho domandato chi erano, e mi hanno detto che erano i portoghesi, ebrei ungheresi protetti dalla legazione del Portogallo. Durante la notte - credo le due di notte - era venuto in legazione un inviato della legazione portoghese: mi chiedevano che assumessi la protezione degli interessi portoghesi perché lui non ce la faceva più. Quando la mattina ho visto passare questa colonna di ebrei ungheresi protetti dalla legazione portoghese, ho cominciato a capire che qualcosa stava succedendo. E così ho scritto una lettera a questo ministro Vajna, dicendo che ho sentito queste voci e sono sicuro che lui, come ministro dell'interno e responsabile civile e militare della capitale assediata, non avrebbe permesso una cosa del genere. Quello non ha risposto. Allora […] mi sono presentato lì dove lui aveva la sua sede, nel sotterraneo del municipio di Budapest, che è un grandioso edificio, con un sotterraneo spazioso con uffici, e lì ho trovato Wallenberg, lo svedese, e Zürcher lo svizzero, ai quali ho detto "adesso io vado dentro e poi vi saprò dire". Sono andato da questo signore, il quale mi ha detto chiaro e tondo che lui aveva intenzione di fare una cosa del genere. Io ero sbalordito. Pensavo dentro di me: "ma questo qui proprio sta diventando matto, lui è ministro degli interni, è responsabile civile e militare della capitale assediata, come fa a pensare di fare una strage del genere?". Penso che ci fossero dentro nel ghetto sessantamila [prigionieri], più trentamila che venivano dalle case protette, insomma: si trattava di ammazzare un centinaio di migliaia di persone, oltre che distruggere la parte storica della capitale.“

—  Giorgio Perlasca funzionario italiano 1910 - 1992

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