Frasi su salva

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema salva, vita, dio, essere.

Un totale di 148 frasi, il filtro:

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„Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno.“

—  Enrico Berlinguer politico italiano 1922 - 1984

dall'intervista a Moby Dick, giugno 1981
Origine: Mensile della FGCI siciliana.
Origine: Citato in Walter Veltroni, La sfida interrotta. Le idee di Enrico Berlinguer, Baldini & Castoldi, 1994.

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„Gli occorreva – come a chiunque venga a trovarsi nel vicolo cieco di un Io eccessivo – qualcosa che gli si opponesse da fuori, e lo disarmasse, rendendo di colpo insufficiente quel suo Io, e superflui e confusi i suoi eccessi e il suo nichilismo. Non che gli servisse una fede, qualcosa in cui poter credere. No, molto di più: gli serviva una rivelazione, una folgorazione – che non richiedesse nemmeno di venir creduta, ma gli stesse dinanzi più grande, più semplice di lui, ed esigesse da lui più di ciò che il suo Io esigeva da sé stesso e dagli altri.
Viene per tutti il momento in cui si ha bisogno di venir «disarmati» in questo modo. E ciò di cui si ha bisogno allora è sempre e per tutti la stessa cosa: è l'essere: lo stare dinanzi alla semplice verità – non la verità di qualcuno o qualcosa, ma la verità di per sé, quella che si mostra infinita ad ogni istante agli occhi dei bambini, e che è uguale nel contempo alla vita di chi guarda e alla vita dell'universo intero. Lì ci si salva – senza che importi poi più di tanto quale forma riesca a dare a ciò chi ne è andato in cerca e vi si è salvato: sarà sempre e comunque una forma intensissima, radiosa. Mentre se non si è capaci di trovarla, al momento in cui ne è maturato il bisogno, avverrà immancabilmente che la personalità si esaurisca e si irrigidisca, nevrotica.“

—  Igor Sibaldi traduttore, saggista e scrittore italiano 1957

pp. XXXIII-XXXIV

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„Dove c'è amore per la musica, spesso c'è solo bontà e non c'è cattiveria. La musica unisce. La musica è quella magia che colora tutto ciò che riesce ad avvolgere con i suoi tentacoli di note e che riesce a farti amare di più la vita anche nei brutti momenti nei quali vorresti morire. La musica ti salva la vita.“

—  Carlo Zannetti chitarrista, cantautore e scrittore italiano 1960

Variante: Dove c'é amore per la musica, spesso c'é solo bontà e non c'é cattiveria. La musica unisce. La musica é quella magia che colora tutto ciò che riesce ad avvolgere con i suoi tentacoli di note e che riesce a farti amare di più la vita anche nei brutti momenti nei quali vorresti morire. La musica ti salva la vita.
Origine: Da Chuck Berry, un uomo inquieto liberato dal Rock and Roll http://www.ilpopoloveneto.it/notizie/musica/2017/05/13/40077-chuck-berry-un-uomo-inquieto-liberato-dal-rock-and-roll, Il Popolo Veneto.it, 13 maggio 2017.

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„[Sul Palio di Siena] Mi picchiarono, mi salvai scappando da una finestra; piangevo e dicevo: "Non correrò mai più", ma mi convinsero che la cattiveria era l'unica e grande regola del gioco.“

—  Andrea Degortes fantino italiano 1943

Origine: Citato in Emanuela Audisio, L'Onda travolge il sogno di record del grande Aceto http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/08/17/onda-travolge-il-sogno-di-record.html, la Repubblica, 17 agosto 1985, p. 32.

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„[Rivolgendosi a una signora che aveva esposto il tricolore alla finestra] Il tricolore lo metta nel cesso, signora. Ho ordinato un camion a rimorchio di carta igienica tricolore, personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore“

—  Umberto Bossi politico italiano 1941

durante il comizio a Venezia del 14 settembre 1997; citato in Vilipendio alla bandiera la Camera salva Bossi http://www.repubblica.it/online/politica/tricolore/tricolore/tricolore.html, la Repubblica, 23 gennaio 2002

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„Dio salva l'uomo togliendogli via tutti gli idoli.“

—  Oreste Benzi presbitero italiano 1925 - 2007

Pane quotidiano – luglio/agosto 2008

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„Anche l'amore è un'arca | che salva dal diluvio della vita | ma a tempesta finita | non si sa mai la roba che si sbarca.“

—  Trilussa poeta italiano 1871 - 1950

Aforismi
Origine: Google libri http://books.google.it/books?id=cHNlAAAAMAAJ&q=Anche+l%27amore+%C3%A8+un%27arca+che+salva+dal+diluvio+della+vita&dq=Anche+l%27amore+%C3%A8+un%27arca+che+salva+dal+diluvio+della+vita&hl=it&ei=7hKCTo_xEYPTsgbJhby1Dg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CDEQ6AEwAA Trilussa, Tutte le poesie, A. Mondadori, 2004, p. 1610

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„Se ancora due uomini incontrandosi si inchinano l'uno all'altro, la civiltà è salva.“

—  Cristina Campo scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 - 1977

Origine: Citato in Alessandro Spina, Conversazione in Piazza Sant'Anselmo e altri scritti, Morcelliana, Brescia, 2002, p. 81. ISBN 8837218885. Nel testo: "Passeggiavamo un giorno, sul tramonto, nella pace dell'Aventino. Mi rievocava una funzione religiosa cui aveva assistito in un monastero lì accanto, celebrata da due vescovi. I quali, in un luogo della funzione, si inchinano l'uno all'altro. «Ecco» annunciò, «se ancora due uomini incontrandosi si inchinano l'uno all'altro, la civiltà è salva»."

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„Il trapianto di mano? Non si deve fare. Con questi interventi creiamo malattie. Chi subisce il trapianto deve poi sottoporsi a una terapia con farmaci immunosoppressori che riducono le difese dell'organismo e favoriscono le infezioni. Non solo, in qualche caso possono addirittura stimolare la comparsa di tumori. Questi rischi si possono accettare per i trapianti salva-vita, ma la mano non è un organo vitale come il cuore o il fegato.“

—  Christiaan Barnard chirurgo sudafricano 1922 - 2001

Origine: Dall'intervista di Adriana Bazzi, Barnard: «Il trapianto di mano non si deve fare» https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2000/ottobre/27/Barnard_trapianto_mano_non_deve_co_0_0010271838.shtml, Corriere della Sera, 27 ottobre 2000, p. 18.

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„I giorni assegnatici per amarlo, imitarlo, salvare con lui le anime, scorrono e nessuno lo ama, nessuno lo imita, nessuno salva le anime.“

—  Charles de Foucauld religioso cattolico francese, esploratore e studioso della cultura Tuareg 1858 - 1916

Scritti Spirituali

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„«La morte per fuoco è una morte crudele. Dalla è morta dando alla luce suo figlio, ma tu lo hai nutrito, lo hai amato. Hai salvato tuo figlio dal ghiaccio. Adesso salva il suo dal fuoco.»“

—  George R. R. Martin autore di fantascienza statunitense 1948

Jon Snow
a Gilly Craster
2016, p. 127
I guerrieri del ghiaccio - I fuochi di Valyria - La Danza dei Draghi

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„Salva me, che io salverò te.“

—  Petronio Arbitro scrittore, filosofo 27 - 66

cap. XLIV; citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli

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„Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo“

—  Umberto Bossi politico italiano 1941

dal discorso al comizio del 26 luglio 1997 a Cabiate (Como) per la festa della Padania; citato in Vilipendio alla bandiera la Camera salva Bossi, la Repubblica, 23 gennaio 2002

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„Io non avevo paura, io sono salva, perché già perduta.“

—  Isabella Santacroce scrittrice italiana 1970

Amorino

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„L'amore non ti salva dal tuo destino.“

—  Jim Morrison cantautore e poeta statunitense 1943 - 1971

Tempesta Elettrica

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„Non l'estasi salva ma l'obbedienza. E non la libertà dilata bensì il vincolo.“

—  Hans Urs Von Balthasar presbitero e teologo svizzero 1905 - 1988

Il cuore del mondo

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„Dalla lettura critica, alla luce delle più elementari conoscenze storiche, del romanzo di Dan Brown non si salva neanche una pagina.“

—  Dan Brown scrittore statunitense 1964

da Processo al Codice da Vinci, Gribaudi, 2006

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„Lo zelo più grande ed autentico non ci salva dall'ipocrisia.“

—  David Hume, Storia naturale della religione

Storia naturale della religione

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„Se non si salva l'uomo non si salverà niente, perché è l'uomo stesso che è chiamato a diventare il regno di Dio.“

—  Maurice Zundel poeta, filosofo, mistico, teologo 1897 - 1975

Vita, morte, risurrezione

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„Il pensiero, o se si preferisce, l'atteggiamento mentale di Galileo sensibilmente diverso da quello di Descartes. Quello di Galileo non è puramente matematico: è fisico-matematico. Galileo non formula delle ipotesi sui modi possibili del moto accelerato: ciò che egli cerca, è il modo reale, il modo di cui si serve la natura. Galileo non parte, come Descartes, da un meccanismo causale, per tradurlo in seguito in un rapporto puramente geometrico, o anche, per sostituirvi un tale rapporto. Egli muove dall'idea – indubbiamente precostituita, ma che fornisce la base alla sua filosofia della natura – che le leggi della natura sono delle leggi matematiche. Il reale incarna il matematico. In tal modo non è presente, in Galileo, uno scarto tra l'esperienza e la teoria; la teoria, la formula, non si applica ai fenomeni dall'esterno, non «salva» questi fenomeni, ma ne esprime l'essenza. La natura non risponde che alle domande poste in linguaggio matematico, giacché la natura è il regno della misura e dell'ordine. E se l'esperienza guida così «come per la mano» il ragionamento, ciò avviene perché, nell'esperienza ben diretta, vale a dire a una domanda ben posta, la natura rivela la sua essenza profonda che solo l'intelletto, d'altronde, è capace di comprendere.“

—  Alexandre Koyré storico della scienza e filosofo francese 1892 - 1964

cap. II, Conclusione, pp. 156 sg.
Studi galileiani

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„Spesso, e soprattutto in guerra, le cose fittizie valgono quanto le cose reali e chi crede di poter far affidamento su qualche aiuto, proprio come se davvero ne disponesse, si salva grazie al morale che ricava dalla speranza e dalla voglia di osare.“

—  Tito Lívio, libro Ab Urbe condita libri

XXXIV, 12; 1997
[S]aepe vana pro veris, maxime in bello, valuisse et credentem se aliquid auxilii habere, perinde atque haberet, ipsa fiducia et sperando atque audendo servatum.
Ab urbe condita, Libro XXXI – Libro XL

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„Come Loro hanno osservato, con il professor Popper, anche se gli si tributa la lode più grande, non ci si salva mai da un piccolo rimprovero. Nonostante ciò, il professor Leser vuole ora tentare.“

—  Franz Kreuzer 1929 - 2015

Origine: Citato in Karl Popper, Simposio (Symposiums), traduzione di Dario Antiseri, Rusconi Editore, Milano 1989.

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„Quali obiettivi abbiamo avuto e abbiamo nella nostra azione verso l'Unione europea? Nella primissima fase abbiamo avuto l'obiettivo di mostrare, con le azioni che svolgevamo all'interno del Paese, di non aver bisogno della protezione un po' paralizzante altrui. E posso rivelare che in quella fase eravamo molto sottoposti a paterni, qualche volta materni, consigli: ma perché non fate domanda di appoggio o di finanziamento da parte del Fondo «salva Stati» o del Fondo monetario internazionale? Questa situazione l'ha vissuta per primo il mio predecessore, il Presidente Berlusconi, nelle giornate del G20 di Cannes, a fine ottobre, primi di novembre, ma poi anche noi nei primi due-tre mesi abbiamo avuto questo tipo di comunicazione. Abbiamo preferito che il Paese cercasse di fare da sé, non perché sia una cosa necessariamente disdicevole essere assistiti. Abbiamo visto che l'assistenza verso la Spagna è un'assistenza specifica, ossia verso le banche; un'assistenza across the board, generalizzata, invece, perché un Paese non si rimette in piedi da solo con la finanza pubblica, vuol dire la cosiddetta troika, termine russo, ma in salsa europea, ossia avere seduti, quasi come governatori collettivi di un Paese, il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea e la Commissione europea. Credo che questo Parlamento condivida il sentimento che è del Governo e che è nella tradizione italiana di auspicare sì parziali cessioni delle sovranità nazionali in un contesto europeo, come processo condiviso per esercitare più efficacemente le sovranità nazionali. Altro è dover cedere in modo asimmetrico parte della propria sovranità. Ritengo che gli sforzi che il popolo italiano ha fatto e sta facendo siano duri da accettare, ma ritengo che sarebbero stati più duri da accettare, e maggiore sarebbe stato il senso di alienazione, di frustrazione e di ripulsa verso la costruzione europea, se questi sforzi si fossero dovuti accettare, come ad esempio in Grecia, perché dettati dalla troika.“

—  Mario Monti politico, economista e accademico italiano 1943

Origine: Citato in XVI Legislatura – Resoconto stenografico dell'Assemblea – Seduta della Camera dei Deputati n. 649 del 13 giugno 2012 http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?idLegislatura=16&sezione=assemblea&tipoDoc=pdf&idseduta=649 – Informativa urgente del Presidente del Consiglio dei ministri sul vertice informale dei Capi di Stato e di Governo dell'Unione europea svoltosi a Bruxelles il 23 maggio scorso. Camera dei Deputati, 13 giugno 2012.

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„[Riguardo ai problemi di gestione delle immigrazioni clandestine] Una salva davanti, una salva dietro al limite delle acque territoriali e vedrete che le barche non partiranno più.“

—  Roberto Calderoli politico italiano 1956

da Bianchi: "Intervenga Gheddafi su queste tragedie non si tratta" http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/clandestini-lampedusa/bianchi-e-polemica-clandestini/bianchi-e-polemica-clandestini.html, Repubblica.it, 22 agosto 2006

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„Mentre la maggior parte dei teorici sociali sembrava non avere sufficiente consapevolezza del potere della gente di creare le proprie istituzioni e le proprie forme di organizzazione, ci sono molti esempi di questo potere che mi incoraggiano. Uno dei miei favoriti ha avuto luogo a New York negli ultimi anni '70. Questa esperienza si chiamava il "Movimento della undicesima strada est". Inizialmente il movimento era un'organizzazione di quartiere di portoricani, una delle tante del Lower East Side di Manhattan, che aveva formato un'alleanza con alcuni giovani ecologisti radicali per riabilitare un palazzo abbandonato che era stato completamente distrutto da un incendio. L'isolato stesso, uno dei peggiori nel ghetto ispanico, sarebbe divenuto un ritrovo per tossicodipendenti, ladri di auto, rapinatori e piromani. Dopo essere stato occupato illegalmente da una comunità di squatter, l'edificio fu completamente ricostruito dagli operai di una cooperativa, composti per la maggioranza da portoricani, una manciata di neri e qualche bianco. Il tentativo del movimento di acquistare la proprietà dell'edificio per finanziare la sua riabilitazione e allargare le sue attività ad altre strutture abbandonate, sarebbe divenuta una cause célèbre che ispirò imprese simili nel Lower East Side e in altri quartieri. […] Alla fine, l'edificio stesso fu non solo ricostruito, ma fu "ristrutturato ecologicamente" con dispositivi salva-energia, isolanti, pannelli solari per scaldare l'acqua e un generatore eolico per fornire una parte dell'energia elettrica. Si parlò di giardini pensili, riciclo dei rifiuti e di trasformare i terreni abbandonati nei paraggi in piccoli parchi di quartiere. Sarebbe troppo lungo fare un resoconto completo delle lotte del "Movimento della undicesima strada est". Tuttavia, sono felice di dire che alcune persone dell'Institute for Social Ecology giocarono un ruolo ispiratore e tecnico in questi progetti. Questo è, penso, un esempio poco conosciuto, ma notevole di come giovani ecologisti sociali bianchi hanno lavorato mano nella mano con persone ispaniche oppresse per ottenere un ambiente umano in maniera autenticamente ecologica. […] È stato un meraviglioso esempio della pratica dell'ecologia sociale che contrasta marcatamente con le carattaristiche bellicose, autoindulgenti e a volte misantropiche che trovo spesso nell'ecologia profonda e nell'ambientalismo della classe media.“

—  Murray Bookchin scrittore statunitense 1921 - 2006

da Aa. Vv., Defending the Earth, A debate between Murray Bookchin and Dave Foreman, Black Rose Books, Montreal/New York, 1991, pp. 101-102
Origine: Citato in Ermanno Castanò, Ecologia e potere. Un saggio su Murray Bookchin, p. 114, Mimesis, Milano, 2011. ISBN 88-57-50501-4

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„Vent'anni fa, Leopold Mapple era il giovane scienziato più brillante del nostro corso per studenti superdotati all'Istituto di Scienze di Londra. Era un ragazzone di cento chili, roseo e ben vestito. Lo si sarebbe potuto prendere per un ricco rampollo nullafacente: invece era lo scienziato più importante nella ricerca sulla fisica subatomica. Ma era anche il più inveterato gaudente, mangione, bevitore, tabagista, donnaiolo e cultore di ogni altra cosa dai più chiamata vizio. Spesso veniva richiamato dal nostro rettore, gran lucertolone calvinista, ad un atteggiamento più morale, ma Apple gli rispondeva sempre: "Sono uno scienziato e ho studiato con attenzione il mondo: e dico mai, nelle mie osservazioni, né col microscopio, né con con la camera a bolle, né con le analisi chimiche, né coi raggi X ho mai visto apparirmi una cosa chiamata 'morale'. Era infatti Leopold Mapple, l'uomo più radicalmente ateo, più rigidamente materialista, più lontano da qualsiasi sbavatura filosofica o mistica, che io avessi conosciuto. Per lui tutto era materia, numero, osservazione, confronto, realtà: su tutto il resto egli spargeva abbondantemente la sua risata fragorosa, ben conosciuta in tutte le birrerie londinesi. "C'è un solo mezzo", egli ripeteva spesso, "per elevarsi da questa terra: ed è possedere una velocità superiore a 11,45 chilometri al secondo: tutto il resto è carburante per la superstizione e l'ignoranza." E a questo suo monolitico approccio all'esistenza, egli si manteneva coerente. Radunava un gruppo di amici, io, il dottor Hyde, e Bohr, e Fermi e Jacobson e ci trascinava nella Londra notturna. Mangiava e beveva smodatamente: "Nulla teoria, sine hosteria,"diceva e aggiungeva: "Certo non ci si ciba in fondo che di molecole, ma tra un piatto di idrogeno e un pasticcio di maiale, c'è una bella differenza." E a chi gli diceva che diventa sempre più grasso, rispondeva: "Nell'Universo, le cose grosse sono più rare delle piccole: pochi elefanti, molte zanzare, pochi grandi stelle, tanti pianetini." Insomma, un tipo piuttosto bizzarro, l'avrete capito: ma l'eccezionale bravura scientifica e l'allegria contagiosa, lo rendevano simpatico a tutti. Piaceva anche alle donne, anche se lui ripeteva spesso:"Considero ogni parola detta a letto, oltre le sei, come una conferenza, e come tale mi riservo di abbandonarla." Questo suo carattere gli causava anche qualche guaio, come una volta, quando vide alcuni bambini fermi davanti a un presepe sotto Natale. Subito volle spiegare loro: uno, che Gesù Bambino non poteva essere nato seminudo nella capanna perché sarebbe morto assiderato entro pochi minuti, due, che la Madonna non poteva averlo partorito restando vergine perché la fecondazione artificiale è stata inventata quasi duemila anni dopo, e tre, che se veramente sulla capanna fosse arrivata una cometa avrebbe ridotto tutta la Palestina a una voragine fumante. Inoltre i pastori che arrivavano con le pecore probabilmente non erano venuti per regalarle, ma per venderle come è loro abitudine, e che i tre re magi erano la più grande delle fandonie perché mai nella storia un re si è fatto una cammellata nella notte per andare a portare dei doni a un bambino nudo, magari a una bambina di sedici anni sì, ma a un neonato mai nei secoli dei secoli amen e dopo, siccome i bambini erano piuttosto choccati, li portò tutti in una pasticceria e offrì loro una montagna di kraffen dicendo: prendete e mangiate, eccovi dio infinitamente buono nella sua santa trinità di crema, marmellata di arance e cioccolato. Fu denunciato dai genitori, e si guadagnò una nota di biasimo dal rettore, che però non lo espulse perché proprio in quei mesi Mapple stava ultimando un esperimento straordinario: era riuscito a costruire una camera a bolle speciale dove era sicuro di scoprire la terza forza elementare, la forza che, diceva, sta all'origine di tutte, e non è né onda né particella, qualcosa di completamente diverso, e definitivo. "Farò l'ultimo strip-tease alla cosiddetta materia," ci disse, troneggiando tra macerie di lattine di birre, a una festa organizzata la sera prima dell'esperimento. "E quello che resterà alla fine, sarà il principio: altroché Buddha e Javeh e Visnù e altri figuri metà uomo e metà cane e splendenti e resuscitanti e volanti e sibilanti su e giù per il cielo. Basta con il traffico aereo degli impostori! Quello che troveremo al termine del mio esperimento, sarà Dio a tutti gli effetti di legge: ciò da cui tutto è composto, e creato, e causato: una particella, un'onda, una relazione. Non lancerà fulmini, nel suo nome nessun profeta sarà costretto a massacri, non avrà bisogno di travestirsi da toro di legno per scopare: sarà una formula, tutto lì. Gioiosa, semplice, tangibile, consistente, divulgabile nelle scuole, utilizzabile in industria. Ragazzi quel giorno andrò dal rettore e gli dirò: 'faccia mettere questa formula nel presepe al posto di Gesù Bambino. E vedrà se giuseppi e marie e pastori e pecorelle e reganti cammellari e angeli trombettieri non ci faranno la figura dei fessi!" Noi scoppiammo a ridere, qualcuno era un po' scandalizzato, ma Mapple ci travolse, beveva e cantava e petava come un cavallo gridando: "In interiore hominis vox veritatis!" e passammo in rassegna tutte le bettolacce di Sub-Chelsea e per contare i tappi di birra fatti saltare Bohr disse che ci sarebbe voluta un'equazione complessa, e tornammo a casa ubriachi fradici. Il giorno dopo, fragoroso come sempre, Mapple arrivò all'Istituto per l'esperimento. "Bene," disse "ora prendiamo un bell'atomo grassotto e prendiamolo a cazzotti finché non gli cascano giù tutti gli elettrodentoni." Era questo un suo modo colorito di definire gli esperimenti subatomici. Un giovane tecnico si calò nella grande camera a bolle, dentro la quale sarebbe avvenuto il bombardamento, fino all'ultima particella. Quella mattina Mapple era particolarmente euforico, e ben farcito di birra. Non si accorse che il tecnico si era sdraiato a terra per controllare la temperatura del suolo. Così lo chiuse senza accorgersene dentro la camera e iniziò il bombardamento. L'esperimento durò otto giorni: per quel tempo, il reparto restò chiuso a tutti. Il nono giorno ecco arrivare Mapple in smoking, reduce dalla solita notte di baldoria. C'eravamo tutti con lui, mentre si avviava alla camera nucleare: "Ragazzi", egli gridava, facendo roteare il bastone d'avorio, "le nuvole di duemila anni di incensi religiosi stanno finalmente per dissolversi. Migliaia di preti invaderanno gli uffici di disoccupazione in tutto il mondo. Nessun bambino verrà mai più atterrito da purgatori e inferni! Le marmellate in cima agli armadi verranno sterminate, senza paura di ritorsioni. Nelle chiese risuonerà, liberatorio, il tintinnio dei brindisi. Suore nude si concederanno a rabbini infoiati, ex voto, ex stole, ex messali, tiare, sottanoni e paramenti e ultime cene tutto brucerà, nello stesso fuoco in cui la chiesa ha bruciato i libri, gli eretici, i villaggi degli infedeli. L'ultima crociata è giunta! L'umanità è salva! Cristo è disceso in terra, anzi è sempre stato lì, e io ve lo mostrerò! La causa causarum, la sacra particula, il colui da cui, il primo motore, l'ordo initialis, l'uovo cosmico, il fabbro celeste, il danzatore eterno, l'occhio del Buddha, il kkien, il waugwa, il primo bit, il supremo artefice! Presto a voi in tutto il suo scientifico splendore! Seguitemi!" E noi lo seguimmo, eccitati, fin davanti la porta sigillata della camera dell'esperimento, e trattenemmo il fiato insieme a lui, quando lui aprì la porta e vide… vide… Vide il tecnico, con la barba lunga, i capelli incolti, con il viso scavato da otto giorni di digiuno, e il camice bianco strappato, che alzava al cielo le mani bruciate dalle ustioni radioattive e gridava: "Sono qui! Sono io, Mapple, finalmente mi hai trovato!" Descrivere il viso di Mapple in quel momento, non mi è possibile: diventò bianco come un marmo, gli occhi sembrarono uscirgli dalle orbite, ed egli lanciò un urlo, un urlo che fece tremare i vetri dell'Istituto, e i nostri cuori. "Nooooooooooooooooo!" Fuggì, travolgendo tutti. Nessuno di noi riuscì a raggiungerlo per spiegargli cos'era veramente successo. Sparì nel nulla e riapparve solo dopo molti giorni, la barba lunga, gli occhi rossi: capimmo subito che era uscito di senno. "Mapple," cercammo di spiegargli "quello che hai visto era solo il tecnico dell'Istituto, rimasto chiuso nella tua camera atomica per otto giorni!" "No amici," egli disse con voce ispirata, "era Dio! In fondo a ogni atomo c'è Dio." Due mesi dopo partì, con questa strana astronave, nello spazio. Da quel giorno egli vola per le galassie, portando la Religione ovunque, nelle stazioni spaziali, nei pianeti, nelle astronavi: non c'è culto o rito o confessione che egli non conosca e commerci. Cosi sia.“

—  Stefano Benni scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947

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„Io funziono un po' da filtro per Pieraccioni. Purifico il marcio che c'è in lui. Quando pensa a qualcosa di sconcio o di sporco chiama me; io mi prendo la colpa e lui si salva!“

—  Massimo Ceccherini attore, regista e comico italiano 1965

Origine: Citato in Gabriele Rifilato, Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895.

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„[Parlando della Guardia Di Finanza] Se c'è un corpo deviato dello Stato che si organizza, che pretende di avere certe somme da chi è in regola minacciando azioni su altre società di un gruppo e che poi si spartisce verticalmente tra i suoi membri il ricavato di queste sue pressioni, siamo di fronte ad una forma di associazione a delinquere.“

—  Silvio Berlusconi politico e imprenditore italiano 1936

1996
Origine: Alla vigilia del processo in cui Berlusconi era imputato per le presunte tangenti Fininvest alle Fiamme gialle, 16 gennaio 1996; citato in Vilipendio Flick "salva" Berlusconi http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/12/22/vilipendio-flick-salva-berlusconi.html, la Repubblica, 22 dicembre 1996.

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„Solo la fantasia ci salva la vita.“

—  Siegfried Lenz scrittore tedesco 1926 - 2014

citato in Corriere della sera, 28 gennaio 2010

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„Vero, la società dovrebbe salvarci dall'universo che ci ingoia. Ma cosa ci salva dalla società?“

—  Manlio Sgalambro filosofo, scrittore e poeta italiano 1924 - 2014

Dell'indifferenza in materia di società

„Chi ci salva dalla cattiveria? Non certamente la scienza!“

—  Livio Fanzaga presbitero italiano 1940

Radio Maria, 2 luglio 2010

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„[Dopo aver appena investito un prete] Se abbiamo fatto un decreto Salva-Pveviti possiamo anche fare il decreto Ammazza-Pveti…“

—  Corrado Guzzanti comico, attore e sceneggiatore italiano 1965

Imitazioni, Giulio Tremonti

„Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall'azione cattolica.“

—  Zucchero composto chimico chiamato comunemente zucchero 1955

da Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall'azione cattolica

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